MARCELLO SIMONI.
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L'ABBAZIA DEI CENTO INGANNI.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Beati gli occhi che vedono ci che voi vedete.
Luca, 10, 23.
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LABBAZIA DEI CENTO INGANNI.
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gennaio 1349. marzo 1351.
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PROLOGO.
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Selve di Ferrara.
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7 gennaio 1349, notte.
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Il cacciatore di lupi avanz sulla distesa di neve, adagio, fra i tronchi di salice e quercia. La luna
era ancora alta, lalba una sfumatura dargento tra il cielo e le fronde imbiancate. Mantenne la fiaccola
sollevata, lasciandosi alle spalle gli argini del fiume per proseguire verso nord, lo sguardo basso in
cerca di tracce. Faceva quel mestiere sin da bambino, prima col padre e poi da solo, senza mai nessun
altro a tenergli compagnia. Del resto odiava il genere umano e ancor pi i cani, bestie indegne asservite
al padrone. Si sentiva a suo agio soltanto nel bosco, lunico luogo in cui la sua barba arruffata e i modi
burberi non suscitavano n disprezzo n risate.
Si ferm ad ascoltare un latrato lontano, il pugnale gi pronto sotto il mantello di pelliccia. Non
lo sfoder. Bench quel verso somigliasse alla risata del diavolo, sapeva bene di dover temere
maggiormente il silenzio. Era da l che uscivano i predatori pi infami.
E venissero pure, pens allimprovviso. Stava battendo un terreno disseminato di tagliole e
trabocchetti di cui soltanto lui conosceva lesatta collocazione. Fosse comparsa una fiera, anche la pi
grossa che si potesse immaginare, avrebbe saputo indurla a posare le zampe nel punto giusto, e...
sarebbe stata una bella rivalsa! Nessun lupo cadeva nelle sue trappole da oltre una settimana.
Quei bastardi si facevano ogni notte pi furbi, a dispetto del gelo che li rendeva famelici e disposti a
spingersi sempre pi vicino agli abitati.
Mentre il latrato si perdeva nel vento, il cacciatore inizi a controllare a una a una le sue
tagliole, sostituendo le esche, dove necessario, con degli scarti di macello. Conserv i bocconi pi
invitanti per infilzarli in grossi ami legati al tronco di un ippocastano, quindi si spinse verso la lieve
depressione in cui il giorno prima aveva lasciato i resti di una capra imbottiti di veleno. Era stato
costretto a deporli lontano dai sentieri, dove unicamente gli animali selvatici avrebbero potuto
raggiungerli, poich l herba luparia non uccideva solo le fiere ma anche chiunque, in tempi di
carestia, trovasse invitante una carogna mezza putrefatta.
Non immagin fosse opera delluomo, dunque, quando si accorse che la
carcassa era stata spostata. La rinvenne a venti passi di distanza, sotto un cespuglio di ginepro.
A giudicare dalle tracce, un lupo laveva trascinata fin l e divorata a met, per poi andarsene. A morire
avvelenato. Il cacciatore ne segu le impronte sulla neve nella speranza che si trattasse di una femmina.
Le pagavano di pi, le femmine. Specie se gravide. Esamin una macchia di sangue ai suoi
piedi e prosegu con la lama sguainata rivolta verso il basso, un lungo canino pronto allaffondo. Forse
la bestia era ancora viva, agonizzante ma intenzionata a difendersi.
Altre tracce scarlatte lo guidarono verso un punto in cui la macchia sinfittiva, fino alle radici di
un grande albero.
Il lupo giaceva l, riverso su un fianco. Scarno, con un manto chiazzato di rogna e la bocca lorda
del sangue versato in dolorosi conati.
Con un sospiro deluso, il cacciatore rinfoder il pugnale. Di una pelliccia tanto malconcia non
avrebbe saputo cosa farsene. Si chin comunque sul corpo dellanimale per verificarne il sesso, quando
un improvviso palpitare di luci rap la sua attenzione.
Si acquatt dietro il tronco e punt lo sguardo verso alcune figure che avanzavano tra gli alberi.
Tonache, cappe e lunghi cappucci, lanterne a schiarire il grigiore. Quindici persone al massimo,
nessuna allapparenza armata, eppure pi le vedeva avvicinarsi, pi sentiva il pungolo
dellinquietudine. Spense la fiaccola prima di farsi notare e continu a spiare.
Simile a un corteo di spettri, la processione si mosse sul tappeto di neve fino a un punto in cui i
rami degli arbusti si intrecciavano in una sorta di arco, formando un passaggio nella tenebra.
Non fu quella vista a terrorizzare il cacciatore.
Se allimprovviso soffoc un grido e fugg a gambe levate, verso le mura della citt che tanto
odiava, fu a causa di quel che scorse a capo di quella congrega di sconosciuti.
Una donna in groppa a una bestia.
Una bestia che non sarebbe dovuta esistere, se non nelle lande pi cupe dellinferno.
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PARTE PRIMA.
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LARCO DI LUCE.
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1.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa
10 gennaio
Il giovane Gualtiero osservava ora la volta dellabside, ora la decorazione a fresco della parete
sottostante. Un corteo di santi, angeli e beati si raccoglieva intorno al Cristo Pantocratore, fondendosi
alle proporzioni di un arco che diventava porta delleterno. Nel corso degli ultimi anni aveva
fantasticato spesso su come dipingere quel soggetto, variando nella propria mente lordine delle
immagini, i colori e persino le sfumature delle ombre, alla ricerca della perfezione. Alla fine si era
dovuto arrendere a vederlo realizzare da unaltra persona.
Non fu senza amarezza, quindi, che il suo sguardo si pos sulluomo barbuto in cima a un
ponteggio, intento a definire con un pennello di vaio gli ultimi dettagli. Proprio in quel momento stava
ritoccando le ali di pernice dellarcangelo Michele, rappresentato nellatto di pesare le anime su una
bilancia. Gualtiero ne rimase affascinato. Aveva appreso pi da mastro Vitale de Equis in pochi giorni
che da suo padre in una vita di peregrinazioni, e finalmente era consapevole di quale genere di pittore
volesse diventare.
In mancanza di aiutanti, Vitale aveva accettato di prenderlo come garzone, a patto di non
spartire con lui la paga elargita dallabate. Si era trattato per lo pi di preparare i pigmenti, stendere
lintonaco e spostare oggetti pesanti, ma Gualtiero aveva saputo comunque far tesoro del modo in cui il
magister pintor dava grazia ai volti e corpo alle figure. Sempre astenendosi dal porre domande, poich
conosceva la ritrosia degli artigiani a rivelare i propri segreti. Tanto pi che gli era giunta voce della
facilit con cui mastro de Equis passava dalluso del pennello a quello del pugnale, che si diceva avesse
imparato a brandire tra le fila dei cittadini in arme di Porta Stiera bolognese.
Notate difetti?, gli chiese dun tratto.
Il giovane lo guard scendere dal ponteggio con la sensazione di aver ricevuto un invito a
proferire lodi. Allarg le braccia con un sorriso. Non ne scorgo alcuno, e prese a esaminare la parte
inferiore dellaffresco dedicata alla vita di santEustachio, protettore dalla peste. Dopo uniniziale
titubanza, labate Andrea aveva deciso di dargli enfasi per opporsi allorrore
della morte nera che ancora mieteva vittime nei feudi di Emilia e di Romagna. Era strano,
tuttavia, trovare un santo a cavallo allinterno di un luogo di preghiera. Ritto in sella dinanzi al cervo
crucigero, Eustachio rivelava un piglio focoso accentuato dal falco appollaiato sul suo braccio sinistro.
Vitale non aveva saputo celare la somiglianza con una miniatura realizzata mesi prima dallo stesso
Gualtiero, che di conseguenza ne andava fiero.
E ora cosa farete, maestro?.
Prima di rispondere, de Equis rivolse unocchiata alle pareti lunghe della navata, coperte da
affreschi antichi e ormai sbiaditi. Serviva un restauro ma labbazia non disponeva di fondi sufficienti a
commissionarlo, n tantomeno ad avviare unopera ex novo. Torner a Bologna, rivel,
accarezzandosi il mento con le dita imbrattate di colore. Ho una bottega da gestire e incarichi da
onorare.
Mi chiedo allora se per caso..., azzard il giovane.
Vitale lo zitt con un cenno. Messere mio, credete davvero che non me ne sia accorto? Tenete
in serbo questa domanda dal nostro primo incontro. Lo squadr con sincero rammarico. Sembrate
dotato, ma ho gi un apprendista. Anzi, parecchi. Senza contare che siete troppo vecchio per diventarlo
pure voi.
Ma ho gi esperienza!, obiett Gualtiero, rosso in volto. Mio padre era mastro pittore. Prima
di spirare mi ha trasmesso tutto ci che sapeva.
Dovreste comunque ricominciare da capo. Ho metodi miei ed esigo che vengano rispettati.
Il giovane strinse i pugni. Non era larroganza a farlo insistere, bens la necessit di trovare un
mestiere in grado di mantenere lui e la sua amata. E
per quanto si scervellasse, non vedeva altra soluzione che mettere a frutto il proprio talento.
Avete ragione, sono prossimo ai ventanni, ammise.
Tuttavia mi adatter alle mansioni pi umili pur di accontentarvi.
De Equis titub, ma prima di poter ribattere si volt verso il portale del monastero. Il battente si
stava aprendo con un gran stridere di cardini, lasciando entrare una figura incappucciata.
Il nuovo arrivato lo richiuse di colpo, tagliando il sibilo del vento, poi avanz lungo la navata
scrollando la neve dalla guarnacca che indossava sopra la tonaca nera. Lo seguiva un levriere zoppo.
Reverendo abate, lo accolse il pittore con un inchino.
Anzich curarsi di lui, padre Andrea sollev il cappuccio per meglio
contemplare laffresco dellabside. Le sue visite si erano fatte assidue e ogni volta lo rendevano
pi soddisfatto. Mai come allora, tuttavia, apparve compiaciuto. Annu tra s, facendo scorrere lo
sguardo sullespressione profonda del Cristo e sui sorrisi beati del corteo, poi pi in basso, sui quattro
Evangelisti rappresentati sui loro scrittoi, infine sul ciclo di santEustachio.
Per ultimo scrut il monaco raffigurato in ginocchio fra il Pantocratore e la Madonna
angelicata. Era quasi in disparte, lunico privo di aureola, con unampia tonsura e il volto glabro a
conferirgli una semplicit disarmante.
Nel vedermi ritratto fra una moltitudine di santi, comment, non vorrei che i miei monaci
mi attribuissero eccessiva superbia.
La vostra assenza in figura sarebbe un errore, spieg Vitale con ossequio.
Dopotutto, siete il committente dellopera.
Lo sarei davvero, si scherm labate, se i fiorini con cui vi pago provenissero dalle mie
tasche.
Ne sono consapevole. Un cavaliere francese, mi  giunta voce....
Andrea gliss sullargomento con un sorriso vago, dopodich indic laffresco. Avete il mio
plauso, mastro de Equis. Lintera navata ha ritrovato splendore.
Mi lusingate, vostra grazia. Daltronde, color est lux.
Parlate bene, finch ci si trova in un monastero benedettino, ironizz il religioso. Fossimo in
un cenobio cistercense, verremmo accusati di vanit.
Attese un cenno di consenso da parte dellartigiano, quindi si rivolse a Gualtiero. Nel vederlo
rimuginare aggrott la fronte. La mia visita  forse importuna?
No davvero. De Equis si strinse nelle spalle. Anche se il vostro miniaturista....
Non sono pi un miniaturista, precis il giovane, uscendo di colpo dal suo silenzio.
Potreste tornare a esserlo, propose labate, speranzoso. Le vostre illuminature su pergamena
sono capolavori quanto labside di mastro Vitale.
Gualtiero non era insensibile alladulazione, ma colse in quelle parole un che di mellifluo. Ve
ne sono grato, disse chinando leggermente il capo,
per non abbiatevene a male se preferisco seguire le orme di mio padre.
Andrea sobbalz. Vostro... padre?, si lasci sfuggire.
Il giovane lo scrut prima con sospetto, poi con astio. Mio padre, s!, esclam. Bench avesse
confidato lidentit dei suoi veri genitori a una sola
persona, un amico fidato, non era tanto ingenuo da escludere che altri conoscessero quel
pericoloso segreto. Fra loro, tuttavia, non avrebbe mai creduto vi fosse labate di Pomposa. Luomo
che si prese cura di me fin da quandero in fasce: mastro Sigismondo de Bruni, impiccato
ingiustamente.
Vi siete gi scordato di lui?
Come stavo spiegando, sintromise Vitale, ignaro di quanto stesse accadendo, non posso
fare di costui il mio apprendista perch....
Ebbene?, inve Gualtiero, sfogando su di lui il proprio sdegno.
Raccomandatemi a un maestro vostro pari!.
De Equis indietreggi con una risatina nervosa. Coriaceo, il nostro de
Bruni.
Infatuato, vorrete dire, lo corresse il venerabile Andrea, che nel frattempo pareva essersi
scordato delluscita poco felice. Scuro in volto, cammin intorno al giovane come se volesse leggergli
dentro. Nonostante abbia fatto valere le proprie ragioni, non ha accennato finora al vero motivo per
cui intende trovar mestiere.
Gualtiero intrecci le braccia al petto. Con tutto il rispetto,  affar mio.
Nessuno lo mette in dubbio, figliolo, insistette labate. E tuttavia non vorrei che per la briga
di prender moglie gettaste alle ortiche il vostro futuro.
Sentendosi giudicato con tanta superficialit, ci manc poco che il giovane perdesse le staffe.
Fu soltanto per evitare spiacevoli conseguenze che riusc a stemperare una smorfia di rabbia in un
sorrisetto forzato. Sapete bene quanto vi stimi, abbas.  per cessato il tempo in cui decidevate per
me.
Se in passato mi sono permesso, si difese il religioso,  stato per proteggervi dalle insidie
del mondo e da quelle, ancor pi gravi, della vostra indole impulsiva. E ora... ora... Questa fissazione
per una fanciulla!.
Non mi dite! Nutrite ancora la speranza di farmi diventare monaco?.
Padre Andrea distolse lo sguardo. Non  di questo che intendo parlarvi.
Ho una proposta per voi, e spero abbiate il buon senso di prenderla in considerazione....
Prima che il monaco potesse aggiungere altro, si ud un nitrito acutissimo. I tre uomini si
zittirono allimprovviso, tendendo lorecchio per cogliere i rumori provenienti dallesterno. Pareva che
un gruppo di viandanti fosse appena giunto allabbazia.
Irritato da quellinterruzione, Andrea super a grandi falcate il pavimento mosaicato, raggiunse
il nartece e spalanc i battenti del portale. Davanti ai
suoi occhi comparve la corte ammantata di neve, le arcate del chiostro che si stagliavano contro
il grigio del cielo. A pochi passi di distanza, due messaggeri a cavallo stavano strattonando le briglie
per placare limpeto dei loro destrieri.
Cosa vi conduce fin qui, messeri?, voci per sovrastare il sibilo del vento.
Il vescovo, rispose uno di loro. Ci manda a chiedere di un cavaliere, Maynard de
Rocheblanche.
Rocheblanche?
Trova ancora asilo fra queste mura?, indag laltro.
S, ma.... Andrea si guard intorno, a disagio. Ora non  qui... Si trova nelle selve, a
caccia.
Il primo ad aver parlato sput unimprecazione. Che qualcuno vada subito a cercarlo. Non
possiamo attendere.
Andr io!.
In un crescendo di sorpresa, labate si volt e vide Gualtiero.
So dove trovare messer Maynard, rivel il giovane, avanzando alla svelta verso lesterno.
Chiedo licenza di prendere un cavallo dellabbazia.
Il religioso fece per negargli il permesso, ma le espressioni ansiose dei messaggeri lo
costrinsero ad annuire. Prendete Rufus, il pi veloce, sospir arrendevole. Ma state attento!.
Dandogli le spalle, il ragazzo si allontan verso gli stallaggi.
Andrea lo segu con la coda dellocchio fino a perderlo nel candore della neve, quindi torn a
fissare gli inviati del vescovo. Ebbene, li interrog con ritrovata fermezza, cosa volete da
Rocheblanche?.
...
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...
2.
...
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...
Gli zoccoli di Rufus affondavano nella neve senza quasi provocare rumore.
Chino sulla sella, Gualtiero si aggrappava alle briglie con gli occhi stretti per opporsi ai
corpuscoli biancastri portati dal vento. Indossava una semplice tunica di lana, capperone 1 e calzari di
cuoio, ma era talmente sconvolto da ignorare i morsi del gelo. Incit il cavallo con un colpo di
calcagno, emettendo un grido di rabbia. Come osava, quel vecchio monaco! Come osava pronunciarsi
su sentimenti che non conosceva! Ancora una parola e glielo avrebbe urlato in faccia, a dispetto di
quanto gli fosse stato vicino nei momenti difficili. Del resto, perdere i genitori era stato per lui soltanto
linizio delle traversie che lavevano reso insofferente a quel Dio silenzioso, tanto diverso dagli
affreschi delle chiese. Tacesse dunque il venerabile Andrea, con i suoi sermoni!
Nella vertigine dello spron battuto, segu il sentiero tra il bianco e gli scheletri degli alberi,
immaginando di lanciarsi contro ogni inganno e sofferenza che gli avevano stravolto lesistenza. Li
vide manifestarsi al suo cospetto in un alternarsi di volti traslucidi, alcuni di persone reali, altri di
mostri orrendi. Al diavolo!, imprec.
Stratton le redini prima di finire tra i rovi e pieg di colpo verso sinistra, lungo un percorso
sempre pi angusto. Da allora in poi lo strato di neve divenne pi spesso, al punto da impedirgli di
procedere al galoppo. Poco male, pens. Aveva ormai raggiunto il luogo in cui messer Maynard era
solito sostare. Laveva sentito parlare mille volte del sepolcreto abbandonato fra le selve in cui 
secondo quanto affermava  si respirava aria antica.
Non appena vi giunse, comprese il senso di quelle parole. Moder il trotto e avanz attraverso
una radura disseminata di lapidi, con limpressione di sentirsi un intruso. Meno di una decina di
sepolture, pietre illeggibili levigate dal tempo. Secondo padre Andrea appartenevano ai Longobardi,
guerrieri ariani periti in una remota battaglia.
Prosegu fin dove gli alberi ricominciavano a infittirsi e riconobbe il morello di Rocheblanche
legato a un tronco. Smont da sella, accarezz Rufus e si rannicchi sui resti di un piccolo focolare. Il
cavaliere doveva essere giunto prima dellalba, per poi addentrarsi a piedi nella macchia.
Impossibile stabilire quando fosse tornato, n dove si trovasse in quel
momento.
Daltro canto, al giovane non dispiaceva aspettare. Aveva una decisione difficile da prendere e
gli serviva tempo per meditare. Sedette a terra, liber il focolare da un sottile strato di neve e armeggi
con un acciarino per riattizzare la fiamma. Ignorava cosa volessero da Maynard i messaggeri vescovili.
In passato, i rapporti tra il cavaliere e sua eccellenza Guido di Baisio erano stati contrastanti, addirittura
insidiosi dopo lintromissione del marchese di Ferrara. Ma non erano quei ricordi a renderlo
pensieroso.
Aveva ancora davanti agli occhi la reazione istintiva dellabate Andrea.
Vostro padre?  Per un attimo gli era parso di scorgere paura nei suoi occhi.
Eppure... possibile che sapesse? Il rischio era enorme, e se la verit fosse venuta a galla...
Un uomo ammantato di nero sbuc allimprovviso tra gli arbusti. Alto, con le spalle possenti,
portava a tracolla un arco da caccia e una bisaccia di pelle.
Avanz verso il fuoco con un gesto di saluto, quindi apr il mantello e pos a terra una rete
contenente della selvaggina di piccola taglia. Amico mio, esord con voce profonda, cosa turba il
reverendo Andrea?.
Gualtiero ricambi il saluto con un cenno. Chi vi dice che sia turbato?.
Luomo indic il magnifico baio legato accanto al morello. Se cos non fosse, non vi avrebbe
mai permesso di venire fin qui in groppa a Rufus.
La faccenda non riguarda padre Andrea, bens voi, rettific il giovane.
Siete atteso allabbazia.
Da chi?
Due messaggeri del vescovo.
Rocheblanche aggrott la fronte. Hanno manifestato le loro intenzioni?
Non ho potuto udirle. Sono subito corso a cercarvi.
Due messaggeri, avete detto... Armati?
Non pi di quanto lo siano dei comuni missi.
Il cavaliere gli sedette accanto e tese le mani verso il fuoco. Lasciamoli aspettare.
Li farete innervosire, obiett Gualtiero.
Un po di bollore li aiuter a combattere il gelo, motteggi Maynard, rivolgendogli
unocchiata acuta. E ora spiegatemi perch siete giunto voi anzich un famiglio. Non stavate
lavorando allaffresco?
Laffresco  terminato, sincup il giovane. E mastro Vitale de Equis mi ha rifiutato come
apprendista.
Rocheblanche si strinse nelle spalle. Sono certo che esistano altre botteghe
degne del vostro talento.
Non quanto la sua, messere. Vedeste come dipinge! Come dona espressione ai volti!.
Volete per caso che lo minacci?, domand luomo con un sorriso sornione.
Non fatevi beffe di me. Gualtiero scatt in piedi. Conoscete fin troppo le mie ragioni.
Maynard lo osserv camminare avanti e indietro, sempre pi crucciato.
Quando acconsentii a darvi la mano della mia protetta, non mi sarei mai aspettato di mettervi
premura. In ogni caso non disperate, siete intelligente e accorto quanto basta. Dovete soltanto
pazientare.
Il giovane si avvicin a una lapide e la sfior con un gesto esitante. Temo non sia cos
semplice, mormor.
Il cavaliere torn a fissare la fiamma, facendosi serio. Ebbene, disse, vi decidete a palesare
il vero motivo della vostra visita?.
Gualtiero si chiese se fosse saggio rispondere con sincerit. Era corso fin l in preda allimpulso
del momento, ma ora dubitava che il francese potesse aiutarlo. Sapeva altres di avere stuzzicato troppo
la sua curiosit per far scena muta. Dopo un breve silenzio, annu. Ho scorto una minaccia.
Di cosa si tratta?
Riguarda le mie origini.
Rocheblanche fece segno di comprendere. Le mani, ancora protese verso il fuoco, si giunsero in
un segno di preghiera per poi riaprirsi, quasi a lasciare libero un pensiero. Ho molto riflettuto su di
voi, confess. Stento ancora a credere che vostra madre appartenesse alla famiglia dEste e abbia
sposato un pittore unicamente per proteggervi. Un gesto nobile, degno di grande ammirazione.
Il giovane colse in quelle parole un senso di fratellanza che quasi lo commosse. Aveva
condiviso molti rischi e altrettanti segreti con quelluomo, ma fino ad allora non si era mai sentito
davvero suo pari. Poi il ricordo della madre prese il sopravvento e lo riport al momento in cui laveva
ritrovata ad Avignone, consumata dalla peste. Dovette ricacciare indietro le lacrime.
Fu costretta ad agire cos. Doveva nascondere al mondo che ero figlio di Passerino de
Bonacossi, il signore di Mantova trucidato dai Gonzaga. Se i suoi nemici....
Avete ricevuto minacce?, lo interruppe Maynard, allarmato.
No, messere. Per stamane, per un attimo, ho avuto limpressione che
padre Andrea conoscesse il mio segreto.
Se sospettate che io possa averglielo riferito....
No davvero, si affrett a chiarire Gualtiero, rimuginando sulle proprie paure. Mia madre, in
punto di morte, accenn a un prelato che la trad. E
oggi, di fronte allo sguardo del reverendo Andrea, mi sono chiesto se quelluomo possa aver
trasmesso quanto sapeva su di lei a qualcun altro.
Sempre seduto davanti al focolare, il francese non lasci trapelare alcuna emozione. Sguain un
pugnale e lo us per tagliare alcune strisce di carne essiccata. Ne porse una al compagno. Avete prove
a sostegno di quanto affermate?
Soltanto un presentimento. Ma giuro su Dio, mi  bastato pronunciare
mio padre per vedere labate trasalire.
Quindi, se ho ben inteso, supponete che egli abbia interpretato quel mio padre come un
riferimento a Passerino de Bonacossi anzich a Sigismondo de Bruni.
Precisamente.
E ora siete venuto da me per avere la conferma ai vostri timori.
Gualtiero addent la carne e annu.
Rocheblanche emise un sospiro. Non posso far certo miracoli, parve sottintendere. Eppure le
sue iridi indugiavano sulla lama del pugnale, quasi in cerca di una risposta. Cosa sapete riguardo al
prelato che trad vostra madre?
Era il vescovo di Ferrara.
Guido di Baisio?
Il suo predecessore, precis il giovane. Monsignor Guido da Cappello, colui che appoggi le
accuse di eresia contro la famiglia dEste.
A quelle parole, Maynard fece cenno di non voler sapere altro. Si alz in piedi, raccolse la
selvaggina e la assicur allarcione del morello. Gualtiero aveva sempre invidiato il suo marziale
contegno, ma ora bruciava dallimpazienza di conoscere la sua opinione. Lo guard infilare un piede
nella staffa e salire in sella con un volteggio, temendo che se ne andasse senza proferire verbo.
Infine, luomo con il mantello nero annu. In effetti,  plausibile supporre che il vecchio
vescovo abbia trasmesso al nuovo il segreto di vostra madre.
Se inoltre consideriamo il recente sodalizio tra labate Andrea e sua eccellenza Guido di
Baisio....
Dunque mi date ragione!, esclam il giovane.
 presto per dirlo, lo tranquillizz Rocheblanche. Il fremito di un monaco non  sufficiente
a confermare unipotesi. Si dovr indagare, cercare indizi, e abbozz un sorriso amaro. Ma se alla
fine i vostri sospetti si rivelassero fondati....
Ci ho riflettuto, confess Gualtiero, mentre montava in groppa a Rufus.
Dovr fuggire, e abbandonare Isabeau. Nascose una smorfia tra le pieghe del cappuccio.
Non voglio che corra rischi a causa mia.
Non sar soltanto Isabeau a essere esposta al pericolo, lo mise in guardia il francese,
abbassando improvvisamente il tono della voce. Lo sar anche il vostro pi grande segreto. Anzi, il
nostro segreto.
Intendete... Oh!. Il giovane si batt una mano alla fronte. Se venissi catturato e costretto a
parlare....
Suvvia, non  ancora tempo di abbattersi. Maynard aizz il destriero.
Ora seguitemi! Andiamo a scoprire coshanno da riferire i messaggeri del vescovo.
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1 Capo di abbigliamento maschile dotato di mantellina e lungo cappuccio.
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3.
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Quando giunsero allabbazia, i due messaggeri se nerano gi andati.
Avevano premura di tornare a Ferrara, spieg padre Andrea, accogliendo Rocheblanche nel
suo studio, allinterno del Palatium Abbatis.
Il cavaliere sedette di fronte a lui, su uno scranno circondato da scansie di libri. Le parole
scambiate con Gualtiero continuavano a dargli il tormento, accentuando la sua indole taciturna. Aveva
preferito non allarmare ulteriormente il giovane, pur sapendo che la situazione potesse essere peggiore
di quanto prospettato. Tornati a Pomposa, laveva indirizzato agli stallaggi senza accennargli del
legame di fedelt tra il vescovo e monsignor Bertrand du Pouget. Maynard aspettava con trepidazione il
momento in cui avrebbe dovuto misurarsi con quel pericoloso cardinale, ma temeva le conseguenze
della sua venuta a Ferrara. Se du Pouget si fosse intromesso nel gioco di equilibri tra i potentati locali,
ogni segreto sarebbe diventato una pedina nella sua scacchiera dinganni.
Torn alla realt, accorgendosi che padre Andrea gli stava porgendo un rotolo di pergamena. Lo
prese ed esamin lo stemma vescovile impresso nel sigillo di cera.
Prima di andarsene, lo inform labate, i messaggeri si sono raccomandati di consegnarvi
questo.
Il cavaliere lo scrut di sottecchi. Vi hanno anticipato qualcosa sul contenuto?
Soltanto un accenno. Pare che in cambio di un certo favore, monsignor Guido di Baisio
prometta di farvi rientrare nelle grazie di sua signoria il marchese.
Ne dubito fortemente. Maynard abbozz una smorfia ironica. Se solo ne avesse loccasione,
il marchese Obizzo mi ucciderebbe con le proprie mani.
Soppes il rotolo tra le mani, senza alcun desiderio di aprirlo. Nientaltro?, indag.
Nulla che abbia potuto intendere, rispose Andrea, assai vago. Appena ho assicurato che
avreste ricevuto il messaggio dalle mie stesse mani, i due uomini sono ripartiti di gran carriera. Quasi
avessero paura.
Paura, ripet Rocheblanche, con istintivo ribrezzo. Era nauseato da quella parola e dal modo
in cui pareva aver dato significato a ogni momento
importante della sua vita. Nauseato dal dominio che esercitava sul genere umano. Afferr i
braccioli dello scranno e si alz, lasciando intendere di voler cambiare argomento. A quanto mi  stato
detto, laffresco  stato completato.
Andrea rimase seduto, le dita intrecciate sullo scrittoio, spiazzato dal suo gesto. Soltanto grazie
alla vostra generosit, messere.
Il cavaliere finse di non aver udito la lusinga. Gradirei vederlo. Adesso.
E il messaggio del vescovo?
Attender.
Poco dopo stavano attraversando la navata del monastero in direzione dellabside. Maynard
osserv di sfuggita un gruppo di monaci intenti a contemplare lopera di mastro de Equis, quindi la
ammir a sua volta.
Rimase colpito dalla moltitudine di immagini, ognuna con caratteristiche proprie e con una
propria eleganza, distribuita in uno spazio tutto sommato non molto esteso. Cap allimprovviso perch
Gualtiero desiderasse tanto diventare apprendista di un simile artigiano.
I miei fiorini sono stati ben spesi, comment.
Lintero cenobio vi  grato, ribatt padre Andrea, spiando la sua espressione.
Sono io a esservi grato, per lospitalit e la protezione ricevute, cos dicendo, Rocheblanche
gli pos una mano sulla spalla e lo condusse sotto larco di una navatella per godere di maggior
riservatezza. Posso soltanto immaginare quale sacrificio sia stato, per voi, offrire asilo a un forestiero
entrato in contrasto con il signore di questi feudi.
Labate scosse il capo, contrariato. Obizzo dEste  vicario del papa e marchese di Ferrara, ma
non pu certo dettar legge entro le mura di Pomposa.
Ora non siate ingenuo, fu tentato di ammonirlo il cavaliere. Per era a ben altro genere di
argomento che intendeva arrivare. Ci nondimeno, aggiunse, avete dimostrato coraggio sfidandone
lautorit. E non solo la sua.
Se vi riferite al vescovo..., esit Andrea.
So che siete in ottimi rapporti, al momento.
Nulla di cui andar fieri. Sua eccellenza mi favorisce soltanto perch gli offrii un rifugio in
tempo di peste.
Ecco spiegate le vostre continue visite a Ferrara, comment Maynard con
una punta di malizia. Una alla settimana, da quanto ho saputo.
Irritato da quel tono, labate arretr dun passo. Mi spiate, Rocheblanche?.
Se si fosse trovato di fronte a quel gesto durante un combattimento, il francese avrebbe pensato
a un affondo, magari anticipato da una finta.
Sorrise. Mi limito a osservare.  forse peccato?
Non avete nulla da temere da Guido di Baisio, sindign Andrea, tant vero che quel
messaggio..., e indic il rotolo nelle mani di Maynard.
Subito dopo si morse la lingua.
Dunque ne conoscete il contenuto, lo provoc Rocheblanche, senza perdere il suo tono
ironico.
Mi  noto soltanto che sua eccellenza desidera aiutarvi, si difese il religioso, superando lo
smarrimento.
A quale scopo?
Chiedetelo a lui, santo cielo!, strepit a pugni alzati. Un mormorio di sottofondo ricord a
entrambi la presenza dei monaci a poca distanza, spingendoli a moderare i toni e ad arretrare ancor pi
nellombra.
Si pu sapere il motivo di tanta diffidenza?, continu Andrea. Fu anche grazie a me che
riusciste a difendere il segreto del Codex Millenarius e delle reliquie che andate cercando. Pensate che
me ne sia scordato? No, messere!
Ho semplicemente rispettato la vostra riservatezza, anche quando avete coinvolto il giovane
Gualtiero. Non vi ho neppure mai chiesto perch lavete inviato in Francia, mesi fa, pur sapendo che
mettevate a repentaglio la sua vita.
Gualtiero  un uomo, ha fatto le proprie scelte, rispose Maynard, mentre gli angoli della sua
bocca si piegavano verso il basso. Pensate a voi, piuttosto. Inizio ad avere il sentore che con queste
giustificazioni vi stiate scusando per qualcosa di cui sono ancora alloscuro.
Il religioso lo fiss con sdegno. Un modo elegante per darmi del bugiardo.
In voi non scorgo alcuna menzogna, bens la smania di controllare la vita di chiunque vi stia
accanto. E bench si tratti di una prerogativa comune a molti preti, da voi continuo ad aspettarmi di
pi.
Dopo essersi cos espresso, Rocheblanche gli diede le spalle e ruppe il sigillo del messaggio. Fu
un gesto dettato pi dalla rabbia che dalla curiosit.
Rabbia che dovette trattenere per salvaguardare un precario quieto vivere.
Del resto, riflett, se labate avesse saputo qualcosa sulle origini di Gualtiero
non se lo sarebbe lasciato sfuggire a una domanda diretta. Era necessario agire con astuzia, e
soprattutto pazienza. Srotol la pergamena, stropicciandola sotto le dita, e lesse le poche parole vergate
sopra di essa.
Ma..., balbett, cosa... significa?
Una notizia tanto inattesa?, curios Andrea.
Maynard fece sparire il messaggio sotto il mantello. Non saprei, rispose.
Reca soltanto una data e un luogo dincontro.
Ovvero?
Domani notte, a Ferrara. Presso il convento di San Domenico.
...
.
...
4.
...
.
...
Ferrara, contrada di San Niccol.
...
.
...
11 gennaio
Le vostre armi, messere.
Ho soltanto il pugnale.
Larmigero ignor la risposta e perquis Maynard con attenzione, senza tralasciare linterno
degli stivali e le tasche nascoste nel rovescio del mantello. Il cavaliere nel frattempo osserv la lingua
di nevischio e fango che correva lungo la via della Rotta fino a perdersi nel buio della notte. Non aveva
ragione di temere, ripet a se stesso, eppure continu a cercare con lo sguardo ogni possibile via di
fuga. Soltanto un imbecille avrebbe messo piede in un convento di frati predicatori a cuor leggero,
specie se quel convento ospitava una sede della Santa Inquisizione. Ormai poco importava.
Entro breve si sarebbe avventurato nei meandri di San Domenico completamente disarmato e di
sua spontanea a volont. Fidandosi di un semplice messaggio.
Un ultimo sguardo al campanile di Santa Giustina  sarebbe volentieri fuggito in quella
direzione  e ricevette il permesso di addentrarsi nel convento.
Siete atteso, messere. Un giovane frate lo accompagn al lume di una candela attraverso la
navata maggiore, per poi inoltrarsi in una serie di ambulacri dai soffitti a volta. Rocheblanche resistette
alla tentazione di chiedergli anticipazioni sul motivo della sua convocazione e procedette a testa alta
per sfidare le ombre, sempre pi dense, che sembravano curvarsi su di lui come una silenziosa giuria.
Non sarebbe certo stato il primo, pens, a sparire nella notte in quel modo, docilmente e senza lasciare traccia.
Il converso svolt varie volte, facendogli perdere il senso dellorientamento, fino a fermarsi ai margini di un uscio talmente basso che il cavaliere dovette chinare il capo per oltrepassarlo. Non appena lebbe fatto, sent il battente chiudersi alle sue spalle.
Accarezz il fodero vuoto del pugnale e osserv la stanza in cui era entrato.
Ombrosa e priva di finestre, riceveva luce da pochi ceri, per la maggior parte disposti ai piedi di
un abnorme crocifisso appeso a una parete. Sotto, assisi a un tavolo rettangolare, cerano due uomini.
Maynard riconobbe subito il pi
anziano. Vostra eccellenza, lo salut con un inchino.
Con un gesto della mano, Guido di Baisio lo invit ad avvicinarsi.
Soltanto allora Rocheblanche si accorse della presenza di due armigeri in piedi agli angoli
dellambiente. Immobili nelle loro cotte di maglia, parevano in attesa di un pretesto qualsiasi per
sguainare le spade. Non dubit un attimo, tuttavia, che il pericolo maggiore risiedesse nellindividuo
seduto accanto al vescovo. Era un frate domenicano, a giudicare dallo scapolare bianco e dalla cappa
nera, con un viso smunto, giallastro, e un corpo gracile di cui si scorgevano soltanto le dita affusolate.
Ma gli occhi... Oh, quegli occhi! Avrebbero fatto indietreggiare la pi feroce delle belve. Maynard li
fiss senza indugio, cogliendovi il ristagnare di un odio che doveva abbracciare gran parte del genere umano.
Non ero sicuro, messere, si schiar la voce il reverendo Guido, che avreste accettato di presentarvi.
Ci ho riflettuto assai, confess il francese, e alla fine ho rammentato di avere un debito di
riconoscenza nei vostri confronti. Sarebbe stato scortese rifiutare.
Nobile fino in fondo.
Spero non altrettanto stolto.
Se paventate una minaccia, datevi requie, lo tranquillizz il vescovo.
Non riguarda voi, e rivolse unocchiata al domenicano, quasi una tacita richiesta a essere pi
esplicito.
In attesa di spiegazioni, Rocheblanche intrecci le braccia al petto. A quale minaccia state
alludendo?.
Guido di Baisio attese un rapido assenso del frate, infine sospir. C assai poco da dire.
Lunico testimone  stato parco dinformazioni.
Un testimone?
Un cacciatore di lupi, precis il vescovo. Si chiama Silvano, nativo del burgus di
Focomorto. Pochi giorni or sono, in una selva vicina a Ferrara, afferma daver scorto una processione
di... gentes maleficae.
Maynard avanz fin quasi a sfiorare i bordi del tavolo. Siate pi chiaro, eccellenza.
Guido torse la bocca in una smorfia. Era assai invecchiato negli ultimi mesi e portava ancora sul
volto i segni, se non delle privazioni, senzaltro del terrore di chi era scampato alla grande pestilenza. A
un occhio meno accorto sarebbe parso strano vederlo a un incontro notturno, nel pieno di una
conversazione che gli suscitava palese disagio. Non a chi, tuttavia,
conosceva la sua indole votata allintrigo. A onor del vero, disse, il cacciatore si  servito di
parole meno specifiche. Ha farfugliato di gente incappucciata, vestita di nero, con fiaccole e lanterne...
Al seguito di una cosa innominabile.
Ho avuto a che fare con fin troppe cose innominabili nella mia vita. Ma se ho ben inteso, voi
state alludendo a una manifestazione soprannaturale.
 cos, infatti.
Ne siete certo?, indag Rocheblanche. Il vostro cacciatore potrebbe essersi imbattuto in un
corteo di battuti neri o di flagellanti. Dopo la peste sono diventati frequenti e assediano i borghi come il
contado.
Il vescovo scosse il capo. Si tratta di un corteo di Diana, afferm con aperto disprezzo. Ne
avete mai sentito parlare, messere? Femmine malefiche, insieme ai loro succubi, vagano nei boschi per
rivolgere suppliche alla dea pagana. La quale altri non  che il diavolo.
Maynard abbozz un sorrisetto scettico. Se voi preti non lo nominaste di continuo, il diavolo
stesso dubiterebbe della propria esistenza.
Frenate la lingua, impudente!, sbott il domenicano, facendo sobbalzare i due armigeri
appostati agli angoli. La sua voce era stridula, ancor pi intimidatoria dello sguardo. Come osate
canzonare i sacri dogmi e le affermazioni di un prelato? Solo per questa bestemmia dovrei farvi
inchiodare la lingua a un ceppo di legno!.
Siate onorato, Rocheblanche, intervenne Guido con un piglio indulgente.
Vi trovate al cospetto di padre Lamberto da Cingoli, uno dei frati pi insigni e temuti della
Lombardia inferior.
Inquisitore di Ferrara?, domand Maynard.
Non pi, rispose il vescovo. Al momento  priore del convento di Bologna. Gli ultimi eventi
tuttavia hanno richiesto urgentemente la sua presenza.
Il cavaliere studi il domenicano, in bilico tra la curiosit e lirritazione. E
la mia, di presenza?, non riusc a trattenersi. Cosa centra con tutto questo?
Una cosa per volta, messere. Il Baisio abbass il tono della voce, quasi si stesse preparando a
svelare un segreto. Il manifestarsi di un corteo di Diana  lultimo degli oscuri presagi che incombono
su Ferrara. Di recente sono stati colti dei segni entro queste mura. Segni inquietanti.
Strano allora non averne sentito parlare per strada, obiett Rocheblanche.
Questo perch  stato messo tutto a tacere, spieg il vescovo,
adombrandosi. Dovete sapere che negli ultimi giorni sono state rinvenute delle rane affisse a
battenti di porte e finestre. Rane morte, piantate con chiodi... insieme a dei fogli di pergamena.
Se non fosse per i fogli si potrebbe pensare a uno scherzo di bambini.
Recano dei messaggi?
Sempre lo stesso: Pro bono malum.
Cogliendo il crescente disagio di Guido di Baisio, Maynard suppose vi fosse dellaltro ad
aggravare la situazione. Era ben consapevole daltronde che latto appena descritto fosse sufficiente, in
alcune circostanze, a garantire il rogo. Pro bono malum, ripet a se stesso. Sembrava quasi un motto
popolare, bench in un latino ambiguo che poteva voler dire tutto e niente.
Pensate a una....
A una maledizione, intervenne fra Lamberto da Cingoli, aggrottando il volto che pareva
plasmato nella cera. Una maledizione ispirata a un preciso versetto dell Apocalisse. E vidi uscire
dalla bocca del drago, dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi,
simili a rane2. Poi intrecci le dita sotto il mento, quasi compiaciuto. Vi  familiare, messere?
Descrive la trinit satanica destinata a funestare il mondo prima delle trombe del Giudizio.
Lho gi udita, s, rispose il francese. Ma come potete esser certo che ci sia un
collegamento?
Semplice, si prepar a spiegare Guido, sollevando i palmi delle mani.
Per via di quanto scorto dal cacciatore di lupi in testa al corteo di Diana.
Ebbene?
Giura daver visto una donna in groppa a una bestia, ma non una bestia comune. Aveva le
corna di agnello e la pelle coperta di squame. Capite? 
lei! La terza creatura demoniaca citata nel passo dell Apocalisse.  il capro blasfemo, il falso
profeta giunto a trascinarci tutti allinferno!.
Maynard sintendeva abbastanza di inferni da non restare intimidito. Ma ne sapeva abbastanza
anche di visioni soprannaturali, e bench si mantenesse arroccato dietro una parvenza di scetticismo
non prese certo alla leggera simili parole. Lui stesso, del resto, era pronto a giurare daver visto in
sogno tre cavalieri cinti da aureole giunti ad annunciare la fine del mondo. Era capitato sul campo di
Crcy, in un lago di sangue e fango, e da allora la sua vita era cambiata pi di quanto avrebbe mai
potuto immaginare. Sempre che questa bestia esista davvero, disse, cosa giustificherebbe il mio
intervento?
Lo saprete fra un attimo, promise Guido di Baisio. Non appena avrete giurato di mantenere
il silenzio sul luogo in cui sono state trovate le rane con le pergamene.
Il cavaliere chin il capo e mise una mano sul petto. Avete la mia parola, reverendi padri.
Fra Lamberto annu soddisfatto. Ebbene, rivel, le rane erano tre, e sono state trovate
affisse ai battenti del Palazzo della Signoria. Lultima, davanti alla camera da letto del marchese
Obizzo Terzo dEste.
2 Apocalisse, 16, 13.
...
.
...
5.
...
.
...
Ferrara, convento di SantAntonio Abate.
...
.
...
La quarta palla di neve si infranse contro le grate del dormitorio, nelloscurit della notte. In
attesa di ottenere risposta, Gualtiero si accucci dietro una siepe del chiostro, in un punto ben nascosto,
e fiss al chiaro di luna il graticcio di legno attraverso cui le monache scrutavano il mondo.
Non riusciva a credere che ci si potesse abituare a quel genere di vita, isolati da tutto e alla
merc delle decisioni altrui. Per un breve periodo laveva provato sulla propria pelle, lavorando nello
scriptorium di Pomposa, nel tedioso scorrere di giornate sempre uguali scandite dalle consuetudini del
cenobio. Se aveva resistito era stato grazie al desiderio di ritrovare la madre e alle immagini di fantasia
che, miniatura dopo miniatura, aveva realizzato sui codici di pergamena.
Ora tuttavia iniziava a dubitare delle proprie scelte. Rinunciare allofferta di farsi monaco gli
aveva precluso i favori di padre Andrea, e con essi laccoglienza dellabbazia di Pomposa. Era facile,
per Rocheblanche, suggerire di aver pazienza! Cosa ne sapeva lui dei problemi della gente comune?
Inoltre, lidea di trovarsi al centro di un pericoloso complotto gli instillava il timore di un destino incerto.
Si strinse nella schiavina per combattere il gelo, raccolse un po di neve, lappallottol tra le
mani e la lanci contro la grata del dormitorio. Inutile illudersi. Aveva gi preso la sua decisione, ma al
pensiero di comunicarla a lei sentiva una morsa stringergli lo stomaco.
Fu quasi sul punto di andarsene quando colse il palpitare di una candela dietro i pertugi di una
grata. Si sporse oltre la siepe e guard quel lume spostarsi da una finestra allaltra, fino alla bifora da
cui Isabeau era solita sgattaiolare fuori dal convento.
Non dovette attendere molto per vederla sporgersi e aggrapparsi al ramo di un albero
abbastanza robusto perch potesse sostenerla. Labito da monaca non le imped di muoversi agile come
un gatto. O meglio, come un guitto qual era stato suo padre. Gualtiero si incantava nel vederla
compiere acrobazie, pur temendo che a ogni movimento potesse scivolare. Usc quindi in fretta dal suo
nascondiglio e le corse incontro per aiutarla.
Non appena fu tra le sue braccia, lei si divincol con un sorrisetto. Volevi
svegliare tutte le consorelle?, lo rimprover con malizia. Ti avevo gi sentito al secondo colpo.
Non potevo saperlo, si scus Gualtiero.
Isabeau si sfreg le spalle, osservando la distesa di neve che ricopriva lintero isolotto di
SantAntonio. Nelloscurit, la sua espressione acquisiva un che di ferino, quasi aggressivo.
Ritiriamoci al coperto, propose lui, incamminandosi verso una stamberga vicina alle stalle.
La ragazza lo trattenne. La madre badessa sospetta qualcosa, meglio andarcene altrove.
Conosco un posticino....
Gualtiero le accarezz il viso e scosse il capo. Non mi fermer molto.
Cosa intendi?
Che sono venuto qui soltanto per dirti una cosa.
Cos mi spaventi.
Non hai motivo. Non rischi nulla, tu. Io per....
Tu cosa?.
Il giovane abbass lo sguardo. Indic un punto in disparte ai margini del chiostro e, dopo averlo
raggiunto, appoggi la schiena a una colonna. Devo andarmene, confess. Da solo.
Lei gli afferr le vesti, atterrita. E tutto quello che mi avevi promesso?
Sa Dio quanto lo desidero. La strinse a s. Eppure non posso. Non ora, con questo nuovo
assillo....
La ragazza gli premette il viso sul petto, in attesa che terminasse la frase.
Angosciata dal suo improvviso silenzio, tuttavia, lo fiss negli occhi. Quale assillo?.
Gualtiero sospir. Aveva riflettuto a lungo su come dirglielo, ma ora si trovava costretto ad
affrontare il discorso in preda allurgenza, e ci rendeva tutto pi difficile. Medit un istante per
scegliere le parole, infine rispose:
Temo che qualcuno abbia scoperto la verit sulle mie origini, qualcuno di molto vicino a noi, e
che col tempo possa usarla per estorcermi dei segreti.
Segreti che condividi con Maynard?
Anche quelli, s.
Dunque, il Lapis exilii.
Lui annu. Lultima volta che aveva pronunciato quel nome era stato davanti a Rocheblanche,
per rivelargli cosaveva scoperto nel lontano monastero di Mont-Fleur. Se un simile mistero fosse
giunto alle orecchie di un uomo di potere, delitti e inganni si sarebbero perpetrati come un
maledizione. Potrebbero fare del male anche a te, se solo sapessero....
Isabeau lo zitt e arretr in modo brusco, quasi avesse ricevuto unoffesa.
Rimase a fissare il buio, le braccia conserte, infine respinse un fremito dira e lo fiss sdegnosa.
Non ho mai preteso di sapere nulla su quello che scopristi in Francia, n sullidentit di tua madre o
sui tuoi accordi con Maynard, esclam. E questo perch sono innamorata di te, non del tuo nome, n
delle tue ambizioni! Voglio stare con te, e nulla si frapporr a questo desiderio.
E se ti succedesse qualcosa?, ribatt Gualtiero, combattendo la tentazione di assecondarla.
No, insistette, non lo permetter! Non potrei mai tollerarlo.
Mi credi cos fragile?, si oppose lei con un ghigno sprezzante. So affrontare il pericolo! Sai
bene in quali condizioni mi trov Maynard, quando mi soccorse.
Le insidie di cui ti parlo sono cosa diversa, cerc di spiegare lui, invitandola ad abbassare il
tono. Non si possono respingere con il semplice coraggio, n a colpi di spada. Devi avere pazienza,
attendere che le affronti da solo e poi....
Ma Isabeau non aveva intenzione di ascoltarlo. Io qui dentro non resisto!, grid. Mi sento
soffocare, capisci? Ho gi patito abbastanza sapendoti lontano e temendo di non rivederti pi. Hai idea
di cosa abbia significato? Non chiedermelo ancora, ti prego!.
Gualtiero alz gli occhi e scorse delle sagome muoversi dietro i graticci di legno del convento.
Le monache osservavano, avide di rubare frammenti di vita altrui, anche di sofferenza, pur di riempire
il vuoto della loro esistenza.
Allimprovviso sent una voce di donna chiamare Isabeau!  e cap di non avere pi tempo.
Prese la ragazza per le spalle e la baci sulla fronte, poi sulle labbra. Devo farlo, Isabeau. Perch ti amo!.
Bugiardo!.
Sai che non mento, insistette. Le mise un foglio stropicciato tra le mani e la fiss con tutta lo
dolcezza di cui era capace. Ti supplico di capire. Ti supplico... Abbi fiducia!.
La ragazza lo respinse con rabbia, poi gli strapp un altro bacio.
Isabeau!, chiam ancora la voce, al limite dellira.
Ora vai, sussurr il giovane. Rientra o ti puniranno.
Al diavolo le loro punizioni!, esclam lei, asciugandosi una lacrima.
Dimmi almeno dove andrai. Dimmelo, se mi ami davvero.
Gualtiero scosse il capo. Se lo facessi, verresti a cercarmi. E con un amarissimo cenno di
commiato, le diede le spalle.
Verr a cercati comunque!, ribatt lei, guardandolo incamminarsi verso il ponte di legno che
collegava lisola alla terraferma. Rossa in volto, con i pugni stretti e le gambe pervase da un tremito.
Dun tratto spezz le catene invisibili che la tenevano ferma e si lanci di corsa per seguirlo, ma si sent
trattenere per un braccio. La badessa in persona era uscita nella notte per riportarla al convento.
Lasciatemi!, si ribell Isabeau, cadendo carponi sulla neve. Torn a fissare la sagoma del
giovane, sempre pi distante. Mi hai sentito?, grid.
Fuggir, lo giuro, e verr a cercarti!.
Lui non si volt nemmeno.
Prima di essere trascinata via, la ragazza si accorse di aver perduto il foglio che lui le aveva
lasciato. Si divincol dalla badessa per raccoglierlo e quando lo osserv si sent travolgere da unondata
di emozioni.
Recava, disegnato a carboncino, un volto di fanciulla. Una fanciulla poco pi giovane di lei, ma
con i suoi stessi lineamenti. Forse pi bella e pi indomita di quanto Isabeau credesse di essere mai
stata. Daltronde, quello era il modo in cui Gualtiero la vedeva. Anzi, laveva vista.
La prima volta in cui si erano incontrati.
Non molto lontano, nel cuore oscuro della contrada di San Niccol, Maynard fissava gli occhi
spiritati di fra Lamberto da Cingoli. Gli sfuggiva ancora se quellincontro fosse stato orchestrato da lui
o dal vescovo Guido, e a quale scopo. Lunica certezza era che non doveva fidarsi. Ancor prima di
imparare a brandire la spada, infatti, aveva appreso quanto gli uomini di chiesa fossero abili nel celare i
loro interessi dietro eventi di facciata.
Il marchese Obizzo ha ricevuto delle minacce?, volle sapere per sua maggior chiarezza.
Padre Lamberto fece un gesto vago. Si teme per lui, ma anche per il suo erede maschio.
Messer Aldobrandino?.
Il frate annu. Sua eccellenza afferma che siete stato suo maestro darmi.
Soltanto per un breve periodo, si limit a dire Maynard, affinch il suo affetto per il giovane
signore non venisse usato come strumento di persuasione. Gli era dispiaciuto interrompere le lezioni di
spada con Aldobrandino, soprattutto perch aveva colto in lui pi valore di quanto ne
possedesse il padre, e si era illuso di poterlo far emergere. Ma troppe disgrazie lo separavano da
quei ricordi. Laveva intravisto lultima volta da lontano, durante la tenzone del palio dellAssunta,
trovandolo assai provato per il lutto della madre.
Approfittando del suo improvviso silenzio, i religiosi si consultarono con unocchiata. Dei due,
Guido sembrava il pi stanco e il maggiormente propenso a tagliar corto. Si sporse in avanti,
intrecciando le dita inanellate sul tavolo. Ebbene, messere, si prepar a concludere, capirete la
gravit della situazione....
Il cavaliere non era ancora dellidea di tirare le somme. Aggrott la fronte e fece un passo in
avanti, desideroso di comprendere la sua posizione.
Esattamente cosa mi state chiedendo?
Di indagare, rispose secco fra Lamberto.
Maynard gli rivolse un sorrisetto sghembo. Seguendo una scia di rane e di bestie
immaginarie?
Non siate sprezzante, lo rimprover il domenicano. Ci sono delle prove.
Ebbene? Inviate dunque i vostri armigeri!.
Serve un cuor di leone, messere, intervenne Baisio, ancora una volta pronto a sedare gli
animi. Un uomo accorto che non abbia timore di nulla.
Un uomo che potete manovrare, questo volete intendere, ribatt Rocheblanche, beffardo.
Anche questo, s. Fra Lamberto batt le dita giallastre sul ripiano, facendo sobbalzare i due
soldati appostati agli angoli. Siete caduto in disgrazia presso la corte ferrarese e noi vi stiamo offrendo
loccasione di riconquistare la fiducia del marchese Obizzo in cambio di un servigio. Vi pare forse
unofferta iniqua?.
Maynard si strinse nelle spalle. Vi risponder quando mi sar fatto unidea pi precisa.
Guido di Baisio sorrise soddisfatto. Quindi accettate!.
Ho forse alternative?, ribatt il cavaliere.
In tutta franchezza, no. Lanziano vescovo si alz dal seggio con evidente sollievo.
Lavorerete di concerto con fra Lamberto, mettendolo a parte di ogni informazione che riuscirete a
carpire. E nel caso vi servisse un aiutante, verrete affiancato da un religioso di sua fiducia. Indic
quindi luscita.
Sarete stanco, messere. Lora  assai tarda e il gelo troppo intenso perch possiate far ritorno a
Pomposa. Sarete ospite del convento di San Domenico,
in una stanza della foresteria.
...
.
...
6.
...
.
...
Avviluppato in una cappa fratesca, Lamberto da Cingoli usc da San Domenico senza lasciar
detto nulla ai confratelli. A prima vista sembrava a suo agio nel gelo della notte, nonostante
camminasse sulla neve con semplici sandali di sparto, eppure covava una profonda inquietudine. Si
guard un paio di volte alle spalle, allung il passo verso un punto in cui la contrada si univa a quella di
Boccacanale e svolt in un vicolo, guidato dalla luce di una fiaccola infissa accanto a un portone.
Imprec alla vista di un ratto e si ferm davanti al battente. Era di legno borchiato, solido quanto larco
di pietra che lo sovrastava. Lo fiss per un istante, con esitazione, infine sporse la sua piccola mano per
bussare.
Lo scatto dello spioncino lo fece quasi trasalire. Un uomo si affacci alla grata, la richiuse e
apr il portone. Vostra grazia vi aspetta, si limit a dire con accento francese.
Il domenicano avanz senza proferir verbo, dissimulando il nervosismo dietro una maschera
plasmata da anni di roghi e processi. Non era lincertezza a procurargli langustia, bens il pensiero di
dover incontrare un uomo pi pericoloso di lui.
Guadagnato lingresso, raggiunse una sala illuminata da un focolare che proiettava un bagliore
luciferino sulle pareti. Davanti alla fiamma, unombra sedeva a uno scranno. Fra Lamberto rimase
sulluscio, lasciandosi ristorare dal tepore, nellattesa che lassiso gli rivolgesse la parola. Di quel
profilo in controluce scorgeva soltanto una mano posta sul bracciolo e lanello dallo stemma leonino
infilato allindice.
Vostra eminenza, mormor con una punta di servilismo che lo fece vergognare di se stesso.
Lombra si mosse, lasciando trapelare un volto imporporato dal fuoco.
Reverendo padre, finalmente.
Ho da poco congedato Maynard de Rocheblanche.
Alludire quel nome, luomo in controluce si sporse oltre lo schienale e rivel per intero i suoi
lineamenti. Anziano ma energico, a giudicare dalle pieghe despressione tagliate a colpi dascia, pareva
reprimere a stento un intimo rovello. Rocheblanche, succhi laria tra i denti. Quindi ha accettato di
presentarsi.
S, conferm il domenicano, e non sospetta nulla. Si trovava davanti a monsignor Bertrand
du Pouget per la seconda volta  ma la prima in cui gli rivolgeva la parola  e fatic non poco a
nascondere il suo astio. Astio reso quasi insopportabile da unistintiva ammirazione. Per quanto avesse
profuso impegno e guadagnato consensi nella regio della Lombardia inferior, non avrebbe mai
uguagliato in grandezza quel principe di Avignone.
Ebbene?, lo sferz sua eccellenza. Il cavaliere ha accennato a qualcosa di nostro interesse?
No. Fra Lamberto si compiacque daver risposto con fermezza. La conversazione non si 
mai discostata dal caso delle... rane. Rocheblanche ha accettato di indagare sotto il mio vaglio.
Du Pouget annu. Quindi, nei prossimi giorni legherete abbastanza con lui da poterlo indurre a
parlar daltro.
Il domenicano fu tentato di annuire per il semplice desiderio di tagliar corto, ma serbava troppe
obiezioni per lasciar correre. Se permettete, preferirei concentrarmi sullindagine e lasciare questa
incombenza al vescovo.
Da come lo fiss, il cardinale non si aspettava certo un rifiuto. Guido di Baisio ha gi fatto
abbastanza. Ha scoperto il segreto di Rocheblanche e me lha comunicato, spingendomi a raggiungere
Ferrara. Ora sta a voi, padre Lamberto, violare quel segreto.
Con tutto il rispetto, no. Sono stato convocato a Ferrara per indagare sulleresia e sul
mercimonio con Satana. Questo far. Non intendo perder tempo per quel... come si chiama? Quel...
ah, s! Quel Lapis exilii.
Ah, davvero?, rise il cardinale. E fu proprio quella risata, assai pi delle parole che seguirono,
a suggerire a Lamberto da Cingoli la vastit del gioco in cui era stato coinvolto. Se ho ordinato a sua
grazia il vescovo di convocarvi a Ferrara,  stato per questioni di cui ancora ignorate lentit.
Nellattesa di esserne informato, ottemperate pure allufficio inquisitoriale!
Indagate sulle manifestazioni del Maligno, sulle minacce di eresia e su qualsiasi cosa fomenti le
vostre ossessioni. Ma non dimenticate mai, carissimo padre, che tutto ci  un mero pretesto per
circuire Rocheblanche.
Ebbene?, ribatt il frate, ansioso di lavarsene le mani il pi in fretta possibile. In questo
preciso momento messer Maynard riposa, ignaro di tutto, nel convento di San Domenico. Cosa vi
impedisce di farlo rapire e di sottoporlo a un interrogatorio? Non risparmiereste tempo e fatica?.
Bench allettato da simili parole, Bertrand scosse il capo. Come avrete voi stesso appreso nello
svolgimento delle mansioni inquisitoriali, osservare da lontano giova maggiormente alla visione
dellinsieme, e indic luscio, a intendere di voler essere lasciato solo. Ora andate, fra Lamberto.
Andate, prima che sorga lalba.
...
.
...
7.
...
.
...
Selve di Ferrara.
...
.
...
12 gennaio, mattina.
Silvano di Focomorto aveva una barba cos ispida da assomigliare a un cespuglio rinsecchito.
Per giunta, il naso fungino che gli spuntava da sotto il cappellaccio dava limpressione a Maynard di
avere a che fare non con un essere umano, bens con una creatura uscita dalla cavit di qualche albero.
Lo seguiva a pochi passi di distanza, guidando il morello con attenzione per non farlo
inciampare in sassi, buche o altre insidie nascoste sotto lo strato di neve. Un frate domenicano chiudeva
la fila in groppa a un mulo dalle orecchie setose.
Il Borgo delle Pioppe non era distante, eppure il paesaggio boschivo appariva inviolato e quasi
ostile. Dopo essersi inoltrato in sentieri sempre pi stretti, il cacciatore di lupi si ferm in un punto in
cui la vegetazione sinfittiva troppo per proseguire a cavallo.
Lasciamo qui le bestie, propose Rocheblanche, legando la propria cavalcatura a un alto
faggio.
Il frate lo scrut con disappunto. Si chiamava Prudenzio e aveva lincarico di assisterlo nello
svolgimento dellindagine. La sua forma grassoccia, accentuata dalle gambe tozze, lo rendeva
inadeguato a coprire percorsi che non fossero i pavimenti di un refettorio. Scese da sella mormorando
un Oh Jesus e stratton il mulo per condurlo accanto al morello. Lanimale tuttavia non aveva alcuna
intenzione di obbedirlo.
Avreste dovuto restare in convento, motteggi Maynard, osservando i suoi modi impacciati.
Non conoscete padre Lamberto da Cingoli, ribatt il religioso. Dopo una breve ma accanita
contesa, riusc a far valere le proprie ragioni sulla bestia e la leg allalbero. I suoi ordini sono
vangelo.
Il francese si strinse nelle spalle. Fra Lamberto ripone troppa fiducia in questa escursione.
Sono trascorsi giorni ed  nevicato. Ammesso che siano rimaste delle tracce, sar difficile scovarle.
Tentar non nuoce. Fra Prudenzio espir una nuvoletta bianca e si sistem la bisaccia a
tracolla. Era talmente gonfia da far credere che dovesse star fuori per giorni. Inoltre, se permettessimo
il diffondersi di turpitudini e
maleficia fomenteremmo lindignazione delle autorit ecclesiastiche....
Rocheblanche lo zitt. La loro guida si stava gi dileguando tra gli alberi.
La direzione?, volle sapere.
Silvano emise un grugnito e fece strada verso nord. Maynard si affrett a seguirlo prima di
perderlo fra un intrico di rami ghiacciati, ma di tanto in tanto fu costretto a rallentare per soccorrere fra
Prudenzio, che si impigliava e scivolava ovunque.
Il cacciatore, al contrario, si muoveva come una delle fiere a cui aveva giurato guerra eterna.
Sicuro e silenzioso, manteneva il passo senza mai voltarsi verso di loro. Non ne aveva bisogno,
suppose Rocheblanche.
Doveva essere dotato di un udito e di un olfatto cos fini da non aver bisogno di guardarli per
verificare a quale distanza si trovassero. Daltro canto percepiva in lui una sorta di ritrosia, quasi un
disprezzo verso i propri simili, e non lo biasim di certo. Lui stesso, dopo mesi di vita errante, aveva
sviluppato nei confronti del prossimo uninsofferenza che aumentava in presenza di infami e scellerati.
Prov un intimo sollievo, quindi, nellinterpretare per un attimo quel cammino come una fuga dalla
civilt.
Allimprovviso Silvano rallent, e il cavaliere comprese di essere giunto a destinazione. Aiut il
pingue domenicano a superare un ultimo declivio venato di radici e raggiunse il cacciatore.
 questo il punto in cui li avete scorti?, chiese, constatando che si era fermato davanti a un
sentiero seminascosto tra gli arbusti.
S, messere.
Quanti erano?
Non so.
Doverano diretti?.
Con ritrosia, Silvano indic un punto in cui il sentiero spariva sotto un pergolato di rovi e rami
secchi intrecciati a guisa di un ingresso a volta.
Assai colpito, il francese cerc di immaginare un corteo guidato da una bestia misteriosa
dileguarsi oltre quel recesso buio, e si persuase che chiunque, di fronte a una simile scena, sarebbe
caduto in preda al terrore. O
alla suggestione. Si avvicin per controllare, ma not che il cacciatore non accennava a
proseguire. Ebbene, non venite?, lo incit.
Preferirei di no, messere.
Rocheblanche scambi unocchiata complice con fra Prudenzio, quindi scost il mantello per
mostrare lelsa della spada.
Il cacciatore esit ancora, lasciando trapelare una punta di ostilit. Infine
avanz. Si inoltrarono sotto lintreccio di rami, lungo circa una ventina di passi. Era talmente
fitto da impedire alla luce del mattino di filtrare, e troppo uniforme perch fosse opera della natura.
Peccato non avere neppure una lanterna, si lagn fra Prudenzio, che procedeva con i lembi
della cappa sollevati per dar maggior agio alle gambe tozze.
Non temete, lo confort Maynard. Stiamo gi uscendo allaperto. Ma non appena fu di
nuovo sotto la luce del sole, non pot trattenere unesclamazione di stupore.
Il passaggio di rovi conduceva allinterno di una pieve in rovina, talmente antica che la selva le
era cresciuta intorno e allinterno, penetrando con rami e radici attraverso finestre, porte e qualsiasi
genere di pertugio. Il tetto era crollato da tempo insieme a gran parte delle pareti, lasciando cumuli di
macerie ai margini del perimetro. In luogo del coro, tuttavia, restava un crocifisso di legno capovolto e
conficcato a terra in spregio al sacrificio del Cristo.
Quellinsulto era nulla, se paragonato allabominevole manufatto che si ergeva davanti
allaltare. Consisteva in una pira di legno e paglia a cui era stato legato un fantoccio dalle sembianze
umane. Recava sul capo una corona di spine, sulle spalle un mantello ricavato da cenci e interiora
animali. Sul petto, trafitto da una lancia, uno scudo triangolare con lo stemma di unaquila bianca su
campo azzurro.
 Oh Jesus! , esclam fra Prudenzio, correndo immediatamente verso il crocifisso.
Aiutatemi a raddrizzarlo!.
Non toccate nulla, gli intim Maynard. Meglio non lasciare tracce del nostro passaggio. Si
guard intorno per memorizzare ogni particolare, quindi si concentr sul fantoccio. Lo stemma sullo
scudo non lasciava dubbi: era larme della casata dEste. Per quanto detestasse ammetterlo, il vescovo
Guido e Lamberto da Cingoli avevano ragione. Il marchese Obizzo aveva dei nemici.
Dubitava ancora, tuttavia, che si trattasse di un maleficio. Bench ogni indizio sembrasse dargli
torto, coglieva troppa ostentazione per non pensare a una messinscena. Ma a quale fine?
Un odore pungente gli giunse alle narici, spingendolo a esaminare i resti di un focolare dinanzi
alla pira. Doveva aver arso fino allalba, poich emanava ancora tepore.
Un fuoco troppo piccolo perch potesse attecchire.
Maynard sollev lo sguardo, incrociando lespressione perplessa di fra
Prudenzio. Sorrise senza allegria. Il domenicano doveva essere troppo avvezzo agli autodaf per
prendere in considerazione altre ipotesi dinanzi a una pira. Annus le ceneri e scosse il capo. Questo
fuoco non  stato acceso per alimentare un rogo. Raccolse un ramoscello mezzo carbonizzato e glielo
mostr.  Herba diaboli.
Il frate sussult. Ne avete esperienza?
Soltanto in ambito officinale. Come forse saprete, erbe del genere vengono impiegate per
lenire il dolore. A giudicare dallodore, per, qui ne sono state bruciate in eccesso, e di diverso tipo.
Ritenete siano state impiegate per compiere dei riti satanici?
Ci che ritengo, padre,  che dovrete vuotare la vostra bisaccia, ribatt Rocheblanche.
Dobbiamo raccogliere queste ceneri e sottoporle allesame di un erborista. Poi si alz in piedi,
manifestando unimprovvisa ansiet.
Ma agite alla svelta, ve ne prego.
Perch tanta premura?, protest fra Prudenzio.
Prima di rispondere, Maynard de Rocheblanche si guard intorno imprecando tra i denti.
Perch la nostra guida ci ha lasciati soli.
...
.
...
8.
...
.
...
Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
...
.
...
Ah, quei tempi!. Ritto sul pulpito, padre Andrea declamava il sermone ispirato dallarco di
luce dipinto alle sue spalle. Li rammentate, fratelli miei?
Parlo dei tempi in cui san Pier Damiani calcava i piedi su questo sacro suolo! Trecento anni
sono trascorsi. Trecento! Erano i tempi dei santi e dei fasti, i tempi in cui Pomposa divent leggenda.
Invece oggi... decimati dalla peste e impoveriti nello spirito, ci trasciniamo come ignavi. Pigri!
Indisciplinati! Soggiogati dalle lusinghe del mondo e dalla paura! Com potuto accadere?
Quale peccato ci ha reso tanto indegni? Oh, badate bene, io sono il primo ad assumersi la colpa. Mi
sono macerato a tal punto nella contrizione da provare disgusto verso me stesso, e mille volte ho
desiderato abbandonare il vincastro a favore di gente pi meritevole. Ma non temete, fratelli carissimi,
poich voglio farvi una promessa. A Dio piacendo, restaurer fra queste mura lantica saggezza e
lequilibrio tra vita activa et contemplativa, affinch Pomposa torni a esser grande. E lo far grazie alle
regole che proprio san Pier Damiani scrisse, infiammato dallo Spirito Santo, in unopera preziosissima.
Il De perfectione monachorum!.
Batt il palmo sul leggio, ascoltando leco delle proprie parole disperdersi nella navata. Erano
lontani i giorni in cui aveva creduto che quelleco si librasse oltre le mura del monastero, fino alla
Grazia eterna che muoveva i cieli e i destini degli uomini. Ora si accontentava di scorgere il consenso
sui volti dei monaci, con la speranza di aver seminato qualcosa di buono nei loro cuori. Non era
abbastanza, tuttavia, e lo sapeva bene. Soffriva ancora per il silenzio del Padre, a volte al punto da
credersi al servizio di una religione mendace, inventata per proteggere lumanit dallinesorabile vuoto
che gravava sul mondo degli uomini. Eppure non tutto era perduto. Dopo anni di traversie, riusciva
finalmente a scorgere un barlume di speranza.
Osserv i dieci monaci assisi sugli stalli. Erano tutto ci che gli restava, il piccolo esercito con
cui avrebbe dato inizio al suo progetto di riforma. Un progetto difficile, non si faceva illusioni al
riguardo. Ci nondimeno, le avversit del destino e le prepotenze degli uomini non lo spaventavano pi.
A dispetto della crisi di fede che lo divorava, non si sarebbe tirato indietro.
Scese dal pulpito, scrutando con la coda dellocchio le magistrali pitture a
fresco di Vitale de Equis. Era un pensiero puerile, eppure aveva la sensazione che insieme a
quelle immagini fosse rinata una parte di lui. Come se quei colori lo avessero illuminato,
consentendogli di scorgere qualcosa oltre lo sconforto. La luce dellarte, capace di spingersi oltre lumano intendimento.
Ma la vera luce, quella pi abbagliante, sarebbe nata soltanto dal De perfectione monachorum.
Era stato il vescovo a consigliarlo in tal senso, porgendogli durante il loro ultimo incontro una copia di
quellopera. Nel riconoscerla, Andrea si era colpito la fronte chiedendosi come avesse potuto essere
tanto cieco da non prenderla prima in considerazione. Si era scervellato per anni sugli insegnamenti dei
grandi padri della chiesa, Basilio, Agostino, Gregorio Magno, Tommaso, alla ricerca della regola ideale
in grado di riformare il suo cenobio, quando invece sarebbe bastato rispolverare quellagile libello
dimenticato fra gli scaffali della sua biblioteca.
Unopera di soli ventiquattro capitoli, in cui si passava al vaglio, con accuratezza, ogni aspetto
della vita di un monastero.
Cammin tra le panche della navata, intonando un inno alla Madonna finch il coro dei
confratelli non si uniform alla sua voce, il pensiero gi altrove. La convocazione di Rocheblanche era
stata un fulmine a ciel sereno e intendeva discuterne quanto prima con il vescovo. Per doveva
sbrigarsi, se non voleva cadere vittima di un intrigo che intuiva assai pi esteso di quanto gli fosse stato prospettato.
Raggiunse quindi il nartece, usc nel gelo del mattino e, rivolto uno sguardo alla Madonna
affrescata sul portale, allung il passo verso gli stallaggi.
Un famiglio lo aspettava tenendo per il morso una giumenta gi sellata.
Andrea si copr le spalle con un mantello di pelliccia e pos un piede sulla staffa, facendosi aiutare a salire in groppa.
Vostra paternit desidera essere accompagnato?, chiese il servo.
Labate sistem i lembi della tonaca ai lati della seduta e accenn un diniego. Non aveva
confidenza con quelluomo. Ogni volta che se lo trovava di fronte rimpiangeva il fedele Bonus, morto
di peste la primavera precedente. Fece per andarsene quando intravide il suo levriere acciambellato in
un cantuccio della stalla. Prenditi cura di Fiumano, ordin, addolcendo lespressione del viso.
Super al trotto la corte dellabbazia e, mentre rimuginava sulle direttive che aveva lasciato da
seguire in sua assenza, spron la cavalcatura verso un
sentiero diretto a levante. Prima di imboccarlo, riconobbe un individuo barbuto intento a
caricare i propri averi su un carro. Mastro de Equis, voci strattonando le redini, siete gi di
partenza?.
Il pittore ricambi il saluto. Laffresco  concluso e Bologna mi attende.
Fregandosi le mani per il freddo, osserv la borsa da viaggio appesa al fianco della giumenta.
Voi invece dove siete diretto?, chiese di buon umore. Se pazientate un attimo, potremmo forse
coprire un tratto insieme.
Devo correre alla Torre della Lanterna, rispose labate, lasciando intendere di aver premura.
Lo attendeva un imbarco diretto a Ferrara, nella speranza di raggiungere la sede vescovile prima di
cena. Tuttavia indugi e, dopo una breve esitazione, aggiunse con rammarico: Ho sperato fino
allultimo che cambiaste opinione riguardo la mia proposta.
Vitale si strinse nelle spalle. Ci ho riflettuto assai, e sono giunto alla conclusione che non ne
valga la pena. Con tutto il rispetto, reverendo padre, dipingere ex novo le pareti della vostra navata
richiederebbe almeno il doppio di quanto mi offrite.
Al momento non posso disporre di una cifra pi alta, sospir Andrea, irritato dal modo sottile
con cui gli era stato dato del pezzente.
Quindi, concluse il pittore, a meno che le vostre finanze non migliorino....
Buon viaggio, messere!, tagli corto il monaco. Prima di dar di sprone, ramment per una
questione che lassillava dal giorno prima e indugi ancora. Unultima parola, se mi  lecito.
Vi ascolto.
Avete per caso notizie del giovane de Bruni?.
Vitale de Equis lo scrut spaesato. Per quale motivo?.
Padre Andrea nascose lapprensione dietro una smorfia. Non lo vedo da quando sono giunti i
messaggeri del vescovo.
A onor del vero, nemmeno io, disse il pittore. Lho scorto lultima volta ieri mattina, proprio
vicino agli stallaggi.
E vi ha detto qualcosa?
Nulla, vostra grazia.  balzato in groppa a un cavallo e si  allontanato di gran carriera.
...
.
...
9.
...
.
...
Convento di SantAntonio Abate.
...
.
...
Suor Eudeline non si era ancora abituata alla vita sullisola di SantAntonio, e non certo per la
scarsa affabilit delle consorelle o perch parlasse una lingua diversa. I costumi vigenti non si
discostavano molto da quelli del suo monastero di provenienza, a Reims; per quanto riguardava la
comunicazione, invece, tutto era facilitato dalle consuetudini, dal latino e dal codice gestuale usato per
non infrangere la regola del silenzio. Se la monaca francese continuava a sentirsi a disagio, era per il
fatto di non poter stringere lei le redini del comando.
Senza troppa sorpresa, si rendeva conto che anni trascorsi a guidare una comunit di
benedettine le impedivano di instaurare un rapporto di parit con le altre. Causa di maggior fastidio,
nondimeno, era il sentirsi privata del controllo che le aveva consentito per anni di opporsi alle angherie
che aveva subto.
Lunica consolazione le derivava dal costatare che i suoi nobili natali, i suoi modi autoritari e la
sua bellezza suscitavano nella maggior parte delle consorelle una naturale fascinazione. Le si
rivolgevano sempre con rispetto, addirittura con riverenza, bench lei non facesse nulla per guadagnarsi
attenzioni. Tutto ci indisponeva la fin troppo suscettibile madre badessa.
Eudeline era ben consapevole dessersi fatta una nemica. Nellimmutabile quiete della clausura,
accoglieva quella consapevolezza come uno stuzzicante diversivo. E fu quasi per indispettire la rivale
che, verso sera, sotto gli occhi di tutte, attravers il chiostro dopo il canto del Magnificat3 per
raggiungere il luogo in cui era stata messa in punizione Isabeau.
Si trattava di un magazzino stipato di botti, sacchi e ogni genere di derrate.
Lodore di formaggio e granaglie era talmente intenso da saturare laria.
La ragazza stava in un cantuccio. Legata e in ginocchio su dei chicchi di frumento, gli occhi
bendati.
Quellimmagine evoc in Eudeline unondata di ricordi.
Anche lei aveva inflitto delle punizioni, le pi severe delle quali alla novizia che le si era
rivoltata contro per ordine di Bertrand du Pouget. Aleydis.
Provava ancora rimorso per averla trattata con eccessiva durezza, e dolore al pensiero di averla
perduta per sempre, insieme alla sua figlioletta nata nel
peccato.
Per certi versi, Isabeau gliela ricordava. Non solo per la giovane et e per lo spirito ribelle, ma
soprattutto perch lasciava trasparire un senso di abbandono capace di risvegliare nella monaca
francese listinto di protezione.
Le si avvicin e tolse la benda che le copriva gli occhi.
La ragazza batt le palpebre, abituandosi lentamente alla luce fioca del magazzino. Madre,
siete voi. Si guard alle spalle, incredula. La punizione  finita?
No, mia cara.
Allora andatevene, o sar peggio per voi.
Eudeline sorrise. Vorr dire che puniranno anche me.
Se sapeste come ci si sente, non parlereste cos.
So bene come ci si sente. E so che il dolore pi acuto non lo provate nella carne. Si chin su
di lei, notando che i lembi della sua veste erano stati sollevati sulle cosce perch le ginocchia si
posassero direttamente sui chicchi. Fu nauseata dalla crudelt della badessa. Ora lasciate che vi aiuti,
disse distinto. La fece mettere distesa e la liber dai vincoli.
Isabeau era visibilmente sconcertata. Appena pot muoversi, emise un sospiro di sollievo e si
massaggi le ginocchia coperte di piaghe. Perch lo state facendo?
Non sono forse tutti convinti che siete mia sorella?, ironizz la monaca.
Tanto vale continuare nella finzione.
Non mi piacciono le bugie, comment la ragazza. Ma se non fosse stato per questa,
Maynard non sarebbe mai riuscito a farmi accettare in convento.
Se continuate a ribellarvi, renderete vani i suoi sforzi.
Ho agito per amore. Voi tuttavia non potete capire.
Eudeline le rivolse uno sguardo complice. Lo pensate davvero?.
Ancora una volta, Isabeau apparve spiazzata. Ma... non siete monaca?
Lo diventai per isolarmi dal mondo, non per vocazione. Prendendo il velo ritrovai la dignit, e
per anni mi illusi di essere appagata, persino felice... Poi conobbi un cavaliere....
Al ricordo di Robert, di come le era stato strappato via, si sent pervadere da un dolore e da una
rabbia che fatic a nascondere.
Madonna, mormor la ragazza, state piangendo....
Eudeline si asciug il viso, alzandosi in piedi di scatto. Non rinunciate mai al vostro amato.
Mai. Se tenete davvero a lui, stategli accanto.
La prima volta che mi parlaste non diceste cos, le ricord Isabeau, ancora inginocchiata a
terra. Mi diceste di restare in convento e di esser grata della protezione che vi offriva.
Dovete perdonarmi, non vi sapevo innamorata. E ora che ne sono consapevole, aggiungo che
vivere protetti non serve a nulla se questo ci tiene lontani da chi si ama. Sempre che il sentimento sia
reciproco, ovviamente.
Lo , ne sono certa. Lui ha promesso di sposarmi.
Ebbene, cosa aspetta a prendervi in moglie?
 dovuto fuggire. Per via di un complotto, un torto recato alla sua famiglia.
Che lo affronti, esclam la monaca, serrando i pugni. Gli manca forse il coraggio?.
Isabeau scosse il capo, lasciando trapelare una profonda amarezza.
Gualtiero non  un vigliacco, ma nemmeno un cavaliere come Maynard o come luomo che
amavate. Con estrema cautela cerc di coprire le ginocchia ferite, ma il dolore la costrinse a tener
sollevati i lembi dellabito.
 un figlio del volgo costretto a battersi contro dei giganti. Capite? Ha visto morire la madre e
colui che credeva suo padre. Ha molto sofferto, e voi non immaginate la mia pena a saperlo l fuori, da
solo... col timore di non rivederlo mai pi.
Mentre la ascoltava, la monaca si sentiva svuotare dello sdegno che laveva infiammata.
Tentava di immaginarsi il volto di quel giovane sventurato, di cui non sapeva nulla, e dun tratto prov
il desiderio irrefrenabile di aiutare Isabeau. Addolc lo sguardo e le pose una mano sulla spalla.
Raccontatemi tutto, le ordin. Dal principio.
La ragazza si ritrasse. Reverenda madre, siete sicura....
Eudeline , la tacit rassicurante. Per voi, mia cara, sono soltanto Eudeline.
Non appena usc dal luogo della punizione, simbatt nella badessa. Alta, e di una magrezza che
la rendeva quasi inconsistente sotto la tonaca nera. Il nervosismo le tirava a tal punto il volto da rendere
ancor pi affilati gli zigomi.
Madre Eudeline, le punt il dito contro, non pensiate di esser giunta fin qui a dettar regole.
Isabeau  ancora rinchiusa come da voi prescritto, si difese la monaca.
Ho soltanto voluto recarle un po di sollievo.
Con quale autorizzazione? Avevo espressamente ordinato che nessuno le facesse visita!.
Ma Eudeline ne aveva abbastanza di farsi redarguire come una novizia.
Avete anche ordinato di deturparne le carni?, ribatt a tono. Quale cattiveria! Le sue
ginocchia erano coperte di sangue. Nel mio convento, non avrei mai permesso....
Voi non siete nel vostro convento!, gracchi la badessa. Rammentate, reverenda madre? Le
vostre monache furono stroncate dalla peste. E se vi trovate qui, ora,  per mia indulgenza.
Al sentir usare tanto sarcasmo verso le sue povere consorelle, fece un passo in avanti con gli
occhi stretti in due fessure di rabbia. Io sono Eudeline di Reims, della nobile casata di Rocheblanche,
declam a gran voce, in modo che le sue parole venissero ben udite da chi spiava attraverso le grate del
convento. E se mi trovo qui  perch vi ho elargito una somma pari alla dote di una novizia.
Rendetemela, se vi fa piacere, e trover subito un alloggio migliore.
La badessa arretr. Placate il vostro animo, mormor a denti stretti. Se sono venuta a
cercarvi,  stato per darvi notizia che un uomo  appena giunto chiedendo di voi.
Di chi si tratta?, volle sapere la monaca, con eguale alterigia.
Di vostro fratello, Maynard de Rocheblanche.
3 Cantico contenuto nel Vangelo di Luca (1, 39-55) e recitato durante i Vespri.
...
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10.
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...
Se soltanto chiudeva gli occhi, Maynard aveva limpressione di aggirarsi ancora per i boschi
con il sibilo del vento e i lamenti di fra Prudenzio a tenergli compagnia. Era stato difficile far ritorno
senza la guida di Silvano da Focomorto, e se non fosse stato per lurgenza della situazione avrebbe
volentieri allungato il cammino verso i sobborghi di Porta di Sotto, dove abitava quel figlio di cane.
Rammentandosi del luogo sacro in cui si trovava, cerc di sedare i bollenti spiriti. La badessa di
SantAntonio gli aveva permesso di entrare nel convento a patto che attendesse nel parlatorio fino
allarrivo della sorella.
La maggiore, si era affrettato a precisare il cavaliere, per non lasciar trapelare sospetti verso
Isabeau. La reverenda madre aveva annuito con un sorrisetto di dileggio, a sottintendere uneguale
antipatia per entrambe.
Maynard ingann lattesa seduto su una panca, osservando una statua di legno dipinto che
rappresentava una santa. Assai giovane e di aspetto gentile, indossava un abito da benedettina,
impreziosito da uno stemma appeso alla vita con linsegna dellaquila bianca.
Santa Beatrice dEste, spieg una voce femminile, patrona e fondatrice di questo luogo.
Voltandosi, Rocheblanche riconobbe Eudeline. Algida e impassibile, quasi avesse attraversato
un mondo in rovina senza batter ciglio. Si alz in piedi.
Quindi, ironizz, la famiglia dEste non ha generato soltanto lupi.
Si potrebbe dire altrettanto dei Rocheblanche?, ribatt lei.
Sorella, sei ingiusta. Maynard le strinse le mani e le baci una guancia.
Ti trovo bene, nonostante tutto.
Una menzogna cortese, si adombr la monaca, prendendo le distanze.
Perch sei qui?.
Sorpreso da quella ritrosia, lui la fiss chiedendosi cosa la turbasse.
Percepiva quasi lodore della burrasca che si agitava dietro la sua espressione distaccata. Ho
bisogno del tuo aiuto, confess dopo un attimo di esitazione.
Un altro intrigo?.
Maynard colse laccento di rimprovero, insieme a un insidioso inarcarsi di sopracciglia. Sono
stato costretto.
Costretto?, ripet la sorella. Non devi nulla a questa citt, n tantomeno alla sua corte.
Quando ti deciderai a onorare i tuoi doveri?
Il mio dovere  restare qui, Eudeline.
Il tuo dovere  correre a Reims, lo contraddisse lei. A Reims! Per rivendicare i feudi dei
Rocheblanche ingiustamente sottratti dalla Camera Apostolica!. Con uno slancio improvviso gli si
avvent contro e gli batt i pugni sul petto, finch il fratello non le afferr i polsi. Eudeline si divincol,
scrutandolo come se volesse lanciargli una sfida. Ah, se solo fossi nata uomo!, e finse di brandire
una spada. Sa Dio se mi troverei ancora qui, a nascondermi con le mani in mano!.
Maynard era combattuto tra il rammarico e lammirazione per quel carattere tanto fiero.  una
trappola, lo capisci?, esclam. Dietro la spoliazione dei nostri beni c lombra di Bertrand du
Pouget, lo sai bene. Rifletti dunque!
Quel maledetto vuole renderci deboli, insicuri. Se agissimo dimpulso, cadremmo vittime dei
suoi sicari.
Accetti quindi il sopruso?
Giammai! Non immagini quanto si estenda il mio desiderio di affrontare du Pouget e ristabilire
la giustizia! Ma intendo farlo qui, a Ferrara.
La rabbia di Eudeline si plac lentamente, svanendo dietro una maschera di incertezza. E se lui
non venisse?
Verr, le assicur lui.  roso dalla voglia di scoprire il segreto che custodisco. Non
rinuncer a cercare il Lapis exilii.
Non essere troppo fiducioso, lo mise in guardia la monaca. Tu non lo conosci. Non lhai
visto in faccia, non hai sperimentato di persona la sua perversione.  un mostro, Maynard. Un mostro
peggiore di... di..., e si copr il viso, soffocando un singulto.
Rocheblanche fece per abbracciarla, ma intuendo la causa di quellimprovvisa reazione si limit
a restarle accanto. Impotente.
Assistere alla sofferenza di Eudeline attizz nel cavaliere unantica collera, insieme alla
vergogna per lonta commessa da Gaspar de Rocheblanche, suo padre. Che il diavolo lo trascinasse
oltre i pi neri cancelli dellinferno... o che lo risputasse sulla terra, affinch lui potesse trafiggerlo con
la propria spada! Al solo pensiero trem, accorgendosi di avere le dita gi pronte sullelsa. Erano
lontani i tempi in cui laveva abbandonato morente sulla rena di Algeciras. Lontano pure il bisogno di
espiare quel gesto, dopo lo spettacolo di centinaia di vite spezzate dalla peste. Restava soltanto lodio.
Puro, inflessibile, inappagato. Si volt di scatto, per nascondere la smorfia
feroce che gli era affiorata sul volto. Significa che, uccidendo luno, avr soddisfazione anche
sullaltro, sentenzi. Poi, toccato dal pianto della sorella, si impose di moderare i toni. Ora
comprendi il mio impegno?, le chiese. Quando monsignor Bertrand verr a combattermi, dovr poter
contare su degli alleati. E il pi prezioso  il marchese Obizzo dEste.
La monaca si asciug le lacrime, riprendendo in fretta il controllo. Dunque  per lui che hai
accettato il coinvolgimento in questo nuovo... incarico?.
Maynard annu. Riguarda unindagine voluta dal vescovo e dalla Santa Inquisizione, forse
legata a un complotto ordito ai danni della famiglia dEste.
E cosa centra lInquisizione?
Si pensa a un maleficium. Pare siano state rinvenute delle rane morte presso il palazzo
marchionale. Rane, con dei messaggi su pergamena.
Recitano Pro bono malum.
Male in cambio di bene, tradusse Eudeline, pensierosa. Cosa significa?
Speravo potessi illuminarmi tu, confess il fratello, lieto che largomento la distogliesse dal
dispiacere. Secondo i religiosi con cui ho parlato, la presenza delle rane alluderebbe a una bestia dell
Apocalisse.
La monaca fece cenno di comprendere. Il falso profeta.
Flegetanis..., mormor Maynard, in preda a unimprovvisa suggestione.
A cosa alludi?.
Il cavaliere cadde dalle nuvole. Perdonami, riflettevo ad alta voce. Esit a spiegarsi, infine
dichiar: Lebreo Flegetanis  lautore dellunico libro che parla del Lapis exilii. Tempo fa labate
Andrea lo paragon a un falso profeta. E ora, alla luce di quanto accade, mi chiedo se non ci sia un
collegamento.
Mantieniti lucido, fratello, lo ammon Eudeline. Sovrapponi fatti separati tra loro, te ne
rendi conto?  naturale, considerato tutto ci a cui hai assistito, ma non puoi permetterti di lasciarti
suggestionare proprio ora.
Attieniti ai fatti! Le rane, i messaggi... e poi?
E poi la visione, aggiunse lui. Un corteo nei boschi al seguito di una bestia misteriosa. Cos
almeno sostiene un testimone. Ho seguito le tracce e ho rinvenuto un fantoccio legato a una pira, con
affisso uno scudo degli Este. Si diresse quindi verso la panca, dove aveva posato la bisaccia di fra
Prudenzio. Nelle vicinanze, ho trovato queste.
Sempre pi curiosa, la monaca scrut allinterno della borsa. Di cosa si tratta?
Ceneri di erbe.
Eudeline sollev lo sguardo, perplessa. E cosa pretendi che ne ricavi?
Vorrei farle esaminare da un erborista, per saperne di pi, rispose Rocheblanche. Purtroppo
il monaco infirmarius di Pomposa  perito durante la peste, e per non rivolgermi ai padri di San
Domenico ho preferito rivolgermi a questo convento....
Se  una monaca erborista che cerchi, la comunit di SantAntonio ne ospita una assai dotta.
Tuttavia sai bene che non ci troviamo a Sainte-Balsamie. Qui non posso dettare ordini, n chiedere
favori con troppa leggerezza.
Sono sicuro che troverai il modo, tagli corto Maynard. Con discrezione.
Irritata da quel tono sbrigativo, Eudeline riprese a scrutarlo con alterigia.
Ho anchio un favore da chiederti.
Ti ascolto, disse lui, colto alla sprovvista.
Gualtiero de Bruni.
A cosa ti riferisci?
Al giovane innamorato di Isabeau.
Continuo a non capire.
Parlami di lui, chiar la monaca, con voce severa. Un anno fa lo inviasti in Francia in gran
segreto, e da allora la vita di quel giovane rimase sconvolta.
Fu stravolta assai prima, ribatt lui, in seguito allarresto dei genitori.
E tu hai osato approfittartene!, lo rimprover la sorella.
Rocheblanche emise un profondo sospiro, irritato da quellinterrogatorio.
Gualtiero sarebbe comunque partito per la Francia. Desiderava ritrovare la madre, scoprire chi
fosse veramente. Daltro canto, se proprio ci tieni a saperlo, in quei giorni mi credevo spacciato,
temevo di morire di peste. Ho ritenuto opportuno affidargli il mio segreto pi grande.
Non potevi rivolgerti al tuo amico abate?, gli rinfacci Eudeline.
Padre Andrea ha delle debolezze, non  del tutto fidato. Gualtiero invece  un uomo donore.
Un ragazzo, vorrai dire. Un figlio di popolani....
Il cavaliere scosse il capo. I suoi veri genitori erano nobili. Suo padre, signore di Mantova, era
nemico dei Gonzaga. Sua madre, Elisa dEste, sorella del marchese Obizzo.
A quelle parole, Eudeline si copr la bocca in preda allo sconcerto. Oh mio Dio....
Gualtiero ha mantenuto il segreto persino con Isabeau, per proteggerla, continu a spiegare
lui. Di recente, per, ha maturato il sospetto che qualcuno possa sapere.
Ora comprendo perch  fuggito!.
Fuggito? Ne sei certa?
Me lha rivelato Isabeau, oggi stesso.
Quellirruento!. Maynard fendette laria con un pugno. Gli avevo ordinato di aspettare,
dannazione.
Intrecciando le braccia al petto, la monaca prese a camminare avanti e indietro per il parlatorio.
Teneva il capo chino, gli occhi persi in un oscuro disegno. Dobbiamo fare qualcosa, profer
allimprovviso. Aiutarlo.
Non ti riguarda, sorella.
Invece s, esclam lei, battendo un piede sul pavimento.
Rocheblanche la fiss perplesso, infine si strinse nelle spalle. Forse, comment, la scelta di
Gualtiero  stata la migliore.
E Isabeau?, sbott Eudeline. Dovr aspettarlo per tutta la vita in convento?. Puntandogli il
dito contro, lo apostrof con cattiveria: Ecco il prode Maynard, come si prende cura delle proprie
donne! Le segrega nel claustro, come oggetti inanimati in uno scrigno, mettendosi la coscienza in pace!
Egoista! Come osi parlare di rettitudine, quando sacrifichi con tanta facilit la libert altrui?
Sei ingiusta!, si difese lui, nascondendo la ferita che lei gli aveva appena provocato. Sai
bene che ero contrario alla tua scelta di prendere il velo. E
sai altrettanto bene quanto soffra nel vederti costretta a questa vita.
Eppure non ti sei opposto alla mia scelta di ritirarmi fra queste mura!
Addirittura pretendi il mio aiuto, quasi dimentico della mia condizione.
Senza casa, senza dignit! Privata persino delluomo che amavo!.
Maynard fu sul punto di ribattere con rabbia, ma si trattenne. Per quanto avesse sempre creduto
di essere nel giusto, non poteva negare le ragioni della sorella, n restare insensibile alla sua fragilit.
Le si par di fronte, costernato, e le mise le mani sulle spalle. Sapr porre riparo a tutto ci, te lo
giuro.
Anche riguardo a Gualtiero?, simpunt lei.
Gi gli promisi di verificare i suoi sospetti. Ho il sentore che padre Andrea possa conoscere
qualcosa sulle sue origini, ma i tempi non sono ancora maturi per....
Eudeline lo zitt con un cenno. Parler io con labate di Pomposa, disse con tono autoritario.
Il fratello la scrut incredulo. Sei forse uscita di senno?
 Esigo di incontrarlo, insistette lei, e lo far con o senza il tuo consenso.
Maynard non capiva ancora perch la sua nobile sorella si fosse intestardita a tal punto, ma
conosceva abbastanza quello sguardo da intuire di poter fare ben poco per dissuaderla. Tu ignori
troppe cose per occupartene, tent di ribattere.
Vorr dire che mi informerai su ogni dettaglio della vicenda. Con limperturbabilit di un
consumato politico, la monaca si accomod sulla panca e lo invit a sederle di fronte. E io, in cambio,
far esaminare il tuo sacco di ceneri allerborista di SantAntonio.
Sta bene, sorella, si arrese Rocheblanche. Ma quando parlerai con labate Andrea, non
dimenticare mai una cosa: egli sa del Lapis exilii, pur ignorando di cosa si tratti e dove sia nascosto.
Non dirgli nulla al riguardo, nemmeno un accenno. Il reverendo Andrea non deve sospettare che anche
tu sia al corrente del segreto. E soprattutto, non deve conoscere il nome dellunica persona che 
riuscita a posare lo sguardo su quellinestimabile reliquia. Poi si sporse verso di lei e sussurr:
Gualtiero.
...
.
...
11.
...
.
...
Quartiere di San Romano.
...
.
...
Il palazzo del podest sorgeva ai margini della parrocchia di San Pietro, fra le ombre grigie
della sera. Le sue mura non rientravano per poco nellanello di cinta, campanili e loggiati che isolavano
il Castello dei Curiali dal Burgus Superior, ma ne condividevano appieno la storia. Eretto da un
vassallo di Roberto dAngi sullantica dimora degli Adelardi, manteneva vivo il ricordo della fazione
guelfa che aveva donato alla citt la grande cattedrale, insieme alleco dei sanguinosi scontri tra i
papalini e gli imperiali.
A dispetto di tante illustri memorie, padre Andrea si era sentito a disagio prima ancora di
varcarne la soglia. Forse per la sorpresa di vedersi accolto in un edificio cos cupo e marziale. Forse per
le motivazioni che lavevano costretto ad avventurarsi al suo interno.
Si sforz di ignorare i lugubri arredi della sala da mensa in cui era stato condotto e pilucc
larrosto di fagiano servitogli per cena, senza insaporirlo con la salsa giallastra contenuta in una ciotola
a parte. Le pietanze untuose lo disgustavano, rendendogli quasi insopportabile la vista dellunico
commensale intento ad abbuffarsi senza ritegno. Quel continuo spolpare, intingere, masticare gli faceva
deplorare e al contempo maledire le inclinazioni pi basse del genere umano. A maggior ragione
perch si trovava di fronte al prelato che con tanta saggezza aveva appoggiato i suoi sogni di riforma,
suggerendogli di attenersi allesempio del De perfectione monachorum. Stentava quasi a credere si
trattasse della stessa persona.
Notato il suo malanimo, Guido di Baisio sollev lo sguardo dal piatto con il mento lucido di
sugo. Reverendo padre, non avete appetito?.
Labate fece un gesto schizzinoso. Mi interrogavo, divag, sullassenza del padrone di casa.
Sua eccellenza si strinse nelle spalle. Da quando  stato nominato podest, il nobile Alemanno
degli Obizzi  ospite abituale alle cene del marchese. E in verit, contavo proprio sulla sua assenza
quando ho saputo del vostro arrivo. Potremo parlare senza terzi incomodi.
Una precauzione superflua, se avessimo cenato nel vostro palazzo.
Guido emise uno sbuffo, strapp una porzione di selvaggina e la mosse in circolo, indicando le
pareti intorno a s. I piani inferiori della curia, le
cucine e il refettorio sono ancora danneggiati dal fuoco, per non parlare del tanfo di bruciato
che pervade lambiente, spieg. I disagi provocati dalla pestilenza mi hanno impedito finora di
provvedere alla ricostruzione. Finch mi tratterr a Ferrara, dovr approfittare dellospitalit
dellaristocrazia e del clero.
Labate si ramment dellaudacia con cui, due anni prima, Maynard de Rocheblanche era
penetrato nella curia per vendicarsi del visdomino Orsini.
Lincendio era divampato in quel frangente. Eppure, fino ad allora, non gli era mai capitato di
sentire monsignor Guido lamentarsi al riguardo, specie dal momento che pi di una volta gli aveva dato
udienza nella sua sede. In guardia, si disse. Le condizioni del palazzo vescovile non centravano nulla.
Baisio doveva aver scelto di incontrarlo altrove per nascondergli qualcosa, se non addirittura
per nascondere se stesso da chiss chi. Mi rincresce, mormor per occultare i suoi dubbi.
Non siete responsabile del gesto di Rocheblanche, minimizz sua eccellenza, liquidando in
fretta la questione. Bench, per linagibilit del mio palazzo, stanotte dovrete accontentarvi del
dormitorio di SantAgnese.
Alludeva al monastero benedettino affacciato sulla via dei Carri. Tra le chiese pi piccole e
vetuste di Ferrara. Tra le meno adatte ad accogliere ospiti insigni. Andrea abbozz un sorrisetto
sprezzante. Poco importa. Se sono giunto fin qui, non  stato certo per crogiolarmi negli agi.
Allora per cosa, di grazia?
Voi lavete detto, rispose con enfasi. Rocheblanche.
Il vescovo si adombr. Se contate di incontrarlo....
Andrea scosse il capo. Mi accontenterei di sapere perch lo avete convocato.
Per reintegrarlo nel seguito del marchese Obizzo dEste, si capisce! I miei messaggeri non ve
lhanno gi comunicato?
Alludevo a quali servigi egli debba offrirvi in cambio.
Oh. Lo sguardo di Guido, evasivo, torn allarrosto. Nulla che possa turbarvi, credetemi.
Discorriamo sui vostri propositi di rinascita spirituale, piuttosto, ben pi meritevoli di attenzione.
Per tutta risposta, il monaco si sporse in avanti e gli afferr un bordo del piatto, allontanandolo
dalla sua portata. Come mai siete tanto sfuggente?, lo interrog tra il burlesco e il sospettoso.
Irritato da quel gesto, il vescovo batt i palmi sul tavolo. Come mai, dite?, proruppe. Perch
quando si tratta di Rocheblanche perdete la vostra
obiettivit!.
Al contrario, sono solito restare fermo sui miei princpi, ribatt Andrea.
Semplicemente, Rocheblanche si  frapposto tra questi e i vostri.
A prescindere da come vogliate metterla, borbott Guido, non posso rivelarvi nulla. Che vi
piaccia o no.
Abbandonandosi allo schienale, labate lo scrut a fondo. Eravate pi schietto in tempo di
peste, osserv. Quando vi offrivo protezione
Ora siamo minacciati da ben altro flagello, lo avvert il prelato, misterioso. E sono io a
proteggere voi.
Se vi riferite al fatto di avermi agevolato nel pagamento delle decime....
Con un frettoloso diniego, il vescovo si sporse in avanti e sussurr: Mi riferisco al fatto che
offriate ancora asilo a Gualtiero de Bruni. Se solo si scoprisse di chi  figlio....
Oltre a me, lo sapete voi soltanto. Labate sindispett. Come potrebbe dunque trapelare?
Mi sono giunte delle voci da Avignone, continu il Baisio. Quando Elisa dEste  spirata,
cera qualcuno al suo capezzale. Un giovane pellegrino.
E allora? Di pellegrini  pieno il mondo.
Suvvia, padre! Sappiamo entrambi di chi si trattava.
Non avete comunque ragione di preoccuparvi, ribatt il monaco, usando la stessa sufficienza
con cui gli era stato risposto pocanzi.
Guido di Baisio tuttavia si era palesemente incupito. Ormai disinteressato al cibo, aveva preso a
guardarsi intorno come se temesse lincombere di una minaccia. E se la madre gli avesse rivelato
qualcosa? Voi non immaginate di cosa fosse capace quella donna. Di quali segreti fosse diventata custode.
Il figlio  di ben altra tempra.
Lo ritenete cos virtuoso, o sciocco, da non voler rivendicare quanto gli spetta per diritto di
nascita? O da non desiderare vendetta verso chi imprigion sua madre?
Gualtiero  affar mio, esclam Andrea, risoluto. Ve lo dissi gi una volta.
Non pi, lo contraddisse il vescovo. La madre pu avergli confidato delle informazioni
dimenticate da anni, ma ancora in grado di gettare fango sulle alte sfere ecclesiastiche. Informazioni
che potrebbero consentire di....
Consentire cosa, vostra eccellenza?, rise con astio labate di Pomposa.
Di smuovere la putredine che ristagna sotto i marmi di Avignone? In tutta franchezza, non mi
serve la delazione di una spia per fiutarne il tanfo! Ne
sono stomacato da molto tempo, mio signore. Da assai prima che mi raccontaste la verit sul
sangue di Gualtiero.
Gli occhi del prelato si sbarrarono di colpo, incupiti da due occhiaie nere come drappi funebri.
Attento a voi, venerabile abate! Vi sono debitore, questo  certo. Ma non pensiate che mi sia scordato
della vostra insubordinazione, quando mi teneste alloscuro dei segreti di Rocheblanche.
Se vi riferite al Lapis exilii , si difese il monaco, ne so quanto voi.
Ne dubito, padre. Ne dubito molto, prosegu minaccioso il vescovo. E
comunque, tenete presente che se mi avete mentito....
Non avrete teso una trappola a messer Maynard!. Andrea scatt in piedi, livido di sdegno.
Quel diverbio laveva scosso, e Dio sapeva quanto avrebbe desiderato porvi termine con una frase
conciliante. Non per fellonia, bens per la frustrazione di doversi battere contro un uomo di cui in parte
condivideva i propositi. Se siete ancora vivo, lo ammon, lo dovete anche a quel cavaliere!
Rammentate? Fu lui a procacciarvi cibo e medicamenti, quando nessuno osava avventurarsi per le
strade infestate dal morbo.
Ma a quel punto il reverendo Guido si era arroccato dietro una smorfia estranea a ogni forma di
fratellanza e di lealt. Vi auguro buonanotte, padre, lo conged. Un servo vi attende fuori da
palazzo, per condurvi al dormitorio di SantAgnese.
...
.
...
12.
...
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...
Convento di San Domenico.
...
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...
13 gennaio.
...
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...
Dopo una prolungata permanenza a Pomposa, consumare i pasti nel refettorio di una chiesa era
diventato per Maynard una piacevole abitudine che gli permetteva di distendere la mente e raccogliere i
pensieri. Nel convento di San Domenico tuttavia non vigeva la regola del silenzio, o per lo meno non
veniva rispettata, ragion per cui il cavaliere era costretto a pranzare nel brusio di una ventina di frati.
Una situazione alquanto rappresentativa, per altro, delle differenze tra lordine benedettino e quello
domenicano, il primo votato allisolamento e a una rigida ascesi, il secondo a prosperare nelle borgate
cittadine, al punto da non limitarsi a condizionare il popolo, bens ad assumerne certi atteggiamenti.
Ne era un palese esempio fra Prudenzio. Pingue, chiacchierone, facile a dar confidenza. I suoi
modi, cos spontanei da renderlo simile a un francescano, mettevano a dura prova la pazienza di
Rocheblanche, fomentando in lui il sospetto che quellaffabilit fosse unastuta messinscena. Maynard
non ne aveva le prove, naturalmente, ma conosceva troppe storie di gente gabbata da un sorriso
pacioso, specie se incorniciato in una cocolla, per dar credito a un sodale di Lamberto da Cingoli.
Proprio in quel momento, fra Prudenzio gli sedeva di fronte con una zuppa di segale tra le
mani. La gustava lentamente, aiutandosi con una fetta di pane, senza astenersi dal lanciargli qualche
occhiata dintesa. Sembrava meditare su un pretesto qualsiasi per attaccar discorso. Dovevate essere
avvezzo a ben altro tipo di pietanze, se ne usc infatti, quando risiedevate in Francia.
Il cavaliere diede unocchiata alla brodaglia fumante che stava sorbendo dalla ciotola e fece
spallucce. Bisogna sapersi accontentare.
Cosa vi costringe a farlo?, insistette il domenicano con un pizzico di stupore. Se fossi in voi,
non esiterei a tornare nella mia terra natia. Libero dagli intrighi e dai compromessi.
Ho delle responsabilit, gli rispose laconico.
Anzich lasciar perdere, fra Prudenzio lo fiss con maggiore intensit.
Avete forse prestato un... giuramento?.
Rocheblanche studi la sua espressione di complicit, e addolc lo sguardo.
Una volta un amico mi disse che i giuramenti non sono fatti per gli uomini donore, poich li
spingono a commettere follie. Ripens a Bastien des Baux, che per un vincolo di lealt aveva
affrontato gli infedeli di Smirne, ricavandone lutto e ignominia. Vecchio maestro! Cosa non avrebbe
dato, in quel momento, per un suo consiglio.
Be, non  detto, comment il religioso, distogliendolo dai ricordi. Esiste sempre pi di un
modo per tener fede alla parola data.
Buon padre, ragionate pi come un mercante che come un frater praedicator. Il francese
sorseggi la zuppa e ripose la ciotola sul tavolo. A volte non c scelta. Bisogna battersi, punto e basta.
E non lavete gi fatto a sufficienza? Battervi, intendo. Corrono voci sulle vostre prodezze, in
citt. Lo scontro con il visdomino Orsini, la vittoria alla tenzone dellAssunta....
Ebbene? Aspirate a cantare le mie gesta?
Perdonate, si ritrasse il frate, era semplice curiosit. Come immaginerete, la vita in convento
 monotona. Non capita spesso di parlare con uno chevalier.
Tutto sommato, non sono molto diverso da voi, spieg Rocheblanche.
Seguo un codice, dei princpi che mi furono insegnati fin da bambino. Mi impegno ogni giorno
a rispettarli, nonostante siano sempre di meno coloro che lo fanno. Non crediatemi un ingenuo, padre.
Conosco bene i miei pari! I signori terrieri diventano sempre pi simili ai predoni, i nobili guerrieri ai
mercenari. Mi domando spesso se stia inseguendo una chimera.
Fra Prudenzio annu compiaciuto. Prima di conoscervi, ero curioso di sapere come un
cavaliere errante giunto dalla Gallia si fosse guadagnato il favore dellabate di Pomposa. Ora tuttavia comprendo.
Maynard trov quellultima uscita talmente adulatoria che non riusc a trattenere una smorfia di
disgusto. Sarebbe pi saggio da parte vostra, lo ragguagli, interrogarvi su come ottenere udienza
da sua signoria, il marchese Obizzo dEste. Ho premura dincontrarlo, per fare insieme a lui il punto
sulle indagini e scoprire se nutra dei sospetti. Come sarete stato informato, non godo pi della sua
simpatia. Dovrete fare da tramite voi, se non vi spiace.
Il religioso scosse il capo. Per ora non abbiamo il permesso di interloquire con il marchese.
Fra Lamberto  stato categorico al riguardo.
Rocheblanche fu tentato di ribattere che se ne infischiava di fra Lamberto.
Seppe per usare maggior diplomazia. Ne conoscete la ragione?
Sar mia cura domandarglielo non appena gli far rapporto....
Il domenicano lasci la frase in sospeso, seguendo con lo sguardo lavvicinarsi del frate
portinaio. Aveva qualcosa tra le mani, nascosto sotto le ampie maniche del saio bianco. Attravers il
refettorio senza rivolgere lo sguardo a nessun confratello e si ferm dinanzi a Maynard.
Un messaggio per voi, messere. Il mittente  ignoto.
Prima che potesse ringraziarlo, il francese vide il frate porgergli un biglietto piegato in quattro e
sigillato con la cera. Lo conged con un cenno.
Di cosa si tratta?, lo interrog fra Prudenzio non appena rimasero soli.
Rocheblanche spezz il sigillo e lesse in fretta. Un sorriso rapace gli si allarg sul viso. A
quanto pare, disse, la nostra spedizione nella selva non si  rivelata del tutto infruttuosa.
Ebbene?, protest il domenicano. Ci godete a lasciarmi sulle spine?
Saprete tutto a tempo debito, rispose il francese, alzandosi in piedi. E
ora svelto, portatemi da fra Lamberto da Cingoli.  giunto il momento di prendere in
considerazione dei veri indizi.
Il tribunale della Santa Inquisizione trovava sede nella torre a pianta circolare eretta sul fianco
destro della chiesa di San Domenico. Vi si accedeva attraverso un ingresso poco pi largo delle
finestrelle disposte a raggiera nel piano superiore, dopodich era necessario inoltrarsi per una rampa di
scale a chiocciola seminascoste in un gioco innaturale di ombre.
Fra Lamberto da Cingoli attendeva nella sala pi alta.
Appena entrato, Maynard percep fra le pareti quasi un anelito trattenuto, come se parte delle
paure, delle speranze e delle illusioni di chiss quante persone fosse rimasta intrappolata l dentro.
Quellimpressione si rafforz alla vista dellanziano inquisitore, seduto a un lungo tavolo di noce da cui
dovevano essere state declamate centinaia di sentenze. Ma era qualcosa di assai pi concreto a
pungolare lanimo di Rocheblanche. Custode del segreto di Mont-Fleur, proteggeva un enigma fondato
sulle autentiche reliquie del Cristo. Un enigma che molti avrebbero creduto eretico, se ne fossero venuti
a conoscenza.
Attese che fra Prudenzio lo precedesse e sedette dopo di lui al tavolo, di fronte a fra Lamberto.
Questultimo parve non accorgersi subito di loro.
Continu a consultare alcuni documenti alla luce di una candela, dopodich li rinchiuse in un
cartulario. Ebbene, esord cupo, avete fatto progressi?
Forse s, magister, rispose il cavaliere. Ma si dovr verificare.
Irritato da quel tono sfuggente, Cingoli si rivolse di scatto al suo sodale.
Spiegatemi, lo esort.
Il pingue domenicano trasal leggermente. Be, farfugli, siete gi informato della nostra
spedizione nelle selve, sulla vecchia chiesa e sul fantoccio con lo scudo degli Este... Oggi
Rocheblanche ha ricevuto un messaggio che crede possa aiutarci a far chiarezza nellindagine.
Quale messaggio?, chiese Cingoli, sempre pi impaziente. E da parte di chi?.
Fra Prudenzio abbass il capo. Lo ignoro, magister.
Cogliendo il timore reverenziale del frate, Maynard intervenne.  Mea culpa, si batt il petto.
Dubitando di avere tra le mani una traccia importante, ho preferito mantenere il riserbo. Non volevo
far perdere tempo a fra Prudenzio.
Fra Prudenzio  stato scelto da me con lapposito scopo di rimanere sempre al vostro fianco,
puntualizz fra Lamberto. Vi prego di tenerlo presente la prossima volta.
Sar fatto, promise Rocheblanche, sostenendo lo sguardo del religioso.
A ogni modo, la lettera in questione riguarda le ceneri da me rinvenute nella vecchia chiesa,
accanto al fantoccio. Le ho fatte esaminare da un erborista, per sapere di cosa si trattasse. Pare
contengano i resti di alcune erbe utilizzate per ottenebrare i sensi.
Se non minganno, intervenne fra Prudenzio, nel bosco avevate gi accennato all herba
diaboli.
S, rispose Maynard. Lerborista ne ha identificate altre, la maggior parte delle quali
piuttosto facili da trovare in natura. Tuttavia nella sua lista compare un ingrediente assai raro e costoso,
specie di questi tempi.  stato leggendone il nome che ho scorto una pista da seguire.
Di cosa si tratta?, lo spron Cingoli, battendo un pugno sul tavolo.
Oppio.
Linquisitore si accarezz il mento, ammirato ma perplesso. Non ho mai saputo che venisse
impiegato per i maleficia.
Il cavaliere annu.  pi probabile infatti che sia stato miscelato alle erbe per suscitare visioni
e soggiogare delle persone. Forse, proprio le persone del corteo intravisto da Silvano da Focomorto. Se
ben rammento, il cacciatore di lupi ha accennato nel suo resoconto a delle lanterne. Non escluderei che
dentro bruciasse una mistura simile a quella di cui stiamo
parlando. E nemmeno che lo stesso Silvano, inalandone le esalazioni, ne sia rimasto
suggestionato scorgendo qualcosa di assai pi tremendo della realt.
Ipotesi interessante, gli concesse fra Lamberto. Pur sempre ipotesi, tuttavia.
Quanto la vostra sul complotto soprannaturale.
Quel che mi chiedo  se sarete in grado di verificarla.
Di fronte a quella provocazione, Rocheblanche evit dinsistere sulla questione della lettera. Se
non voleva coinvolgere Eudeline, doveva evitare in ogni modo di menzionare il convento di
SantAntonio. Come accennavo pocanzi, si prepar a spiegare, loppio scarseggia di questi tempi.
Durante la peste  stato impiegato per vari medicamenti, pocula e filtri, al punto da esaurire le scorte di
quasi tutti gli speziali. Lo so per certo, dal momento che lo verificai di persona occupandomi di
procacciare rifornimenti per i malati di Pomposa. Ammesso quindi che loppio impiegato per il
maleficium contro gli Este provenga da questo territorio, non sar difficile trovare chi labbia acquistato.
Fra Prudenzio sbarr gli occhi per la sorpresa. Proponete quindi di battere ogni bottega di
speziale, erborista e confectionarius della citt per....
Maynard annu con fermezza. Per cercare informazioni su chi, di recente, abbia fatto richiesta di pani di oppio.
...
.
...
13.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
...
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...
Labate giaceva a terra, le braccia aperte a formare una croce.
Suor Eudeline percep lo sforzo del suo raccoglimento. Si mantenne in disparte, osservando il
profilo di quel volto anziano premuto sul pavimento a mosaico, le dita contratte, come anelassero al
dono delle stigmate. Era una pratica severa, quella del reverendo Andrea, al pari di una punizione
autoinflitta. Ci nondimeno, la monaca non ne rest colpita. Le parve di assistere a una farsa, o meglio,
al tentativo di raggiungere uno stato inarrivabile. Nessuna estasi. Soltanto frustrazione.
Attese sotto unarcata, studiando le magnifiche pitture a fresco dellabside e, con minor
trasporto, le vetuste decorazioni di tema biblico sulle pareti lunghe della navata. Isabeau le aveva
raccontato come lopera di restauro fosse stata inizialmente affidata al padre di Gualtiero, per poi essere
accantonata a causa di un tragico succedersi di eventi. Eventi di cui Eudeline era venuta a conoscenza
soltanto grazie al resoconto di Maynard. E ora, bench reputasse inammissibile che in un simile luogo
si consumassero disgrazie, iniziava a prendere confidenza con lidea che le sventure del giovane de
Bruni fossero in parte legate a quel monaco intento a pregare come se dovesse cavar acqua da un pozzo secco.
Dun tratto lo ud sospirare e vide che si stava rimettendo in piedi. Esit a farsi avanti,
preferendo che fosse lui a notarla. Infatti, poco dopo, padre Andrea le rivolse unocchiata stranita.
Reverenda... Eudeline?, mormor.
Lei abbass il capo con rispetto. S, vostra grazia.
Dal vostro messaggio, disse lui con malcelato dissenso, avevo inteso che ci saremmo
limitati a intrattenere un rapporto di corrispondenza.
Eudeline percep in lui unistintiva ritrosia, ma non le parve dovuta a un atteggiamento
effeminato o bisbetico che certi religiosi assumevano in presenza delle donne.
Continu a tenere lo sguardo basso, per non alimentare oltre il disagio dellabate. Preferirei
evitare gli svantaggi dello scripta manent, ribatt nel tentativo di instaurare un legame di complicit,
e discutere di persona.
Come vi aggrada..., farfugli il monaco. Non qui, tuttavia. Venite.
Parleremo nel Palatium Abbatis.
Usciti dallabbazia, imboccarono un sentiero ai margini della corte ritrovandosi a camminare tra
gli alberi, avvolti da una gelida foschia.
Davanti a loro, nel bianco della neve, si ergeva un palazzo a due piani munito di un loggiato.
Non era molto distante. Eudeline tuttavia ebbe limpressione che padre Andrea avesse scelto di
raggiungerlo attraverso il percorso pi lungo, forse per nasconderla agli sguardi dei suoi monaci.
Strada facendo ne intravide qualcuno nel chiostro e attraverso le polifore delledificio a cui
veniva condotta. Erano pallidi, smunti, quasi ombre sotto le tonache nere. Non se ne stup. Sapeva bene
quanto labbazia avesse sofferto durante la pestilenza, scivolando in un degrado maggiore di quanto gi
non versasse in precedenza, mentre i prelati di Avignone pascevano come oche allingrasso.
Dopo aver lasciato Reims, aveva sentito citare Pomposa dai pellegrini della via Francigena,
ancor prima dei valichi alpini, restando incantata dalle storie sulla sua grande biblioteca e sulla sua
tradizione del canto sacro. Ad affascinarla erano state soprattutto le leggende degli eremiti e dei mistici
che, abbandonando ogni cosa, erano fuggiti nel silenzio di quel luogo sacro.
Padre Andrea, loro erede, ne portava il retaggio con il passo stanco e ostinato di un fante allultimo assalto.
Varcarono il loggiato e accedettero a unanticamera in cui il tepore si opponeva a stento alla
morsa invernale. Labate prosegu fino al suo studio e fece accomodare la monaca su uno scranno.
Prese poi posto di fronte a lei, barricandosi dietro lo scrittoio, in attesa.
Prima di parlare, Eudeline esamin rapidamente la stanza  scansie di libri, immagini sacre,
faldoni di scartoffie  e trovandola quasi identica alla domus particularis in cui aveva vissuto per anni,
nel convento di Sainte-Balsamie, prov un fugace disagio. Forse, riflett, era pi simile a padre Andrea
di quanto immaginasse. Rest per un attimo a fissare il levriere bianco acciambellato presso il focolare,
poi esord: Come vi ho scritto, mio fratello Maynard mi ha informato sulla situazione di Gualtiero de Bruni.
Il religioso si ritrasse leggermente. Informata su... cosa?
Su quanto basta a essere in pena per quel giovane.
Ho cercato di proteggerlo, fece lui, quasi volesse giustificarsi. Nel frattempo la scrut con
discrezione, probabilmente interrogandosi su cosa la spingesse a interessarsi di uno sconosciuto.
Eppure  fuggito, lo punzecchi la monaca. Ne conoscete la ragione?.
Padre Andrea emise una sorta di rantolo. Da quando ha fatto ritorno dalla Francia, Gualtiero
non  pi lo stesso. Pensate, reverenda madre, gli ho addirittura offerto di riprendere lincarico di
miniaturista presso lo scriptorium dellabbazia... Ma nulla! Non ha voluto sentir ragioni, e neppure
ascoltare la mia ultima proposta.
Una proposta?.
Labate annu. Assai vantaggiosa, per giunta. Avevo intenzione di affidargli il restauro degli
affreschi della navata maggiore.  unidea che coltivo da un anno a questa parte, bench voi siate la
prima persona a cui ne faccio menzione... Naturalmente gli avrei elargito un compenso inferiore
rispetto a quanto dovuto a un magister pintor, e tuttavia....
Eudeline fece cenno di comprendere. Sia Isabeau che Maynard le avevano parlato del grande
talento di Gualtiero e del suo sogno di diventare mastro pittore. Sogno grazie al quale avrebbe potuto
prender moglie e vivere appagato, senza dipendere da chicchessia. Ma era ben altra, al momento, la
questione che desiderava affrontare. Avete idea di dove possa essersi recato?
No, rispose Andrea con rammarico. Ho ordinato invano ai miei famigli di cercarlo in ogni
sentiero, rifugio e locanda da qui fino alla Via dei Romei.
In tutta franchezza... speravo poteste essere voi a sapere qualcosa.
Io? E perch mai?
Vostra sorella... Isabeau. Non  stata forse lei a istigare Gualtiero alla fuga?.
A quelle parole, la monaca gli si rivolse in un misto di incredulit e indignazione. Siete
davvero persuaso di quanto affermate, lo interrog, o tentate semplicemente di nascondere le vostre
colpe? Per vostra informazione, Isabeau  una vittima della vicenda quanto Gualtiero, e ci perch a
suo tempo voi decideste di ignorare i suoi sentimenti.
Quali sentimenti?, ridacchi lui, sulla difensiva. Uninfatuazione, piuttosto!.
La monaca non si lasci intimidire dal suo velato disprezzo.  vero, prosegu, che
proponeste a Gualtiero di farsi monaco, nonostante foste a conoscenza del suo interesse per Isabeau?
Gli offrii una scelta, un aiuto, sindign Andrea. Aveva appena perso i genitori. Era rimasto
solo al mondo, disperato.
Solo e disperato, ripet lei, muovendo le pedine della sua scacchiera
immaginaria. E pur consapevole di ci, voi allontanaste da Pomposa lunica persona che gli
era rimasta accanto.
Labate evit il suo sguardo. Sembrava ben lungi dal voler accettare rimproveri. Questo non 
posto per... donne!.
Neanche per uomini veri, a quanto vedo.
Questo  troppo! Come osate?.
Fiutando il disagio del padrone, il levriere sollev il muso ed emise un ringhio sommesso.
Buono Fiumano, lo plac Andrea, senza dar tregua al suo risentimento.
Con un gesto autoritario, Eudeline lo invit ad ascoltare. Vi manca il coraggio, reverendo
padre.  palese. Colgo in voi buoni propositi, insieme a quanto resta di un fervore che dovette esser
grande. Ma questo vostro continuo nascondervi e rivoltare la verit... Questo sfuggire allovvio... Mi
chiedo se lo facciate da cos tanto tempo da non rendervene nemmeno pi conto.
Voi... voi..., balbett il religioso, talmente sconvolto da non riuscire a trovare le parole. Le
punt lindice contro, quasi volesse scagliare un anatema.
La lingua di Eudeline, pi veloce e tagliente, lo costrinse a tacere per la seconda volta:
Perdonate la mia schiettezza, ma dopo molte traversie ho preso labitudine di non risparmiare nulla a
nessuno, n tantomeno a me stessa. E per dirla tutta, padre, non sono giunta fin qui per esser garbata,
bens per aiutare un giovane a mio avviso in pericolo di vita.
Andrea fu sul punto di esplodere in un accesso dira. Tremante e paonazzo per lo sforzo di
controllarsi, o perch in procinto dindulgere alla collera.
Allimprovviso le sue emozioni sortirono un effetto inaspettato, facendolo crollare sullo
scrittoio come un penitente. Abbass il capo e lo strinse tra le mani, quasi a voler placare un doloroso
rovello. Gualtiero... Oh, Gualtiero..., mormor con voce strozzata. Cos appassionato e pieno di
sogni... Lestro nel crear figure rappresenta soltanto una parte delle sue doti.
Quale teologo, quale grande predicatore sarebbe potuto diventare, se solo si fosse affidato al
mio consiglio... Capite, madre? Lavevo creduto un dono del cielo, uno strumento di cui potermi
servire per restituire luce a questo monastero....
Forse lo  davvero, un dono del cielo, ribatt Eudeline, ma lavete mal interpretato.
Cercando di manipolarlo, ignorando i suoi sentimenti.
Labate sollev lo sguardo lucido di lacrime. Mi descrivete come un mostro.
Non lo siamo forse tutti, ognuno a suo modo?. La monaca si fece un attimo malinconica, poi
si accigli per non perdere il vantaggio acquisito da quella reazione emotiva. Aiutatemi a capire.
Forse, se sapessi da cosa fugge quel giovane, riuscirei a ritrovarlo.
Lo ignoro, sirrigid Andrea.
Per avete accennato al suo viaggio in Francia, insistette lei, quindi intuite che il suo
tormento abbia origine da l.
Il religioso scosse il capo. Nasce da prima. Dal dolore e dallirrequietezza di voler conoscere.
Conoscere cosa?.
Cera ancora angoscia nel volto dellabate, insieme allaffiorare di una nuova, pungente
curiosit. Fiss lespressione perentoria di Eudeline. La vera identit della madre, si decise a
rispondere. E capire perch fosse stata arrestata e trasferita in gran segreto ad Avignone.
Ed  riuscito a scoprirlo?
Io non... Come faccio a saperlo? Non me ne ha mai fatto parola.
Forse non ve ne ha parlato, la monaca si sporse in avanti con laggressivit di uno sparviero,
ma ci non vieta che voi siate comunque al corrente dei suoi segreti. O forse minganno?.
Andrea si adombr. Sono fatti che  meglio non..., inizi a giustificarsi, poi sinfiamm di
colpo, ritrovando la collera che poco prima laveva scosso. Insomma!, sbott, facendo sobbalzare il
levriere. Chi siete voi, per permettervi di rivolgermi tante domande?.
Anzich intimidirsi, suor Eudeline scatt in piedi con le iridi lucenti di sdegno. Sono la
persona che ha finanziato i vostri affreschi! Che vi ha permesso di sopravvivere e di mantenere voi e i
vostri monaci, nonostante i debiti con la Camera Apostolica!. Con un gesto inconsulto, batt le mani
sullo scrittoio e si pieg in avanti, fissandolo dritto in faccia. Vi siete mai chiesto, padre, da dove
provengano i fiorini che lanno scorso vi elarg mio fratello? Sono stata io a inviarglieli! Io! E non si
trattava certo di denari rubati o sottratti a qualche ignoto furfante. Appartenevano alla mia famiglia!
Passi quindi la tiepida accoglienza che mi avete mostrato. Passi anche la vostra presunzione di
credermi tanto sciocca da essere raggirata. Ma ora pretendo, in nome del vincolo di riconoscenza nei
miei confronti, che mi diciate la verit.
La verit?. Il volto del religioso era una maschera sardonica. Sarebbe
stato meglio se Gualtiero non avesse mai saputo....
E voi invece?, lo interruppe con un sibilo. Voi sapete?.
La domanda echeggi fra le pareti dello studio. Infine rimase soltanto la tensione fra due corpi,
luno proteso sullaltro in uno slancio rapace. Eppure Eudeline sapeva bene di non esser lei dalla parte
del torto. Era stata laggressivit passiva dellabate ad aizzarla. Lo stesso Fiumano, sempre accucciato
davanti alla bocca del camino, aveva laria di fissarlo con biasimo. Andrea, daltro canto, sembrava
combattere anche contro se stesso.
Anzi, doveva essere stato proprio quel conflitto interiore a sfiancarlo, senza per indurlo alla
resa. E ora taceva, immobile sullo scranno, perso in chiss quali pensieri.
S, io so, rivel infine, superando la ritrosia con uno sforzo quasi fisico.
La madre di Gualtiero, sotto le vesti di popolana, nascondeva il nome di Elisa dEste. Fu
scoperta per puro caso a Pomposa e arrestata come spia, a causa di precedenti di cui sono alloscuro.
Eudeline era conscia di aver appena scalfito la superficie della verit. Da chi ne siete stato
messo al corrente?, chiese senza attenuare il cipiglio.
Che importanza ha?, si scherm il religioso.
Non capite?, inve lei.  proprio da questo che fugge Gualtiero! Dal dubbio che qualcuno
sappia!.
Andrea si par dietro un gesto evasivo. La persona di cui pretendete di conoscere il nome non
rappresenta una minaccia.  affar mio.
A quel punto per non era pi una monaca a stargli di fronte. Cera madonna de Rocheblanche,
con tutto il suo orgoglio e la sua ostinazione.
Una leonessa, laveva definita un tempo il suo amato Robert. Quel ricordo risvegli un dolore
ancora giovane, esponendola al rischio di risvegliare il suo lato pi fragile. Lo seppell in fretta,
aggrappandosi alla voglia di combattere, di ribellarsi a tutto ci che anni prima laveva schiacciata.
Dipinse sul volto un sorriso di sfida. Quindi, comment, se dovessi rivolgere le stesse
domande al vescovo di Ferrara, non dovrei temere alcuna ritorsione.
Oh, misericordia!, sobbalz Andrea. Tacete! Tacete prima di sollevare un vespaio!.
Troppo tardi, reverendo padre. Eudeline lo sovrast vittoriosa. La minaccia  gi palpabile e
voi vi siete illuso di poterla scongiurare. Ma  finito il tempo di nascondersi dietro un gioco di specchi.
Intendo parlare col vescovo e risolvere alla radice la questione.
Labate accenn un mesto diniego. Sua eccellenza Guido di Baisio non vi conceder mai
udienza.
La donna spalanc gli occhi. Come dite, di grazia?
Intendevo che sua eccellenza....
No, no!, esclam lei. Il nome! Ripetete quel nome!.
Guido di Baisio, disse Andrea, disorientato. Ignoravate il nome del vescovo di Ferrara?
Finora non conoscevo il suo nome per esteso, spieg lei. Ho sempre sentito parlare di lui
come del venerabile Guido, o di monsignor Guido. Ma quel Baisio..., si rassett distinto il soggolo,
quasi avesse dun tratto iniziato a soffocarla. Mi rammenta qualcosa... Quali origini ha?
Emiliane, credo. Forse modenesi, o bolognesi. Proviene da una nobile casata di antiche
alleanze ghibelline.
Baisio..., ripet ancora lei. Pur non avendo certezza della propria intuizione, si sentiva
abbastanza sicura daver trovato la chiave che le avrebbe consentito di uscire da quel ginepraio. 
forse imparentato con un casato francese?.
Labate era ben oltre lo stupore. Non che io sappia..., mormor, incapace di comprendere
quellimprovviso interessamento. Per, se mi posso intromettere, vostro fratello lo conosce bene... e
non mi ha mai rivolto simili domande.
Mio fratello non ha cervello per questo genere di cose, sospir la monaca, alzando gli occhi
al cielo. Oh Maynard!, pens. Tanto prode e ugualmente ingenuo!
Ebbene?, la richiam allattenzione Andrea. Dove volete arrivare?
Lo saprete a tempo debito. Eudeline gli rivolse una smorfia enigmatica.
Ma a meno che non minganni, sua eccellenza non potr negarmi unudienza. Al contrario,
pregher affinch io accetti dincontrarlo. E senza prendere licenza, stava per avviarsi verso luscita
dello studio, quando un ripensamento la fece tornare sui propri passi. Quanto a voi, aggiunse, vi
consiglio il silenzio su questa conversazione. Anche con mio fratello.
Con tutto il rispetto..., fece per obiettare lui.
Vi conviene obbedire, padre, gli impose Eudeline, perentoria. Ho notato lo stato pietoso in
cui versano gli affreschi della vostra navata, e sto valutando leventualit di commissionare un affresco
ex novo. Con i miei denari, naturalmente.
Labate la scrut contrariato. Intendete pagare il mio silenzio?.
La monaca scosse il capo. Un segno di riconoscenza per il vostro aiuto, se si render
necessario.
Quale genere di aiuto?
Un affresco ex novo, ribad Eudeline, sempre pi misteriosa. A patto che sia Gualtiero de
Bruni a realizzarlo.
E senza aggiungere altro, varc a testa alta luscita dello studio.
...
.
...
14.
...
.
...
Sobborgo della Giudecca.
...
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...
15 gennaio.
...
.
...
La Giudecca si estendeva non lungi della Porta di Furmignana, fuori le mura, oltre il Canton del
Follo. Raggiungendola allimbrunire, Maynard la vide ancora pi misera di quanto gli fosse stata
descritta, ma quella sera non era incline a lasciarsi impietosire. Dopo due giorni trascorsi per strada, a
interrogare ogni erborista e speziale della citt su recenti richieste doppio, nutriva sempre meno
speranze di rintracciare il misterioso artefice del maleficium. Fino ad allora nessuna traccia, e le ultime
possibilit di successo si raccoglievano intorno a quella propaggine nord-orientale di Ferrara. Fra
Prudenzio laveva accompagnato fin l di malavoglia, borbottando che nessuno  neppure un
folle idolatra  si sarebbe rivolto a uno speziale giudeo. Un mezzosangue, aveva precisato il cavaliere.
Le voci parlavano di un alsaziano di madre giudea che praticava larte del confectionarius ai margini
dellabitato. Pur sempre circonciso, aveva ribattuto il domenicano.
Rocheblanche aveva preferito non ribattere. Era solito dare il giusto peso alle manfrine dei
religiosi, specie riguardo la stirpe dei cosiddetti assassini di Cristo. Non simpatizzava per loro, ma gli
riusciva difficile attribuirgli la causa di ogni male. Incit quindi il compagno a proseguire per un dedalo
di vie fatiscenti, ignorando la sua aria caustica.
Ai margini delle strade innevate si muoveva gente infagottata in cappe, tuniche e mantelli, quasi
tutti uomini dalle lunghe barbe con delle rotelle di stoffa gialla cucite sul petto o sulla spalla. Li
fissavano con espressioni che mutavano dal basito al timoroso di fronte allabito bianco e nero del
domenicano. Maynard tuttavia aveva troppa premura per curarsi di dar spettacolo. Se anche quella si
fosse rivelata una falsa pista, avrebbe dovuto tornare con la coda tra le gambe da fra Lamberto da
Cingoli e proseguire lindagine seguendo le sue teorie visionarie.
La bottega del confectionarius trovava sede a ridosso delle mura, al confine con il Borgo di San
Leonardo. Vi si giungeva attraverso un androne buio, dentro il quale sibilava uno spiffero di aria cos
pungente da costringere il francese ad avvolgersi nel mantello. Lingresso, sprovvisto di insegne, era
separato dallesterno tramite una tenda di pelle di capra.
Rocheblanche varc la soglia senza indugio, ritrovandosi in una penombra satura di odori
pungenti. Lambiente doveva essere pi ampio di quanto apparisse, suddiviso comera da numerose
madie e scaffalature sistemate ai lati, una di fronte allaltra, ricolme di vaselli contrassegnati da etichette.
Davanti allentrata, su un banco di legno scarsamente illuminato, cerano una bilancia,
alambicchi e ciotole di terracotta. Dietro quegli oggetti, un ometto dalla barba color pelo di volpe era
intento a versare della polvere giallastra in una coppa di peltro. Lo faceva con estrema cautela,
servendosi di un cucchiaio, ed era talmente assorto nelloperazione da non accorgersi dei due visitatori.
Il cavaliere lo osserv dosare una sostanza dallaroma acre che avrebbe detto mirra, dopodich
si schiar la voce. Stiamo cercando un giudeo di nome Abraham dAlsazia.
Abraham di Basilea, lo corresse lindividuo senza staccare gli occhi dal calice. Bench in
quella citt non convenga pi esser giudeo, ridacchi enigmatico, e bench io non lo sia del tutto.
Non siamo qui per giocare agli indovinelli, chiar subito Maynard, n tantomeno per
discutere della purezza del vostro sangue.
Abraham sollev lo sguardo, speranzoso. Per i miei pocula, allora?
In un certo senso, gli rispose. Vorremmo sapere se qualcuno  giunto fin qui per acquistarne
uno in particolare. Gi confezionato, o sotto forma di ingredienti sfusi.
Lespressione del giudeo sinaspr. Soltanto un imbecille si rivolgerebbe a me per degli
ingredienti sfusi. Sono un confectionarius, e dei migliori per giunta.
Portate rispetto!. In un moto di sdegno, fra Prudenzio avanz battagliero facendo sbattere la
pancia contro il banco. Il signore qui presente, Maynard de Rocheblanche, vi sta rivolgendo delle
domande in nome del vescovo di Ferrara e della Santa Inquisizione!.
Colto alla sprovvista, il cavaliere non seppe se prender le parti del frate o del giudeo, che al
sentir nominare lInquisizione aveva gettato il cucchiaio allaria. Prima di poter decidere, ud un tonfo
improvviso che lo fece voltare di scatto con la mano pronta sul pugnale.
Un uomo spunt tra lo spazio di due scaffalature. Con un gesto di scuse, raccolse un vaso
caduto sul pavimento, lo ripose su un ripiano e si avvi verso luscita. Maynard losserv incuriosito.
Nonostante fosse sprofondato sotto il cappuccio di una cappa verde, quello sconosciuto non aveva potuto
nascondere i suoi tratti moreschi e gli occhi anneriti dal kajal.
Fra Prudenzio, preso dalla sua invettiva, non si era accorto di nulla.
Continuava a scagliarsi contro il confectionarius. Ebbene, non fate pi lo spiritoso?, abbai.
Come accade che un figlio di Giuda eserciti una simile professione? Sapete bene che  proibito.
Io sono battezzato, si difese Abraham, ritrovando il suo piglio mordace,
e sono figlio di un uomo fedele alla Chiesa.
Allora perch vi nascondete in questa cloaca?
Sar pure una cloaca, ma i cristiani e persino i preti non esitano a visitarla per i miei preparati.
In tempo di peste giungevano a frotte, tutti intabarrati per non farsi riconoscere.
Il domenicano ghign con cattiveria. Forse  per questo che a Ferrara ne sono morti pi di
quanto  avvenuto altrove.
Cosa volete saperne voi, sbott il confectionarius, con i vostri salassi e i vostri clisteri
applicati a suon di Pater noster!.
Stanco di quel battibecco, Rocheblanche mise da parte fra Prudenzio e batt la mano sul banco.
Non scaldatevi troppo, mastro Abraham, esclam. Stavate parlando dei vostri clienti, se ho ben udito.
Con voi discuto volentieri, messere, ribatt il giudeo, scoccando unocchiata velenosa al
religioso. Ma tenete a bada quella sorta di grasso furetto. Temo voglia azzannarmi.
Mi preme sapere, continu Maynard, se una o pi persone si siano presentate qui di recente
per acquistare una mistura contenente delloppio.
Non serve precisare quanto un simile ingrediente sia raro di questi tempi, perci tanto dovrebbe
bastare a farvene rammentare. Daltro canto, poich sostenete di vendere solo preparati, sar pi
preciso aggiungendo che detta mistura comprende ingredienti quali lherba diaboli, il giusquiamo e il
melampodio.
Erbe proibite, messere, sobbalz il giudeo. Non penserete che io....
Se sono proibite, le avrete celate sotto altro nome, tagli corto il cavaliere. Non sono affari
miei, in ogni caso. Io voglio sapere soltanto se qualcuno  giunto a chiedervi una simile mistura.
Nessuno, lo giuro.
Maynard annu, studiando le dita delluomo che avevano iniziato a tormentare la barba fulva.
Fece per prendere congedo quando, fingendo un ripensamento, gli si rivolse di nuovo come se volesse
aggiungere un nonnulla. Perci, se tra qualche giorno un delatore mi rivelasse il contrario,
ovvero che siete coinvolto in questa faccenda, a chi dovrei dare del bugiardo? A lui o a voi?.
Abraham abbozz un sorrisetto nervoso. Un delatore, messere? Perch mai un delatore
dovrebbe....
Rammentate le parole del mio amico frate?, lo interruppe il cavaliere, tornando sui propri
passi. Agisco su mandato del vescovo e della Santa Inquisizione. Se dovessi fiutare menzogne, mi
troverei costretto a portarvi a San Domenico. E sapete come si dice, una volta entrati l dentro....
Io non centro nulla!. Il giudeo arretr, rischiando dinciampare su uno sgabello che aveva
alle spalle. Gesticol per aggrapparsi al banco ma trov le mani del francese pronte ad afferrarlo. Lo
fiss di sbieco, esitante.
Lavevo detto..., mormor con un sussurro. Lavevo detto che quella mistura era....
Era cosa?, ripet ad alta voce Maynard.
Abraham cerc di sottrarsi alla sua presa, invano. Le mani del cavaliere gli strinsero i polsi fino
a strappargli un lamento. Pericolosa..., squitt.
Rocheblanche lo trasse a s con uno strattone, facendogli posare il busto sul ripiano. Lo scrut a
meno di una spanna di distanza. E a chi lavete detto?
Alluomo..., indugi, luomo che si present qui, due settimane fa...
chiedendomi di confezionare quella mistura per lui... Ma io non volevo, messere... Non era
mia intenzione....
Il nome.
Non me lha detto.
Non tenete un libro mastro?, chiese Rocheblanche, incredulo. Come lavete annotato?
Ho evitato di farlo, rispose Abraham, implorandolo con lo sguardo di lasciarlo andare.
Maynard allent lentamente la presa, consentendogli di tornare eretto.
Quindi sapevate di essere nel torto, lo ammon.
Qui si muore di fame, messere, ribatt a sua discolpa il giudeo. Quando si presenta qualcuno
disposto a sborsare tanti bolognini, si accetta volentieri di chiudere un occhio. Anche due, se mi 
concesso dirlo. Pertanto non ho fatto domande, n sulla sua identit, n su come intendesse impiegare
un simile preparato. Ho obbedito, tuttavia, sollevando qualche riserva come test affermato.
Di voi non mimporta, ribad il cavaliere, per rassicurarlo. Ma devo trovare quelluomo.
Spremete dunque le meningi, se non volete passare guai
seri. Disponete di qualche elemento che mi consenta di riconoscerlo o mettermi sulle sue
tracce?
No, rispose Abraham. Bench ancora spaventato, sul suo volto iniziava ad affiorare
lespressione scaltra di chi intendeva mercanteggiare. Posso per fornirvi due informazioni assai utili,
a patto di essere lasciato in pace.
Avete la mia parola.
E... niente Inquisizione?
Niente Inquisizione.
Ebbene, si decise il giudeo, quelluomo aveva una imagunatio gravidarum sopra locchio
destro.
Rocheblanche lo fiss stranito. Una... che cosa?
Una voglia di fragola.
Tipo una macchia di vino rosso?, intervenne fra Prudenzio.
Abraham annu.
E la seconda informazione?, chiese Maynard, sempre pi impaziente.
La seconda, disse lebreo,  che si presenter di nuovo qui fra due giorni. Per ritirare una
seconda mistura.
LArabo si allontan a passo svelto dalla Giudecca, tenendo il viso sprofondato sotto il
cappuccio della cappa verde. Segu il tracciato delle mura verso ovest ed entr nel Borgo del Leone,
varcando la porta della torre omonima. Aveva imparato a orientarsi in fretta in quella citt, nonostante
faticasse a prender confidenza con le lingue italiche. Sia lui che il suo padrone si sforzavano di farsi
intendere parlando in francese, ispanico, o con qualche frase in vernacolo. Ci nonostante, aveva
afferrato ogni sillaba del discorso udito per caso nella bottega di Abraham. Gli risuonava ancora nelle
orecchie, soprattutto quel nome... Oh, quel nome! Al sentirlo pronunciare, era rimasto talmente stupito
da lasciarsi scivolare di mano un vaso. Per fortuna era riuscito ad allontanarsi senza destare sospetti. O
almeno cos credeva.
Il padrone lo attendeva in una locanda del quartiere di Santa Maria in Vado.
Bench fosse quasi sera, lArabo si attard comunque presso il mercato vicino alla chiesa di San
Crispino, per acquistare da una delle poche bancarelle ancora aperte del latte di capra. Trov anche
delle erbe officinali, che pag a caro prezzo senza lagnarsi. Era pur sempre un moro in terra cristiana,
non intendeva n attaccar briga n dare nellocchio. Mise ogni cosa nella bisaccia e riprese il cammino
verso la via de Sabbioni.
Giunto alla locanda, visit innanzitutto gli stallaggi per controllare lo stato dei cavalli che li
avevano portati fin l da Reims, quindi sal al piano superiore.
Il padrone giaceva sullunico pagliericcio della stanza, sotto uno spesso strato di coltri. Se ne
coglieva comunque la stazza, enfatizzata dal respiro cavernoso, a tratti sofferente. Accorgendosi di non
essere pi solo, alz la testa dal capezzale cercando tentoni il pugnale riposto alla sua destra. Ah,
ansim burbero, sei tu.
Ho dovuto allungare la strada per far perdere le tracce, spieg il moro.
Qualcuno ti seguiva?
Solo una precauzione.
Il padrone annu, emettendo qualche colpo di tosse. Torn a coricarsi, spossato. Hai portato la medicina?
Non ho potuto acquistarla. LArabo pos la bisaccia sul pavimento e sfil la cappa, mentre il
suo sguardo si spostava verso il cantuccio meglio riparato dellambiente, lunico non raggiunto da
spifferi daria. L si trovava una cassa di legno ricolma di paglia, in mezzo alla quale giaceva una bambina in fasce.
Il denaro non bastava?, risuon la voce del padrone.
Il moro scosse il capo. Erano molte le cose di cui parlare, ma non voleva farlo subito. Ho
trovato delle erbe, vi preparer un decotto, lo tranquillizz. Prese poi il latte di capra e lo vers in un
piccolo otre dotato di beccuccio, un oggetto di sua invenzione, che utilizz per allattare la piccola.
Luomo al capezzale lo osserv con unombra di disapprovazione. Si  lagnata per tutto il
tempo, grufol. Mi ha impedito di dormire.
Anzich prestargli attenzione, lArabo diede un buffetto alla bimba facendola sorridere. Da
quellestate i capelli le erano cresciuti, castani e ricci, mettendo in risalto gli occhi e le fossette delle
guance. Era una benedizione, pens. Una piccola ma sfavillante luce in mezzo a tanta tenebra. Per un
attimo rimase a fissarla incantato, dimentico di ogni altra cosa. Poi la sua attenzione ricadde sul
crocifisso doro gemmato che le pendeva sul petto, risvegliando il lui linterrogativo su come un
oggetto tanto prezioso  un oggetto appartenuto a Eudeline de Rocheblanche  fosse finito al collo
della figlia di una miserabile morta a Reims. In un modo o nellaltro, si disse, avrebbe presto saputo.
Anche se quel momento sarebbe stato difficile, forse funesto.
Controll che la bambina fosse pulita e ben coperta, quindi torn al
padrone. Si pieg su di lui e gli tast la fronte. Scottate ancora per la febbre, disse.
Forse con il decotto....
S, dovrebbe darvi sollievo, conferm lArabo, rammentandosi delle erbe officinali. E poi di
Abraham. E poi dei due visitatori giunti nella bottega.
Esit ancora un istante, quindi i suoi occhi si strinsero in due piccole lame ricurve. A ben
pensarci, aggiunse, non vi ho ancora spiegato il motivo per cui non ho acquistato le medicine dal
confectionarius.
Il padrone, che conosceva bene quello sguardo, si allert. Ebbene?, lo incit a spiegare.
Cera un uomo, nella bottega. Era in compagnia di un frate domenicano e diceva di essere al
servizio dellInquisizione.
Un uomo... di quale genere?
Il frate ha pronunciato il suo nome. Maynard de Rocheblanche.
A quelle parole, il padrone si liber delle coperte e si mise seduto sul pagliericcio, i pugni stretti
come magli pronti a colpire. Sembr sul punto di dire qualcosa, ma un attacco di tosse convulsa lo
costrinse al silenzio.
Maynard de Rocheblanche, ripet lArabo, quasi volesse aizzarne la rabbia.
Il padrone si accasci di lato per contenere la crisi, infine si asciug la bocca e gli occhi,
stremato. Sei sicuro?, chiese con voce strozzata.
Maynard? Hai udito quel nome?
Lho udito, s.
Non immaginavo che anche lui si trovasse qui... Insieme a Eudeline.
Non credo siano giunti insieme, riflett il moro. Ce ne saremmo accorti, seguendola.
Avremmo dovuto sospettarlo, disse luomo, mettendo da parte la foga iniziale. Ora i suoi
occhi scintillavano di una freddezza spietata. Tradirono soltanto un attimo di impazienza, posandosi
sullarmatura nera riposta contro una parete.
Comunque sia, ribatt il moro, sono qui entrambi. Potrete finalmente vendicarvi delluno e
ricongiungervi allaltra.
S, ma senza fretta, concluse il padrone. Scopriamo prima cosa sia venuto a fare quel maledetto nei feudi di Ferrara.
...
.
...
15.
...
.
...
Sobborgo della Giudecca.
...
.
...
18 gennaio.
...
.
...
Che strazio!, si lagn fra Prudenzio.
Pazientate, gli impose Maynard. Dovreste esserci abituato, voi che siete frate.
Erano appostati dietro una scala di legno collegata al ballatoio esterno di un edificio, di fronte
allandrone diretto alla bottega di Abraham di Basilea.
Attendevano da ore sotto un tedioso nevischio che infondeva il gelo nelle ossa. Se il
confectionarius era stato sincero, quel giorno luomo con la voglia di fragola si sarebbe fatto vivo per
ritirare una seconda mistura a base di oppio e herba diaboli. Ma ormai era tardo pomeriggio, e per le
vie della Giudecca non si scorgeva nulla di sospetto tra landirivieni di zucchetti e lunghe barbe.
Paziento, paziento..., sbuff il religioso, fregandosi le mani rosse per il freddo. Daltronde
io sono costretto. Non so per cosa trattenga voi, messere, che potreste piantar tutto in ogni momento e
procurarvi un po di brodo caldo.
Ancora con questa storia?, ribatt il cavaliere, senza staccare gli occhi dalla strada. Ve lho
gi detto, ho prestato un giuramento.
A una donna, scommetto. Una bellissima donna.
Siete in fallo, buon padre. La persona a cui giurai  un saggio abate assai lontano da queste
terre. Prima ancora per giurai a me stesso, poich volevo dare un senso alla mia vita ed espiare un antico peccato.
 Oh Jesus, mormor fra Prudenzio. Non sarebbe bastato chiedere lassoluzione a un
confessore? O comprare unindulgenza?.
Maynard si mise un dito davanti alle labbra, invitandolo ad abbassare la voce. Bench fossero
nascosti e ragionevolmente distanti dalla bottega di Abraham, non intendeva allertare la sua preda.
Certe colpe, ribatt, non si lavano cos facilmente.
Avete ucciso un uomo?, insistette il domenicano, con un sussurro.
Ne ho uccisi molti, a onor del vero. Uno per lho risparmiato. Lho abbandonato moribondo,
nella piazza di una citt assediata. Se lo meritava, continuo a ripetermi. Se lo meritava mille volte.
Eppure so di aver agito con disonore.
E chi era costui...?.
Zitto. Rocheblanche gli tapp la bocca con un lembo della cappa, puntando lo sguardo su una
figura ammantata di nero appena sbucata da una svolta. Un uomo, a giudicare dal portamento e dal
taglio delle spalle. A mano a mano che si avvicinava, rivel una statura superiore alla media e una certa
prestanza nei movimenti. Per incedeva a capo chino, conservando landamento dimesso di chi vuole
passare inosservato. Si guard intorno un paio di volte, quindi entr nellandrone.
 lui?, bisbigli il domenicano, fremente per leccitazione. Aveva la voglia di fragola?
Non sono sicuro, si  voltato solo un istante.
Dunque cosa facciamo?
Aspettiamo.
Non dovettero attendere molto, infatti, prima che luomo uscisse dallandrone. Dal punto in cui
si trovava, il cavaliere riusc a vedere la sua faccia soltanto di profilo e non not alcuna chiazza rossa.
Non significava nulla, riflett. Forse era sullaltro lato... Not per una bisaccia a tracolla che prima
non cera. Probabilmente conteneva la mistura acquistata da Abraham.
Quel menagramo continua a guardare altrove, senza mostrare il viso, protest il frate. Non
siamo certi che sia lui.
Per  entrato e uscito dalla bottega del confectionarius, osserv Maynard. Non possiamo lasciarcelo sfuggire.
Ma in caso di errore, perderemmo loccasione di catturare il vero colpevole.
Rocheblanche scosse il capo. Non accadr, se a seguirlo sar soltanto io.
Voi resterete qui, nelleventualit che si presenti un altro sospetto.
Nemmeno per sogno, obiett fra Prudenzio, accigliandosi. Ho lordine di starvi sempre accanto, e cos far.
Ci mancava questa... Siete un frate o un mulo?
Come vi pare, ma meglio muoversi. O perderemo il nostro uomo.
A quelle parole Maynard torn a guardare la strada, accorgendosi che lindividuo si stava
allontanando. E sia, esclam esasperato. Usc dal nascondiglio e allung il passo, senza curarsi che il
religioso lo seguisse.
Luomo in nero camminava adagio, conforme allandatura dei passanti, ma svoltato un angolo
trad premura e allung la falcata.  lui, si convinse il cavaliere. Uniform lincedere al suo,
mantenendosi alla dovuta distanza.
Perch non lo acciuffate ora?, gli sugger fra Prudenzio, pi fastidioso di una mosca.
Potreste coglierlo di sorpresa, siete armato.
Maynard scosse il capo. Voglio prima scoprire dov diretto.
Continu a stargli alle calcagna sotto un nevischio sempre pi fitto, mentre le vie si allargavano
e gli edifici diventavano meno fatiscenti. Poi limbocco delle mura, il Borgo del Leone e un nuovo
intrico di stradelli, questa volta tra chiese e alti caseggiati... Luomo in nero si affrett, probabilmente
ansioso di giungere a destinazione. Giunse in una piazzola al battere dellora nona e per poco non fu
investito da uno stormo di piccioni. Si volt distinto per schivarli. E cos facendo, not i due inseguitori.
Rimasero a fissarsi per un istante.
La voglia di fragola!, proruppe il frate. Lho vista!.
E lui ha visto noi, fu sul punto di aggiungere Maynard.
Luomo infatti, resosi conto del pericolo, fugg.
Rocheblanche si lanci allinseguimento senza neppure gridare un fermatevi. Ignorava sia il
nome sia le motivazioni di quellindividuo, ma osservandone lincedere e il modo di orientarsi credeva
dessersi fatto unidea del genere di persona. Un veterano o comunque un armigero.
Guardandolo negli occhi, nellattimo in cui si erano fissati, aveva intravisto coraggio e forse il
rimpianto di non potersi fermare per combattere. No, si disse. Quellindividuo non avrebbe mai tradito,
n parlato sotto tortura. Non era abbastanza veloce, tuttavia. Maynard lavrebbe certo raggiunto se non
fosse stato per il dolore di una vecchia ferita sopra il ginocchio risvegliatasi con linverno.
Si sforz di ignorare le fitte e guadagn terreno mentre laffannato fra
Prudenzio lo seguiva a venti passi di distanza, reggendo il ventre tra le mani.
Stavano attraversando una via chiusa e coperta da alte volte, quando il francese si trov
allimprovviso tra i piedi una stecca di legno protesa a un palmo dal suolo. Inciamp faccia a terra,
soffocando unimprecazione nella neve. Tutto ci che riusc a scorgere fu un ragazzino uscire da un
angolo della strada e mettersi in fuga con la stecca in mano.
Grid di rabbia, accorgendosi di aver battuto la testa. Fu costretto a restare carponi per non
perdere lequilibrio, finch non ud dei passi pesanti e il rumore di un corpo che stramazzava a terra,
ansante.
Da... che... parte..., sbuff fra Prudenzio, trafelato, ... andato...?.
Maynard si rimise in piedi appoggiandosi a un muro. Umiliato e pieno di collera, fiss il volto
del frate arrossato per lo sforzo. Non lo so, sbuff.
Poi raccolse una manciata di neve e la scagli lontano.
...
.
...
16.
...
.
...
Prima dei rintocchi di compieta, quando la tenebra era fitta e il gelo cos intenso da scoraggiare
chiunque ad avventurarsi in strada, fra Lamberto da Cingoli usc dal convento di San Domenico. In
fretta, sulla strada innevata, raggiunse la contrada di Boccacanale e ritrov la dimora in cui si era recato
la settimana precedente. Luomo di guardia lo fece entrare senza indugio.
Bertrand du Pouget lo attendeva sveglio, seduto su uno scranno davanti al camino. Accanto a lui, Guido di Baisio.
Linquisitore avanz guardingo, cogliendo in quellinattesa presenza una minaccia. Vostra
eccellenza, disse rivolto al vescovo, non immaginavo di trovare anche voi.
Il reverendo Guido si strinse nelle spalle. Sua grazia il cardinale ha richiesto la mia presenza
per dibattere su alcuni argomenti.
La scusa era volutamente debole, forse meditata apposta per innervosirlo.
Fra Lamberto abbozz un sorriso grifagno che in passato aveva scucito la bocca a centinaia di
reticenti. Argomenti da affrontare nel cuore della notte?, ribatt con scetticismo.
Questo perch loggetto del discorso siete voi, intervenne il cardinale senza staccare gli occhi
dalla bocca del camino. Il tono di voce era aggressivo e nervoso, ma fu soprattutto la sua palese
complicit con Baisio a preoccupare il domenicano. Mi interrogavo con il vescovo, continu du
Pouget, sul vostro modo di agire nei confronti di Rocheblanche. Siamo entrambi del parere che stiate
procedendo a rilento.
Mi uniformo ai tempi e allo sviluppo del caso, si difese fra Lamberto.
Ancora con quellindagine?, sbuff il porporato. Speravo aveste ormai escogitato un nuovo pretesto per circuire il cavaliere.
Non sar necessario. Linquisitore si sforz di apparire freddo e sicuro di s. Qualche ora fa,
invero, ho concesso udienza a messer Maynard e a fra
Prudenzio. Separatamente, sintende. E il secondo aveva delle interessanti novit.
Il vescovo scambi unocchiata con il cardinale, lasciando trapelare un pungente interesse. Vi
ascoltiamo, lo esort.
Pare che Rocheblanche sia vincolato a un giuramento, rivel fra
Lamberto. Un giuramento legato a un sentimento di espiazione che lo
obbliga a restare in questa citt.
Bertrand du Pouget si accarezz il mento, riflessivo. Probabilmente ha a che fare con il Lapis
exilii, suppose. O forse con la morte di Jang de Blannen.
Lamberto da Cingoli scosse il capo. Secondo il resoconto di fra
Prudenzio, sarebbe implicato un saggio abate.
Padre Andrea di Pomposa?, chiese dimpulso Guido di Baisio.
No, rispose il domenicano. Un abate sconosciuto, lontano da questi feudi.
Il cardinale continuava a meditare, stringendo gli occhi malvagi. Secondo alcune voci, se ne
usc infine, il Lapis exilii  tenuto nascosto in un monastero francese, sotto lattenta vigilanza di un
abate... Ma non possiamo esser certi che si tratti di questo. Si rivolse di nuovo a padre Lamberto. Il
vostro frate ha scoperto altro?
Sono sicuro che lo far presto, gli assicur. Oggi Rocheblanche  rientrato da un
inseguimento fallimentare e mi ha chiesto il permesso di incontrare il marchese Obizzo dEste.
Sostiene di volerlo interrogare sui suoi sospetti, al fine di aprire nuovi spiragli dindagine. Ho
acconsentito, a condizione che porti con s fra Prudenzio.
Finalmente un risvolto interessante, comment du Pouget, compiaciuto.
Batt un palmo sul bracciolo e si alz per attizzare il fuoco. Procedete pure con il vostro
piano, accord al domenicano. Ma sarete voi, domani, ad accompagnare Rocheblanche al palazzo
marchionale.
Non ne vedo lutilit, obiett fra Lamberto, che per sua naturale propensione preferiva
restare ai margini delle vicende.
La vedo io. Con un gesto deciso, il porporato fece scivolare un grosso ciocco di legno fra le
braci. Innanzitutto  ora che stringiate una personale confidenza con il cavaliere de Rocheblanche. E
in secondo luogo..., si volt verso di lui, rivolgendogli unocchiata arguta, dovrete spaventare il
marchese Obizzo.
Lamberto da Cingoli sobbalz. Eminenza! Non starete per caso alludendo a....
Bertrand du Pouget fece un cenno di conferma. Questo, spieg,  il motivo per cui voi siete
la persona pi adatta a occuparsi di questo intrigo.
...
.
...
17.
...
.
...
Palazzo della Signoria.
...
.
...
19 gennaio, mattina.
...
.
...
Maynard evitava la residenza del marchese da circa un anno, e potendo avrebbe continuato a
farlo. Quel luogo era legato a troppi cattivi ricordi, dagli inganni di padre Facio alla prigionia trascorsa
nelle segrete. Inoltre cera lui, il nobile Obizzo III dEste, con i suoi occhi di ossidiana e il suo
desiderio di vendetta. Il cavaliere sapeva bene che quelluomo non gli avrebbe mai perdonato il
tradimento consumato con la sua favorita, Lippa Ariosti. Gi dal loro primo incontro, Rocheblanche ne
aveva colto lindole di mastino laconico, pericolosa quanto imprevedibile. Eppure adesso doveva
affrontarlo. Non solo per via di certi aspetti dellindagine, che riteneva di poter chiarire soltanto
parlandogli, ma anche per la necessit di riconquistare
 se non lamicizia  almeno la sua stima.
A complicare le cose cera lingombrante presenza di Lamberto da Cingoli, che aveva deciso di
sostituirsi a fra Prudenzio senza fornire spiegazioni.
Maynard non sapeva come comportarsi con lui, soffrendo quel disagio che si crea fra due
persone entrambe persuase di dover comandare. Uno pi orgoglioso e combattivo dellaltro, erano
usciti da San Domenico risalendo la via della Rotta fino alla piazza in un silenzio ostinato, quasi di
reciproca sfida, finch il cavaliere non si era accorto dellinsistenza con cui il domenicano scrutava le
strade. Bench fosse luned mattina erano pressoch deserte, salvo i mercanti e gli artigiani appostati
nelle loro botteghe.
Resosi conto daver suscitato la curiosit del compagno, fra Lamberto si era lasciato sfuggire
un sospiro. Aleggia ancora, nonostante tutto.
Lombra della peste?, aveva domandato Rocheblanche.
Peggio. Il timore della fine del mondo.
A quelle parole, Maynard era stato tentato di ricredersi sullinquisitore, chiedendosi se a
dispetto di una vita di roghi e processi avesse conservato un briciolo di compassione. Poi per,
riflettendo sulla sfumatura di sarcasmo che aveva usato nellesprimersi, si era soffermato col pensiero
su cosa significasse per un uomo del genere il diffondersi del terrore per il giudizio divino.
Due soldati armati di picca li accolsero allingresso del palazzo. Chiesero il
loro nome e, apprese le motivazioni della visita, li indirizzarono alla gran sala del piano
superiore. Rocheblanche conosceva quella stanza. Non appena fu tra le sue pareti percorse da arazzi,
affreschi e bifore, si ramment della prima volta in cui era stato introdotto nella corte estense. Per
dimostrarsene degno aveva dovuto misurarsi con lacre irrisione del giudice dei Savi e con la spada di
un vassallo del marchese. Ora, tuttavia, doveva sostenere ben altra prova.
Obizzo dEste si trovava a una decina di passi da lui, seduto a un seggio di legno brunito. Era in
compagnia di un notarius intento a scrivere su un taccuino sotto dettatura, e che pareva usargli fin
troppa confidenza per essere un servitore. Il segno dei tempi, medit Maynard. Procedette verso il
centro della sala insieme a fra Lamberto e prima che questultimo prendesse liniziativa disegn un inchino.
Il marchese interruppe bruscamente lo scriba, restando immobile a fissarlo.
Un lampo di collera gli attravers lo sguardo, per poi svanire nelle iridi nere.
Fu come se laria, dun tratto, si fosse impregnata di un umore venefico emanato dalla sua
persona. Il vescovo mi aveva informato che sareste giunto, messere, esord cupo. Nondimeno resto colpito dal vostro ardire.
Conosco il vostro tormento, mio signore, ribatt il cavaliere, e come sapete sono disposto a
darvi soddisfazione. Ora per mi trovo alla vostra presenza per altri motivi.
Motivi di cui arguisco la natura. Obizzo allontan il notarius e si alz, gettando dietro le
spalle il suo ampio mantello di broccato. Un gesto studiato a esclusivo consumo di Maynard, per
mostrargli la spada inguainata al fianco. Si avvicin quindi con la mano appoggiata sullelsa, spostando
lo sguardo su fra Lamberto. A quanto vedo, siete accompagnato da un frate predicatore. Mi chiedo chi....
Per tutta risposta, il domenicano abbass il cappuccio e scopr il viso. Tanto bast perch il
marchese simmobilizzasse, colto da un improvviso turbamento. Lo fiss a occhi sgranati mentre il
resto della frase gli moriva sulle labbra.
Lamberto da Cingoli ricambi con una smorfia sardonica. Le presentazioni sono superflue, disse. Non  forse vero, vostra signoria?.
Ora lEstense aveva le dita saldamente aggrappate allelsa, quasi volesse placare il tremore che
dun tratto gli pervadeva le membra. Maynard non sapeva se essere pi sbalordito per quella reazione o
curioso di scoprirne la ragione. Gli era nota labilit del nobiluomo nel celare qualsiasi stato
danimo dietro una maschera sfuggente. Eppure in quel preciso istante dal suo volto traspariva la paura.
Non dovette essere facile per Obizzo dEste riprendere il controllo, ma vinse lo sgomento, quasi
assorbendolo dentro di s, e sincammin verso luscita della sala. Vogliate seguirmi.
Scese le scale e li condusse nella corte dietro al palazzo, indugiando sotto il loggiato che
circondava lo spazio aperto a mo di chiostro. Bench fosse tutto coperto dalla neve, Maynard
riconobbe il pozzo centrale presso il quale aveva impartito lezioni di spada al giovane Aldobrandino.
Non distante da l vi erano siepi, statue e alberi dalle chiome alte abbastanza da sfiorare la balconata su
cui Lippa Ariosti era solita affacciarsi, prima della sua morte misteriosa e prematura. Si diceva che
Obizzo lavesse sposata in extremis per garantire legittimit alla propria discendenza, anche se, a detta
di popolo, la marchesa era giunta allaltare gi cadavere. A Maynard bast ritrovarsi a palazzo per
sentirsi coinvolto in quegli eventi, a dispetto del tempo trascorso lontano da corte e della missione assai
pi importante a cui si era votato.
Come se quel groviglio di vite, morti e destini gli si fosse avvinghiato addosso, rinnovando il
suo legame con i feudi nebbiosi di Ferrara.
Il nobile Obizzo si ferm sotto unarcata, avvolto nel mantello. Nonostante lo sforzo di celare le
emozioni, era ancora palesemente scosso dalla presenza di fra Lamberto. Lo osservava di sbieco,
studiandone ogni movimento con la cautela di un felino. Comprenderete il riserbo, disse dun tratto,
alludendo al luogo prescelto per la conversazione, ma non intendo alimentare il focolaio di
pettegolezzi. Fra queste mura circolano gi abbastanza voci.
Rocheblanche sollev un sopracciglio. Voci sulle... rane?
Non solo, rispose il marchese, distogliendo lo sguardo.
Irritato da quella velata reticenza, Cingoli intervenne, ansioso di arrivare al dunque. Vostra
signoria, linterpell, se ci troviamo alla vostra presenza  perch messer Maynard ritiene opportuno
aggiornarvi sugli sviluppi dellindagine. Se foste tanto cortese da prestargli ascolto, potremmo forse
ricavare qualche nuovo spunto per le nostre ricerche.
Il cavaliere attese lassenso del marchese, quindi cominci a spiegare: In principio confesso di aver avuto dei dubbi sul legame tra il rinvenimento dei messaggi con le rane e il misterioso corteo intravisto dal cacciatore di lupi. A dispetto delle opinioni del vescovo e di fra Lamberto, li credevo elementi collegati soltanto dalla nostra suggestione. Levidenza delle prove, tuttavia, mi ha dimostrato il contrario: devono entrambi far parte del medesimo piano concepito per colpire gli Este. Pochi giorni fa, infatti, avventurandomi nella selva, ho trovato un fantoccio con lo stemma dellaquila bianca insieme ai resti di una mistura a base di oppio e herba diaboli. Una mistura sicuramente usata dai componenti del corteo. Risalendo alla sua provenienza, ho quasi rintracciato un uomo....
Quale uomo?, sobbalz Obizzo.
 fuggito tra le vie di Ferrara, ma ho potuto guardarlo in faccia, confess Maynard. Ha una
voglia di fragola sopra locchio sinistro. Se vostra signoria lavesse notato....
Il marchese riflett un istante, poi scosse il capo. Allerter le guardie, assicur, mentre la
preoccupazione iniziava a incupirgli lespressione. Nel frattempo, sappiate che  stato rinvenuto un
altro messaggio.
 Pro bono malum? , recit fra Lamberto.
S, il testo  invariato, conferm sua signoria. Sempre su pergamena, e sempre
accompagnato da una rana trafitta con un coltello. Digrign i denti.
Ma stavolta era affisso alluscio della camera del mio figlio maggiore.
Maynard ripens al giovane Aldobrandino e non pot che condividere lansia del padre.
Abbass il capo, costernato. Avete sospetti?.
LEstense si appoggi a una colonna. Di nemici ne ho molti, rispose, ma nessuno che possa
violare impunemente queste mura. Le guardie, per giunta, assicurano di non aver scorto alcun sospetto.
E io... io..., il suo volto si trasfigur per lira, io mi ritrovo costretto a sopportare impotente!.
Calmatevi principe, lo rabbon fra Lamberto. Dopotutto non  ancora stato fatto del male a nessuno.
Per poco.
Cosa intendete?
Risale allaltro ieri. Il marchese si stacc dalla colonna, ritrovando una postura e un tono di
voce pi degni. Mentre attraversavo la piazza, un folle ha osato attentare alla mia vita con un pugnale.
Si trattava di un uomo della plebe, nessun legame noto con famiglie altolocate.
Ha confessato qualcosa?, chiese Maynard, speranzoso.
Obizzo fece un cenno di diniego. La mia scorta lha trucidato al primo assalto. Giusto il tempo
che finisse di gridare Pro bono malum.
Ancora quella dannata frase, medit Rocheblanche. Intrecci le braccia al petto, prendendo a
camminare per la corte. Conosceva fin troppo le insidie
del battersi contro un nemico celato nellombra o dietro i mille volti di una folla. Sia lui che sua
sorella erano scampati in pi occasioni ai trabocchetti di Bertrand du Pouget, sempre senza scalfirne
lostinata tempra. Per quel che riguardava il caso di Obizzo dEste, tuttavia, percepiva una natura
differente, forse ancor pi ingannevole e sottile. Prima di esprimere la propria opinione, continu ad
affondare i calzari nella neve finch non sent gli sguardi dei presenti convergere su di lui. Sono
sempre pi propenso a credere, disse, che dietro la storia del maleficio si nasconda una congiura.
Parlate chiaro, messere, lo incit il marchese.
Rocheblanche apr improvvisamente le braccia, mimando i gesti di un istrione. Fumo agli
occhi, vostra signoria, esclam. Il corteo di Diana e i messaggi con le rane non sono altro che
espedienti per distogliere la nostra attenzione, spingendoci a credere di avere a che fare con qualcosa di
satanico. La vera minaccia a mio avviso va ricercata altrove, forse in seno alla vostra stessa corte.
Ma la visione della bestia  reale!, sbott Lamberto da Cingoli.
Rammentatevi della bestia! Della venuta del falso profeta! Il cacciatore di lupi ha giurato sulla
croce di averla scorta tra gli alberi, con una femmina scellerata che le sedeva in groppa.
Qualunque cosa abbia scorto Silvano da Focomorto, obiett Maynard,
resta pura congettura finch non se ne dimostra lesistenza.
Il frate lo sferz con una risata nervosa. Le sacre scritture non sono forse prova sufficiente?.
Obizzo dEste fece un passo in avanti, intromettendosi tra i due. Chiunque sia, annunci con
tono basso, il nostro nemico  stato abile nel tendere una rete tra il reale e limmaginifico. Una rete in
cui ci troviamo invischiati, come animali in trappola, nellattesa del colpo mortale di chi osserva
nellombra. Uscendo quindi dal loggiato, si pose di fronte a Maynard e lo fiss dritto negli occhi.
Sono daccordo con voi, messere.
Per un attimo Rocheblanche ritrov nello sguardo del marchese la lealt e la stima che li aveva
legati un tempo. In fondo, tuttavia, vi scorse anche una velata supplica. Salvate mio figlio, gli parve di
leggere in quelle iridi nere.
Salvate Aldobrandino. Aggrott la fronte, e sfidando le regole del contegno in nome di valori
assai pi alti  valori per cui titoli e contrasti non contavano nulla  os mettergli una mano sulla
spalla. Ve lo chiedo unultima volta, vostra signoria, mormor tenace. Alla luce di quanto
discusso, vi sorgono dei sospetti?.
Di primo acchito il nobiluomo osserv la mano del francese quasi con indifferenza, poi si
ritrasse come se fosse rovente.  la prima volta che mi trovo esposto a simili minacce, rispose
irritato. Se almeno conoscessi il movente, potrei farmi unidea. Per dispongo solo di quella frase...
quella maledetta frase! Pro bono malum. Alz le braccia al cielo. Sapessi almeno cosa significa!.
Maynard consult fra Lamberto con una rapida occhiata, ma vedendolo ritirarsi in disparte,
probabilmente offeso per via delle sue teorie scartate con scetticismo, torn a rivolgersi al marchese.
Nella sua enigmatica brevit, quella frase allude forse a un evento del vostro passato che custodite
nella memoria. Pro bono malum. Intendete? Male in cambio di bene. Quasi aveste tradito le aspettative
o la fiducia di qualcuno.
Quelle parole aizzarono lorgoglio del marchese. Pensate ai vostri tradimenti, Rocheblanche!,
gli rinfacci, nuovamente adirato. Perch mi tormentate? Se fossi in grado di scovare i responsabili di
questo affronto, credete forse che mi sarei rivolto al vescovo? Andate, dunque! Tornate a svolgere il
vostro dovere!.
Lo far, nobile Obizzo, ribatt con durezza il cavaliere. Ma non certo perch mi  stato
ordinato. Disegn un rigido inchino e, combattendo contro la voglia di schiaffeggiarlo, prese congedo.
La mia  una scelta, rammentatelo sempre.
Prima di imboccare luscita, si volt verso fra Lamberto che, sempre in disparte, indugiava
sotto il porticato.
Proseguite senza di me, messere, disse il domenicano in risposta al suo tacito invito. Rivolse
poi un sorrisetto dintesa allEstense. Io mi tratterr ancora un istante con sua signoria.
Per dibattere di cosa?, domand contrariato Maynard.
Di questioni di..., Lamberto da Cingoli accompagn la frase con un gesto vago, spirito.
...
.
...
18.
...
.
...
Maynard usc da palazzo con un diavolo per capello. Era indignato per il modo in cui il
marchese laveva congedato, umiliandolo al pari di un servo.
Dopo tanti rischi e imprese gli era sempre pi difficile tenere a freno la lingua, nonostante gli
fossero ben noti i vantaggi dellagire con misura. A fomentare il suo malanimo, inoltre, la sensazione di
aver sprecato tempo.
Forse sarebbe stato meglio seguire il consiglio di fra Lamberto ed evitare un confronto con il
nobile Obizzo... Ma allora perch linquisitore si era trattenuto nella corte? Il cavaliere soffoc
unimprecazione. Non serviva un cervello fino per subodorare un comportamento losco. Tra Cingoli e
lEstense cera senzaltro un legame. Un legame probabilmente fondato su un contrasto di vecchia data,
non ancora sopito. E bench al momento non ci fosse modo di accertarsene, Rocheblanche aveva gi
unidea su chi consultare.
Era talmente perso in quei pensieri da avviarsi verso la piazza senza accorgersi di un ragazzino
che trasportava vasi procedendo nella direzione opposta alla sua. Gli and addosso, facendolo cadere
sul selciato coperto di neve.
Chiedo venia, esclam distinto, chinandosi per aiutarlo a rimettersi in piedi.
Perdonatemi voi, si affrett a rispondere il giovane, imbarazzato.
Andavo di fretta, i vasi mi impedivano la vista.... Poi, sollevando lo sguardo, allarg la bocca
per lo stupore. Oh messere, ma siete voi!.
Maynard lo fiss attonito e in principio non lo riconobbe. Studi labito in vergato che denotava
la condizione di servo, quindi si sofferm sugli occhi mansueti, ancora infantili. Una sensazione di
familiarit si fece strada in lui.
Ora rammento..., mormor. Siete al servizio del figlio del marchese, dico bene?
Non pi, messere, sospir il ragazzo. Da quando il nobile Aldobrandino  stato nominato capitano generale, svolgo altre mansioni.
Aldobrandino capitano generale?, sgran gli occhi il cavaliere. Ma ha solo quattordici anni!.
Cos ha decretato sua signoria.
Maynard sbuff incredulo. Era consapevole che quella fosse let giusta per
introdurre un giovane signore alle responsabilit del comando. Alcuni iniziavano addirittura
prima. Per Aldobrandino tuttavia gli sembrava presto.
Lo ricordava intelligente e caparbio, con un carattere per ancora troppo infantile per adempiere
a un simile incarico. La sua collera nei confronti di Obizzo sinaspr.
Non vi ho mai ringraziato, messere.
Rocheblanche torn alla realt e scrut il ragazzo. Per cosa?
Il giorno in cui prendeste le mie difese, mentre venivo punito..., gli spieg il servo,
controllando che i vasi finiti sulla neve non si fossero rovinati. Forse per voi non conta nulla, ma per me....
S, me ne rammento, disse Maynard con un sorriso gentile. Non meritavate alcuna
punizione, quel giorno.
Il giovane gli rivolse un largo sorriso, quasi in risposta a un complimento.
Poi la sua espressione acquis una nota di curiosit. Siete stato richiamato a corte per dare la caccia allo spettro?
Quale spettro?
Quello che lascia i messaggi con le rane morte.
Il cavaliere si fece serio. Finora non aveva udito nulla al riguardo, e bench si trattasse
dellennesima ricostruzione di fantasia cera da chiedersi perch il marchese non ne avesse fatto
menzione. Si era anzi mostrato reticente nel riportare le voci che circolavano a palazzo. Suvvia, rassicur il ragazzo,
non esiste nessuno spettro.
Ma lhanno visto, messere!, insistette quello.  stato un servo delle cucine. Giura daverlo
scorto negli ambulacri della dispensa, dopo il tramonto... E lha riconosciuto.
Quindi gli spettri hanno un volto?, soggiunse incredulo Rocheblanche.
 la marchesa Lippa Ariosti!. Il giovane aveva gli occhi sbarrati, i vasi stretti al petto quasi a
mo di difesa. Capite ora?  tornata dal regno dei morti, per vendicarsi di essere stata uccisa.
Ancora una volta il francese si domand da dove provenissero quelle voci.
Bench avesse udito molte notizie riguardo la morte di madonna Ariosti, gli era parso di
comprendere che fosse stata stroncata da un malore improvviso, forse unanticipazione del flagello
della peste. Non dovete credere a tutto ci che si racconta, lo ammon bonariamente. Io ho
viaggiato molto, ho visitato cripte e campi di battaglia, e a onor del vero non mi sono mai imbattuto in
alcun phantasma. Unidea fulminea tuttavia fece breccia nella sua mente. Ma se invece di uno
spettro, aggiunse, aveste visto o sentito
parlare di altre strane presenze, sarebbe tutto un altro discorso....
Il servo lo fiss interdetto. A cosa alludete, messere?
A un uomo alto, ben piantato, con una macchia rossa sopra locchio sinistro.
Mai visto.
Potreste comunque informarvi a palazzo, presso i vostri pari?, lo preg Maynard. Spesso la
servit coglie maggiori particolari rispetto alle guardie.
Riordina le stanze, controlla usci, stalle e giardini. Magari qualcuno ha visto.
Il ragazzo annu. Una macchia rossa sopra locchio sinistro, ripet serioso. Lo far, messere.
E nel caso dovessi scoprire qualcosa, come potrei avvertirvi?.
Rocheblanche, compiaciuto, gli accarezz il capo e si avvi per la strada.
Chiedete di me al convento di San Domenico, rispose. Ma non consegnate a nessun altro il
vostro messaggio.
Vi immaginavo a Bologna, magister. Lontano dagli uffici inquisitoriali.
Perch credete che mi rivolga a voi in qualit dinquisitore?.
Obizzo dEste scrut lespressione ambigua di fra Lamberto, vincendo la ritrosia a sostenere il
suo sguardo. Riconosco unarma, quando mi viene puntata contro.
La risata del religioso echeggi sotto il loggiato della corte. A esser franchi, ci che cogliete in
me non  avversione ma curiosit. Curiosit riguardo il vostro legame con il cavaliere de Rocheblanche.
C poco da sapere a tal riguardo, si adombr il marchese. Fu maestro darmi di mio figlio,
per un breve periodo.
Devesserci dellaltro, osserv il domenicano, facendo spuntare le dita nocchiute dalla cappa
nera. Un servitore non si congeda con tanto malanimo.
Il mio modo di congedar la gente non  affar vostro, sbuff Obizzo, quasi ostile. Fece per
troncare la questione, poi, con uno slancio improvviso, gli batt lindice sul petto e lo fiss torvo.
Cosa vi siete messo in testa, magister? Sono lontani i giorni in cui potevate interrogarmi a vostro
piacimento. Ora  finita. La mia famiglia ha pagato il fio, e nessuna scomunica pende pi sulla mia
testa.
Cingoli continu a sorridere mellifluo, mentre le sue mani si congiungevano lente. Vi siete
riappacificato con il pontefice,  vero, gli
concesse. Daltro canto, i fatti su cui indago tradiscono unimpronta satanica che giustifica il
mio zelo. Anzi, lo impone. Perci non posso ignorare il vostro legame con un cavaliere giunto da
lontano e che risiede in questi feudi per ragioni sconosciute, a prescindere dal fatto che egli mi sia stato
raccomandato dal vescovo.
Obizzo si ritrasse e medit, cos come poteva meditare un lupo di fronte a un sentiero irto di
trappole. Nemmeno per un istante i suoi occhi tradirono un pensiero, e quando riprese la parola lo fece
con voce pacata, quasi atona.
Rocheblanche era un amico, finch non si macchi dinfamia. Tanto vi basti.
Vi riferite al suo assalto alla curia?, domand il domenicano.
Non siete abbastanza informato, replic il marchese. Riguardo quellevento, messer
Maynard sostiene daver agito per difendere il proprio onore e lo dimostr battendo in duello un mio campione.
Unordalia, disse il religioso con una punta di biasimo.
 un nobile. Era suo diritto.
Ci nondimeno, gli date dellinfame.
Obizzo si volt e prese a camminare per la corte innevata, evitando i punti in cui restavano le
impronte di Maynard. Sono di altro genere, disse, i delitti capaci di corrompere unamicizia.
Fra Lamberto rimase a scrutarlo da sotto larco di mattoni. Una frase del genere me la sarei
aspettata da vostro fratello Rinaldo. Non vi reputavo cos sensibile in fatto di legami personali.
Tendo a esserlo quando si infrange un rapporto di lealt.
Il domenicano rise, questa volta di gusto, rivelando dun tratto la sua indole aggressiva. E con
me siete leale, marchese?, chiese quasi canzonatorio.
Strinse le palpebre e usc dallombra, affondando i sandali nello strato di neve. In quanto
rappresentante della Sacra Romana Chiesa, intendo.
Lo sono, s, rispose Obizzo, colto di sorpresa. Ho giurato di difendere il papa, i suoi vicari e
ogni suo rappresentante, fino allultimo prete di campagna.
Lamberto da Cingoli gli si piazz di fronte. E bench non lo eguagliasse in altezza, n
tantomeno in prestanza fisica, riusc ad apparire talmente minaccioso da farlo arretrare. A maggior
ragione, aggiunse, non negherete appoggio a un cardinale di Avignone.
Di chi si tratta?, volle chiarire lEstense.
Il suo nome non ha importanza, rispose il frate. Sappiate per che
presto, molto presto, verr per pretendere i vostri servigi.
...
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19.
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...
Convento di SantAntonio Abate, residenza della badessa.
...
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...
Sedete, suor Eudeline.
La monaca francese osserv lo scranno che le veniva indicato dalla reverenda madre. Basso e
privo di braccioli, era poco pi di uno sgabello rispetto al seggio dallalto schienale su cui trovava
posto la sua ospite. Il semplice invito a servirsene le parve un oltraggio. Se non vi dispiace, preferirei
restare in piedi.
La badessa le rivolse una smorfia contrariata. Come vi aggrada. Del resto, non sar una
conversazione lunga.
Eudeline annu, incurante di quel velato tono di minaccia. Le pareti che la circondavano
parlavano di una persona rigorosa, maniaca dellordine e del controllo. Ad accentuare quella
sensazione fu la presenza di un telaio con un ordito appena agli inizi e, a giudicare dalla matassa di filo
ai suoi piedi, gi sfatto e rifatto pi volte. Non indugiate, pertanto.
La reverenda madre premette invece le labbra contro le mani giunte e medit un istante,
prolungando lattesa. Devo ammonirvi tre volte, disse.
Tre volte, sempre per la stessa ragione: la vostra superbia.
Farete inginocchiare anche me sul grano?, ribatt la monaca con un sorrisetto di sfida.
Per un attimo la badessa finse di condividere la sua ilarit, infine si fece seria. Non riuscite a
farne a meno, vero?, la rimprover con voce sommessa. Dovete per forza rimarcare desser voi la
superiore. Anche ora, con la vostra sfrontatezza! Credete forse che il titolo e la posizione che
ricoprivate un tempo possano darvene diritto?.
Eudeline non si cur di apparire dispiaciuta. Mi rincresce di suscitare in voi una simile
impressione, si limit a dire.
Perdonatemi se ne dubito, ribatt a tono la reverenda madre, dal momento che si dice
abbiate chiesto favori alla nostra erborista e inviato messaggi in gran segreto. Pensavate che non ne
sarei mai venuta a conoscenza? Sciocca! Inoltre, e questo lho constatato con i miei occhi, vi siete
allontanata dal convento senza alcuna licenza.
La monaca emise un sospiro. Quando aveva scelto di recarsi a Pomposa non si era certo illusa
che la sua assenza passasse inosservata. Daltro canto,
facendo parte della comunit di SantAntonio soltanto in qualit di ospite, non si era fatta
riguardi. E altrettanto poteva dirsi per la questione dellerborista e dei messaggi. La cospicua somma
versata per ottenere asilo in quel luogo rappresentava a suo giudizio unautorizzazione pi che valida
ad agire in libert. Azioni dettate da necessit, spieg, ben lungi dal mostrarsi pentita, senza recare
danno a nessuno.
Non fate lingenua!, sibil la badessa, corrucciando la fronte. Sapete perfettamente quanto il
vostro comportamento sia stato nocivo. Sia verso la mia autorit, sia verso le consorelle. Ora dovr
aspettarmi altre insubordinazioni, se non corro subito ai ripari.
Perch dovreste?, obiett Eudeline. Le monache di questo cenobio sono mansuete e gentili.
La reverenda madre scatt in piedi, indignata. Ne parlate come se fosse il vostro gregge, e non il mio.
Un bassa insinuazione, la vostra.
Vorreste forse prendere il mio posto?, continu a provocarla. Cosaltro dovrei aspettarmi?
Agite con tanta libert da dare limpressione di esser voi la padrona.
La monaca fece per ribattere con altrettanta veemenza ma fren la lingua, rendendosi conto che
quellaggressivit scaturiva da un naturale timore.
Comprendeva bene i sentimenti della badessa ed era altres consapevole di averli provocati. Del
resto, negli ultimi tempi aveva perso fin troppo per restare indifferente alle fortune altrui. Si strinse
quindi nelle spalle, manifestando la sua ritrosia allalterco e pure ad ammettere le proprie colpe.
Punitemi dunque, esclam recisa, per chiudere in fretta la questione.
Lo far, non temete, sogghign la badessa. Ma la vostra punizione sar esemplare.
Eudeline fece un gesto disinteressato. Mettetemi in isolamento per dieci giorni, o anche un
mese. Non mimporta.
La reverenda madre scosse il capo. Non  cos che imparerete lumilt, dichiar, spostando
lattenzione verso il telaio. Si alz allimprovviso e accarezz lordito, crucciandosi alla vista di una
lieve imperfezione. Poi torn a fissare la monaca con un pizzico di sadico compiacimento. Domani
uscirete dallisola di SantAntonio, senza nessuno a farvi da scorta, e camminerete sulle ginocchia fino
alla Cattedrale, recitando l Ave Maria.
Ma  una... follia!, sobbalz Eudeline.
Non ho concluso, lavvert la reverenda madre. Indosserete una veste
ricavata da un sacco e terrete il capo scoperto.
La signora di Rocheblanche era tutta un tremito. Ritta, le braccia rigide sui fianchi e i pugni
serrati, pass da un pallore cadaverico al rosso vivo senza mai staccare gli occhi dalla sua aguzzina.
Come osava, quella sciagurata? Fu sul punto di gridarglielo in faccia e di stringere fra le unghie quel
suo viso tronfio. Lei, vestita di cenci, a trascinarsi nel fango... per compiacere una povera donna! Al
solo pensiero sent unondata di rabbia salire dallo stomaco al petto, ma resistette allimpulso di
sfogarla. Rimase immobile, sentendosi quasi sul punto di prendere fuoco. Finch, dun tratto, esplose in
una risata. Allinizio a fatica, con un piglio isterico, poi sempre pi di gusto.
Rise fino a sentirsi le lacrime agli occhi, come non le capitava da quando era bambina. Infine,
con una risolutezza di cui si stup, disse: Non accetter mai un simile dileggio.
Osate disobbedirmi?, esclam la badessa.
Non ce ne sar bisogno, rispose Eudeline. E con una serenit che non credeva pi di
possedere, sfil il velo e slacci il soggolo, lasciando liberi i capelli. Oggi stesso me ne andr dal
convento insieme a mia sorella.
Il volto della reverenda madre era una maschera di sbigottimento. Ma....
Temete per i fiorini che vi versai al mio arrivo?, le chiese bruscamente, riportandola alla realt.
A quelle parole la badessa riprese il controllo della loquela e della sua indignazione. Sfacciata
fino allultimo!.
Eudeline si mostr immune a quellultima provocazione. Per la prima volta dopo molto tempo
si trovava di fronte allignoto, una vita fuori dal claustro, priva di regole e di costrizioni. Essere donna e
non pi monaca, come il suo amato Robert avrebbe desiderato. Ripensare a lui le fece male, come
accadeva ogni maledetta notte in cui piangeva sommessamente, sussurrandone il nome. Oh, Robert!
Neppure nel breve periodo trascorso tra le sue braccia aveva mostrato tanta determinazione nel lasciare
il convento.
Del resto allora si sentiva ancora badessa, gravata dalle responsabilit, da mille paure e dal
dolore per la perdita delle sue consorelle. Invece ora, in una citt straniera, il mondo si apriva al suo
cospetto come un un gioco di labirinti. >
Dovette restare in silenzio pi di quanto le fosse sembrato, poich dun tratto si rese conto che
la reverenda madre la fissava s guardinga, ma ormai priva di astio. Non cera da stupirsi, medit
Eudeline. La sua decisione di smonacarsi doveva esserle apparsa come un atto di resa. Lo credesse pure,
rise tra s. Ne avrebbe presto tratto vantaggio. Potete tenerli, quei fiorini, annunci infatti,
con lapposito intento di tranquillizzarla.
Ne siete certa?, fremette la badessa, senza abbassare la guardia. Si tratta di una piccola fortuna.
Rester a vostra disposizione, le assicur Eudeline, con una determinazione che lasci trapelare una punta dastuzia. E dopo una pausa alquanto studiata, aggiunse: A patto che mi affidiate i servigi del vostro messaggero pi veloce.
La reverenda madre sollev un sopracciglio. Bench barricata dietro la sua diffidenza, doveva
essere curiosa, molto curiosa, poich dopo una breve esitazione si decise a chiedere: Cosa intendete, di grazia?.
Prima di rispondere, la signora di Rocheblanche attravers la stanza e, lanciando uno sguardo di
sprezzo in direzione dellinfimo sgabello su cui era stata invitata a sedere, prese posto sul sontuoso
seggio della sua interlocutrice. Pos le mani sui braccioli e tenne il capo ben sollevato, con la serenit
di una leonessa consapevole di aver ritrovato la propria forza.
Ripens per un attimo alle parole di padre Andrea sul vescovo Guido di Baisio, e si convinse
che non ci fosse altro modo per svelare il segreto di quel nome. Il messaggero dovr mettersi in
viaggio per Parigi con una mia lettera nella bisaccia, spieg perentoria. E dovr farlo subito, a
dispetto delle nevi, dei ghiacci e dei venti invernali.
...
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20.
...
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Uscito dal Palazzo della Signoria, Maynard indugi a lungo per le strade di Ferrara, aggirandosi
in cerca delluomo con la voglia di fragola sul viso.
Sapeva bene quanto fosse vano il suo sforzo, ma non se la sentiva di tornare a San Domenico in
attesa di nuovi ordini. A maggior ragione perch era ancora irritato dal modo sbrigativo con cui
Lamberto da Cingoli laveva congedato.
Lunico modo per allontanare quel pensiero era continuare a camminare sotto il cielo biancastro
di mezzogiorno, scrutando ogni faccia che gli si parava di fronte. Forse, medit, sarebbe stato saggio
spingersi fino alla via delle volte in cui era stato gabbato dal ragazzino con la stecca di legno. Non era
da escludere che linseguito avesse lasciato qualche indizio, o fosse stato visto da qualcuno.
Era in procinto di assecondare quellimpulso quando unintuizione gli balen nella mente,
facendo deviare il suo cammino verso est, in direzione della Porta di Furmignana, dove le abitazioni di
patrizi, religiosi e borghigiani opulenti cedevano il passo a dimore alquanto modeste. Silvano di
Focomorto viveva in una di quelle. Maynard non era mai stato l ma rammentava bene daverne parlato
con fra Prudenzio. Si trattava di una casa piccola e isolata dalle altre, contrassegnata dal graffito di un
lupo sul battente dingresso. Mentre andava alla sua ricerca, valutava le poche certezze di cui
disponeva muovendosi con passo lento, quasi strascicato, a causa delle fitte al ginocchio che dalla sera
prima non gli davano requie.
Luomo con la voglia di fragola era riuscito a fuggire con la mistura a base di oppio e di herba
diaboli, perci se ne sarebbe servito. Rocheblanche non aveva dubbi al riguardo, come sul fatto che
perlustrando le selve ci si sarebbe imbattuti prima o poi in un nuovo corteo. Unoccasione doro per
catturare i congiurati. Ma se la pieve abbandonata andava tenuta sotto controllo, era necessario, per
maggior sicurezza, estendere larea di ricerca. E
a chi affidarsi, se non a un esperto di quei luoghi?
Maynard provava un senso di repulsione al pensiero di rivolgersi proprio a Silvano da
Focomorto, il vigliacco che giorni prima laveva abbandonato nel bosco, per sapeva di non avere
alternative. Continu quindi a cercare la sua dimora fino al tardo pomeriggio, giungendo infine davanti
a unabitazione
addossata alle mura orientali.
Si trattava di una stamberga sormontata da un tetto di paglia, con un camino storto quanto uno
stivale vecchio. Sulla porta di legno compariva il graffito di una testa di lupo dai tratti quasi umani, se
non fosse stato per i denti acuminati e le orecchie a punta.
Il cavaliere buss, ma nessuno rispose.
Buss di nuovo, chiamando il nome del cacciatore. Invano.
Assai contrariato, si guard intorno. Ormai imbruniva e non riusciva a immaginare dove potesse
essersi cacciato quel villano. Lidea di cercarlo per i bassifondi di Ferrara non lo sfior nemmeno per
un istante.
Meglio aspettare.
Incroci le braccia al petto e appoggi la schiena contro il battente, avvolgendosi nel mantello
mente il giorno moriva. E man mano che la notte intesseva tenebre sempre pi fitte, sagome di uomini
e donne sbucarono dagli usci per accendere le fiaccole infisse ai muri delle case, lungo la via o per gli
steccati. Iniziarono poi ad aleggiare nellaria gli odori delle pietanze cucinate per la cena. Cibi modesti,
ma abbastanza invitanti da evocare nel francese immagini di focolari, pentole fumanti e famiglie
raccolte al riparo dal vento. Intanto lattesa si prolungava, il freddo gli pungeva le ossa. Ma del
cacciatore di lupi nemmeno lombra.
Al diavolo, si disse improvvisamente Rocheblanche. Tanto valeva attendere al riparo.
Si volt quindi verso il battente e cerc di aprirlo, ma lo trov serrato.
Strano, medit, non cera alcun lucchetto o serratura. Lunica spiegazione era che la porta fosse
bloccata dallinterno. Con un asse di legno, probabilmente. Eppure... comera possibile se allinterno
non cera nessuno?
Silvano!, buss di nuovo, senza ottenere risposta.
Colto da un brutto presagio, fece il giro della casa. Il vento nel frattempo aveva preso a ululare,
spruzzando laria con raffiche di nevischio. Le poche fiaccole nelle vicinanze tremavano come anime
esposte al respiro dellaverno.
Giunto sul retro, Maynard individu una finestra aperta, grande abbastanza perch ci si potesse
intrufolare. Allinterno cera buio pesto, quasi un silenzioso monito a star lontani. La varc, pos i
piedi sul pavimento e procedette tentoni per non inciampare nelloscurit.
Si ritrov immerso in un odore di pellicce e di sostanze acri impiegate per
la concia, insieme a un che di stantio. Ben presto per i suoi sensi identificarono qualcosaltro,
un sentore meno pronunciato ma abbastanza pungente da metterlo in allerta. Aveva la sensazione di
non essere solo, eppure lambiente sembrava talmente angusto che se qualcuno gli fosse stato accanto
ne avrebbe percepito il respiro.
Dun tratto sfior con la punta del piede un oggetto, provocando uno scatto metallico. Balz di
lato con il cuore in gola, e subito un altro scatto lacer laria. Dannazione!, esclam. Cosa diavolo
succede?.
A rispondergli, leco della sua voce.
Sguain la spada e la mosse intorno a s come il bastone di un cieco. Cos facendo azion altre
trappole nascoste nel buio, riuscendo ad avanzare fino a una superficie di legno. La tast, per
comprendere cosa fosse. La porta!
Sblocc lasse e apr, ritrovando la strada sferzata dal vento. Corse verso la fiaccola pi vicina,
la brand e torn sui propri passi, illuminando linterno della casa di Silvano da Focomorto.
Finalmente vide le pareti coperte di pelli animali e il soffitto cadente. Il pavimento era in misera
terra battuta, cosparso delle tremende tagliole azionate al suo passaggio.
In un angolo, con la schiena adagiata contro una parete, giaceva il cacciatore di lupi.
Aveva lottato, a giudicare dalle ferite da taglio per tutto il corpo. Ma la morte doveva essere
sopraggiunta a causa di una delle sue trappole meccaniche. Per il sadico volere dellassassino, o forse
per malaugurato incidente, cera finito dentro con la testa, e le ganasce di metallo gli avevano tranciato
losso del collo.
Nessuna rana morta accanto al cadavere.
Soltanto un lembo di pergamena con un messaggio.
Pro bono malum.
Come monito e scherno alla casata dEste.
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PARTE SECONDA.
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LA DONNA E LA BESTIA.
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21.
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Citt di Bologna.
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10 aprile, sera
La cappella dei Santi Gervasio e Protasio sorgeva ai margini della citt, incastonata in una fila
di case munite di ballatoi, solai sporgenti e portici dalle colonne di legno. Quasi a disagio, si offriva
agli sguardi dei passanti senza nascondere le sue origini agresti, risalenti ai tempi in cui le mura della
Circla non la separavano ancora dai feudi intorno a Bologna. Dopo secoli continuava a mantenere un
legame con la gente del contado, che ogni domenica deponeva zappe, falci, aratri e varcava lo Porta
della Mascarella per ascoltare la messa nella sua piccola navata.
Gualtiero vi dimorava da qualche giorno. In cambio di un misero compenso e della possibilit
di dormire accovacciato sotto una nicchia della sacrestia, aveva offerto i suoi servigi per decorare a
fresco il refettorio retrostante la cappella. Era lincarico migliore che gli capitava da tre mesi, dopo un
estenuante girovagare per la periferia bolognese alla ricerca di sacerdoti interessati a ritoccare affreschi
di vecchie chiese o a ravvivare gli smalti di statue di santi.
Superata liniziale difficolt di farsi anticipare una parte del denaro, il giovane aveva acquistato
i colori, lintonaco, gli strumenti necessari e si era messo allopera, coprendo in soli due giorni una
parete da tre pontate. Il soggetto era triplice, ispirato ai temi dellUltima Cena, della Crocifissione e del
Noli me tangere, scelti dal priore per celebrare limminente ricorrenza della resurrezione del Signore incarnato.
Nel tracciare la sinopia, si era lasciato ispirare da alcune miniature della Catena aurea di san
Tommaso dAquino, conferendo tuttavia in fase di pittura una maggior corposit alle figure, dal Ges
appeso alla croce ai personaggi ai suoi piedi, specie alla Madonna e a san Giovanni che aveva
rappresentato in ampi mantelli dai blu e dai rossi smaglianti. Nel soggetto della Cena aveva invece
disposto i discepoli lungo una mensa rettangolare, come da tradizione, con il Maestro seduto al centro e
Giuda di fronte, riconoscibile per via dei capelli rossi e del suo attingere dal piatto con la mano sinistra.
La scena finale, il Noli me tangere, era stata la pi semplice da eseguire.
Solo due personaggi, il Risorto e la Maddalena contrapposti in uno slancio dinamico, lei protesa
in avanti e lui, maestoso, intento ad arretrare per non lasciarsi sfiorare. Gualtiero laveva appena
conclusa e la osservava, compiaciuto, nella penombra del vespro che vibrava al lume dei ceri.
Finalmente scopriva cosa si provava a contemplare unopera scaturita dal proprio ingegno e
dalle proprie mani. Aveva invidiato per anni il buon Sigismondo e in seguito mastro Vitale, quando
scorgeva, al momento conclusivo dellaffresco, la brace dellorgoglio nei loro occhi. Fin da fanciullo
non era riuscito a concepire sensazione pi intensa n esaltazione pi grande del mettere tutto se stesso
in una parete dipinta, affinch gli sguardi di centinaia, migliaia di persone potessero cogliere il mondo
cos come lo concepiva lui. Con le sue forme, con i suoi colori. Con la sua passione. E ora che
accadeva sentiva un tremito alle mani, quasi un desiderio fisico di riprendere il pennello ed eseguire
immagini pi eleganti e perfette.
Ma a quale prezzo, simili emozioni? Arretr dalla parete, attanagliato dal rimorso. Aveva visto
morire Sapia e Sigismondo, rinunciato a Isabeau e abbracciato lesilio. Non ci sarebbe stato nulla in
grado di compensare simili perdite, nulla in grado di restituirgli la vita di un tempo... Eppure lui se ne
stava l, gonfio di superbia, a ridere come uno sciocco. Per aver decorato linterno di un vecchio refettorio.
Si volt e allung il passo verso luscita. Aveva bisogno di aria, di allontanarsi da
quellambiente improvvisamente opprimente e dal ricordo della tacita promessa fatta a Isabeau.
La verit era che non sarebbe riuscito a sistemare un bel niente. Avrebbe dovuto trascorrere il
resto dei suoi giorni in fuga, senza potersi mai fidare di nessuno e guardandosi sempre alle spalle per il
timore di una pugnalata a tradimento. Questo il nobile lascito degli Este e dei Bonacossi!
Attravers la piccola navata dei Santi Gervasio e Protasio e usc in strada, lo sguardo rivolto al
cielo. La luna gli si mostr nel suo ultimo quarto insieme a una spruzzata di stelle, brillanti nellaria
tersa di primavera. Dopo la morte della madre, aveva preso labitudine di pensare che lei lo osservasse
dallalto, fra quei bagliori cos remoti e arcani. Non immaginava altro luogo in cui le anime beate
potessero riposare nellattesa del giudizio finale, e per quanto mendace e piena di segreti, Sapia aveva
senzaltro meritato un simile privilegio. Anche solo per lamore che aveva provato per lui.
Eccolo, linfame!.
Lesclamazione spezz lincanto, riportandolo a guardare in basso, nel buio
della strada. Tre uomini erano appena usciti da un portico puntando dritti verso di lui. Quello
che aveva parlato camminava al centro, con incedere da gradasso, impugnando una torcia che faceva
emergere dallombra il suo ghigno minaccioso.
Sei sicuro?, si sincer il compare alla sua destra.
Sicuro, s, gli rispose.
Gualtiero rimpianse daver lasciato la basilarda in sacrestia, sotto il giaciglio. Fiutava guai,
bench ne ignorasse il motivo. Lorsignori ce lhanno con me?, domand con fermezza.
I tre sghignazzarono. Poi luomo con la torcia pos una mano sul fianco, rivelando la presenza
di un randello infilato nella cintura. De Bruni, mi pare si chiami.
Lo facevo pi vecchio, comment lindividuo rimasto finora in silenzio.
Ve lavevo detto,  un ragazzo, abbai laltro.
Giovane o vecchio, non la passer liscia.
Gualtiero osserv di sfuggita il portale della cappella alle sue spalle, ma anzich far la parte del
vigliacco avanz dun passo e rimarc a gran voce:
De Bruni sono io e, Dio mi  testimone, non ho debiti n contrasti con chicchessia.
Invece s, ribaldo!. Luomo con la torcia scatt in avanti afferrandolo per il bavero. Vi
fregiate del titolo di pittore e rubate il lavoro agli altri senza chiedere licenza. Come osate?.
Il giovane si divincol, spingendolo indietro. Perch dovrei chiedere licenza? E a chi?,
esclam agguerrito. Io non ho padroni!.
Uno dei due rimasti indietro sput a terra. Oh, sentenzi canzonatorio,
calerete la cresta quando sarete davanti al barigello 4!.
No, grugn laltro, con cattiveria. Questo al barigello non ci arriva!, e con uno scatto
improvviso colp Gualtiero alla bocca dello stomaco.
Il giovane stramazz a terra, stringendo i denti per lo sdegno. Cani bastardi!, sibil con voce
strozzata mentre si rialzava in fretta. Un secondo colpo lo sorprese al fianco, rubandogli il poco fiato
che gli restava in corpo.
Si ritrov nel fango, con la speranza che quei figli di puttana fossero paghi daverlo umiliato.
Ma luomo con la torcia sfoder il randello. Ora la paghi!, e gli inflisse un colpo in mezzo
alle scapole. Inve ancora, con rabbia, incitando i compagni a dargli manforte. Uno di quelli si
avvicin, iniziando a tirar calci.
Rannicchiato a terra, Gualtiero non pot fare altro che subire, troppo
arrabbiato e dolorante per comprendere cosa stesse accadendo. Se solo avesse potuto li avrebbe
uccisi tutti e tre, quei maledetti, senza curarsi di ascoltare le loro ragioni. Le percosse per erano cos
veloci da non consentirgli nemmeno di sputare insulti.
Ora muoio, pens dun tratto. Come uno stupido, senza sapere nemmeno perch.
Basta!, tuon allimprovviso una voce metallica.
I tre aggressori si arrestarono, puntando gli sguardi verso un uomo uscito dalloscurit. Con la
coda dellocchio, il ragazzo not la sua corporatura robusta e la barba bruna. Se ne stava con i pugni
premuti sui fianchi, un pugnale in bella vista appeso alla fusciacca. Basta ho detto!, ripet.
Ma maestro..., tent di giustificarsi uno dei compari. Proprio voi, che conoscete il motivo....
Luomo avanz scuotendo il capo. Se non ho ancora sguainato la lama, messeri, profer
ardito,  soltanto perch siamo in tempo di Quaresima.
Ma se non lasciate quel giovane, romper ogni indugio.
A quellintimidazione, Gualtiero not che i suoi aguzzini prendevano le distanze. Fece per
rialzarsi, sputando sangue.
Restate a terra, figliolo, gli consigli il suo salvatore. Non vorrei che aizzaste questi cani.
Ormai gli stava a un passo. Tenendo una mano sullelsa, si inginocchi davanti a lui e controll il suo
stato. Come vi sentite?.
Il giovane fece un gesto sprezzante. Ho visto di peggio, messere.
Vitale de Equis sorrise. Quando alz lo sguardo, le tre canaglie si erano dileguate nella notte.
4 Il barigllo (o bargllo) era il capo dei birri, incaricato dei servizi di polizia nei Comuni italiani.
...
.
...
22.
...
.
...
Vitale de Equis lo aiut ad alzarsi e, assicuratosi che si reggesse in piedi, gli fece strada verso
unosteria in fondo alla via. Gualtiero era ammaccato, ma le sue ginocchia tremavano pi per la rabbia
che per il dolore. Bastardi..., mormorava tra s, stringendo le braccia al costato. La maggior parte
delle percosse le aveva ricevute in quel punto e sulla schiena, ma fortunatamente non si sentiva nulla di
rotto. Le sue maggiori perplessit vertevano tuttavia sullintervento tempestivo del mastro pittore.
Come... sapevate?, gli chiese.
Con un sorriso enigmatico, de Equis gli pose una mano sulla spalla e lo invit a entrare nel
locale. Qualche avventore si attardava davanti a un boccale di vino o a una scodella di zuppa.
Accennando un paio di saluti, Vitale prosegu verso un tavolo vicino al focolare e invit il giovane a
prendere posto. Come vi sentite?.
Gualtiero torse la bocca. Me la caver con qualche livido. Grazie a Dio, siete giunto in tempo....
Il mastro pittore appoggi i gomiti sul desco, evasivo. Avete mangiato, figliolo?
Non oggi, messere.
Vitale rivolse un gesto alloste, che annu, poi si concentr sul giovane. La vostra presenza non
 passata inosservata, a Bologna. Da quelli del nostro mestiere, intendo dire. Da un po di tempo andate
in giro per botteghe ad acquistare pigmenti, o a procacciarvi incarichi presso le chiese dei sobborghi...
Le voci corrono in fretta, sapete? E nonostante ci sia chi, come me, se ne infischia, non si pu dire
altrettanto per certi membri delle Quattro Arti.
Le Quattro Arti?, ripet Gualtiero.
La corporazione delle arti minori, spieg de Equis. Spadai, guainai, sellai e... pittori. I
mastri artigiani ne fanno tutti parte, in citt. Ne seguono le regole e in cambio ricevono tutela.
Il giovane fece un gesto disinteressato. Io non appartengo a Bologna.
Da quando ne avete varcato le mura siete comunque soggetto alle sue leggi, gli fece presente
Vitale. Badate bene, in un altro periodo nessuno avrebbe fatto caso a voi. Ma in tempi di vacche
magre, un pittore forestiero
che esercita senza la licenza delle Arti, per giunta troppo giovane per essere maestro, equivale a
un affronto per quanti tra i maestri faticano a tirare avanti. E credetemi, non sono pochi.
Quindi.... Gualtiero sgran gli occhi. I tre aggressori erano... pittori?.
De Equis attese che loste servisse una caraffa di vino e due fette di pane, poi annu. Ho udito i
loro discorsi, sapevo che stanotte vi avrebbero fatto visita e... be, il resto potete intuirlo da solo. Non
ero certo si trattasse di voi, bench uno di quei tre gaglioffi avesse menzionato un tal de Bruni.
Non eravate tenuto a intervenire. Vi sono debitore.
S, lo siete, ribatt il pittore, riempiendogli il bicchiere. Perci rispondete alla mia domanda:
per quale motivo vi trovate a Bologna?
Restando a Ferrara avreste avuto gioco pi facile.
Gualtiero si adombr. Non posso pi tornare a Ferrara.
Non mi avete risposto, sottoline Vitale.
Prima di soddisfare la curiosit del maestro, il giovane spezz il pane e mand gi un boccone.
Il suo stomaco gliene fu talmente grato da fargli dimenticare per un attimo il dolore. Desideravo
perfezionarmi nella tecnica pittorica, confess. Dopo aver visto come lavorate, ho ritenuto che a
Bologna avrei appreso parecchio. Tra un incarico e laltro, perci, ho visitato gli affreschi pi belli
della citt, compresi quelli eseguiti da Giotto nella rocca di Porta Galliera. E intanto ho coltivato la
speranza di farmi accettare in qualche bottega.
Nellespressione del pittore balen un lampo di ammirazione. Perch non siete rimasto a
Pomposa?, insistette tuttavia. Scommetto che labate Andrea vi avrebbe ripreso come miniaturista.
Gualtiero scosse il capo. Mio padre era pittore. Dopo la sua morte, ho giurato che ne avrei
seguito lesempio.
Non pensiate di suscitare in me delle crisi di coscienza, lo ammon Vitale.
Lunico aiuto che posso offrirvi  consigliarvi di tornare da dove siete venuto. Ors dunque,
finite quel pane. Poi vi riaccompagner ai Santi Gervasio e Protasio per sincerarmi che non facciate
altri brutti incontri.
Facendo ritorno al punto in cui era stato aggredito, Gualtiero medit su quanto fosse meschina
la gente che abitava nelle case vicino alla cappella.
Mentre veniva picchiato, nessuno si era degnato di aprire una finestra o di chiamare i birri. Si
ferm davanti al portale dei Santi Gervasio e Protasio rivolgendo un ultimo gesto di riconoscenza verso
il mastro pittore. Vi devo
del denaro, aggiunse.
Figurarsi!, si scherm Vitale. Per una foglietta di vino.
Intendo comunque pagarla, insistette Gualtiero.
Orgoglioso fino al midollo.
Vogliate seguirmi. Ho lasciato la scarsella in sacrestia, fra le mie cose.
Cos dicendo, il giovane lo condusse allinterno della chiesa invasa dal buio e, con una punta di
malizia, sbagli di proposito il percorso imboccando luscio collegato al refettorio.
I ceri illuminavano ancora lambiente, proiettando le ombre scheletriche del ponteggio sugli
affreschi appena ultimati.
Vitale de Equis si ferm distinto a osservare, manifestando un crescente interesse. Con gli
occhi stretti nello sforzo di cogliere i particolari dellopera nella semioscurit, si ritrov ad annuire pi
volte. Infine interpell Gualtiero: Li avete davvero eseguiti voi?
In soli due giorni, gli conferm con fierezza.
Annuendo ancora, il mastro pittore riprese a studiare gli affreschi. Il modo con cui aveva
iniziato a tormentarsi la barba tradiva un misto di compiacimento e indecisione. Nemmeno un
complimento, tuttavia, usc dalle sue labbra. Dopo un lungo silenzio si limit a ruminare un Figlio di
buona donna. Poi batt una mano sulla spalla di Gualtiero. Fra qualche giorno mi metter in viaggio
per Udine, dove mi attende un importante lavoro presso la cattedrale dellAnnunziata, rivel con finta
indifferenza. Bench non lavessi previsto, ritengo dun tratto che mi farebbe comodo un aiuto.
Il giovane lo scrut basito. Alludete al fatto che io potrei....
Udine  lontana, lo mise in guardia de Equis, frenando il suo entusiasmo.
Vi si consumeranno le suole dei calzari.
Lontana s, pens Gualtiero. Lontana dalle trame di vescovi e abati. Lontana dagli Este, dai
Bonacossi e dai loro nemici. Non datevi pena, messere, ribatt con un largo sorriso. Possiedo una
buona cavalcatura.
...
.
...
23.
...
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...
Ferrara, piazza della Cattedrale.
...
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...
12 aprile
La fronte di Cristo pareva grondare vero sangue. Padre Andrea trattenne un fremito e osserv
lattore avanzare verso il centro della piazza con la croce caricata sulle spalle. Dietro di lui una torma di
soldati abbigliati allantica maniera, intenti a schernirlo e a tormentarlo con lance e flagelli.  solo
finzione, cerc di convincersi a dispetto del crescente impulso di interrompere la sacra
rappresentazione. Si rese conto di avere il viso sudato, le mani strette ai lembi della tonaca, e quasi si
vergogn per lindifferenza delle persone che gli sedevano intorno. Immobili sui loro stalli, su un palco
antistante il portale di San Giorgio, fissavano lAgnello gravato dallonere di un peccato che non gli
apparteneva. A loro discolpa chiam in causa lignoranza di un mondo brutale, senza tuttavia riuscire a
commiserarli. Del resto quale giustificazione avrebbe potuto addurre, se chiamato a spiegare la sua
perdita di fede? Scrut il Cristo in cerca di una risposta. La corona di spine, i piedi sudici, la divinit
incarnata a un passo dal martirio... Forse anche Lui conobbe la paura, medit dun tratto. La paura e il
dubbio, alla stregua di qualsiasi essere umano. Lo vide posare la croce al suolo e, con un anelito,
crollarvi sopra con gli occhi rivolti al cielo. Padre, mi osservi?
Andrea si sent soffocare. Mi osservi? Sollev distinto lo sguardo, aspettandosi di scorgere i
nembi ricolmi dellira degli angeli. Invece il cielo era vergognosamente terso, quasi a farsi beffe del
sangue versato sul Golgota. Il battere dei martelli sui chiodi gli rimbomb nelle tempie.
Abate, vi sentite bene?, si sincer il vescovo Guido che gli sedeva al fianco. Siete pallido.
Con una smorfia infastidita, Andrea indic il sole. Trovo questa luce...
abbacinante.
Trascorrete troppo tempo al chiuso, ridacchi sua eccellenza. Per un attimo ho temuto che la
sacra rappresentazione vi avesse turbato.
Al contrario, comment Andrea, mi ha dato da riflettere.
Guido ne fu contrariato. Vi esprimete come un figlio del volgo, sentenzi a voce bassa,
mentre il suo sguardo abbracciava il pubblico assiso sul palco
 nobili e prelati, tutti impettiti, quasi fossero loro a offrire spettacolo per la
plebe radunata ai margini della piazza. Indic poi la rappresentazione, incurante che il Cristo
stesse per essere crocifisso. La pittura, la scultura e leffimera comoedia sono arti minori, affidate a
gente di scarso intelletto, spieg. Soltanto la teologia e la filosofia possono ispirare a fondo, e con
perfezione, la nostra coscienza.
Per dimostrare quanto si sbagliasse, Andrea fu tentato di chiamare in causa la genialit di
Gualtiero. Come avviene, allora, che amiate circondarvi di tanti mastri artigiani? Unabitudine dello
stesso Bertrand du Pouget, si dice, al pari di molti altri grandi uomini di chiesa come Suger de
Saint-Denis e papa Clemente VI. Pronunci quellultimo nome con una punta di sarcasmo, lasciando
trapelare il suo biasimo per lo sperpero di ricchezza del pontefice.
Denari ben spesi, si difese Guido, se ripagati con chiese, icone sacre e Bibliae pauperum in
grado di celebrare la Grazia divina. Del resto, per chi non sappia di latino e non possa sborsare
ricchezze per la propria indulgenza, queste opere rappresentano lunica via per la salvezza spirituale.
Per quanto riguarda la salvezza terrena, invece, ribatt inaspettatamente labate, mi
interrogo spesso su quella del mio amico Rocheblanche. Punt lo sguardo verso la balconata del
Palazzo della Signoria, dove il nobile Obizzo dEste aveva preferito seguire la sacra rappresentazione
insieme alla sola famiglia e a pochi membri del patriziato. Contavo di scorgerlo qui, oggi, e
invece....
Il reverendo Guido si strinse nelle spalle. Rocheblanche gode di ottima salute, ve lo posso assicurare.
Non potete rivelarmi altro?
Se non vi spiace eviterei di tornare sullargomento.
Andrea studi lespressione sfuggente del prelato, memore dellastiosa reticenza con cui laveva
congedato mesi prima dal palazzo del podest.
Durante il nostro ultimo discorso mi sono lasciato trascinare dalla foga, ve ne do atto,
ammise con diplomazia. Linvito di oggi per mi lascia ben sperare riguardo la vostra disposizione nei miei confronti.
Il perdono  cosa gradita in tempo di Pasqua, gli rispose. Daltro canto, non vi nascondo che
tanta diffidenza verso il mio operato mi abbia alquanto indisposto. Mi avete accusato daver tradito un
uomo degno di stima soltanto perch ho dichiarato dessere fedele ad Avignone.
Lungi da me il voler recriminare, ma rammento bene lenfasi con cui
vostra eccellenza cerc di far cambiare idea a messer Maynard.
Vi riferite al Lapis exilii?.
Labate abbozz un sorriso di sfida. A cosaltro?.
Per entrambi gli uomini, ormai, lo spettacolo della piazza era diventato un brusio lontano, privo
di qualsiasi attrattiva.
Sono ancora dellopinione, si adombr il vescovo, che Rocheblanche sia in errore. Una
reliquia di Cristo dovrebbe essere consegnata alla Madre Chiesa affinch i suoi teologi ne possano
studiare la natura e convalidarne lautenticit. Fino ad allora, essa correr il rischio di perdersi
nelloblio della storia o, peggio ancora, di diventare lo strumento di una nuova eresia.
Andrea non riusc a contraddirlo. Del resto, conosceva bene il rischio di accostarsi ai segreti del
Codex Millenarius. Le parole di Flegetanis gli avevano lacerato la coscienza, rammentandogli la
diffidenza del suo maestro Severino da Padova verso i dogmi, le imposizioni e le gerarchie in favore di
una rivelazione guidata dal solo intelletto. Abbandona ogni cosa, sembravano ribadire quelle pagine
misteriose, lasciandogli intravedere il baratro delleresia. E bench laudace Severino fosse stato solito
affermare che leresia non esistesse, cera da credere che a dargli voce non fosse stato il timor di Dio,
bens lorgoglio di uno studioso sedotto dalle scienze astrologiche di Pietro dAbano, Macrobio e
Michele Scoto.
Ma labate di Pomposa, in quel momento, sarebbe stato disposto a sacrificare il proprio titolo
pur di beneficiare del consiglio del suo amato maestro. Si sentiva perso, combattuto e arrabbiato con se
stesso. Punt lo sguardo verso il Crucifixus dolorosus, al centro della piazza, e riconobbe la dolce
Maria in preda a una sofferenza talmente feroce da costringerla in ginocchio. Il mistero delle doglie
mistiche, che anzich coglierla durante il parto la tormentavano ora, di fronte allannientamento
mortale di Cristo e alla nascita della Chiesa. Quanto si sbagliavano i teologi! Quanta poca nobilt
avevano attribuito ai sentimenti di una donna! Quella creatura ricolma di strazio non era che una madre
sopraffatta dalla morte del figlio, una madre che raccoglieva in s il pianto delle mille e mille madri dei
popoli colpiti da guerra, peste e carestia.
Abbass il capo per celare la commozione  una reazione plebea, avrebbe commentato il
vescovo  e torn alloggetto del discorso. A prescindere dalle vostre opinioni, disse a Baisio, la
scelta non dipende n da voi n da me.
Ebbe limpressione che il reverendo Guido lo osservasse da un mondo
infinitamente lontano e diverso dal suo. Un mondo in cui gli esseri umani vivevano nel fulgore
di catene dorate, privi di dubbi, di ombre e di rimorsi.
Il dovere di un religioso, lo contraddisse il prelato, si estende ben oltre la sua persona, come
accade a un genitore. O forse neghereste a un padre il diritto di ammonire il proprio figlio?.
Andrea fu quasi divertito da quel tono. Lunico diritto a cui Rocheblanche dia valore  lonore.
Morirebbe pur di difenderlo.
A costo di sprofondare allinferno?
In tutta onest? Credo di s.
Guido di Baisio grugn indispettito. Auspico che la sua follia non vi abbia contagiato.
Io mi affido alla Provvidenza, ribatt labate, e con molta umilt spero che sia questa,
seppur in maniera oscura, a guidare le scelte di messer Maynard.
Il vescovo dovette cogliere unallusione nelle parole del monaco, poich lo scrut a fondo, con
sospetto. Lasci trapelare tuttavia anche un velato rimorso, quasi che un ripensamento avesse fatto
breccia nella sua coscienza.
Se custodite dei segreti, disse, questo  il momento giusto per rivelarmeli.
Andrea fiut la minaccia ma si guard bene dal ritrarsi. Del resto era fin troppo stanco e
tormentato per temere che il timore gli trapelasse dal viso.
Segreti? Credo ne abbiate gi abbastanza dei vostri, ironizz. A ogni modo, aggiunse, la
coscienza mi impone di mettervi in guardia.
A quale riguardo?, fremette Guido.
Eudeline de Rocheblanche. La conoscete?
Mai udito prima il suo nome.
 la sorella di messer Maynard, spieg Andrea. A meno che non mi sbagli, verr presto a
farvi visita. E non ho idea di cosabbia in serbo per voi.
...
.
...
24.
...
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...
Borgo di San Giorgio extra moenia.
...
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...
14 aprile
Eudeline aveva svernato in un edificio inscritto nellanello di viuzze intorno al Campo del
Mercato, pagando a pigione un solaio dotato di due giacigli, un tavolo e un camino. Bench sapesse di
case assai pi confortevoli rimaste sfitte in seguito alla peste, aveva preferito restare fuori citt, in un
rifugio idoneo alla fuga. Non per timore di una vera e propria minaccia, bens per la decisione di evitare
scelte impegnative fino a quando la situazione non si fosse chiarita. Senza contare che investire somme
considerevoli nellacquisto di una dimora di tutto rispetto avrebbe chiamato in causa il giudice dei Savi,
suscitando sospetti e appetiti sulle ricchezze dei Rocheblanche. Perci la donna si era accontentata di
dividere con Isabeau quel misero solaio, che aveva il pregio di sorgere sopra la bottega di un falegname
abbastanza burbero e onesto da tenere lontani i ribaldi dal circondario. E la sicurezza, riteneva
Eudeline, veniva prima degli agi quando si possedevano tre forzieri di fiorini doro trasportati fin l
dalla Francia.
Daltro canto, era troppo impegnata a riscoprire la sua libert per far caso al luogo in cui
abitava. Prima di allora, il semplice presentarsi senza velo le era parso una licenza quasi oltraggiosa.
Ora invece aveva preso labitudine di camminare con i capelli sciolti, abbigliata con bliaut5 verdi o
azzurri su cui faceva ricadere un mantello di lana dai sobri ricami. Non le sembrava vero di poter far
compere per mercati e rivolgere la parola alla gente di strada, dimentica delle paure che lavevano
attanagliata un tempo. La folla non la soffocava pi, cos come la vista della sporcizia o della miseria.
Le affrontava, accettandole per quel che erano, senza sentirsene minacciata.
A volte aveva limpressione che Robert le camminasse a fianco, compiaciuto per la sua scelta
coraggiosa. In altre occasioni era invece Isabeau a infonderle la forza necessaria a gettarsi alle spalle la
vita monacale.
Eudeline tuttavia era stata badessa troppo a lungo per non sentirsi esposta nei panni di popolana,
soprattutto al pensiero di quanto fossero rare le donne svincolate dallegida di mariti, protettori o altri
parenti maschi.
Sovente la sua bellezza suscitava il desiderio negli sguardi degli uomini, risvegliando in lei il
ricordo delloltraggio ricevuto dal padre. In quei
momenti nascondeva il viso sotto il cappuccio del mantello, rimpiangendo di aver lasciato il
convento con tanta avventatezza.
Isabeau, invece, sembrava trovarsi a suo agio in ogni situazione. Felice di aver abbandonato il
claustro, era diventata per lei uninsostituibile maestra di vita che le aveva mostrato come evitare le
insidie della strada, affrontare la gente e muoversi nella folla. Durante i mesi invernali il loro legame si
era rafforzato, al punto che Eudeline aveva iniziato a provare nei suoi confronti laffetto di una sorella
maggiore. Per serbava un pizzico dinvidia per come quella giovane dal volto angelico riuscisse a
mostrarsi sempre schietta e impavida.
Ma quel giorno lindole di Isabeau rischi di costare cara a entrambe. Si stavano aggirando
sotto le tende del mercato, intorno alla vecchia basilica di San Giorgio, intente a far spesa, quando
Eudeline attir gli apprezzamenti volgari di un conciatore.
Sembra un porco, ridacchi la ragazza, dando voce allo sdegno della compagna.
Per tutta risposta, linteressato le punt contro il raschietto che stava usando per pulire una pelle
di lupo, invitandola a star zitta.
Isabeau sput a terra. Porco, ripet.
A quel punto intervenne la moglie del conciatore, una megera dai capelli raccolti con dei fusi
che le conferivano laspetto di un enorme puntaspilli.
Via, occhi maledetti!, sibil.
Bench quella reazione fosse pi imputabile alla gelosia che allintenzione di difendere il
marito, Eudeline ebbe la prontezza di accorgersi che le parole della donna avevano attirato lattenzione
di alcuni passanti sulle iridi di colore diverso di Isabeau. Andiamocene, le ordin.
Facendoci umiliare da questi infami?, ribatt la ragazza.
Occhi maledetti!, la offese di nuovo la moglie del conciatore, incoraggiata dalla curiosit
della gente. Porta via la tua sventura!.
Temendo il peggio, Eudeline afferr la spalla della compagna fin quasi a provocarle dolore e
arretr con cautela. Obbeditemi, sussurr. Viaggiando per le terre di una Francia martoriata dalla
peste aveva visto linciare dei poveri raminghi per molto meno e, a quel pensiero, ramment a se stessa
di essere straniera, per giunta femmina, in un borgo di gente superstiziosa e ignorante che aveva
attraversato linferno. Seguitemi!, simpose di nuovo, trascinando Isabeau in una strettoia.
Finalmente la ragazza si decise ad ascoltarla, affrettando il passo verso una
strada retrostante la basilica che le avrebbe condotte fino alla loro dimora.
Si pu sapere perch non mi avete dato subito retta?, la rimprover la donna, rossa di rabbia,
non appena ebbe la certezza di essere fuori pericolo.
Aspettavate forse che gridassero Occhi del demonio?.
Isabeau mormor qualcosa che doveva avere il valore di una scusa. Non era solita riconoscere
apertamente i propri errori.
Anzich ribattere, Eudeline si ferm dun tratto. Si trovavano ormai davanti alla porta di casa, al
sicuro da qualsiasi apparente minaccia. Eppure rimase immobile, con lo sguardo puntato verso la strada.
Di fronte a lei cera un uomo avvolto in un mantello grigio, con un infante in braccio. Ignaro di
aver attirato la sua attenzione, stava osservando degli ortaggi sul banco di un mercante.
A Eudeline era bastato uno sguardo per riconoscerlo. Non tanto per la pelle scura di saraceno o
per leleganza nellincedere, quanto per linsolita aura di mistero che lei aveva gi notato anni prima,
quando quello sconosciuto le aveva salvato la vita in una notte di terrore, strappandola a un emissario
di Bertrand du Pouget.
Incerta se trovarsi al cospetto di un fantasma o di una visione, raccolse il coraggio per avanzare
verso di lui quando una voce alle spalle la fece sobbalzare.
Madonna Eudeline de Rocheblanche?.
Il sentir pronunciare il proprio nome per esteso era talmente inusuale da farle presagire
uninsidia. In persona, rispose, voltandosi a pugni stretti.
Le stava di fronte un cavaliere avvolto in una cappa pluviale, seduto in groppa a un baio smunto
e sporco di fango fin quasi al garrese. Altrettanto poteva dirsi per quello strano individuo, che iniziando
a frugare nella sua bisaccia afferm: Reco una risposta alla vostra lettera.
Da Parigi?, volle sincerarsi Eudeline.
Il cavaliere annu, porgendole un rotolo con il sigillo della chiesa di Saint-Denis.
Di cosa si tratta?, chiese Isabeau.
Prima di rispondere, la donna ringrazi il messaggero e prese congedo.
Informazioni che ho chiesto a una persona amica su un prelato ferrarese, le rivel mentre
invitava la ragazza a ritirarsi in fretta dentro casa. Il vescovo Guido di Baisio.
Varcando luscio in preda alla foga, non si accorse che lArabo si era voltato a guardarla.
Prima ancora di aver superato le scale che conducevano al solaio, Eudeline aveva letto la
missiva proveniente da Parigi e ora meditava sul suo contenuto, affacciata alla finestra. Da quella
postazione poteva scorgere il campanile di San Bartolo, a sud-est della borgata, insieme a una distesa di
tetti a spiovente che si estendeva senza soluzione di continuit fino alle sponde erbose del Padus. I suoi
occhi tuttavia erano puntati sulla strada sottostante, alla ricerca del moro intravisto pocanzi. Nessuna
traccia di lui, al momento. Per un attimo ritenne addirittura di essersi ingannata. Del resto, quante
possibilit esistevano che un individuo del genere fosse giunto fino a Ferrara? Con un infante tra le
braccia, per giunta? Eppure...
Di cosa parla quella missiva?.
Si volt con lentezza, incrociando lo sguardo di Isabeau. Non voglio instillare in voi false
illusioni, le rispose, ma credo daver trovato un modo per riunirvi al vostro Gualtiero.
La ragazza scrut la lettera appoggiata sul tavolo. E rimarranno...
illusioni?
Forse no. Eudeline si allontan dalla finestra, sedette di fronte al ripiano e rilesse il testo del
messaggio, soppesando ogni parola. La persona che le aveva scritto era fidata, non aveva alcuna
ragione di mentirle. A giudicare da queste informazioni, spieg infine, c speranza. Ma sar un gioco pericoloso.
Sar bene chiedere aiuto a Maynard, sugger Isabeau.
La donna scosse il capo. Mio fratello deve continuare a restare alloscuro, disse perentoria.
Temo che i suoi rapporti con il vescovo possano intralciarci, senza contare il suo naturale talento a
rendere le cose pi complicate di quanto gi non siano.
 per questo motivo che non gli avete ancora rivelato di aver lasciato il velo?
Per questo e... per altre ragioni.
La ragazza si accigli. Temete che possa riportarci in convento?
Eudeline colse in lei un misto di preoccupazione e risentimento. Non  come credete, la
tranquillizz. Lo farebbe per difenderci.
Piuttosto di tornare l dentro, sbott Isabeau, fuggirei.
Meglio per voi restare al mio fianco, se ci tenete al vostro Gualtiero. Cos dicendo, la donna
le mostr la misteriosa lettera come se brandisse unarma.
Ora che conosco i segreti di monsignor Guido di Baisio, non esiter a fargli visita. E a
imporgli delle severe condizioni.
...
.
...
Nota 5. Tunica femminile con gonna drappeggiata e maniche svasate a partire dal gomito.
...
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...
25.
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...
A Maynard non restava che darsi per vinto. Fedele al proprio piano, perlustrava i boschi da mesi
senza trovare indizi sulla processione di lanterne, n tantomeno sulluomo con la voglia di fragola.
Svaniti nel nulla, insieme ai messaggi con le rane. Dopo lassassinio del cacciatore di lupi, sembrava
che ogni attivit ostile agli Este fosse cessata. Erano ben altre le insidie profilatesi negli ultimi tempi,
prima fra tutte il dilagare di uninsurrezione di rustici per le campagne e i borghi esterni alle mura. Ad
aggravare la situazione cera poi il conte di Romagna, sua grazia Hector de Durfort, che in qualit di
generale del papa chiedeva rinforzi contro i signori ribelli di Faenza. Il marchese Obizzo aveva
tergiversato, finch non gli era giunta voce che i Visconti di Milano e i Pepoli di Bologna avevano
risposto allappello del condottiero.
In quellaccavallarsi di eventi Rocheblanche si sentiva uninsignificante pedina, tanto pi che
sua signoria, in seguito alle nuove incombenze, aveva perso interesse per lindagine sul complotto  o
sul maleficium, come insisteva a chiamarlo Lamberto da Cingoli. Lunico aiuto era pervenuto dal
nobile Aldobrandino, che in risposta alla preghiera del vescovo aveva inviato a Maynard una decina di
elmi incaricati di aiutarlo a perlustrare le selve. Un motivo in pi perch il francese si sentisse gravato dal fallimento.
Varcare le mura inaspr quello stato danimo. Dopo lunghi giorni trascorsi nei boschi, fu
accompagnato verso il centro cittadino dallimpressione che i passanti lo scrutassero con rimprovero.
Se quella per era una fantasia dettata dalla frustrazione, non poteva dire altrettanto del malumore di
coloro che gli camminavano al seguito. Sporchi e stremati, quei dieci armigeri avevano trascorso
linverno insieme a lui, fra alberi e cespugli, nella vana ricerca di bestie apocalittiche e cortei di Diana.
Raggiunta la piazza, il cavaliere ordin loro di attenderlo in strada e si present al Palazzo della
Signoria da solo, chiedendo di conferire con il capitano generale.
Aldobrandino dEste lo raggiunse poco dopo, nellatrio. Indossava una cotta di maglia e sopra
una tunica di broccato, il budriere e il mantello.
Maynard prov una punta di orgoglio nel vederlo. Nonostante ancora imberbe, il giovane
pareva aver acquisito un risolutezza e uno sguardo capaci di imporre immediata riverenza. Forse mi
sono preoccupato troppo per la vostra nomina a capitano generale, ammise andandogli incontro.
Sembrate a tutti gli effetti un guerriero degno dellAquila Bianca.
Lieto di compiacere il mio antico maestro, ribatt il figlio del marchese, con tono sgradevole.
Rocheblanche sirrigid. Non ho avuto n il tempo n il modo di insegnarvi abbastanza perch
si possa definirmi tale, comment atono.
Comunque sia, non indugiamo, sorvol Aldobrandino, e rivelatemi il motivo della vostra presenza.
Nulla di impegnativo, vostra grazia. Desidero soltanto rendervi i dieci armigeri che metteste a mia disposizione.
Non potevate semplicemente congedarli? Sarebbero tornati da soli allovile.
Lavrei fatto se non avessi dovuto porgere anche le mie scuse, spieg Maynard, sempre pi
irritato da quellaria di sufficienza. Per un attimo si domand dove fosse finito il donzello dallanimo
gentile che aveva conosciuto due anni prima, poi riflett su quanto in fretta fosse cambiata lesistenza
di quel giovane signore. Chin il capo, costernato. Limpresa  stata un fallimento.
Aldobrandino sistem il fermaglio del mantello sulla sua spalla sinistra.
Non  a me che dovreste riferire, disse, bens al mio signor padre.
Lavrei fatto, si giustific il cavaliere, se Obizzo non stesse battendo le campagne per sedare
una ribellione.
Avreste potuto raggiungerlo al suo presidio, sugger con una punta di malignit. O forse temete dincontrarlo?.
Rocheblanche fece un passo in avanti con un sorriso che metteva paura.
Vi avverto, ragazzo mio, accarezz il pomo della spada, non sono propenso a perdonare un
affronto neppure a un gracile rampollo.
Aldobrandino lo scrut impassibile. Ho semplicemente espresso un dubbio, messere. E voi avete glissato sulla risposta.
Una risposta la si pronuncia per chi  disposto ad ascoltare. Voi invece sembrate piuttosto
incline alloffesa. Evidentemente, la tensione fra me e vostro padre ha incrinato la stima che provavate un tempo.
Se si trattasse di mancanza di stima non avrei inviato dieci armati in vostro aiuto. Si tratta pi
di diffidenza, messere. Perch, vedete..., il giovane signore si rannuvol di colpo, manifestando
uninsospettata aggressivit,
bench mi sfugga in quale modo siate coinvolto, metterei la mano sul fuoco che centriate
qualcosa con la morte di mia madre.
Parole prive di senso, sobbalz il cavaliere, impreparato ad affrontare un simile argomento.
Quando spir madonna Ariosti non mi trovavo a palazzo. Ne appresi la notizia molti giorni dopo, con
incredulit.
Soltanto incredulit?.
Maynard emise un sospiro. Lanimosit di un attimo prima era eclissata al ricordo di un sorriso
di donna. Un sorriso sottile, pieno di ardore e di passione. Io..., mormor, me ne rammaricai.
E dite... Fu una sordida infatuazione?.
Colto nel vivo, fiss Aldobrandino in un crescendo di sdegno. Mi reputavate tanto ingenuo?,
lesse nelle sue iridi del colore dellacciaio. Non vi riguarda, ribatt, mentre il suo pensiero andava
oltre la provocazione ricevuta, alla ricerca di cosa lavesse istigata. Intanto quasi si compiaceva di
come quel nobile imberbe avesse imparato a menar fendenti nei punti scoperti. Anche se fosse,
aggiunse dun tratto, quale relazione potrei avere con la morte di madonna Ariosti? Non fu forse
stroncata da una malattia?
Cos sostiene mio padre, bench nessun medico sia stato chiamato al suo capezzale. Il
giovane lo scrutava sempre pi cupo, la fronte segnata da un segreto tormento. Io so soltanto che nei
giorni precedenti godeva di ottima salute, finch dun tratto.... La voce si spezz tramutandosi in un
singulto.
Maynard attese che superasse quellondata di dolore. Eccolo, si disse, il ragazzo sensibile a cui
aveva insegnato a brandire la spada. Plac lanimo e intrecci le braccia al petto. Continuate, vi prego.
Ci volle ancora un attimo perch Aldobrandino riprendesse il discorso.
Fulminata da un male inspiegabile, esclam con gli occhi lucidi. Cos rivel di averla
trovata mio padre. Esangue, nel proprio letto. Quasi priva di respiro.
E non consult alcun magister medicinae?
Non ne ebbe il tempo, mi spieg, poich la morte le era gi entrata in corpo. Ignoro se con tali
parole abbia voluto risparmiarmi una verit ancor peggiore, per dubito che una simile tragedia possa
essere scaturita dal nulla. Mentre parlava, Aldobrandino recuperava una fredda ostilit che lo rendeva
terribilmente simile al padre. Devesserle accaduto qualcosa...
Qualcosa di cui sono stato tenuto alloscuro... E bench non riesca ancora ad afferrarne il
senso, una cosa la so per certo: ella per il giorno successivo alla vostra evasione dalle prigioni del palazzo.
Maynard si ritrasse. Innocente o meno, comprese di trovarsi di fronte a un
enorme rischio. Quella conversazione tuttavia aveva suscitato in lui anche altre considerazioni.
Dun tratto si era infatti rammentato delle confidenze fatte mesi prima dal giovane valletto con cui si
era scontrato per strada.
Riguardavano lombra di una donna, Lippa Ariosti, che si aggirava fra le mura del palazzo in
cerca di vendetta per essere stata uccisa. Allepoca il cavaliere si era limitato a tranquillizzare il servo.
Adesso per, di fronte ai sospetti del figlio di Obizzo, era tentato di attribuire a quel resoconto ben
diverso peso. Esponete fatti alquanto strani, si limit a osservare. Fatti per insufficienti a
determinare il mio coinvolgimento.
Gli occhi di Aldobrandino traboccavano di animosit. Quindi osate dare del bugiardo a mio
padre, lo mise in guardia, dal momento che uno di voi due mi ha chiaramente mentito.
Ma ancor pi insidiosa di quellaccusa era lipotesi che andava profilandosi nella mente di
Rocheblanche. Sorrise con amarezza e accenn un saluto rispettoso. Forse, gli consigli, dovreste
cercare la verit altrove.
Se pur decidessi di farlo, lo avvert il giovane, non distoglierei mai i miei sospetti dalla
vostra persona.
E io non potr certo impedirvelo.
Maynard si allontan con la consapevolezza che non avrebbe pi potuto mettere piede nel
Palazzo della Signoria finch non fosse riuscito a svelare quellennesimo mistero. Daltro canto,
iniziava a chiedersi con sempre maggior insistenza se esistesse un legame tra la morte di Lippa e gli
strani accadimenti su cui aveva inutilmente indagato.
E anche se cos fosse?, riflett allimprovviso. Perch curarsi di quegli intrighi, anzich tornare
alla propria terra, ai propri doveri? Per un attimo i suoi pensieri acquisirono il tono insofferente di fra
Prudenzio, riecheggiando nella sua mente come una risata molesta. Cosa stai facendo, Rocheblanche?
Cosa sei diventato? Il Lapis exilii, labate Manessier, le reliquie perdute di Mont-Fleur... Al diavolo!
Forse Eudeline aveva ragione.
Forse era davvero il momento di riprendere in mano il proprio destino.
Allung il passo verso luscita, ma non era ancora giunto in strada che percep un bisbiglio
provenire da una nicchia presso il portale rivolto alla piazza. Si volt di scatto e riconobbe il giovane
servo in vergato con cui aveva parlato tempo prima.
Messere, messere..., sussurrava con premura. Vi devo parlare....
Il francese gli si avvicin senza farsi notare dalle guardie.
Luomo con la voglia di fragola..., rivel allora il valletto. Lho visto,
due giorni fa.
Perch non mi siete venuto subito a cercare a San Domenico?, lo rimprover Maynard.
Lho fatto, ma voi non ceravate..., rispose. Non mi sono fidato dei frati. Appena ho chiesto
di voi, si sono fatti sospettosi....
Ebbene, ditemi adesso.
S, messere, ma per strada, ribatt il ragazzo, prendendolo per mano. Vi condurr alla sua
dimora.
...
.
...
26.
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Contrada di Boccacanale.
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Se le ossessioni avessero avuto un volto, Lamberto da Cingoli si sarebbe ritrovato a fissare una
smorfia in cui i lineamenti di Maynard de Rocheblanche coesistevano con quelli di Bertrand du Pouget.
Una smorfia grottesca, invero, capace di mutare pi in fretta delle capricciose nuvole di quella sera
primaverile. Camminava in fretta verso le vie di Boccacanale senza far caso alle sagome intabarrate sul
ciglio della strada. Per la maggior parte bambini orfani e denutriti. Si trattava dellunico genere di
mendicanti che i birri tolleravano in citt, pur sapendo che trovarsi entro le mura non fosse garanzia di
sopravvivenza. Dove non era giunta la peste, infatti, aveva provveduto linverno, e ora i sepolcri
traboccavano di scheletri dinfanti.
Linquisitore tuttavia ne aveva viste fin troppe per lasciarsi impietosire da un simile spettacolo.
Gli esseri umani equivalevano per lui a meri scrigni di carne, il cui unico scopo era schiudersi come
fiori purpurei nel momento in cui i loro segreti fossero serviti a estirpare leresia e il peccato. Ed ecco
ormai come si sentiva lui stesso. Un custode di segreti. Dopo mesi trascorsi fra appunti, registri e
scartoffie, ad ascoltare confessioni e resoconti improbabili, poteva ben ritenersi la persona meglio
informata sul maleficio che dun tratto aveva smesso di gravare sulla casata dEste. Ci nondimeno, i
colpevoli continuavano a sfuggirgli e lunica ragione che giustificava ancora la sua presenza a Ferrara
riguardava le brame del cardinale.
Entr nelledificio che ormai aveva imparato a odiare e raggiunse la stanza dei suoi oscuri
conciliaboli. La bocca del camino era una finestra affacciata sullinferno, nessuno a sederle di fronte.
Monsignor Bertrand si manifest dopo una breve attesa. Indossava una vestaglia di seta sotto
cui era presumibilmente nudo. Limbarazzo di fra
Lamberto mut di colpo in disgusto, quando gli giunse alle narici odore di femmina.
Du Pouget sembr divertito dalla sua reazione. Ebbene, reverendo padre, lo apostrof,
intendete aspettare che muoia di vecchiaia?.
Il domenicano fu tentato di rispondere a tono, ma un istintivo timore gli secc la gola. Sono
stato costretto ad assecondare Rocheblanche, si giustific.
Per pi di tre mesi?
Non  colpa mia, ma del vescovo. Per prolungare i tempi ha persino chiesto al capitano
generale di inviare degli armigeri in aiuto al cavaliere.
Il cardinale sedette allo scranno irradiato dal fuoco e si accarezz il mento.
Il venerabile Guido si  allontanato da noi, in questi ultimi tempi, riconobbe con voce
arrochita. Forse quel fragile abate, Andrea di Pomposa,  riuscito a fargli rimordere la coscienza. Poco
male,  giunto il momento di stringere il cappio.
Nella sua ansia di primeggiare su chiunque, fra Lamberto prov un fugace piacere di fronte a
quellesternazione di sfiducia verso Guido di Baisio.
Riusc persino a mettere da parte il disprezzo provato un attimo prima e a concentrarsi sul
dovere di servire non un uomo, bens unistituzione. Il marchese Obizzo  pronto a collaborare, disse
a mo di conferma.
Non  lui a preoccuparmi, ansim Bertrand, bens la vicinanza di Hector de Durfort.
Perch mai?  un prelato di Avignone, come voi.
 anche conte di Romagna e generale dellesercito papale. Un avventuriero, quale fui io un
tempo. Se sapesse della mia presenza in questi feudi si sentirebbe minacciato. O peggio, spiato.
Linquisitore scosse il capo. Improbabile che il suo sguardo si estenda fin qui. A giudicare
dalle ultime notizie, sta raccogliendo milizie tra Imola e Faenza.
Limprovviso ghigno di scherno del cardinale lo riemp di vergogna.
Siete abbastanza smaliziato, lo ammon Bertrand, da comprendere che una mossa serve
spesso a celarne altre, specie se si parla di un principe della Chiesa. Per quanto ne sappiamo, il dilagare
dei suoi intrighi pu gi essersi allargato fin sotto i nostri piedi.
Mentre ascoltava, fra Lamberto ud un gemere di donna proveniente da una stanza attigua. Un
richiamo allalcova, pens con disgusto. Quindi agiamo, ribatt, improvvisamente ansioso di
prendere congedo. Vi avverto per che non dispongo ancora di elementi sufficienti a istruire un caso
di eresia.
A dispetto del vostro zelo, dovremo accontentarci. Alla luce del fuoco, lespressione del
cardinale sembr sciogliersi in una smorfia di smaniosa impazienza. Lessenziale  che Rocheblanche
si decida a parlare. E che ci sveli il nascondiglio del Lapis exilii.
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27.
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Palazzo della Curia, sera.
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Eudeline comprese di aver impressionato il reverendo Guido dal primo sguardo. Pur essendosi
fatta annunciare come madonna de Rocheblanche, entrando nel suo studio si rese conto che si
aspettava una monaca. Lo intu dallespressione con cui indugi sui suoi capelli sciolti e sullabito
sobrio ma non certo dal taglio claustrale. Del resto, si disse, una femmina laica che irrompeva in curia
con una lettera scottante, per giunta capace di leggerne il contenuto, doveva essere una bestia pi unica
che rara. Evit di dare spiegazioni e sfrutt quel momentaneo alone di mistero per scrutarlo a sua volta,
ritrovandosi dinanzi a una pinguedine flaccida, specchio di unavanzata stanchezza interiore.
Il vescovo si mantenne ai margini dellambiente, presso una finestra affacciata su una distesa di
tegole sovrastate dallimbrunire, quasi volesse alludere al poco tempo a loro disposizione. Ma la
nobildonna colse in lui anche una velata curiosit, e fu proprio su quella che decise di far leva.
Tralasciando di rendergli omaggio, gli mostr subito la missiva ricevuta da Parigi.
Ah, Guido sorrise sornione. Da quanto avete anticipato al mio camerario, quel famigerato
messaggio mi toglier il sonno per settimane.
Se non fosse stato per questo messaggio, rispose Eudeline con sussiego,
dubito mi avreste concesso udienza
Scorgo in voi lo stesso difetto di vostro fratello, minimizz lui. Credete di incutere
immediato timore nel prossimo.
Lei scosse il capo. Parola mia, sono qui soltanto per trattare.
Fattosi serio, il vescovo si avvicin allo scrittoio senza sedersi. Spiegatemi di cosa si tratta, la
invit, a partire dallautore di quella lettera.
 il mio venerabile zio, Antoine Tempier, priore di Saint-Denis, rivel.
Lo conoscete?
Saint-Denis? Mai avuto il privilegio.
Eudeline non si lasci fuorviare da quella sufficienza. Sentir menzionare una delle basiliche pi
importanti di Parigi avrebbe scosso i nervi di qualsiasi uomo di chiesa. Non tanto la fama delle sue
magnifiche vetrate a mosaico, quanto per la vasta influenza esercitata dalla classe clericale che vi
trovava sede. Mio zio Antoine Tempier, ripet, mi scrisse questa lettera in risposta a una
mia domanda, allorquando udii per la prima volta il vostro cognomen. Baisio. Parola dalla derivazione
alquanto oscura, se mi  concesso osservare, dal momento che nei documenti cancellereschi lo si trova
annotato in modi diversi: Baysio, Abaisius, Abaixi, Baypho... Una variet sconcertante.
Sua eccellenza inarc un sopracciglio. A quali documenti alludete?.
Questa volta fu Eudeline a sorridere, e lo fece con la malizia degna di un gatto. Il vostro nome
per esteso  Guido di Filippo di Baisio, dico bene?
Vostro padre Filippo aveva un fratello maggiore che si chiamava come voi, Guido, deceduto
circa trentanni or sono. Mi riferisco a quel prelato emiliano che, dopo una brillante carriera in materia
di diritto canonico, fu nominato...
aspettate, cito dal testo, apr la lettera e cerc tra le righe, prolungando pi del dovuto lattesa.
Ecco, s, Guidus Baysius, litterarum contradictarum auditor et cappellanus domini papae, scand ad
alta voce, strappando un cenno di assenso al vescovo. Ebbene, questo vostro venerabile parente
ottenne questa carica da Benedetto XI e la conserv durante il pontificato di Clemente V, spostando la
propria sede ad Avignone. Tuttavia fu cos avido da non rinunziare alle rendite derivate dalla sua
precedente investitura vescovile presso la diocesi di Bologna, ruolo che ricopr fino alla morte tramite
un vicario appartenente alla sua stessa famiglia. Voi, per lesattezza.
Rammentate? Allepoca dovevate essere un aitante diacono.
Nello sforzo di mantenersi imperturbabile, Guido sedette allo scrittoio con le spalle curve, quasi
sovrastato da un peso invisibile. I ricordi si perdono nelle nebbie di decenni, confess. Per mi
sfugge cosa vogliate dimostrare. Avete sciorinato informazioni sulla mia famiglia. Informazioni
corrette, ve ne do atto. E allora?
Forse ignorate, arriv al dunque madonna de Rocheblanche, che pur incassando i proventi
dei benefici bolognesi, vostro zio evit di pagarne le tasse corrispettive. Fu assai abile nel raggirare gli
esattori, falsando la contabilit grazie alla sua posizione di prestigio. Ma non pot tenerlo nascosto ad
alcuni amici di vecchia data che coprirono i suoi reati. Tra di essi cera mio zio, Antoine Tempier.
Il vescovo aggrott la fronte. Ammesso che sia vero, come ci sareste arrivata?
Ho buona memoria, eccellenza, gli rispose, decidendosi finalmente a sedergli di fronte.
Giunta a Ferrara, sentii pronunciare il nome del vostro
casato e rammentai certi discorsi uditi anni fa dal mio reverendo zio riguardo un tal Baisio,
uditore di Avignone. Egli raccontava spesso daverne taciuto i misfatti per non infrangere unantica
amicizia e tuttavia ne serbava il rimorso, tant vero che ancor oggi sarebbe disposto a confessare la
verit.
Si alleggerisca dunque la coscienza!, sbott il vescovo. Cosa volete che me ne importi?
Dovrebbe importarvi eccome, lo contraddisse Eudeline, dal momento che, morto vostro zio,
il debito legato alla sua frode ricade su di voi. Parlo per esperienza, credetemi. A giudicare dalle
sostanze elencate nella lettera in mio possesso, dovete alla Camera Apostolica una vera fortuna.
Guido si sporse in avanti, tradendo limpulso di volerla afferrare. E se vi costringessi a
consegnarmi quella lettera?.
La nobildonna non si scompose. Resterebbe comunque la testimonianza di mio zio e dei suoi
diari, ben protetti entro le mura di Saint-Denis. Basterebbe una mia parola per avviare unindagine che
vi rovinerebbe. Riflettete, eminenza. Si parla di un patrimonio esteso su canonicati, feudi, edifici e beni
di varia natura. Considerato il regime fiscale di Avignone e i suoi metodi di esazione, cadreste
sicuramente in disgrazia.
Baisio ritrasse le mani come artigli feriti. Ho amici potenti, lavvert.
Amici pasciuti dallo stesso sistema verso cui vi scoprite insolvente?
Voi ne avete forse di migliori?
Non ne ho bisogno, rispose Eudeline. Antoine Tempier attende una mia lettera di risposta,
una lettera il cui contenuto dipender molto dalla vostra collaborazione. Se non la ricever entro un
ragionevole lasso di tempo, riterr che mi sia accaduto qualcosa di spiacevole e vi accuser presso le
autorit ecclesiastiche.
Ruminando una maledizione, Guido si concesse una breve tregua mentre la sua indifferenza
cedeva il passo a unindignata disperazione. Fu pi volte sul punto di articolare qualcosa, sempre
bloccato da fugaci ripensamenti, finch non si decise a rompere gli indugi. A quale prezzo inviereste
quella benedetta lettera di risposta?
A due condizioni, rivel lei, risoluta. La prima  che cessiate di perseguitare Gualtiero de
Bruni. La seconda, che svincoliate mio fratello Maynard dallassurda indagine in cui lavete
coinvolto.
Il vescovo finse di non capire. Gualtiero de... Bruni?, balbett.
Chiedo venia, rettific con freddezza. Forse avrei dovuto dire il figlio di Elisa dEste.
A quelle parole, il vescovo scatt in piedi come se fosse stato morso da un serpente. Chi vi ha
rivelato simili informazioni?, inquis con voce stridula.
Chi?.
Eudeline gli rivolse una smorfia sibillina. Soltanto allora si rese conto di quale temibile arma
stringesse fra le dita. Se al posto della testimonianza di suo zio, quella lettera avesse contenuto un
anatema o uninvettiva papale, non avrebbe suscitato una simile reazione. E tuttavia non riusciva
ancora a comprendere lorigine di tanta paura. Linfelice prelato aveva gli occhi sbarrati e il respiro
corto di un animale risvegliatosi in gabbia, quasi scorgesse gi di fronte a s lincombere di unorrenda
minaccia.
Perseguitare, dite voi!, grugn Guido, riprendendo un parziale controllo.
Anche se volessi, non potrei far nulla a quello sciagurato. Ignoro dove si sia cacciato.
Permettetemi di dubitarne, obiett lei, rammentando cosa le fosse stato rivelato su quel
giovane da Maynard e da padre Andrea. Il figlio di una spia della Chiesa, per giunta di nobili origini,
non poteva certo sparire alla stregua di un comune plebeo.
Come vi pare, madonna. Il vescovo emise un gemito cavernoso e si rivolse alla finestra.
Loscurit ormai imperava. Quanto a vostro fratello..., tent di svicolare.
Non cos in fretta, eminenza. Eudeline cammin verso di lui con lalterigia di una regina,
indifferente allalone di rabbia e di paura che lo circondava. Esigo la garanzia che, se mai dovesse
capitarvi a tiro, non torcerete nemmeno un capello a Gualtiero de Bruni.
Baisio rimase a fissare il buio del cielo solcato da una lieve foschia, finch una smorfia beffarda
affior sul suo viso. Una garanzia?, ripet. Lavrete soltanto quando otterr conferma del silenzio di
vostro zio.
La risposta di madonna de Rocheblanche fu una risata nervosa. Sarei uningenua se accettassi.
Specie considerato lo scarso potere che vi rester dopo la visita degli esattori di Avignone.
Sua eccellenza si volt con ferocia. Siete una vipera.
I due rimasero a fronteggiarsi in silenzio, entrambi sfiancati dalla tenzone verbale. Eudeline si
mantenne ritta, inamovibile, mentre il prelato riguadagnava a poco a poco lucidit, quasi che rifugiarsi
nei pensieri sortisse su di lui leffetto di un tonico. Di certo si stava interrogando sul legame della sua
nuova nemica con il giovane pittore, e su cosa la spingesse a battersi per lui. Tenne tuttavia per s
quelle domande, e quando riprese la parola si
sforz di esprimersi in tono diplomatico. Mi  almeno concesso qualche giorno per meditare
sulla vostra offerta?
A vostro rischio e pericolo, ribatt Eudeline.
Non vi far attendere molto.
Quellofferta giunse troppo imprevista per non insospettirla. Finse di prenderla in
considerazione, dopodich scosse il capo. E mio fratello?
Ho sempre nutrito la massima stima verso messer Maynard, confess il vescovo con uno
slancio dinsospettato rimorso. Contrariamente a quanto altri affermino, non ne tradii mai la fiducia.
Nondimeno esercitate su di lui un indubbio ascendente, ribatt Eudeline, ben lungi dal
concedergli tregua. Voglio conoscerne le cause, a partire da cosa vi spinge a trattenerlo a Ferrara.
Ma madonna..., si ritrasse Guido, fu lui a insistere di voler restare....
Non mentite!. Esercitare potere su quellinfame la faceva bruciare di intimo godimento.
Maynard  stato assai vago nel parlarmene, ma sospetto da tempo che siate coinvolto nei suoi intrighi.
In caso contrario non sareste intervenuto tante volte in suo soccorso, esponendovi alle ire del marchese
e alla scomoda presenza dellInquisizione. Devesserci per forza un legame di comuni interessi.
Interessi e.... Medit sullultima parola che le era venuta in mente, quasi le fosse caduto tra le mani
un indizio. Interessi e... paure! .
Lo scrut in volto, una luce rapace negli occhi. Di cosa avete paura, eccellenza? Quali
ossessioni instill in voi il mio nobile fratello?
Lasciatemi in pace!, la implor Guido, coprendosi improvvisamente il volto. Con un gesto
esasperato, si aggrapp a uno stipite ed emise un lungo lamento. Troppa pressione, troppi timori
dovevano essersi accumulati nella sua mente.
Badate bene, lo minacci Eudeline, imperterrita, anche questa  materia del nostro accordo!
Dovrete rivelarmi ogni cosa o giuro su Dio, gli sciacalli della Camera Apostolica piomberanno su di
voi nel tempo di un amen!.
Lui reag come se fosse sottoposto a delle sferzate. Mi state chiedendo troppo..., farfugli.
Voi non capite... Alludete a segreti pericolosi da condividere....
Segreti che bruceranno alla luce del sole, gli assicur la nobildonna.
Orbene, vostra grazia, vi decidete a esser uomo? Ve lho detto pocanzi, non  mia intenzione
terrorizzarvi bens trattare. Per un reciproco quieto vivere.
Dopo un lungo esitare, Guido di Baisio scopr il volto. E la complicit di
vostro zio?
Lavrete.
A quelle parole, il prelato annu. Livido e stravolto, unombra di rassegnazione negli occhi,
sedette allo scrittoio. Vi ripresenterete al mio cospetto fra sette giorni esatti, mormor con un anelito
sofferto, e scriverete alla mia presenza la lettera da indirizzare a vostro zio, dopodich mimpegner
io stesso a farla recapitare dai miei messi alla basilica di Saint-Denis. Questa sar garanzia sufficiente
affinch possa fidarmi di voi.
Raccolse gli ultimi pensieri, infine aggiunse: In cambio otterrete una mia confessione scritta
sui vincoli che mi legano a vostro fratello. Confessione che vi impegnerete fin da ora a non rivelare a
chicchessia, pena la dannazione eterna della vostra anima.
Sta bene, disse Eudeline senza attenuare il cipiglio.
In tal caso, madonna, abbiamo un accordo.
Dopo aver saggiato la sincerit di sua eccellenza con una lunga occhiata, Eudeline prese licenza
e guadagn luscita. Solo per mettervi sullavviso, aggiunse, voltandosi a mo di congedo. Ben altro
genere di messaggio giunger subito a mio zio, se dovessi finire vittima dei vostri sgherri o accorgermi
di essere seguita.
Dopodich, con un inchino leggiadro, lo liber della sua presenza.
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28.
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Lho visto, lho visto, continuava a ripetere il valletto, camminando a passo svelto per la
piazza. Il suo nome era Duccio e non doveva arrivare ai quindici anni.
Ogni volta che incrociava il suo sguardo, Maynard provava rimorso per aver coinvolto una
persona tanto giovane nellindagine. Lansia di sapere delluomo con la voglia di fragola era per
maggiore. Raccontatemi tutto, lo incit, nel dettaglio.
Lho visto a corte domenica pomeriggio, rispose il ragazzo. Me lo ricordo bene perch era il
giorno della santissima Pasqua. A palazzo c stato un gran banchetto con molti invitati di alto rango,
ma nessuna dama ha eguagliato in bellezza lultima arrivata....
A chi alludete?
Alla dama dai capelli rossi!  giunta in carrozza quando il banchetto volgeva ormai al termine,
con una sola persona a farle da scorta. Era lui, messere. Un armigero dallaria assai cupa, con una
macchia rossa sopra locchio destro.
Rocheblanche non faceva pi caso alla strada, n tantomeno alle persone che gli passavano
accanto nel tetro imbrunire. Una donna dai capelli rossi, medit. Non era forse quella la descrizione
della figura scorta dal cacciatore di lupi in testa alla processione di lanterne, a cavallo della bestia?
Ebbene, la dama, mormor. Avete udito il suo nome?
Non mi  stato possibile, spieg Duccio. Ho per tenuto sotto sorveglianza il suo
accompagnatore. Anzich unirsi ai festeggiamenti rimase nella corte, a far da guardia alla carrozza.
E dunque?
E dunque... non ha fatto nulla di strano. Ha sonnecchiato un po, seduto alla cassetta. Tra un
servizio e laltro, io tornavo a spiarlo finch non mi sono accorto che si preparava per la partenza.
Allora mi sono acquattato dietro una siepe e, al suo allontanarsi, lho seguito.
Maynard lo scrut stupito. A piedi?.
Il valletto annu. Nelle vie anguste di Ferrara, quel genere di vetture procedono a rilento. Se si
hanno fiato per correre e buona conoscenza delle scorciatoie, il gioco  fatto.
Il cavaliere si compliment scompigliandogli bonariamente i capelli. Se ho ben inteso, luomo  ripartito da solo.
Senza attendere la dama, s.
E lavete seguito fino alla sua dimora?.
Ancora una volta, Duccio gli rivolse un cenno affermativo. Sorge al limitare del Burgus Superior.
Avete notato se ci sono dei guardiani?
N guardiani n cani. Si tratta di unabitazione modesta con cortile, cinta da un muretto
abbastanza basso perch potessi sporgermi allinterno per sbirciare.
Siete stato bravo. Maynard infil due dita nella scarsella e gli elarg un soldo dargento, poi si
guard intorno con circospezione. Avevano ormai superato San Romano e puntavano verso sud,
battendo la via che fiancheggiava il monastero di San Giacomo. Luomo approfitt di un porticato per
interrompere il cammino, attirando il giovane in disparte. Ora vediamo, sussurr appena fu al
coperto, se siete in grado di risolvere un altro quesito.
Sono tuttorecchi, messere, squitt il valletto con un fremito di spavento.
Mesi fa mi faceste cenno allo spettro di madonna Ariosti. Rammentate?
>Perfettamente. Mi consigliaste di non prestare ascolto a simili fanfaluche.
E rinnovo il consiglio, disse il cavaliere. Tuttavia, in quelloccasione lasciaste trapelare il
sospetto che quella donna fosse stata uccisa.
Il ragazzo si ritrasse di scatto. Chiedo venia, farfugli, devo essermi confuso.
Davvero?. Maynard lo fiss con diffidenza. A me invece pare di ricordare che foste alquanto sicuro.
Be, io... Come posso piegare... Parlai semplicemente per voce riportata.
Riportata da chi?
Non rammento.
A quelle parole, Rocheblanche gli si avvicin con aria minacciosa. Vi conviene rinfrescare la
memoria, lo esort. Non  per mio diletto che vi pongo simili domande, bens per ordine del vescovo
di Ferrara. Vi  chiaro?
Preferite rispondere a me o a sua eccellenza in persona?.
Il povero Duccio si schiacci contro una parete. Oh, signore mio, perdonate!, esclam tutto
tremante. Io... Io ignoravo che agiste in nome di monsignor Guido.
Tacete!, gli ordin Maynard, allertato da un rumore di passi. Si volt di scatto per scrutare fra
le ombre, infine torn a fissare il valletto. E ora forza, figliolo, vuotate il sacco.
Il marchese non vuole che se ne faccia menzione..., piagnucol il ragazzo. Lancella della
marchesa  stata punita con la frusta per aver parlato.
Il marchese non lo verr a sapere, promise il francese. Adesso rivelatemi cosa centra questa ancella.
Be, vedete.... Duccio deglut. Fu lei a preparare Lippa Ariosti perch venisse condotta in
gran pompa alla chiesa di San Francesco. Laiut a indossare labito che nello stesso giorno
laccompagn allaltare e alla tomba. E fu proprio vestendola che si accorse della ferita.
Quale ferita?, sobbalz Rocheblanche.
Il valletto esit a rispondere. Quella che la marchesa aveva nelladdome.
Sotto larcata di un androne, un osservatore celato nel buio soffoc unimprecazione.
Nellala pi raccolta del Palazzo della Signoria, il nobile Aldobrandino si stava dirigendo verso
le proprie stanze al lume di una candela. Fiacco e di malumore, metteva un passo davanti allaltro nel
desiderio di lasciarsi cadere sul letto. Supplire al padre nellesercizio del potere era un compito
snervante. Si augurava tornasse al pi presto per dedicarsi di persona alla citt e ai brusii di faccendieri,
ruffiani e burocrati che echeggiavano anche dopo il tramonto in quei corridoi.
Ah, se solo avesse potuto zittirli! Sembrava non esistesse un solo uomo, a corte, in grado di fare
dellonore un punto di forza anzich di debolezza. Un motivo in pi per dispiacersi del modo con cui
aveva trattato messer Maynard.
Nonostante fosse persuaso della sua implicazione nella morte della madre, Aldobrandino lo
riteneva troppo integro perch potesse complottare ai danni di una signora. Proprio per quella ragione
aveva voluto provocarlo, a costo di lasciar trapelare unaccusa. Lintenzione era stata quella di
smuovere il suo senso del dovere, anche se la rabbia, il cordoglio e i mille sospetti gli avevano impedito
di mantenere il sangue freddo, aizzando lorgoglio di Rocheblanche.
Fu il tremolare della fiamma a distoglierlo dai pensieri. Si ritrov davanti allentrata della
camera da letto, nella pi completa solitudine, con
limprovvisa sensazione di essere osservato. Percep un odore pungente, pi dellincenso, e si
domand di sfuggita da dove provenisse.
 Pro bono malum , sussurr qualcuno alle sue spalle.
Si volt col cuore in gola. Madre, siete voi?, chiese distinto. Fiss loscurit del corridoio,
diviso tra lo stupore e langoscia. Quella voce...
Quella voce... Possibile che fosse proprio lei? Doveva essere un sogno!
 Pro bono malum , ud di nuovo, questa volta con maggior nettezza. E che Dio lo perdonasse,
quella era la voce di Lippa Ariosti!
Nel frattempo le ombre presero a muoversi, quasi avessero assunto la consistenza di volute di
fumo o di una testa di Medusa. Aldobrandino fece un passo tremante, la candela protesa in avanti nella
speranza di scorgere la sagoma della madre che emergeva dalle profondit dellaverno.
Dal buio, invece, usc una zampa irsuta, grossa quanto quella di un orso.
Gli artigli rasparono il pavimento con uno strascichio raccapricciante.
Il giovane signore arretr di scatto, gli occhi puntati sullessere mostruoso che prendeva
lentamente forma. Poi un grido gli usc dalla gola.
Dopodich, loblio. i>
La casa delluomo con la voglia di fragola sorgeva non troppo lontano dal punto in cui, durante
linverno, Maynard se lera lasciato sfuggire. Vi si giungeva percorrendo la via delle volte in direzione
della chiesa di Santa Maria delle Bocche, per poi piegare verso meridione, in una contrada semideserta
compresa tra la Porta di SantAgnese e quella di San Pietro.
Strada facendo, il cavaliere continuava a interrogare Duccio. Una ferita di pugnale, siete sicuro?
Cos sostiene lancella della marchesa, sospir il valletto.
Rocheblanche non si cur del suo disagio, impegnato comera a mettere insieme i tasselli di un
mosaico assai pi esteso di quanto avesse immaginato. Ancora non sapeva come, ma intuiva che
lipotesi di un legame tra il complotto contro gli Este e la morte di Lippa non fosse poi tanto assurda.
Per di pi, sentiva di essere vicino alla soluzione.
Si avvicin al muretto dellabitazione indicatagli dal ragazzo e sbirci oltre la cancellata.
Lavete seguito fino a questo punto?, volle sincerarsi.
Duccio annu.
Aspettatemi qui, nellombra, gli ordin Maynard prima di scavalcare la recinzione con un balzo.
Era tutto come descritto dal valletto. Unabitazione modesta con un cortile
cos poco ampio da consentire a malapena la presenza di una stalla con un unico cavallo alla
greppia. Della carrozza non vi era traccia alcuna. Il lucore proveniente dalle finestre lasciava per
intravedere i solchi di ruote nel fango.
Rocheblanche avanz verso una piccola veranda con laugurio che il resoconto di Duccio fosse
veritiero anche per quanto riguardava lassenza di sorveglianti. Non ne scorse alcuno, in effetti. Super
in fretta il punto dingresso e si acquatt sotto i battenti socchiusi di una finestra, al di l della quale
individu una figura seduta accanto al focolare.
Non avrebbe saputo dire se si trattasse dellindividuo che cercava.
Sembrava solo, unoccasione da non lasciarsi sfuggire.
Mano al pugnale, apr lentamente luscio e sintrufol allinterno. Non andava certo fiero di
quel modo di agire, per era troppo impaziente di ottenere risposte. Inoltre era gi stato preso per il
naso una volta e non intendeva aspettare altri mesi per una terza occasione.
Luomo di fronte al camino giaceva su un seggio, sprofondato nel dormiveglia. Maynard gli si
avvicin di soppiatto per guardarlo in faccia, ma appena gli fu accanto lo vide svegliarsi di soprassalto.
Gli tapp la bocca distinto, con la minaccia dinfilzarlo. Era lui, dannazione! La macchia rossa sopra
locchio destro fugava ogni dubbio. Ora parlerete, quant vero Dio!, gli intim in un crescendo di
eccitazione. Mi rivelerete ogni cosa!.
Davanti al pugnale, il malcapitato fren una reazione inconsulta. Il suo sguardo si pos su
Rocheblanche con stupore, poi con rabbia.
Scrutatemi pur torvo, il cavaliere gli tolse la mano dal viso. A me importa soltanto che....
Accorreteee!, grid luomo non appena fu libero di parlare. Un sicario degli Esteee! Accorreteee!.
Maynard non fece in tempo a comprendere cosa accadeva che due individui irruppero da un
ingresso laterale. Indietreggi per non trovarseli addosso, pass il pugnale nella mano sinistra e afferr
un ceppo infuocato dal camino per tenerli a bada.
Luomo con la voglia ne approfitt per schizzare verso luscita.
Rocheblanche lo fece cadere con uno sgambetto, quindi si prepar a occuparsi dei nuovi
arrivati. Vestivano da popolani e non brandivano armi, ma erano ben piazzati. Colp il primo con il
ceppo, una percossa ben assestata alla tempia, dopodich contenne lassalto del secondo. Si divincol
in fretta e lo sgozz come un porco.
Il fuggiasco nel frattempo si era rialzato e se la svignava. Nel tentativo di acciuffarlo,
Rocheblanche si sent afferrare per il collo. Le braccia dellaggressore erano forti, ma esitavano ad
assumere la giusta posizione dello strangolamento. Un combattente inesperto, pens il francese mentre
perdeva il ceppo. Arretr con un balzo e si dimen finch non ebbe abbastanza gioco da poter liberarsi.
Morte agli Este!, grugn il rivale, passandosi una mano sulla tempia ferita.
Per tutta risposta, Rocheblanche esegu una mossa evasiva con un lembo del mantello e lo
atterr con un pugno. Poi si precipit allaperto, appena in tempo per vedere luomo con la voglia in
fuga su un destriero non sellato.
Codardo!, sibil, inseguendolo per un tratto.
Giunto in strada si ferm, fece scivolare la destra sotto il mantello ed estrasse una piccola
balestra. Lavete voluto voi, figlio dun cane. E scocc.
Un fischio nellaria. Il fuggitivo stramazz al suolo mentre il cavallo continuava la sua corsa,
svanendo tra facciate dipinte di tenebra.
Lavete preso, lavete preso!, grid Duccio sbucando da un nascondiglio vicino al caduto.
 ancora vivo?, volle sincerarsi Rocheblanche, avvicinandosi a lunghe falcate.
Il valletto si chin. Respira appena....
Un attimo dopo, Maynard lo fece scostare e controll di persona. Il dardo era penetrato e uscito
dal collo, causando una violenta emorragia.
Consapevole daver poco tempo, afferr il moribondo per il bavero e lo scosse. Parlate!, gli
ordin. Fate il nome del vostro padrone!.
Tutto ci che ottenne fu lanelito di unanima che fuggiva dal corpo.
Se solo il diavolo non avesse avuto tanta fretta di reclamare quellinfame!
Maynard torn sui propri passi maledicendo se stesso e linferno. Ora che il suo unico
sospettato era morto, si aggrappava alla magra speranza di reperire qualche indizio nellabitazione in
cui laveva trovato.
Seguito da Duccio, entr nel cortile e varc lingresso sotto la veranda. Si accorse subito che lo
scagnozzo ferito alla tempia se lera data a gambe.
Restava il cadavere del compare, in un ambiente alquanto spoglio.
Qui non c niente, comment il valletto, dopo essersi guardato intorno.
Rocheblanche fu tentato di zittirlo ma si trattenne. Aveva ragione il ragazzo.
Di qualsiasi segreto fosse stato custode, luomo con la voglia di fragola sembrava non averne
lasciato traccia fra quelle mura. Fece scorrere lo sguardo senza posa, incapace di scorgere documenti, stemmi od oggetti
particolari. Possibile?, si chiese in un crescendo di rabbia. Possibile che non ci fosse proprio nulla?
Rovesci una madia dopo averne verificato il contenuto, poi fu la volta di un baule pieno di
stracci e una rastrelliera a cui era appesa una spada di foggia comune. Nulla! Si dedic infine alle
stanze attigue, miseri cubicoli privi di finestre. Pochi denari, candele, una scorta di legna... Parevano
non contenere altro.
Ormai vinto dallo sconforto, Maynard ritorn nellambiente in cui aveva avuto luogo la
colluttazione e fiss la bocca del camino. Aveva voglia di gridare, di distruggere qualsiasi cosa gli
capitasse a tiro. Soltanto la presenza del giovane Duccio lo obbligava a mantenere una parvenza di contegno.
Oh, se solo avesse scoccato quel dannato dardo un po pi in basso!
Sferr un pugno contro la trave del focolare, ignorando il dolore che si propagava dalle nocche
fino al dorso della mano. Vattene, sussurr una voce dentro di s. Vattene da questa citt.
Dun tratto quel richiamo svan nel nulla.
Qualcosa aveva attirato la sua attenzione. Un oggetto sopra la trave, talmente in bella vista da
passare inosservato.
Un ritratto di donna.
Colto da unimprovvisa sensazione di familiarit, Maynard si avvicin per studiarlo. Capelli
rossi, bianco incarnato, un che di voluttuoso nelle labbra...
Con un fremito di vittoria, intu daver trovato quel che cercava.
...
.
...
29.
...
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...
Contrada di Boccacanale.
...
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...
Spirava un vento che sapeva di tempesta quando Guido di Baisio si present alla dimora segreta
di Bertrand du Pouget. Era gi notte e faceva freddo, ma il rovello dei pensieri non gli aveva permesso
di attendere fino al mattino.
Il cardinale lo accolse malvolentieri, quasi con dileggio. Vostra eccellenza, esord, ero
alquanto tentato di lasciarvi alla porta.
Per quale ragione?, mormor il prelato, gettando il mantello su una sedia.
Bertrand si oscur allimprovviso. Offendete ancora la mia intelligenza e ve ne pentirete, lo
minacci, puntandogli il dito contro. Se non fosse stato per la vostra disgraziata intromissione, avrei
Rocheblanche gi in pugno.
Guido rest in piedi a fissarlo, raggelato. La foga di correre ai ripari era stata tale da fargli
dimenticare gli ultimi accadimenti. Rocheblanche...
Rocheblanche..., rumin confuso. Il piano non era forse trattenerlo a Ferrara il pi possibile?
Ebbene, ho ritenuto che la maniera pi efficace fosse prolungare il corso dellindagine, bench
infruttuosa. Per questa ragione ho chiesto al capitano generale di affidargli degli armigeri che lo
aiutassero nelle ricerche.
Cos facendo lavete allontanato dal convento di San Domenico e dalle mie spie. Sciagurato!
Sono quasi indotto a credere che abbiate agito di proposito.
Ma eminenza... Non ne sarete davvero persuaso....
Invece s!, lo accus Bertrand. Da qualche tempo ho limpressione che vi rimorda la
coscienza, quindi ve lo chieder senza giri di parole: nutrite simpatie verso quel cavaliere?.
Guido avvert una fitta al cuore e ramment distinto la sua permanenza a Pomposa durante
linfuriare della Morte Nera. In quei giorni di intrighi, rivelazioni e paure, soltanto un uomo si era
dimostrato cos impavido da uscire dal monastero per cercare cibo e medicamenti. Il vescovo si era
sempre chiesto cosa lavesse spinto a tornare ogni volta, anzich fuggire per proteggere il proprio
segreto. Chin il capo con un sospiro. Egli mi salv dalla peste.
Attento, vostra eccellenza, lo mise in guardia du Pouget. Esistono sorti ben peggiori.
Lasciatemi spiegare, si affrett ad aggiungere Baisio. Lungi da me il voler esprimere
sentimenti di ribellione nei vostri confronti. Vi sono sempre stato leale e credo daverlo dimostrato. Ci
nonostante Rocheblanche  un uomo di grande nobilt danimo, a prescindere dai suoi errori e da quel
che significa per voi.
Il cardinale lo fiss con una smorfia incredula. E quindi vorreste applicare letica
allinganno?, lo schern. Per carit! Siete diventato pi ipocrita del vostro amico abate!.
Quel gettare fango su padre Andrea lo irrit. Bench ci fosse stato un tempo in cui avrebbe
condiviso quellopinione, ultimamente si sentiva una persona diversa. Pi fragile, forse, ma altrettanto
consapevole della propria umanit.
Era stato un processo lento che aveva raggiunto il culmine dopo Pasqua, quando il venerabile
Andrea laveva invitato a Pomposa per mostrargli i risultati della riforma spirituale applicata
sullimpronta del De perfectione monachorum. Risultati ammirevoli, gli aveva detto, impossibili da
conseguire senza seguire lesempio di coraggio di messer Maynard. Un coraggio di cui il vescovo
conosceva bene la portata, al punto da avvertire il dovere di nascondere a Bertrand du Pouget parte
della verit di cui era venuto a conoscenza. Alludo soltanto al fatto, ebbe lardire di ribattere,
che un oggetto sacro come il Lapis exilii meriterebbe una ricerca pi degna.
Una ricerca pi degna, snocciol il cardinale con cattiveria. E dite... In nome di ci mi
avete tenuto alloscuro di qualcosa?
Il vescovo si adombr. Giammai, eccellenza!.
Ne siete sicuro? Mi attiraste a Ferrara con una lettera che parlava di Maynard de Rocheblanche
e del suo segreto, il Lapis exilii. Mi scriveste daverlo appreso da lui stesso, aggiungendo per che mai
e poi mai quelluomo avrebbe rivelato il nascondiglio del sacro cimelio. Eppure... mi ha sempre
insospettito lassenza di un particolare.
Un... particolare?.
Bertrand annu. Il Lapis exilii  protetto da un enigma vergato su una piccola pergamena che
vidi con i miei occhi sedici anni fa, senza avere il tempo di leggerne il contenuto. Rest nelle mani di re
Jang de Blannen finch, alla sua morte, Rocheblanche ne divenne il nuovo custode. Pur presumendo
che quel dannato labbia nascosta da qualche parte, mi pare strano... troppo strano che non ve ne abbia
mai fatto cenno.
Guido ebbe il sentore che il cardinale fiutasse la sua paura. Vinse limpulso di ritrarsi e finse di
non comprendere. Mi rincresce, non ho idea di cosa parliate.
E allora, sbott il porporato, si pu sapere cosa siete venuto a fare qui?.
Quella reazione, bench violenta, ebbe leffetto di rilassare Baisio. Emise un profondo sospiro,
avvicinandosi a uno scranno nella speranza di un invito ad accomodarsi. Ho ricevuto una visita di
madonna Eudeline de Rocheblanche.
Bertrand sbarr gli occhi. La sorella di messer Maynard?  in citt?
Fino a poche ore fa lo ignoravo anchio.
E cosa lavrebbe portata al vostro cospetto?
Listinto di protezione verso il fratello e... verso un tal Gualtiero de Bruni.
De Bruni? Chi sarebbe costui?.
Il vescovo esit a rispondere, poi riflett sul fatto che il prelato al suo cospetto era stato a capo
del sistema di emissari e informatori a cui era appartenuta la stessa Elisa dEste. Per chi non ne
conosce lidentit, Gualtiero  un giovane pittore di origini plebee. In realt, trattasi del figlio di
Passerino de Bonacossi e di Elisa dEste.
Bonacossi, il signore di Mantova. Bertrand strinse le palpebre. Me ne rammento, si diceva
fosse morto senza prole. Invece Elisa dEste... Quel nome... Ma s, certo! La spia! Mor di peste nella
fortezza di Villeneuve, presso Avignone.
Guido annu. Fui io a ordinare che venisse imprigionata l, dopo che il mio visdomino la
riconobbe per puro caso. Immagino comprendiate il rischio se si fosse sparsa la voce degli intrighi
perpetrati da quella femmina per ordine della Chiesa....
Avete agito bene, infatti. Finalmente il porporato gli indic uno scranno.
Rammento un giovane pellegrino giunto alle porte di Avignone chiedendo di lei....
Lo stesso Gualtiero de Bruni, suppongo, rispose il vescovo prendendo posto.
Sempre pi curioso, du Pouget gli sedette di fronte. Ebbene, eccellenza, cosa lega madonna
Eudeline a queste persone?
Ne sono alloscuro.  venuta soltanto a imporre condizioni, facendo leva su un ricatto.
Un ricatto?
Alcuni debiti contratti dal mio reverendo zio Guidus Baysius, uditore di Avignone, spieg
velocemente il vescovo. Madonna Eudeline minaccia di renderli noti agli esattori del papa nel caso
non esaudisca le sue richieste.
Quindi, concluse il cardinale, siete venuto da me per chiedere aiuto.
Considerati i discorsi appena affrontati, Baisio ebbe una vampata di vergogna. Eppure fu
costretto ad annuire. Se poteste intercedere in mio favore presso le vostre conoscenze in seno alla
Camera Apostolica....
Bertrand lo squadr divertito. Dov finito il vostro senso etico?
Sono nelle mani di quella donna, spieg timidamente il vescovo. Se rifiutassi di obbedirle
sarei rovinato, e in caso contrario sarei costretto a ignorare la minaccia del figlio di Elisa dEste.
Comprendo le vostre ragioni, ma non quelle di Eudeline, disse Bertrand, sempre pi
riflessivo. Perch scomodarsi per un giovane pittore? Non avrebbe senso, a meno che.... Batt un
palmo sul bracciolo e scrut Guido con improvvisa eccitazione. ...quel Gualtiero de Bruni non abbia
un legame con Maynard de Rocheblanche!.
 possibile, eminenza. Hanno entrambi dimorato a Pomposa per lungo tempo. Forse hanno
stretto amicizia, e addirittura....
Condiviso dei segreti?.
Il vescovo sobbalz. Non lo escludo.
Du Pouget si concesse un attimo di silenzio, dopodich gli rivolse un sorriso minaccioso. Vi
aiuter, eccellenza, promise. Far in modo che i debiti di vostro zio vengano cancellati dai libri
contabili della Camera Apostolica. Per, soltanto alla condizione che mi consegniate sia Gualtiero de
Bruni che Eudeline de Rocheblanche.
Ma..., balbett Guido, attanagliato dallo sconcerto. Gualtiero  al momento irreperibile, e in
quanto a Eudeline, se mai dovesse fiutare la minaccia non esiterebbe a rovinarmi!.
Alla risata del cardinale il sangue gli si gel nelle vene. Non lavete ancora capito, povero
stolto? Siete gi rovinato! Avete tradito la mia fiducia e deluso le mie aspettative. Alzandosi di scatto,
gli afferr un braccio e lo trascin con insospettato vigore fino alluscio.
Il vescovo si trov suo malgrado davanti al battente che si spalancava, intimorito e incapace di
ribattere.
Dovete soltanto sperare, continu Bertrand, che alla fine di questa vicenda mi accontenti di
vedervi in ginocchio davanti ai miei stivali. E non
appeso a una forca, scuoiato come una bestia!.
Dopodich, per Guido di Baisio non ci fu altro che il gelido abbraccio della notte.
...
.
...
30.
...
.
...
Il Palazzo della Signoria era unenorme sagoma buia nella notte. Incombeva sulla piazza
sferzata dal vento e da una pioggia cos violenta che si riversava sul selciato ingrossando rivoli di
fango. Sotto limprovviso bagliore di una folgore, Maynard sbuc dallangolo del sesto di San Romano
e corse sotto lo scroscio verso la sede marchionale. Lo seguivano due figure avvolte in cappe nere.
Nel vederlo sopraggiungere, uno dei soldati appostati sotto la volta dingresso imbracci la
picca. Messere, siete uscito di senno?, grid, intimandogli di star lontano. Con un tempo del
genere... e a questora tarda!.
Se mi sbarrerete il passo, lo avvert Rocheblanche, lo farete anche ai frati di san Domenico
che mi vengono appresso, e indic i religiosi alle sue spalle. Uno di loro  Lamberto da Cingoli,
inquisitore di Ferrara.
Come per dare maggior enfasi alle sue parole, una delle due figure intabarrate si fece avanti e
abbass il cappuccio fradicio. Ebbene, cos questo indugiare?, chiese a gran voce, facendo scostare
i soldati con un gesto imperioso. Messer Maynard, fra Prudenzio, seguitemi!. Senza attendere il
permesso prosegu verso latrio. Non c tempo da perdere!.
Al baluginare dei fulmini, i corridoi del palazzo erano invasi da luci ultraterrene che
strappavano gridolini atterriti a fra Prudenzio. Incurante di quel cuor di leone, Rocheblanche
proseguiva a passo svelto verso le stanze di messer Aldobrandino. Lamberto da Cingoli gli camminava
al fianco con occhi di brace.
Non mi avete ancora rivelato, gli ramment linquisitore, il motivo di tanta urgenza. Si
espresse con un sussurro, affinch le sue parole non giungessero alle orecchie dellarmigero intento a
far loro strada.
Maynard era restio a dare spiegazioni. Se si era rivolto a fra Lamberto, laveva fatto
esclusivamente per assicurarsi di essere accolto a palazzo nel cuore della notte. Non cera stato tempo
per valutare il rischio di quella scelta, attanagliato comera dallansia di ottenere dei riscontri. Riusc a
glissare la risposta grazie allimprovvisa intromissione del loro accompagnatore.
Il marchesino  indisposto, stanotte, li inform larmigero.
Cosa intendete?, domand Rocheblanche.
Il soldato si strinse nelle spalle. Allimbrunire ser Aldobrandino  stato colto da una
momentanea infermit. Parrebbe essersi riavuto, bench sia ancora... come potrei dire... scosso.
Quanto affermate  strano. Lho incontrato oggi stesso, in serata, e pareva godere di ottima
salute.
Non  la salute il problema, ribatt larmigero, laconico.
Non aggiunse altro fino alle stanze di Aldobrandino, che si present alluscio bianco come un
cencio.
Messere..., ansim il giovane rivolgendosi subito a Maynard. Aveva lo sguardo allucinato, le
labbra tremanti.
Bench informato sul suo stato, il cavaliere non si aspettava certo una simile metamorfosi.
Vostra grazia, arretr con un cenno di scuse, se fossi stato consapevole delle vostre condizioni, mai
e poi mai avrei osato....
No, no, lo interruppe il figlio del marchese, scostandosi per lasciarlo entrare. Soltanto voi
per, aggiunse subito dopo, rivolgendo unocchiata sospettosa ai due domenicani. Soltanto voi.
Richiusa la porta della camera, Aldobrandino raggiunse uno scranno e vi si abbandon sfinito.
Indossava le brache e una camiciola da notte, lasciando trapelare una malsana indecisione tra il prender
sonno o il restare vigile.
Rocheblanche diede un scorsa al letto sfatto e ai candelabri accesi  troppi per la notte 
interrogandosi su cosa tormentasse il giovane signore. La presenza di un pugnale tra le coltri lo
allarm. Unindisposizione non richiede luso di armi, comment quasi tra s.
La notizia dellindisposizione  una fandonia, spieg lEstense, lasciando ricadere la testa
contro lo schienale. Lho divulgata per non fomentare il panico a corte.
Il... panico?
Lo stesso che mi attanaglia, messere. Il figlio del marchese allarg lo scollo della camicia,
quasi stesse per soffocare. Stanotte ho visto... Ho visto una cosa a cui non riesco a dare una
spiegazione.
Vorreste parlarmene?
Non  facile, parola mia... Voi credete nelle visiones?.
Maynard scost una tenda e sbirci allesterno linfuriare della tempesta.
Dicono siano veritiere soltanto quelle dei santi e dei re. La voce di Dio, affermano i teologi.
Aldobrandino emise una risata nervosa. Bench sembrasse trarre conforto dalla presenza del
cavaliere, il suo sguardo continuava a frugare tra le ombre. Ignoro se si sia trattato dellopera di Dio,
del demonio o di qualche sortilegio, disse in un tentativo di contenere lansia. Riemp una coppa
dacqua e ne vuot il contenuto. Dopo limbrunire, a pochi passi da questa stanza mi sono trovato
dinanzi a una bestia... N lupo n capro, ma entrambe le cose.  uscita dallombra come... come un
incubo!.
Colpito pi dallespressione febbrile che dalle parole del giovane, Rocheblanche ripens con un
fremito alla descrizione di Silvano da Focomorto. La bestia intravista nella macchia in testa alla
processione di lanterne! La bestia che aveva cercato tanto a lungo tra le selve di Ferrara! Si avvicin al
giovane e scrut lossessione dentro le sue pupille. Vi ha fatto del male?.
Scosse il capo. Devo aver avuto un mancamento, poich non serbo memoria di nulla... Eccetto
di quella voce.
Quale voce?.
Il figlio del marchese scatt in piedi, facendolo spostare in malo modo.
Una voce di donna, messere. Una voce che, giuro sulla Vergine, apparteneva a mia madre. S,
mia madre!, esclam. Proveniva dallombra, da un luogo remoto in cui il mio sguardo non poteva
giungere... E allo stesso tempo era come averla vicina, al mio fianco....
Il francese gli batt una mano sulla spalla per riportarlo allattenzione.
Quali parole vi ha rivolto?.
Aldobrandino esit a rispondere, quasi fosse incredulo lui stesso di quel che stava per dire.
Infine, con una smorfia sofferta, cit:  Pro bono malum.
Maynard annu. Pur in modo bizzarro, quelle parole conferivano un senso logico ai suoi
sospetti. Si accarezz il mento, concedendosi un attimo di tregua per mettere in fila i pensieri. Inutile
tormentare il ragazzo con ulteriori domande su quella spaventosa esperienza. Inutile persino esporgli le
proprie opinioni in merito. Torn quindi al motivo per cui si era precipitato fin l e lo fiss con gravit.
Sapete se di recente il vostro signor padre abbia accolto nuovi ospiti a palazzo?.
La domanda disorient il giovane. Non saprei, mormor. In questi giorni egli  quasi
sempre assente, per sedare le rivolte nelle campagne. In quanto a me, sono talmente oppresso dalle
incombenze da non prestare attenzione a simili banalit.
Tuttaltro che banalit, riflett con amarezza il cavaliere. Si strinse nelle spalle e rivolse lo
sguardo alluscita. Non mi resta pertanto che rivolgermi a Obizzo in persona, concluse.
Fermatevi!, avvamp Aldobrandino. Cosa mi state nascondendo?
Dovete aver fiducia, lo plac Rocheblanche, assumendo il tono rassicurante con cui un tempo
laveva istruito nellarte della spada.
Immagino a stento quanto sia difficile per voi, ma al momento posso soltanto consigliarvi di
stare allerta e di non prestare fede alle bizzarrie di cui mi avete accennato. Scoprir la verit su vostra
madre, ve lo prometto.
Fece per prendere congedo quando, rammentandosi di chi lo attendeva fuori dalla stanza, si
rivolse di nuovo al figlio del marchese. Unultima domanda, se me lo consentite: perch avete
rifiutato di ricevere fra Lamberto da Cingoli e il suo sodale?
Per ordine del mio signor padre, rispose il giovane, mettendosi a sedere sul giaciglio. Per
ragioni che ignoro, egli mi ha proibito categoricamente di avere contatti con quel religioso.
Assai incuriosito, il francese si limit a disegnare un inchino. Riposate, vostra grazia, si
raccomand. Vi attendono giorni difficili.
Non appena usc dalla camera, fu assalito da fra Lamberto.
Ebbene, sibil il domenicano, attendo spiegazioni!.
Rocheblanche non lo degn di uno sguardo e prosegu a lunghe falcate verso luscita del
palazzo. Al momento ho soltanto congetture. Dovr prima verificarle.
Inammissibile! Esigo una spiegazione.
Lavrete, ma non ora.
A quella risposta, Cingoli gli gherm un braccio con le sue dita adunche.
Come osate scomodarmi nel cuore della notte e poi lasciarmi alloscuro di tutto?
Benedite il palazzo, magister, si divincol Maynard, facendolo cadere a terra. Cos la vostra
visita non sar stata vana.
Ancora un po e linquisitore avrebbe soffiato fiamme dalle narici. Voi...
Voi.... Allontan fra Prudenzio, intervenuto in suo soccorso, e scatt in piedi. Voi me la
pagherete, messere!.
Rocheblanche era gi al varco affacciato sulla piazza. Aveva troppa premura per fermarsi ad
ascoltare. Doveva raggiungere Obizzo dEste! Nella sua mente non cera altro pensiero. Si ferm
davanti alla strada sferzata dalla
tempesta e richiam lattenzione di un soldato di ronda. Guardia, un cavallo!, voci
concitato. E che sia dei pi veloci!.
...
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...
31.
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Palazzo della Curia.
...
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15 aprile, mattina.
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...
Il vescovo Guido non avrebbe mai pensato di rimpiangere lassenza del visdomino Superanzio
Orsini e del suo bravaccio Petricciolo, cui era stato solito affidare i lavori sporchi. Grazie a loro aveva
potuto vivere per anni nella medesima illusione di Pilato, persuaso che bastasse volgere lo sguardo
altrove per non cogliere il tanfo dello sterco scaturito dalla propria ignavia.
Fino ad allora non si era accorto di quanto fosse caduto in basso. Aveva sempre creduto di
appartenere a una gerarchia di comando severa ma giusta, in nome della quale la spada imponeva leggi
ispirate alla santit. Non era con la forza, del resto, che si aggiogavano i buoi? E non era allo stesso
modo che i pastori tenevano le greggi al sicuro dai precipizi?
I primi dubbi erano sorti imbattendosi in Rocheblanche, un cavaliere tormentato ma retto, pieno
di interrogativi e di altrettanti misteri. In principio era stato ovvio cogliere in lui i segni dello
smarrimento, al punto di provare limpulso di consigliarlo e di invitarlo ad aprirsi, come si soleva fare
con gli animi focosi traviati dalle battaglie. Soltanto in seguito monsignor Guido si era reso conto che
quelluomo non aveva bisogno di essere guidato.
Possedeva uno spirito pi saldo di molti religiosi, primo fra tutti londivago padre Andrea, che
fustigava il proprio orgoglio fin quasi a provare piacere.
Ma a dispetto dei loro contrasti, il vescovo era consapevole di aver appreso molto anche
dallabate di Pomposa. Quella sua irritante diffidenza verso le politiche di Avignone aveva instillato in
lui, goccia dopo goccia, lincertezza di trovarsi dalla parte giusta. Dubbio ingigantito dallo scoprire la
facilit con cui Bertrand du Pouget giocava con le vite altrui.
Uno dei motivi per cui Guido aveva mentito al cardinale. Non in principio, naturalmente,
quando la sua devozione alle gerarchie poteva ben dirsi inflessibile. Allora era stato per precauzione.
Di falsi profeti traboccava il mondo, e dopo i catari, i dolciniani, i frati del libero spirito e la questione
del Filioque, ci mancava soltanto che il ritrovamento del Lapis exilii scatenasse uno scisma interno alla
Chiesa.
Lo scrupolo di coscienza era affiorato pi tardi, dopo larrivo di Bertrand a Ferrara. Pur sapendo
di dovergli obbedienza, il vescovo aveva iniziato a
cogliere in lui unambizione ossessiva, non certo ispirata dallautentica fede.
Ci nondimeno era costretto a obbedirgli ancora una volta, e di ci doveva ringraziare madonna
Eudeline. Se solo quella femmina non si fosse presentata al suo cospetto! Il ricatto a cui laveva
sottoposto si era tramutato in una duplice minaccia: da un lato quella della bancarotta, dallaltro quella
di deludere il cardinale. Dio solo sapeva a quali conseguenze sarebbe andato incontro!
Seduto allo scrittoio, il vescovo si preparava a impartire ordini alle sue spie.
Trovare madonna Eudeline, trovare Gualtiero de Bruni: dovevano farlo senza destare sospetti.
Compito non certo dei pi facili, soprattutto ora che non cera Superanzio Orsini a sbrogliare la
matassa. Guido si sentiva inadatto a occuparsi in prima persona di simili scelleratezze. Lo faceva
sentire sporco e ancor pi ipocrita di quanto gi non fosse. Gli faceva comprendere inoltre quanto
bastasse poco per andare incontro al fallimento.
Ritenne opportuno sfruttare quel momento di attesa per placare i morsi della coscienza.
Vincendo la ritrosia prese calamo, pergamena, e inizi a elencare le proprie colpe e i propri segreti. Ce
nerano assai, molti pi di quanto Eudeline de Rocheblanche potesse immaginare.
E se un giorno, di fronte alla necessit di riscattarsi o di tutelare se stesso, si fosse scoperto
troppo codardo per rivelare la verit, lavrebbero fatto per lui quelle righe dinchiostro.
...
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32.
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Feudi di Ferrara.
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16 aprile.
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Luomo a cavallo comprese di essere giunto a destinazione appena si trov a percorrere una via
fangosa affiancata da alberi di impiccati. Al suo passaggio, un nugolo di corvi si lev dai cadaveri,
diffondendo un funesto gracchiare per i campi. Ancora un colpo di briglia e vide laccampamento.
Ben poche tende, a onor del vero, quasi che il marchese si fosse ritirato in quelle lande per
combattere nemici assai meno numerosi di quanto annunciato dalle grida.
Procedette fino agli stallaggi, balz gi da sella e si rivolse al primo scudiero che gli capit a
tiro. Era divorato dalla stanchezza e dai quesiti che lavevano assillato, moltiplicandosi, durante
lattraversata al galoppo. Devo parlare con sua signoria, spieg sbrigativo.
Luomo reag bruscamente. Mi avete preso per un famiglio?
Vi ho preso per quel che siete, e ora sbrigatevi!, lo afferr per le vesti.
Questione di vita o di morte!.
Obizzo dEste sedeva davanti alla propria tenda, intento a nutrire uno sparviero con dei
brandelli di carne. Se li faceva strappare dalle dita, istigando la bestia a far forza con il rostro.
Avvicinandosi a lui, Maynard non pot esimersi dal fissare le sue iridi nere, immobili sul predatore.
Unimpresa ardua indovinare i pensieri che nascondevano. Ignoravo foste giunto fin qui per dedicarvi
alla falconeria, esord con tono tuttaltro che faceto.
Per meditare su chi  cacciatore e chi preda, piuttosto, ribatt il nobiluomo sollevando lo
sguardo.
Rocheblanche sorvol su quellapparente indifferenza. In ognuno di noi non albergano forse
entrambe le nature?.
Sua signoria pos lo sparviero su un trespolo. Non alludo allistinto rapace delluomo,
specific, bens alla misura in cui ciascuno di noi  consapevole di avere, sopra la testa, degli artigli
sempre pronti a ghermirlo.
Io vado ben oltre la consapevolezza, sorrise amaramente. Li scorgo benissimo.
Davvero?. Obizzo lo fiss enigmatico. Forse riponete troppa fiducia
nella portata del vostro sguardo.
In quanto al vostro, invece, ribatt Maynard, si  mai posato su questo?. Cos dicendo, apr
la bisaccia che portava sotto il mantello e gli mostr il ritratto di donna trovato due notti prima.
LEstense si accigli di colpo. A cosa vi riferite, con esattezza?
Da quando lho rinvenuto non mi do requie, confess, osservando il dipinto. Non riesco a
capire perch assomigli tanto a Lippa Ariosti.
La somiglianza  ovvia, sbuff Obizzo, dacch si tratta della sorella.
Il cavaliere sobbalz. La... sorella?.
Il marchese parve godere del suo stupore. Margherita Ariosti, nata da madre diversa e di
qualche anno pi giovane, rivel. Circa un mese fa estern la sua intenzione di insediarsi a Ferrara e
io acconsentii, ritenendo legittimo che tra i nobili forestieri giunti a rimpinguare il sangue della citt
rientrassero anche gli Ariosti di Bologna.
Maynard ebbe limpressione di cogliere un accenno di bramosia che suggeriva un
interessamento assai pi personale di quanto gli venisse prospettato. Del resto, Margherita Ariosi
somigliava a tal punto alla sorella da non escludere che avesse suscitato il desiderio di Obizzo. E forse
anche la sua gelosia. Ho bisogno di parlare con quella dama, rivel. Dove posso trovarla?
Cosa vi fa presumere che lo sappia?
Se non voi, chi?
Assegnare le dimore rientra fra i compiti del giudice dei Savi. LEstense gli si par di fronte
con aria di sfida. Fra i miei, invece, rientra quello di comprendere cosa pretenda un cavaliere infido da
una nobile signora di Ferrara.
Dovrete accontentarvi, ribatt aspramente il francese, della medesima risposta che rivolsi a
fra Lamberto da Cingoli.
Al sentir nominare linquisitore, Obizzo arretr. Anche Cingoli  coinvolto?.
Rocheblanche lo scrut di sottecchi. Ho il sospetto che quel domenicano vi spaventi, lo
provoc. Dite, vostra grazia,  per sfuggire ai suoi artigli che vi siete ritirato qui? Forse ai vostri
burocrati sar sfuggito, ma a un uomo darme della mia esperienza  palese che in queste campagne
non si stia combattendo contro una feroce rivolta.
Non si  trattato di combattere una rivolta, precis lEstense, bens di bruciare un nido di
vipere.
Misera impresa, se mi  concesso dire. Ho scorto gli impiccati sugli alberi.
Non parlereste con tanta leggerezza se aveste udito il loro grido di battaglia. Obizzo distolse
lo sguardo, in preda a un fremito di rabbia, e dun tratto snocciol:  Pro bono malum.
Per Maynard fu un fulmine a ciel sereno. Come i messaggi rinvenuti a palazzo?.
Il marchese annu. Non erano in molti, a esser franchi. Una marmaglia di plebei armati di falci
e forconi. Abbattuti i pi feroci, ho sguinzagliato i miei esploratori per stanare i sopravvissuti che si
annidano nelle selve circostanti.
Rocheblanche colse subito un nesso con quanto gli era accaduto due notti prima, nella casa
delluomo con la voglia. Anche in quel frangente si era scontrato con due plebei nemici degli Este. Ben
rammentava, inoltre, che nel precedente inseguimento era stato fatto inciampare da un moccioso vestito
di cenci. Dun tratto cap. Chiunque tendesse i fili della congiura, voleva aizzare il popolo contro
lAquila Bianca. Tenne per s lintuizione, dando voce a ben altre perplessit. Comprendo le vostre
ragioni, messere. Ci per non basta a spiegare la vostra prolungata assenza a corte.
Sto temporeggiando, lo capite?, sbott allimprovviso Obizzo. Se quel diavolo di Durfort, il
generale del papa, mi sapesse disponibile allazione, non esiterebbe a pretendere i miei servigi per
combattere i ribelli di Faenza.
E io non ho n il tempo n la voglia di occuparmi di incombenze che non mi riguardano!.
Maynard lo fiss basito. Perch me ne parlate?
Perch non voglio che mi crediate un codardo, bofonchi lEstense. O
forse pensate che basti un frate di san Domenico a spaventarmi?.
Il cavaliere iniziava davvero a crederlo, invece, e bench ne ignorasse il motivo ritenne
opportuno cercare le risposte altrove, in un altro momento.
Avrete dunque la vostra risposta, afferm con gravit, accennando al ritratto.  mia
opinione che questa dama sia coinvolta nella morte di madonna Lippa, vostra moglie.
Siete uscito di senno?, sibil il nobiluomo. Come osate nominare madonna Lippa? Non
lavete saputo? Ella per per un male fulmineo!. Lo respinse con astio, inferocito. Andatevene,
maledetto, prima che sguaini la spada! Andatevene o lo giuro, terr fede alla promessa di mandarvi
allinferno!.
Per quello ci sar tempo, messere. Frenando lorgoglio, il cavaliere gli rivolse un rigido
cenno di congedo. Prima di allontanarsi, aggiunse:
Sappiate che la congiura  ancora in atto. Ma non certo qui, in queste terre brulle. Non 
trascorso molto, infatti, dacch vostro figlio ha subito unaggressione a palazzo.
Poi rivolse lo sguardo verso gli stallaggi, la mente rivolta a Margherita Ariosti. La misteriosa
dama dai capelli rossi.
...
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33.
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Borgo di San Giorgio.
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...
Venturino seppe di essersi assicurato il futuro appena la vide. Monsignor vescovo non laveva
dichiarato apertamente, ma aveva lasciato trapelare la possibilit di un avanzamento di ruolo per chi tra
i suoi armigeri avesse rintracciato almeno una delle due persone ricercate. Daltronde non era un
mistero che la nomina di visdomino fosse rimasta vacante dalla morte dellOrsini, e che in molti
avrebbero venduto lanima al diavolo per ottenerla. Ma a scovarla era stato lui.
Laveva riconosciuta grazie alla ragazza che le camminava a fianco. La sorella minore, secondo
alcune voci. Il suoi occhi dai colori diversi spiccavano come un papavero in un campo di grano, e il
fatto di trovarla proprio l, al termine di una pista di indizi, fugava ogni dubbio che la donna accanto a
lei fosse Eudeline de Rocheblanche.
Rimase a spiarla dietro una grata di legno che separava il portico di unabitazione dalla strada.
Non si era aspettato una femmina del genere.
Bella e altera, camminava tra la gente con diffidenza, quasi si aspettasse un attacco imminente.
Eppure era consapevole di suscitare riverenza. Anzi, sembrava pretenderla.
Stava facendo ritorno dal mercato e puntava con la giovane compagna verso la sua dimora. Si
trattava di un ambiente modesto preso in affitto da un falegname. Era stato facile rintracciarlo, anche se
Venturino non riusciva ancora a capire perch una donna di nobili natali avesse scelto una simile
topaia.
Lavorando di fantasia, immagin per un attimo cosa significasse possederla, poi ritorn con la
mente agli ordini del vescovo. Rapirla senza destare sospetti. Impresa non facile in un borgo
frequentato come quello.
Avrebbe dovuto attendere la notte, intrufolarsi nel suo alloggio dopo aver comprato la
complicit dei pigionanti. E forse, nel buio, lavvenente Eudeline gli avrebbe fatto qualche concessione
nella speranza di esser lasciata libera...
Una lama curva gli sfior la gola come una carezza.
Al primo tentativo di scostarla, il metallo affond di unoncia nella carne.
Venturino cap di non avere alternativa. Luomo comparso dal nulla
indossava un mantello grigio e aveva la pelle pi nera del peccato.
Se sapeste..., lo mise in guardia Venturino, chi  il mio signore....
Mi  sufficiente conoscere il mio, ribatt il moro con unespressione torva. Ma forse a lui
interesser saperne di pi, e lo costrinse ad arretrare verso un vicolo ombroso. Ora avanzate piano,
faccio strada. E affinch teniate a freno lardimento, o la stupidit, sappiate che con laltra mano, quella
celata al vostro sguardo, vi sto puntando un secondo pugnale alla schiena.
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34.
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Sesto di San Romano.
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19 aprile.
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Luomo che si present al cospetto del vescovo Guido era di una stazza cos imponente da
strappargli, al suo comparire, un gemito di stupore. Vestiva interamente di nero, con un giaco di cuoio
tenuto in tensione dai muscoli del torace. Le mani erano abbastanza grandi da cingere il capo di un
bambino, le spalle ampie quanto il giogo di un bove. Non era privo, tuttavia, di una certa eleganza, di
cui faceva mostra ogni qualvolta cambiava posizione sullo scranno di legno.
Sua eccellenza aveva acconsentito a riceverlo in una stanza appartata, alla quale si accedeva
soltanto attraverso il chiostro della basilica di San Romano. Di tanto in tanto, per, scrutava il fagotto
che lo sconosciuto gli aveva consegnato a mo di omaggio e dubitava della propria assennatezza.
Non gli era stato necessario scostare quei lembi imbrattati di sangue per rendersi conto del
contenuto. Daltronde erano finiti i tempi delle mezze misure. I rimorsi e le paure lo spingevano ad
agire forse in maniera sconsiderata, ma nella costante ricerca di una via duscita dalle sue sciagure.
Cammin per lambiente con le dita intrecciate dietro la schiena, fermandosi di fronte
allindividuo. Bench fosse disarmato, laspetto era minaccioso. Rivolse unocchiata alluscio  due
armigeri, si rassicur, attendevano al lato opposto del battente  poi si accigli. Soltanto un
coraggioso o un folle si presenterebbe a un prelato recandogli in dono la testa di un suo servitore.
Lo sconosciuto sorrise, quasi gioviale. Cosa dire, invece, di chi accoglie un simile dono senza
batter ciglio?. Il suo tono rivelava un marcato accento francese. Anzich attendere risposta, indic con
un cenno del mento il fagotto. Si chiamava Venturino ed era una linguaccia. Anche se, per iniziare a
farlo parlare, ho dovuto lavorare di coltello.
Conoscete il nome mio e del mio sgherro, comment Guido. Per esitate a rivelare il
vostro.
Se lo pronunciassi, Satana in persona verrebbe fin qui a reclamarmi.
Luomo si sporse in avanti, come volesse fare una confidenza. Qualora si rivelasse necessario,
rivolgetevi a me con lappellativo di Namo.
Namo, il consigliere di Carlo Magno. Sua eccellenza lo scrut con scetticismo. Dubito siate
giunto fin qui per elargire suggerimenti.
Cerco risposte, infatti, bench alcune ne abbia gi ottenute dal vostro armigero. Un mio
servitore lha catturato mentre spiava Eudeline de Rocheblanche.
Conoscete quella donna?, sobbalz Guido.
La risata delluomo fu un suono cavernoso che fece tremare laria. S, disse. Abbastanza da
interrogarmi su cosa vogliate da lei.
Siete al suo servizio?
Ho forse laria di un servo?
Consegnatemela dunque, e sapr ricompensarvi a dovere.
Namo strinse le dita intorno ai braccioli, facendoli scricchiolare. Non esaudir mai una simile
richiesta, esclam, mentre una rabbia improvvisa gli deformava i tratti del viso. Eudeline  mia!,
aggiunse perentorio. Mia soltanto.
Fu abbastanza perch il prelato provasse una fitta di terrore. Arretr suo malgrado, lanciando
unocchiata verso la porta. Se non per questo, trov il coraggio di ribattere, qual  il motivo che vi
ha spinto a chiedermi udienza?.
Luomo in nero ritrov la calma, bench qualcosa di terribile continuasse palesemente ad
agitarsi sotto la sua pelle. Nel rispondere, sembr proferire una condanna a morte: Maynard de
Rocheblanche.
Guido si port una mano alla bocca. Non so di cosa stiate....
Namo scosse il capo. Quando aveva la testa ancora attaccata al collo, messer Venturino ha
rivelato il vostro legame con quel cavaliere. Alzatosi dallo scranno, si port verso luscio e appoggi
la schiena al battente, bloccandolo. Le braccia conserte e il viso ormai disteso lasciarono trapelare
lassoluta certezza che nulla e nessuno, a meno che lui non lavesse voluto, sarebbe riuscito a liberare
quel varco. Dovete capire, continu con teatrale indifferenza, che sono sulle tracce di quelluomo
da molto, molto tempo. Ci fu un periodo in cui lo credetti morto, dopodich scoprii il suo
coinvolgimento in una faccenda alquanto losca, verso la quale non nutro alcun interesse. A me importa
soltanto di lui, vi  chiaro? Bramo dincontrarlo per risolvere una questione rimasta in sospeso da
troppi anni, davvero troppi perch possa ancora indugiare. E nonostante abbia saputo da fonti certe che
egli vive ora a Ferrara, non riesco a rintracciarlo. Nessuno lo conosce, pare. Nessuno eccetto voi. Ecco
quindi spiegata la mia presenza:
voglio che mi riveliate dove si nasconde.
Guido di Baisio resistette allimpulso di camminare per la stanza come un topo in trappola. Si
convinse di essere ancora lui quello in vantaggio.
Dopotutto lo sconosciuto laveva appena ammesso, gli sarebbe stato impossibile trovare
Maynard se avesse continuato a ignorare dove cercarlo.
Sua eccellenza tuttavia era ben lungi dal voler collaborare. Bella pretesa, lo provoc, per chi
non offre nulla in cambio.
Namo gli rivolse un sorrisetto dintesa. Ci sar pur qualcosa di vostro interesse che nessuno sia
in grado di farvi ottenere.
Il vescovo sent una vocina farsi strada nella sua coscienza. In effetti qualcosa cera... Gli
sarebbe bastato suggerire a quel farabutto di far la spola dalla selva a San Domenico per ricevere in
cambio un enorme favore.
Eppure, lo stesso impulso che laveva indotto a mentire a Bertrand du Pouget gli impose di
resistere alla tentazione. Cosa volete esattamente da Rocheblanche?, volle sapere.
Ve lho detto. Si tratta di una questione personale.
Mi chiedete di tradire un uomo donore.
Nessun tradimento, eccellenza. Vi assicuro che, se mi sapesse vivo, messer Maynard
venderebbe lanima al diavolo pur di ottenere la stessa cosa che vi chiedo. E lo farebbe proprio in nome
dellonore di cui parlate.
Guido studi la sua espressione. Namo era sincero, ne era certo. Se si decise a parlare, tuttavia,
fu per limprovviso senso di familiarit che lo colse nel fissarlo in fondo agli occhi. In principio non
riusc a comprendere da dove provenisse quella sensazione, poi dovette portare una mano al petto per
contenere lo stupore. Oh, Signore! Come poteva essere possibile? Non cera alcuna logica in grado di
spiegare una simile coincidenza... Nessuna, nessuna! Eppure aveva guardato troppo a lungo per
credere di essersi ingannato! S, non aveva dubbio! Quegli occhi infiammati dardore erano...
gli stessi di Eudeline e di Maynard!
Nascose in fretta le emozioni, valutando la proposta di quelluomo dal misterioso passato.
Namo... O forse nemo, nessuno? Meglio sarebbe stato, in effetti, se fosse sparito nel nulla. La sua
offerta, tuttavia... Il vescovo si morse un labbro, combattuto tra la curiosit e il timore di sapere chi
fosse colui che gli si parava di fronte.  sincero, reiter la diabolica vocina dentro di s. Cosaltro
importava, in fin dei conti? Un ultimo sguardo alla testa mozza di Venturino e sua eccellenza gli si
avvicin risoluto. La mia condizione, disse,  che madonna Eudeline lasci Ferrara per sempre, con
voi o da sola, non minteressa, purch non divulghi n ora n mai lesistenza di certi debiti
contratti da un mio avo. Potete assumervi questo incarico?.
Senza scostarsi di una spanna, luomo in nero medit un istante, quindi annu.
Non  tutto, aggiunse Guido. Anchio cerco qualcuno. Il suo nome  Gualtiero de Bruni, un
giovane pittore. Se sarete cos abile da rintracciarlo e da consegnarlo vivo alla persona che vi dir,
avrete in cambio Maynard de Rocheblanche. Insieme alla mia eterna gratitudine.
LArabo attendeva in un luogo appartato, a pochi passi dalla facciata di San Romano. Con la
mano sinistra teneva in grembo la bimba in fasce, assopita nel tepore dei suoi abiti odorosi di spezie. La
destra giaceva sotto il mantello, sullelsa di un pugnale.
Appena vide il padrone uscire dalledificio gli rivolse un cenno.
Ebbene?, gli chiese appena fu vicino, controllando che non fosse seguito.
Il vescovo sa, sbuff luomo in nero, ma pretende troppo.
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35.
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Postribolo del Gambaro.
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21 aprile.
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A nord di Ferrara, non lungi dal Borgo di San Leonardo, lo stradello del Gambaro correva
parallelo alle mura, seguendo una fossa collegata al Padus.
Bench rientrasse nelle pertinenze di San Cristoforo dei Bastardini, offriva riparo sotto una fila
di olmi alle molte femmine che delle loro carni facevano meretricio. Vi sorgeva anche una taverna
detta Ganea6, meglio nota con il nome della strada, dove le pi graziose si concedevano a chi fosse
disposto a sborsare maggior pecunia.
Non era il primo luogo di malaffare che Maynard visitava in quel pomeriggio. Dalla contrada di
San Paolo a quella di San Romano, i bordelli erano molti e non sempre facilmente identificabili.
Tuttavia fu certo daver trovato quello giusto appena scorse una coppia di armigeri in uniforme
appostati davanti allentrata.
Si avvicin a viso coperto, nel caso uno dei due potesse riconoscerlo, e legato il suo cavallo
nero varc lingresso mostrando al lenone di non portare armi. Fu libero quindi di aggirarsi per latrio,
piuttosto squallido a onor del vero, fra le attenzioni delle putte che frequentavano il locale.
Nonostante si trovassero al chiuso, molte di loro esibivano senza vergogna 
anzi, a mo di vezzo  i collarini a sonaglio previsti dalle leggi suntuarie per le donne pubbliche.
Si ferm davanti a una scalinata diretta al piano superiore e chiese informazioni a una giovane
sguattera intenta a pulire i gradini, quindi le elarg una moneta e prosegu a passo svelto.
Lambiente soprastante presentava arredi meno spartani, in alcuni casi addirittura ricercati.
Vasi, candelabri e tappeti servivano a far acclimatare quel genere di clientela che non si accontentava
di amplessi frettolosi e fogliette di vino scadente. Per fortuna, tuttavia, gli ingressi delle stanze erano
separati dallesterno soltanto da comunissime tende. A Rocheblanche bast scostarle a una a una, con
discrezione, finch non trov luomo che stava cercando.
Filippo Migliorati se ne stava a mollo in una larga botte con una ragazza seduta a cavalcioni su
di lui. Era talmente attento al ballonzolare del suo seno
che non si accorse subito dellintruso. Rocheblanche ebbe tutto il tempo di entrare, scostare un
lembo del mantello sulla spalla destra e appoggiarsi allo stipite dellingresso.
Soltanto allora il giudice dei Savi lo vide. Tir una bestemmia e, disarcionata lamazzone, balz
fuori dal bacile per raggiungere la finestra.
Soccorso!, grid. Ma prima che riuscisse ad allertare gli armigeri in strada, Maynard afferr
un orinale di terracotta e glielo ruppe in testa.
Messer Filippo stramazz sul pavimento con le terga al vento, dando la possibilit a
Rocheblanche di tranquillizzare la ragazza e di congedarla con qualche moneta. Dopodich il francese
recuper un paio di brache appese su una sedia e le gett alluomo accasciato a terra.
Rivestitevi, vostra grazia.
Mettendosi carponi, il giudice dei Savi si massaggi il capo. Avreste potuto... uccidermi,
gemette ancora mezzo stordito.
Sarebbe stata una morte fin troppo onorevole per voi, lo canzon, osservando la sua testa
inzaccherata e cosparsa di cocci rotti. Una piccola rivincita per i modi altezzosi con cui quellodioso
toscano si era sempre rivolto a lui.
Il motteggio ebbe leffetto di far rinsavire il Migliorati, che allimprovviso scatt in piedi
sventolando le brache come un vessillo. Miserabile gallo, siete pazzo?, sinfervor. Aspettate che
sua signoria ne venga informato....
 stato proprio sua signoria a mandarmi da voi, ribatt Maynard, bench abbia omesso il
consiglio di cercarvi tra bordelli.
Scempiaggini! Messer Obizzo non si rivolgerebbe mai a un traditore, un omicida....
Fui io a rivolgermi a lui, in verit. Sono sulle tracce di una persona e a quanto pare voi siete
lunico in grado di indicarmi dove risieda.
A quelle parole, il giudice dei Savi cess di sbraitare e arretr. Mi avete preso per una spia?,
grugn indignato.
 per il bene del vostro signore, precis il cavaliere.
Quand cos, parler direttamente con sua signoria, e con un gesto sprezzante, il Migliorati
inizi a rivestirsi. Quanto a voi, messere, restate pure a trastullarvi in questo bordello! A meno che
non siate disposto a farvi scannare in qualche battaglia, siete inutile quanto una vecchia baldracca.
Anche nella remota eventualit che Rocheblanche si fosse sentito di indole cos clemente da
sorvolare su un simile affronto, gli restava comunque
troppo poco tempo. Si sent giustificato, pertanto, ad afferrare il verme seminudo per il collo e
sbatterlo con violenza contro una parete. Margherita Ariosti, giunta da Bologna!, sibil a denti stretti,
minacciando di sferrargli un pugno nelle parti basse. Rivelatemi allistante quale dimora le avete
assegnato, o giuro su Dio, parlerete s al marchese, ma con la grazia effeminata di una voce bianca!.
6 Dal latino, luogo di dissolutezza.
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36.
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Per giungere alla dimora di Margherita Ariosti era necessario uscire dalle mura allaltezza del
Castel Tedaldo e, superato il ponte di barche, seguire il corso del Padus verso est, oltre il Prato delle
Forche e la chiesa di San Giacomo. Al limitare del Borgo di San Luca, Maynard simbatt
nellabitazione segnalatagli da Francesco Migliorati. Si trattava di una villa i cui possedimenti si
estendevano fino ai dossi del fiume e a un mulino ad acqua costruito su palafitte, uno dei pochi a non
essere rientrato tra i benefici del vescovado. Il giudice dei Savi aveva sottolineato linteresse della
nobildonna soprattutto verso quel fabbricato, capace di affascinarla al punto da indurla a tralasciare
residenze pi eleganti e meno costose.
Fu a ragion veduta, dunque, che Rocheblanche decise di iniziare le ricerche da l. Leg il
morello a uno steccato vicino alla riva, sal sullargine e attravers un ponte che si collegava a una
banchina sorretta da un sistema di pali. Davanti a essa, circondato dai flutti grigio-azzurri, si ergeva un
mulino interamente in legno, lenorme ruota accarezzata dallacqua.
Si guard intorno per cogliere la presenza di eventuali guardiani e, non scorgendone, avanz
verso lingresso. Soltanto allora si rese conto che il mulino non era sorretto da pali, come la banchina,
bens ormeggiato. Lo scafo somigliava a una zattera, ma era tanto esteso da mantenere a galla una
struttura di due piani. Maynard ramment allora di averne gi notati di simili durante una delle sue
prime traversate del Padus.
Dopo essersi guardato alle spalle, entr. Lambiente inferiore era occupato quasi per intero da
una macina collegata a un voluminoso sistema di ordigni a riposo. Un onnipresente strato di polvere
suggeriva che nulla venisse mosso da tempo.
Dinanzi a un simile spettacolo, il cavaliere si chiese cosa avesse colpito Margherita Ariosti. Non
poteva certo essersi impossessata di un vecchio mulino per semplice capriccio, bench gli occhi gli
dicessero il contrario.
Imbocc una scala diretta al ballatoio, sperando di trovare delle risposte.
Raggiunta la sommit, si avvicin a un oculo affacciato sullentroterra. La veduta consentiva di
scorgere la residenza della nobildonna nella sua quasi totale interezza, una torre merlata cinta da
palizzate con tanto di corte e stallaggi. Nelle prossimit vi era un carro con due cavalli imbrigliati.
Qualcuno si preparava a partire.
Rivolse dunque lo sguardo verso linterno e diede una scorsa al ballatoio, trovandolo stipato di
botti, canestri di paglia e grovigli di cordame. Assai deluso, fu sul punto di scendere dabbasso quando
un odore vagamente familiare allert i suoi sensi. Pungente e al tempo stesso indefinito, come se
provenisse da... spezie! Inspir a fondo, meditando su dove lavesse gi fiutato. Era certo di non
ingannarsi, risaliva a eventi recenti... Ma quali?
Negli ultimi tempi non aveva visitato molti luoghi, perci gli sarebbe bastato procedere per
esclusione al fine di comprendere.
Di primo acchito pens agli incensi di San Domenico, ma scart subito lipotesi. Non si trattava
di un effluvio impiegato nelle chiese, e tuttavia era abbastanza certo di averlo percepito in un luogo
simile, o per lo meno altrettanto maestoso.
Dun tratto gli sovvenne lultimo incontro con Aldobrandino. E con una fitta di sgomento, cap.
Preso da unistintiva frenesia, cerc di identificare la fonte di quellodore.
Sembrava provenire dal basso, quindi si chin per seguirne la scia.
Fu allora che not i segni di trascinamento sullassito.
Qualcosa era stato spostato a semicerchio, pi volte. Come il battente di una porta.
Guidato da quellintuizione, tolse di mezzo gli oggetti che gli impedivano i movimenti e
controll la parete in corrispondenza dei segni, accorgendosi che si trattava di un tramezzo amovibile.
Vi fece scivolare i polpastrelli fino a individuare una fessura abbastanza larga perch potesse
aggrapparsi e fece forza verso di s, aprendo il passaggio.
Lodore che proveniva dallinterno era molto pi intenso.
Maynard si copr il naso con un lembo del mantello e avanz.
Il tramezzo nascondeva un ambiente attiguo al ballatoio, abbastanza spazioso da comprendere
uno scrittoio, qualche scansia di libri e un giaciglio.
Ma prima di realizzare a cosa servisse quel luogo, Rocheblanche fu attanagliato da
unimprovvisa morsa di terrore.
Stava l, a pochi passi da lui, nellombra. La bestia.
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37.
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Impieg un attimo per riprendere fiato, dopodich emise un sospiro e avanz verso la creatura
abominevole che lo fissava da un angolo della stanza. Aveva le corna di capro, ma le proporzioni del
muso erano quelle di un orso. Le mascelle, spalancate in una chiostra di denti acuminati, avrebbero
messo in ridicolo le tagliole di Silvano da Focomorto. Gli occhi per erano vuoti.
Rocheblanche trad un fremito di esitazione, poi infil le dita in quei neri pertugi. Una risata
convulsa gli mor in gola.
Pass quindi a esaminare il resto del corpo. Gli arti e il torace erano coperti da una pelliccia
bruna decorata con cinghie e borchie simili a squame, come si usava per i cavalli da guerra, bench
leffetto fosse assai pi spaventoso.
Prese una zampa con gli artigli simili a rostri e la soppes sul palmo, dopodich la lasci
ricadere penzoloni. Floscia, inoffensiva.
Ecco!, pens vittorioso. Se solo avesse avuto Lamberto da Cingoli al proprio fianco! Ecco, finalmente, la sua bestia apocalittica!
Un guscio vuoto appeso a una parete.
Senza sforzi eccessivi, un uomo di corporatura massiccia avrebbe potuto indossare quella pelle
e simulare le movenze di una fiera. Ci tuttavia non sarebbe bastato a ingannare locchio esperto di un
cacciatore di lupi, n tantomeno il giovane messer Aldobrandino.
Ecco perch Maynard torn a cercare la fonte dellodore che laveva guidato fin l, sempre pi
certo che fosse la causa di ogni visio soprannaturale. Frug sul tavolo e tra gli scaffali fino a notare un
baule seminascosto nellombra. Vi si inginocchi sopra e spacc il lucchetto con il pomo del pugnale,
ma appena lapr fu invaso da un aroma cos intenso da trovarsi costretto a indietreggiare.
Oppio, herba diaboli, giusquiamo... Le narici e gli occhi gli erano andati in fiamme. Sfreg il
viso con un lembo del mantello e si avvicin con maggior cautela per controllare il contenuto, quando
unimprovvisa vertigine gli fece perdere lequilibrio.
Si rialz carponi in preda alla nausea, imputando quella sensazione alle sostanze appena inalate.
Poi per si accorse che il pavimento si muoveva davvero, quasi fosse soggetto allo... sciabordio della
corrente!
Prima di concludere il pensiero, si era gi precipitato fuori dalla stanza e scendeva a rotta di
collo le scale di legno. Le pareti intorno alla macina emettevano cigolii sinistri, come avessero preso
vita. Appena si affacci allesterno, Maynard ebbe conferma dei propri timori.
Il mulino andava alla deriva.
Sulla banchina, un uomo si stava allontanando di corsa. Probabilmente dopo aver reciso gli
ormeggi.
Nel tempo di un amen, Rocheblanche slacci il mantello e si tuff nei flutti.
Il gelo del fiume lo avvolse feroce, facendolo immediatamente pentire di aver agito distinto.
Daltro canto era consapevole di non avere un istante da perdere. Era stato scoperto, i responsabili della
congiura sarebbero fuggiti!
Emerse in superficie e si oppose alla corrente, nuotando verso riva a suon di bracciate. Con gli
abiti zuppi e il freddo a intorpidirgli le membra non fu impresa facile, senza contare che il fluire
dellacqua lo trascinava a valle.
Maynard per non aveva intenzione di darsi per vinto. Non ora, a un passo dallo sciogliere il
mistero. Guadagn con accanimento la terraferma.
Giunto tra i canneti, super una distesa di melma sprofondando fino alle ginocchia e risal il
dosso, ormai esausto, fermandosi soltanto quando fu davanti al suo morello. In lontananza, vide un
carro schizzare fuori dallabitazione di Margherita Ariosti.
Montato in sella, Rocheblanche si lanci allinseguimento.
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38.
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Il carro lasciava dietro di s un turbine di polvere grigia. Maynard scart sulla sinistra per
ottenere maggior visibilit e aizz il cavallo. Gli abiti fradici erano duri come cuoio, il gelo del fiume
ancora nelle ossa. La carica del morello gli fece raggiungere la vettura, coperta sul retro da una
protezione di tela, portandolo a fianco del conducente. Costui, intento a usar le redini a mo di flagello,
prosegu la fuga verso la macchia.
Di fronte al progressivo infittirsi della vegetazione, Rocheblanche ag prima di trovarsi
impedito nei movimenti. Spost il peso su un fianco della sella, si aggrapp a un margine del carro e
rest appeso a mezzaria mentre il vetturino, con una smorfia rabbiosa, iniziava a prenderlo a staffilate.
Sotto di loro correva una lingua di fango, pietre e radici. Evitando di guardarla, il francese sopport
lattacco e si arrampic sulla serpa. Era a una spanna dal mulinare delle ruote, in equilibrio precario,
quando si trov di fronte al nemico. Si sbilanci per evitare una spinta, ma riusc comunque ad
afferrare la testa del rivale, affondandogli un pollice nellorbita. Sent un grido di dolore lacerargli
ludito, ma continu a esercitare la pressione fino a ridurre lo sgherro allimpotenza. Poi se ne liber
sbalzandolo a terra.
Ripreso il fiato e la padronanza del carro, prosegu tra gli alberi mentre il morello gli si
accodava al galoppo. Da sotto la copertura, qualcuno aveva iniziato a lanciare improperi. Con voce di donna.
Sgolatevi pure, pens Rocheblanche. Bench si trovasse a un passo dalla verit, avvertiva
soltanto il logorio per quellaccavallarsi di vicende. Al diavolo il marchese, il vescovo e i frati di San
Domenico. Desiderava non averci pi nulla a che fare, e riprendere il controllo della propria esistenza.
Giunto ai margini di un prato, fren i cavalli e scese a terra, ansioso di sapere se la femmina
misteriosa nascosta nel carro fosse proprio lei, Margherita. Ma quando scost la tela rimase esterrefatto.
Era il ritratto vivente di Lippa Ariosti.
Rossa in volto, la dama era ritta in piedi con uno stiletto in mano. Gli fece cenno di scostarsi e
sporse i piedi allesterno, posandoli sullerba. Cera grazia nei modi sprezzanti con cui si rassett
labito, un bliaut di velluto nero con vaporose affrappature. Mentre squadrava il francese in preda a una
collera astuta, silenziosa, affior dalle sue labbra un inaspettato sorriso.
Ditemi il vostro prezzo e sar felice di pagarvi.
Maynard stava ancora cercando di superare lo stupore quando fu scosso da quel tono
oltraggioso. Cosa credete?, ribatt. Non siete al cospetto di un masnadiere.
Eppure, lo contraddisse, servite un omicida.
Il francese intu a chi alludesse la donna e tuttavia, dopo mesi trascorsi in cerca di risposte,
desiderava affrontare la questione per gradi, senza dar nulla per scontato. Ne discuteremo tra un
attimo, disse autoritario. Prima rivelatemi il vostro nome, affinch sia certo di aver di fronte colei che credo.
Lei continu a fissarlo con i suoi occhi di smeraldo. Era con quelli, anzich con lesile lama che
si ostinava a brandire, a pungolare il suo orgoglio.
Margherita Ariosti da Bologna, conferm, sorella di una dama assassinata.
Se affermate il vero, chiar lui, vi offrir il mio aiuto per trovare giustizia.
La nobildonna rise, forse per sedurlo o per dissimulare lira della sconfitta.
Descrisse un semicerchio a piccoli passi, una lupa in procinto di attaccare, e inclin il capo
allindietro. Messer Maynard, dico bene?, lo sorprese ancora una volta. Forse ne siete alloscuro,
ma vi conosco. Mia sorella Lippa mi scrisse di voi in una lettera, una soltanto, ma sufficiente a farmi
capire che si era invaghita. Con un battito di ciglia tronc il discorso, dopodich ci fu solo sdegno.
Cosa vi fa credere che abbia bisogno di voi per ottenere giustizia?
Se accennate alla congiura contro gli Este, lammon Rocheblanche, non si tratta certo di
giustizia ma di follia.
E non  forse follia quella che spinse Obizzo dEste a compiere un gesto tanto scellerato? Fu
lui a spezzare la vita di mia sorella!.
Non potete esserne certa....
Invece lo sono!. Margherita Ariosti sollev lo stiletto per difendersi da un nemico
immaginario. So bene quanto Lippa temesse quelluomo, me ne accenn mille volte nelle sue lettere.
Mai con frasi esplicite, sintende, e tuttavia bastevoli ad alimentare le mie angosce. Ecco perch, non
appena mi giunse voce della sua dipartita mi recai a Ferrara, in anonimato, e con il favore delle tenebre
ne dissotterrai il corpo in cerca di prove che confermassero il mio presagio. E allora la vidi... Ah s, la
vidi, linfame ferita!.
Maynard avvert un brivido alla base della nuca. Quelle parole combaciavano fin troppo con i
resoconti di Duccio e di Aldobrandino perch potessero essere mendaci, eppure gli risvegliavano
immagini cos sordide da impedirgli di far chiarezza nei pensieri. Dun tratto gli sembr di essere
tornato a Reims, presso il castello di Rocheblanche, dinanzi alle brutalit commesse dal padre su sua
sorella Eudeline. Possibile?, si chiese in un crescendo di collera. Possibile che ogni nobile famiglia
celasse delle mostruosit? Emise un gemito strozzato e afferr la donna per un polso, disarmandola. Si
pu sapere di cosa state parlando?.
Lei tent di divincolarsi, impiegando pi forza di quanta ne rivelasse la sua esile figura, mentre
gli occhi saettavano dal volto di Maynard allo stiletto caduto sullerba. Uno sforzo invano, tuttavia.
Quando comprese di non potersi liberare dalla morsa del cavaliere, emise un lamento esasperato.
Parlo dellaffondo di pugnale che deturpava il costato di mia sorella!. Spi lespressione
attenta del cavaliere, infine prosegu: La ferita era stata occultata a dovere, con una fasciatura stretta
sotto gli abiti, affinch nessuno potesse n vedere, n sospettare....
Lui la scosse per il polso. Perch incolpate proprio Obizzo?
Perch chiunque altro lavrebbe pagata cara, rispose Margherita. Lui doveva sapere,
messere. Doveva! Prese Lippa in sposa quel giorno stesso, per poi deporla in una bara. Era al corrente
del suo stato, quindi anche della causa che le strappava la vita... Perch avrebbe dovuto lasciare
impunito un simile oltraggio?.
Alla vista delle lacrime della donna, il cavaliere lasci la presa e volse lo sguardo agli alberi,
unici testimoni di quel folle interrogatorio. Anche se fosse vero, voi ripagaste quel crimine con
altrettanta perfidia.  cos che intendete onorare la memoria di vostra sorella?
 Pro bono malum! , sibil Margherita, asciugandosi il viso. La mia idea di castigo  cosa
assai lenta, messere, soprattutto trattandosi di vendicare la devozione tradita di mia sorella. Daltronde,
voi che siete tanto facile ad ammonire, conoscete forse modi migliori di colpire un potente? Mi sono
servita del popolo per infoltire le fila dei miei alleati. Alleati inconsapevoli, sintenda, ma affratellati
dal malcontento e dal timore verso il sovrannaturale. Grazie a loro ho dato forma a una minaccia ben
pi paurosa di quella rappresentata da una singola femmina.
Maynard fissava ancora la macchia. Non era avvezzo ad accusare donne, e la consapevolezza di
trovarsi al cospetto di colei che aveva provocato i
disordini degli ultimi mesi non lo aiutava a usare la giusta durezza. Inoltre, ogni qualvolta
posava lo sguardo su di lei rivedeva i lineamenti di Lippa.
Rovesciare il marchese partendo dal basso, sfruttando la superstizione e la miseria del
volgo..., mormor con disapprovazione. Se  di questo che parlate, avete fallito.
Madonna Ariosti scosse il capo. Ho fatto il necessario per distrarre i miei inseguitori, per
spiarli indisturbati. E nel frattempo, mi sono insinuata a corte.
Laltra notte.... Il cavaliere digrign i denti. Siete stata voi a minacciare il giovane
Aldobrandino?
Desideravo far comprendere a Obizzo quanto indifeso sia il suo prezioso primogenito.
Non gli avete torto un capello, tuttavia.
Margherita si strinse nelle spalle. Scorsi qualcosa nel suo sguardo....
Fu la vostra voce, spieg Rocheblanche. Gli ramment quella della madre.
Anzich intenerirsi, la nobildonna gli rivolse un gesto sprezzante. Era ben altro genere di
pensieri che miravo a infondere nella sua mente!.
Come quelli instillati nei vostri seguaci? Avete approfittato della loro ignoranza, della loro
semplicit.
Ebbene? Ho agito alla stregua di chiunque possieda il talento di governare le masse. Le rane, i
conciliaboli nelle selve, i fantocci... Scempiaggini, per chi ignori quali formidabili armi siano la paura
dellignoto e le ossessioni.
A questo vi serviva la mistura di oppio e herba diaboli? A far passare per reale ci che non lo
era?
E voi, messere, siete certo di saper discernere il reale dallimmaginario?
Povero sciocco! La mistura di cui parlate non sprigiona semplici allucinazioni, bens offre allo
sguardo il mondo per quel che  davvero, oltre la trama dei suoi inganni e dei suoi infingimenti.
Rocheblanche non riusciva a comprendere perch Margherita si mostrasse tanto disposta a dare
spiegazioni quando invece avrebbe dovuto implorare piet, ribellarsi o tentare di fuggire. Dietro ogni
sua parola vibrava una rabbia quasi palpabile, al punto da indurlo a credere che, se solo avesse potuto,
lei lavrebbe ucciso senza alcuna esitazione. Ci nonostante la farsa continuava, come se la signora non
reputasse grave il fatto dessere stata fatta prigioniera. O non si considerasse tale. Al fine di indurla a
scoprire il suo gioco, il cavaliere la provoc. Se fosse come dite, la derise,
riconoscerei in voi la saggezza. Invece scorgo soltanto i segni della collera e della follia.
Eppure mi capite, lo percepisco, ribatt lei, altrimenti non vi sareste addentrato in simili
discorsi.
Vi capisco,  vero, ma soltanto in parte. Una giusta vendetta non va conseguita alle spese di
vite innocenti. Maynard tese il braccio per afferrarla. Pertanto verrete con me e affronterete il
marchese non come prigioniera, bens come si conviene a una nobildonna del vostro rango.
Margherita si ritrasse, battagliera. Ci che mi proponete  la gabbia.
Non avete scelta, chiar.
Invece ce lho!. Le labbra delle donna si arricciarono in un ghigno di sfida. Voi mi lascerete
libera, messere, su questo non ho alcun dubbio. O
quant vero Iddio, sarete responsabile della morte di una persona.
Vi fate beffe di me?, avvamp il francese, stringendole le dita intorno a una spalla.
Nessun inganno, rimarc lei, senza pi sottrarsi. Rammentate quanto vi ho detto? Ho avuto
tempo di spiare, di riconoscere i miei nemici... E il caso ha voluto che la mia trappola sia scattata
proprio oggi. Allung una mano per sfiorargli il viso, un accenno di carezza finch le unghie non gli
affondarono nella carne.
Rocheblanche la immobilizz, scatenando una sua risata malvagia.
Oh, mio povero messere!, lo canzon madonna Ariosti, tronfia nella propria vittoria. Avete
poco tempo per decidere, e scongiurare cos una grave disgrazia. Pochissimo! Lasciatemi andare
pertanto. Obbedite! Soltanto a questa condizione vi riveler il nome della vittima designata.
...
.
...
39.
...
.
...
Palazzo della Curia.
...
.
...
Eudeline aveva riflettuto a lungo se presentarsi o meno allappuntamento con il vescovo, ma
alla fine si era decisa a onorare la parola data. Del resto le sue ansie non riguardavano il reverendo
Guido, bens le insidie della strada.
Negli ultimi giorni aveva scorto ancora il saraceno, una volta al mercato del pesce e unaltra
mentre si recava in chiesa. Si era sempre trattato di avvistamenti fugaci, cui non era seguito alcun
incidente, finch la nobildonna, rincasando sul far della sera, si era accorta di essere seguita.
Sprangato luscio alle proprie spalle, si era precipitata alla finestra per spiare una figura
ammantata di grigio che si allontanava lentamente, dopo aver fatto il giro delledificio. Per Eudeline
era stato troppo. Aveva buttato gi dal letto Isabeau e, raccolti i loro averi, si era allontanata con lei dal
Borgo di San Giorgio per cercare rifugio in unaltra parte della citt.
Qualsiasi cosa tramasse, il saraceno non le avrebbe pi trovate. Quel pensiero per non bastava
a rassicurare la signora de Rocheblanche, specie nei momenti in cui era costretta ad aggirarsi indifesa
per le vie di Ferrara. Ma lidea di chiedere aiuto al fratello non la sfiorava nemmeno. Finch non fosse
venuta a patti con il vescovo, Maynard sarebbe dovuto restare alloscuro di ogni cosa.
Perci eccola di fronte a Guido di Baisio, a una settimana esatta dal loro primo incontro. Sua
eccellenza le era parso a disagio nellaccoglierla nel proprio studio, pi della volta precedente. Anzi, indispettito.
Eudeline gli sedette di fronte senza chiedere licenza. Sono tornata, vostra grazia. Come promesso.
Lo vedo, madonna, bofonchi il prelato.
Ne sembrate quasi stupito, osserv lei, per poi concedersi un gesto impaziente. Avete preso una decisione?
A costo di deludervi, no.
Bene, la prenderete ora.
Guido si alz in piedi con un sospiro esasperato. Non potete impormi nulla, io sono il presule di Ferrara!.
Sono le contingenze a imporvelo, sottoline Eudeline. Sempre che non temiate gli esattori della Camera Apostolica.
Fosse cos semplice..., fece per ribattere il vescovo. Un rovello segreto gli tolse la favella,
costringendolo a camminare per la stanza con le mani premute sul viso. In cerca di fuga, al pari di una
bestia, rivolse lo sguardo verso la bifora affacciata sul borgo di San Romano. Voi non capite...,
continu con voce spezzata. Ignorate delle questioni sottili e assai spinose a cui non posso, per
nessuna ragione... venir meno, ecco.
La signora de Rocheblanche lo contempl con distacco. Vi appellate alla mia compassione o alla vostra coscienza?
N luna n laltra potrebbero salvarmi, rispose gramo Baisio.
Ma Eudeline non poteva essere pi lontana dallimpietosirsi. Infiammata dal suo odio per gli
infingardi, si alz dallo scranno con unespressione di dileggio. Se cercate assoluzione, non  da me
che lavrete, gli rese noto.
Io sono qui soltanto per ottenere la salvezza di mio fratello e di un giovane innocente.
Innocente?, inve il religioso con un piglio isterico. Nessuno  innocente in questa vicenda.
Nessuno!.
Compreso voi, eccellenza.
Mi ritenete tanto spregevole? Sono ben consapevole delle mie colpe.
E dunque? Non cogliete nel mio intervento unoccasione per riscattarvi?.
Ritta come una verga, lo osserv vagare per lo studio in preda al tormento.
Era certa daver colto nella voce del prelato una nota di rimorso. Ancora adesso, studiando il
suo passo pesante, vi intravedeva lombra della contrizione. Non sapeva a cosa imputare un simile
stato, e tuttavia capiva di trovarsi di fronte a un uomo assai diverso da quello incontrato sette giorni
prima. A bilanciare il pentimento, per, vi era la paura. Eudeline si persuase che fosse proprio quella a
far esitare il reverendo Guido, perci decise di vincerla infondendogliene una ancora pi grande.
Avete forse dimenticato le mie minacce?, rimarc aggressiva. Non uscir da questo studio senza
aver ottenuto la vostra parola.
Voi non dovevate essere qui!, sbrait Baisio per tutta risposta. I suoi occhi iniziarono a
vagare fra le pareti della stanza, quasi a reclamare la presenza di una terza persona. Dannato Namo,
mugugn, perch non ha mantenuto la sua promessa?
A chi alludete?, sobbalz lei, tendendo lorecchio.
Tacete, Rocheblanche. Il vescovo si aggrapp alle colonnine della bifora, lo sguardo rivolto
al cielo. Quel vostro nome... Rocheblanche! Oh Signore,  caduto su di me come una maledizione! E
ora, ora che non so cosa fare....
Siete voi la maledizione, gli rinfacci Eudeline. Se solo Maynard non vi avesse ascoltato....
La sagoma di Guido di Baisio fremette in controluce. Io lho protetto, vostro fratello! A
discapito dei suoi errori e della sua cocciutaggine. Lho protetto finch mi  stato possibile, e con tutti i mezzi di cui....
La frase si interruppe in un gorgoglio.
Sua eccellenza barcoll allindietro, incespicando sullorlo di un tappeto.
In un crescendo di raccapriccio, Eudeline lo vide stramazzare bocconi con una freccia
conficcata nel petto.
Si precipit su di lui, sollevandogli la nuca. Eccellenza..., balbett, scrutando ora il suo
volto, ora la distesa di tetti oltre la finestra. Un arciere. Il pensiero le balen nella mente. Un arciere
appostato lass, da qualche parte.
Il prelato toss convulso mentre lincredulit del suo sguardo scemava in un repentino terrore.
Cerc di aggrapparsi alla donna per esprimere una richiesta di soccorso. Lei tuttavia non sapeva cosa
fare. Controll la ferita, talmente sbigottita da non avere fiato per gridare aiuto. Fuggi!, le impose
listinto. Fuggi prima che il tiratore colpisca anche te!
Si volt verso luscita, rammentandosi delle guardie appostate nel corridoio oltre il battente.
Tese i muscoli delle gambe e si prepar a scattare in quella direzione, ma si sent trattenere.
Guido la fissava con una cruda consapevolezza. Con un anelito di sofferenza, schiuse le labbra.
Svelta..., sussurr. Il cassetto....
Eccellenza, io....
Il cassetto... del mio... scrittoio....
In principio Eudeline non comprese, poi si rese conto che le iridi del ferito indugiavano
sullunico banco da scrittura presente nello studio.
Svelta....
La donna si domand se il terrore della morte lavesse reso pazzo. Poi si sforz di immaginare a
cosa avrebbe dato valore lei in una simile circostanza, e si rese conto di voler esaudire lultimo
desiderio di quelluomo. Lanciando unocchiata guardinga verso la finestra, si spost con cautela in
direzione dello scrittoio quando un sibilare improvviso la fece ritrarre. La freccia si conficc nella
parete, a una spanna dal suo collo. Oh Signore..., farfugli. Quel figlio dun cane era appostato
ancora l, sulla distesa di tegole! Vincendo la paura, si gett in avanti per non dargli il tempo di
prenderla di mira e si nascose dietro lo scrittoio. Rimase immobile, con il
cuore che batteva allimpazzata, quasi avesse corso allo spasimo.
Il vescovo era a pochi passi da lei, eppure sembrava distare un miglio.
Sdraiato sul pavimento, pallido come un cencio. Per un attimo le parve morto, poi si rianim
allimprovviso e, con un cenno che gli cost unenorme fatica, la invit a soddisfare la sua richiesta.
Allora Eudeline apr il cassetto che le era stato indicato. Allinterno cera una pergamena
vergata dinchiostro.
Prendetela..., biascic il vescovo con le pupille sbarrate. Prendetela, madonna... e fuggite prima che....
La voce si smorz in un sussurro.
Trascorse uneternit prima che Eudeline riuscisse a staccare gli occhi da quel volto privo di
vita. Poi, abbozzando un frettoloso segno della croce, si volt verso luscita, chiedendosi se sarebbe
stata pi veloce lei a raggiungerla, o larciere a colpirla.
Nel momento in cui Maynard fren il morello davanti al palazzo del vescovo, comprese di
essere giunto troppo tardi. Una ressa di curiosi occupava lo spiazzo davanti alla facciata, mettendo a
dura prova la ronda della guardia dingresso. Avanzando il pi possibile, smont da sella e si fece largo
tra la calca. Contieni la foga, simpose. Non era detto che lagguato di Margherita Ariosti fosse andato
a buon fine. Forse Guido di Baisio era sopravvissuto, magari semplicemente ferito. Eppure tutta quella
gente non lasciava presagire nulla di buono.
Messere, dovete seguirci!.
Rocheblanche si volt di scatto, imbattendosi in quattro soldati. I due pi arretrati brandivano le
picche con aria spavalda mentre gli altri tenevano i palmi sul pomolo della spada.
Chi ve lo ordina?, volle sapere, mentre la folla gli si assiepava intorno come per prepararsi ad
assistere a uno scontro. Maynard, al contrario, sperava di liberarsi di quegli importuni a parole, e in
fretta. Doveva assolutamente verificare le condizioni del vescovo, per poi correre al Palazzo della
Signoria e denunciare il tradimento di madonna Ariosti.
La Santa Inquisizione, gli fu risposto.
Riferite a fra Lamberto da Cingoli che non tarder a far rapporto. Prima, per, sono costretto a....
Vingannate, messere, ribatt uno dei miliziani, facendo cenno ai compagni di accerchiarlo.
Nessun rapporto, siete in arresto.
Incapace di credere alle proprie orecchie, Rocheblanche si ritrasse con sdegno. Con quale accusa?
Ve la comunicher il magister in persona. E ora sbrigatevi, siete atteso a San Domenico.
Maynard gli rivolse un sorriso di sfida. In arresto, lui! Era senzaltro una trappola, per la
sorpresa era troppa per consentirgli di ragionare con freddezza. Si trovava in uno di quei delicati
momenti in cui la mente indugia sui pro e i contro del metter mano alle armi, quando dun tratto scorse
una figura femminile sgusciare dalla calca e allontanarsi a passo svelto verso la piazza. Eudeline?, si
chiese basito. No, non poteva essere lei! La sapeva al sicuro, lontana da ogni insidia. Eppure quel volto,
quel portamento...
Sent limpulso di chiamarla per nome, ma non fece in tempo a dar fiato alla voce che una punta di lancia gli premette la schiena.
Non appena ebbe attraversato la piazza, la donna si mise a correre fino a imboccare un androne,
al sicuro dagli sguardi dei passanti. Era esausta, soffocata dallansia. Appoggi la schiena a una parete
e si lasci scivolare a terra. Viva per miracolo! Uscita dallo studio del vescovo, le era bastato lanciare
un grido dallarme per attirare le guardie, dopodich era scoppiato il putiferio. Per fortuna era stato
subito evidente che lei non centrasse nulla con la morte del reverendo Guido  la freccia era stata
chiaramente scoccata dallesterno. Aveva ottenuto quindi il permesso di andarsene, e appena uscita dal
palazzo si era allontanata in fretta per non restare coinvolta nellarresto di un uomo che non era riuscita
a scorgere.
Ora si trovava a pochi passi dal proprio rifugio, con Isabeau ad attenderla, ma nonostante fosse
ancora sconvolta non era in grado di aspettare oltre.
Doveva sapere!
Frug nella manica destra dellabito ed estrasse il documento che aveva sottratto dallo scrittoio
del vescovo, al prezzo di finire quasi infilzata da una freccia. Non riusciva proprio a immaginare cosa
avesse spinto quelluomo morente a insistere perch se ne appropriasse.
A prima vista sembrava un testamento. Lautore, Guido di Baisio in persona, apriva il testo con
una formula di remissione dei peccati, per poi proseguire con...
Eudeline de Rocheblanche si sent mancare il respiro.
...
.
...
40.
...
.
...
Cattedrale di San Giorgio.
...
.
...
23 aprile.
...
.
...
Il fiume di gente scorreva ininterrotto dal sesto di San Romano al Portale dei Pellegrini,
riversandosi nel corpo maestoso del duomo. Isabeau non aveva mai scorto una simile quantit di
popolo muoversi in ordine e in assoluto silenzio. E non avrebbe mai neppure immaginato che la
dipartita di un singolo prelato potesse richiamarne tanta. Certo, i banditori del clero avevano fatto la
loro parte, per ognuna di quelle persone aveva assistito a fin troppi decessi per non sentirsi nauseata
dai rintocchi delle campane a morto. Lunica spiegazione era che si trovassero l per onorare non un
uomo, bens il supremo simbolo della vita religiosa di Ferrara.
Al suono di tintinnabula, la processione si apr in due ali per lasciar passare un carro avvolto da
volute dincenso, dietro le quali sintravedeva il sarcofago di Guido di Baisio.
La ragazza si ferm ai margini della piazza, seguendo la scena accanto a Eudeline. A dispetto
del tepore della primavera erano entrambe avvolte in mantelli scuri, i lineamenti sprofondati nei
cappucci. Nessuno dovr riconoscerci, si era premurata di dirle la signora de Rocheblanche. Oltre a
quello, aveva aggiunto che la morte del vescovo avrebbe giovato sia a Gualtiero sia a Maynard. Ci
nondimeno sembrava preoccupata. Isabeau la vide cercare tra il viavai fino a soffermare lo sguardo su
un gruppo di frati dagli abiti bianchi e neri.
Perch siamo qui?, le chiese per lennesima volta.
Per tutta risposta, la nobildonna la prese per mano e si avvicin ai religiosi.
Reverendi padri, esord al loro cospetto con un breve inchino, ho lonore di parlare con i
predicatori di San Domenico?.
Si fece avanti il pi giovane e paffuto della compagnia. S figliola.
Eudeline titub un istante. Attraverso la stretta delle sue dita, Isabeau percep un fremito.
Cerco un uomo ospite del vostro convento, la sent pronunciare. Contavo di vederlo presenziare
oggi, alle esequie del vescovo, eppure non lo scorgo.
Il frate abbozz una smorfia perplessa. Il nostro ordine si avvale di molti servitori e conversi,
le fece presente. A chi vi riferite con esattezza?
A un cavaliere, rivel la donna. Il suo nome  Maynard de Rocheblanche.
Isabeau fece in tempo a scorgere limprovvisa espressione di stupore sul volto del domenicano.
Poi il rumoreggiare della folla la indusse a rivolgere lattenzione verso il fondo della piazza, dove un
drappello di soldati avanzava in testa a un codazzo di nobili. Ad aprir le fila, il marchese Obizzo III
dEste e il figlio maggiore in sella a due splendidi cavalli neri. Nere anche le vesti e i finimenti delle
bestie, in segno di lutto verso il presule.
Prima di poter assistere ad altro, la ragazza si sent strattonare per la mano e condurre in fretta e
furia lontano dalla calca. Cosa succede?, chiese allarmata.
Senza lasciare la presa, Eudeline allung passi rabbiosi sul selciato. Che Dio li maledica!,
esclam a denti stretti. Hanno imprigionato mio fratello!.
...
.
...
41.
...
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...
Convento di San Domenico, prigioni.
...
.
...
Maynard si trovava in cella da due giorni e nessuno si era ancora degnato di informarlo sulle
ragioni del suo arresto. Gli armigeri lavevano scortato direttamente nelle segrete della chiesa e
rinchiuso intra arctos muros, come si soleva fare per i destinati alla stanza dellinterrogatorio o ai ferri
del boia.
Poco importava che si fosse innocenti. Alla stregua di qualsiasi spirito disincantato,
Rocheblanche sapeva bene che essere presi in custodia dalla Santa Inquisizione equivaleva a una
presunzione di colpevolezza e che quindi, indipendentemente da ogni evidenza, si era gi stati ritenuti
colpevoli di gravi reati.
Gli rodeva inoltre daver lasciato fuggire Margherita Ariosti, che aveva ripagato la sua fiducia
con lennesima perfidia. Giunto al Palazzo della Curia, infatti, si era reso conto di non aver mai avuto
speranze di salvare il reverendo Guido.
Non sarebbe stato facile spiegarlo ai diretti interessati, bench, grazie a simili informazioni,
Maynard contava di poter tornare libero. Sempre che Lamberto da Cingoli non avesse altri motivi per
tenerlo in gabbia.
Per prima cosa, dunque, si sforz di comprendere in cosa fosse stato ritenuto colpevole. Quasi
con il rischio di persuadere se stesso.
Daltro canto era arduo mantenersi freddi in quelle condizioni, specie se gravati dal peso dei
rimorsi. Lindifferenza verso la sorella, i peccati dorgoglio, le vite spezzate e, non ultima, la collera
mai sopita nei confronti del padre presero quasi consistenza in quella nera cloaca. E il cavaliere si sent
un inetto. Era stata vana limpresa di difendere il Lapis exilii. A dispetto dellagognata espiazione,
sentiva di non essersi dimostrato allaltezza di nulla. Aveva solo alimentato la furia dentro di lui, nella
segreta speranza di farla esplodere, prima o poi, in un atto abominevole e devastante.
Batt un pugno sul muro. A ragion veduta non era migliore di Margherita Ariosti, n del
marchese Obizzo, n tantomeno del suo infame genitore. Per lo meno, quelle persone erano state
abbastanza oneste da accettare la propria natura. Invece cosa aveva fatto lui, se non nascondersi dietro
vacui propositi di rettitudine?
Colp ancora la parete, levando un grido di rabbia.
Chi c...?, ud mormorare allimprovviso.
Pi che la voce di un vivente, pareva un lamento uscito da un sepolcro.
Rocheblanche riemerse dai propri pensieri e tese lorecchio. Chi ha parlato?, chiese dopo una
breve esitazione.
La risposta si fece attendere. Ci fu una sorta di tramestio nella tenebra, come di un corpo che
strisciava e si appiattiva contro una parete. Abraham, mi chiamo Abraham..., sussurr infine
linvisibile presenza, tradendo un lieve sollievo. Chi... chi profer verbo?.
Maynard immagin che si trovasse in una cella attigua e prov una gran pena. Ogni sillaba di
quellinfelice trasmetteva paura e sottomissione, lasciando immaginare una lunga permanenza nelle
segrete di San Domenico.
Fece per rivelare il proprio nome quando fu colto da un presagio talmente inquietante da non
riuscire a trattenere una domanda: Abraham di Basilea...
il confectionarius?
S, s..., squitt luomo. E voi, messere... Voi chi siete, per riconoscermi dalla sola favella?
Rocheblanche, voci il cavaliere. Ma... non capisco! Vi credevo fuggito da Ferrara....
Rocheblanche?. Nel tono dellebreo serpeggi un astioso disprezzo. Che Dio vi maledica!.
Maynard si ritrasse dalla parete, sempre pi incredulo. Messere, non capisco... Io non....
Mi hanno cavato gli occhi per colpa vostra! I miei poveri occhi!. Segu un piagnucolio. Poi,
dopo un flebile sospiro, la voce di Abraham riemerse dallombra. La bestia... le lanterne... il
maleficium..., mormor febbrile.
Io non sapevo nulla, eppure loro... Oh, loro! Non furono paghi... capite?
Dissero che il sangue di Giuda  mendace... E io... Io.... Ancora uninterruzione, ancora
lamenti nelloscurit. Infine il miserabile sembr rianimarsi, incattivito. Perch li avete mandati da me?.
Per il cavaliere fu come ricevere uno schiaffo. Nel corso dellindagine era stato ben lungi dal proferire denunce al cospetto di Lamberto da Cingoli, proprio per evitare di sollevare errori e
fraintendimenti. Ma se non lui, chi poteva aver mai parlato? Chi altri se non... Fra Prudenzio, traditore bastardo!
Batt i palmi contro il portone della cella, sfogando la rabbia improvvisa.
Quellignobile verme! Certo, era stato lui. Laveva spiato fin dallinizio, sempre attaccato ai
calcagni con il suo sorriso mellifluo. Prov il desiderio
di afferrarlo per il collo e costringerlo a sputare la verit, parola dopo parola.
Percep un rumore di passi, un bagliore oltre la grata dello spioncino.
Chi diavolo ?, imprec pieno di rabbia.
Nessuno rispose. La presenza dellebreo sembrava essersi eclissata.
Infine un volto si profil oltre la feritoia del battente.
E Maynard si ritrov a fissare gli occhi senza luce di Obizzo Terzo dEste.
Dunque  vero, esclam, allinferno si incontrano i diavoli.
E i dannati, aggiunse il marchese, ammiccando in sua direzione.
Immagino siate qui per ragguagliarmi.
Non spetta a me, parve sottintendere Obizzo con un sorriso sfuggente. Ma il suo viso era poco
pi di un mosaico di ombre oltre lo spioncino. Volse lo sguardo a destra e poi a sinistra, quasi fosse
attratto dallambiente delle segrete. Circostanze singolari, non trovate?, osserv con tono mordace.
Evocano ricordi alquanto simili, e recenti.
Maynard resistette alla tentazione di sputargli in faccia. Al momento quelluomo rappresentava
il suo unico legame con il mondo esterno. Se voleva scoprire cosa lo aspettava, doveva stare al suo
gioco. Alludete a quando fui tenuto prigioniero nel palazzo marchionale, per vostro capriccio?
Se ben rammento, fu in quelloccasione che mi confidaste di aver fatto uccidere padre Facio di
Malaspina.
E anche se fosse?, prosegu con una punta dirrisione. Siete voi quello destinato a marcire in gattabuia.
Fosse pur vero, anche stavolta non sono io ad avere le mani lorde di sangue.
Dovrebbe forse importarmi?
Oltre ogni misura, mio nobile signore. Il cavaliere infil le dita nella grata e, con aria di sfida,
lo fiss. Perch, vedete, io so chi uccise Lippa Ariosti.
Ancora a vaneggiare su queste assurdit?, sinalber Obizzo. Colp il battente con ambo le
mani facendolo tremare. La mia sposa fu stroncata dalle febbri! Io stesso la trovai esangue, nel proprio
letto!.
Quindi, soggiunse Rocheblanche con sempre maggior fermezza, non vi sar sfuggito che era
stata pugnalata al costato.
La collera del marchese si plac allistante. Segu un gravoso silenzio, infine si ripresent allo
spioncino con una smorfia divisa tra lodio e lo sconcerto.
Voi, intrigante bastardo! Come avete fatto... Come siete riuscito a....
A venirne a conoscenza?. Maynard gli rivolse un sorriso astuto. Grazie ad alcune
testimonianze, per cominciare. Bench leggermente discordanti,
acuirono i miei sospetti fino a mettermi di fronte alla verit sul delitto.
Delitto consumato da un vigliacco. Daltro canto non c bisogno di scendere nei particolari,
dico bene? Voi li conoscete alla perfezione.
Malgrado il livore del marchese trapelasse anche attraverso la semioscurit, la sua voce risuon
atona. Ancora una volta, dunque, villudete di cogliere la verit.
Il cavaliere si strinse nelle spalle. Scorgo quanto basta per disprezzarvi.
Il nobile oltre la grata chin il capo. Fu un gesto quasi calcolato, privo di pentimento e di
qualsiasi altra emozione. Reputate sia semplice, per un uomo del mio rango, mantenere la potestas?
Sono lunico sopravvissuto di tre fratelli in seguito a battaglie, compromessi e anatemi. Non vi 
mattino in cui mi desti senza sfiorare lelsa del pugnale accanto al mio letto, sempre pronto a scovare
nemici, insidie, complotti! E voi siete qui a farmi la morale, ad accusarmi di... di cosa, per lesattezza?
Sono tutto fuorch un debole, messere. Pensavate davvero fossi disposto a subire le intemperanze di
una femmina?.
Maynard non si era certo aspettato unammissione di colpa, ma rest comunque basito dinanzi
alla spregiudicatezza dellEstense. Sembrava estendersi come bruma su ogni cosa e persona che aveva
intorno, adombrandoli, trasfigurandoli. Dietro quel velo impalpabile, tuttavia, si celava pur sempre un
essere umano con i suoi affetti e i suoi timori. Vi giustificherete in questo modo anche con vostro
figlio?.
Il marchese si ritrasse imprecando tra i denti. Se serbate un briciolo di affetto per
Aldobrandino....
Mi credete tanto ignobile?, lo interruppe Rocheblanche. Non sar certo io a metterlo contro
suo padre rivelandogli una simile mostruosit. So bene cosa sia lodio eterno verso un genitore.  una
ferita che logora, annientando giorno dopo giorno ogni altro sentimento. Spetter a voi aprirla, prima o
poi, quale giusto contrappasso per il sangue che avete versato. E tuttavia....
Emise un lungo sospiro, rammentandosi dun tratto di essere recluso nellanticamera
dellinferno. Bench lonore gli imponesse di non stringere patti con il carnefice della propria sposa, gli
serviva una moneta di scambio che gli consentisse di alleviare la propria situazione. Tuttavia la vostra
casata va protetta, seguit.  pertanto nellinteresse di Aldobrandino, non vostro, che intendo
mettervi in guardia da Margherita Ariosti.
Il marchese socchiuse le palpebre. La sorella di Lippa?.
Il cavaliere annu. Dietro il complotto contro gli Este si cela la sua
impronta. Le visioni della bestia, i messaggi delle rane, le rivolte contadine...
Tutto! Persino le allucinazioni avute da vostro figlio sono opera di quella donna. Sempre al fine
di confondervi e di tenervi impegnato su pi fronti, mentre tesseva la sua tela per vendicare la sorella.
Ne siete certo?
Me lo confess lei stessa poco prima che venissi arrestato. Se solo gli armigeri mi avessero
permesso di parlarvi....
Una vendetta..., riflett Obizzo. Anche se fosse, Margherita non  riuscita ad arrecarmi
alcun danno.
Davvero?, obiett Maynard. Quanti suoi seguaci avete ucciso nelle campagne? Erano vostri
sudditi prima di allearsi con quella donna. Grazie alle sue malie vi credevano un despota, la
personificazione del male.
Inoltre... non avete considerato quanto  accaduto al vescovo Guido.
Intendete dire che....
S, vostra grazia. Servendosi delle sue spie, Margherita Ariosti  venuta a conoscenza
dellindagine condotta dallInquisizione e ne ha individuato i maggiori responsabili. Primo fra tutti il
presule di Ferrara, che ha pagato con la morte, e immagino che il prossimo sarebbe stato fra Lamberto
da Cingoli, se non lavessi messa in fuga. Nel frattempo, quella donna si sarebbe concentrata su di voi,
intrufolandosi a corte. Vi avrebbe ammaliato, istupidito, fino a rendervi impotente.
Il marchese si chiuse in un silenzio ermetico e, quando il suo sguardo si mosse, fu attraversato
da un riflesso di sarcasmo. Avete dunque concluso lindagine, mi compiaccio, afferm. Forse per
avreste dovuto usare il vostro acume anche per guardarvi intorno, messere, e prendere coscienza dei
vostri problemi. Problemi ben pi grossi dei miei, mi si dice.
Li affronter con la consapevolezza di essere nel giusto, si difese Maynard, inorgoglito.
Vi  sfuggita, avete detto, ripet Obizzo con tono ormai distante. Abbozz un sorriso spietato.
Non accadr certo ai miei sicari. Poi si scost di lato e mise mano alla serratura.
Prima che Rocheblanche potesse ritrarsi, vide il battente aprirsi. La luce, bench fioca, invase
lintero varco delluscio, al cui centro si profil limmagine di un frate incappucciato.
Nel frattempo la voce del marchese risuon in lontananza: Il prigioniero  vostro, magister.
Fate pure con comodo. Per la vostra sicurezza, lascer i miei armigeri di guardia allingresso della
cella.
...
.
...
42.
...
.
...
Varcata la soglia della cella, fra Lamberto da Cingoli sollev il cappuccio della cappa e si
guard intorno con gli occhi simili a falene di brace.
Osserv le pareti chiazzate di muffa, segu il volteggiare di un pipistrello che aveva nidificato in
un pertugio del soffitto e infine intrecci le braccia al petto. Soltanto allora parve notare Rocheblanche.
Preghiamo, disse, facendogli cenno di inginocchiarsi.
Il cavaliere, che fremeva per la rabbia accumulata a causa di Obizzo, avrebbe preferito
misurarsi in un feroce alterco. Per giunta si sentiva tradito, e attendeva delle spiegazioni. Rimase ritto,
combattendo limpulso di afferrare il religioso per il collo. Perch mi avete fatto questo?, snocciol
con tono daccusa.
Linquisitore si limit a puntare lindice verso il basso, reiterando quello che non era stato un
semplice invito bens un ordine. Maynard lo scrut con diffidenza, pensando a quanto poco ci sarebbe
voluto per prenderlo come ostaggio e indurre le guardie a patteggiare la fuga. Ma a che pro? Cingoli
aveva senzaltro giocato di anticipo. Lo faceva da mesi, probabilmente, estendendo la propria rete ben
oltre i confini di San Domenico, forse fino al rifugio di Eudeline o addirittura allabbazia di Pomposa.
Alla luce di quel ragionamento, Maynard valut che fosse pi saggio starsene quieto e sforzarsi di
indovinare la strategia del nemico.
Singinocchi.
A quella vista fra Lamberto si fece il segno della croce e gli pose una mano sul capo. 
Confiteor Deo quia peccavi in cogitatione, in locutione et in opere, esord, per poi proseguire con un
sussurro. Voi avete peccato, messere, macchiandovi di una colpa cos oscena da lasciarmi stupito che
siate ancora in vita, anzich perduto tra le fiamme dellinferno. Non illudetevi, tuttavia, dacch siete
dannato. Lanelito di voce era sempre pi insinuante e funesto, al punto che avrebbe instillato la
disperazione nei cuori dei pi impavidi. Ma furono le parole successive ad atterrire Maynard,
strappandogli unimprecazione di incredulit. Siete dannato, s, rimarc il frate, da quando
decideste di occultare un segreto antichissimo a un principe della Chiesa. Oh, misero figliolo! Perch lo
faceste? Perch non alleviate il vostro cuore, hic et nunc, al fine di rimediare a un cos blasfemo
misfatto?.
Rocheblanche sent le dita del frate stringersi ad artiglio sul suo cranio, quasi volessero
inculcargli a forza quel sentimento di colpevolezza. Lui tuttavia era gi oltre la sorpresa e, tenendo lo
sguardo sullo strato di paglia che copriva il pavimento, cerc di contenere langoscia. Oh, destino
scellerato! Mai si sarebbe immaginato che potesse accadere cos, mentre era prostrato nella completa
umiliazione! Meditando sulla prova suprema a cui andava incontro si era spesso figurato uno scontro a
viso aperto, nel rispetto reciproco di due nemici che si erano misurati a lungo, celati luno allaltro in
un paziente gioco dinganni. E invece eccolo l a rischiare di soccombere come un pedone qualsiasi
prima dello scacco matto.
No!, si disse dun tratto. Non sarebbe andata cos. Abbozz un sorriso brutale, pregustando il
sapore della battaglia imminente. Se i suoi avversari contavano di piegarlo con quel vile stratagemma,
sarebbero rimasti assai delusi. Sollev quindi il volto, sfidando linquisitore con unespressione
agguerrita. Preferite che confessi il mio segreto direttamente a voi, ribatt con voce cavernosa, o al
vostro misterioso padrone?
Non vi sono n servi n padroni nel sacro collegio dellEcclesia, lo ammon fra Lamberto,
bens fratelli vincolati dal solo amore del Padre.
Padre che tuttavia ha anche figli bastardi, ribatt il cavaliere levandosi di scatto, come sua
eminenza Bertrand du Pouget. Dite la verit!  lui il principe della Chiesa a cui accennaste?  per
soddisfare le sue brame che avete accondisceso a inscenare questa sordida commedia?
Come osate!, sibil il domenicano, inviperito. Pagherete cara la vostra bestemmia!.
Finendo in una cella ancora pi profonda?, lo sfid Maynard. Fatelo, suvvia! Mostratemi il
pugno di ferro! Ma se siete uomo almeno la met di quanto volete far credere, date sostanza alle vostre
parole e rivelatemi il momento in cui decideste di tradirmi.
Fra Lamberto era ben lungi dallintimorirsi. Rimase immobile, con il suo corpo nervoso e
magrissimo avvolto nella tonaca. Un inquisitore non tradisce, sentenzi. Al massimo, si accosta ai
sospetti con lintento di sondare i loro misfatti.
Quindi fin dallinizio dellindagine!, concluse Rocheblanche, ripensando al concatenarsi di
circostanze che lavevano condotto a quel momento.
Soltanto ora riusciva a scorgere il filo che le collegava. Linaspettata convocazione del vescovo,
lavvicinamento a San Domenico, le domande
indiscrete di fra Prudenzio... Ogni cosa al fine di tenerlo docchio, di scavare nei suoi segreti
con il pretesto dellindagine. Pretendo un chiarimento, disse. Fu unidea di Guido di Baisio?.
Lamberto da Cingoli rispose con una risata acida. Siete una mosca in trappola, messere!
Dibattervi nella tela servir soltanto ad aizzare il ragno.
Che venga!, avvamp il cavaliere. Dov ora?
Monsignor du Pouget  molto vicino, credetemi. Insiste tuttavia perch al momento sia io ad
accudirvi.
Dunque quel maledetto  gi tra le mura di Ferrara! Oh, padre... Se sapeste di quali delitti si 
macchiato, non gli portereste tanta riverenza.
Non pretenderete che vi creda, lo scoraggi linquisitore. Pur di fingersi innocenti, gli eretici
sono disposti a scaricare le colpe pi inimmaginabili sui loro accusatori.
Dun tratto Rocheblanche si vide cadere tra le mani lultimo tassello del mosaico. Ecco di cosa
veniva accusato! Io non sono eretico, si oppose con indignata incredulit. Sono devoto a Cristo e fui
addobbato cavaliere nella pi santa delle chiese di Parigi! La mia famiglia difende la croce da
generazioni e io stesso servii Filippo VI di Valois, re cattolicissimo, in terra di Francia!.
Eppure, obiett prontamente Cingoli, vi ostinate a nascondere un cimelio ritenuto dal
cardinal du Pouget una preziosa reliquia. Lapis exilii, mi pare si chiami. Ebbene, io ignoro cosa spinga
monsignor Bertrand a volersene appropriare, ma da un porporato della sua saggezza non mi aspetto
altro che il santo proposito di valutare lautenticit della reliquia in questione. Autenticit che, se non
dovesse essere accertata, qualificherebbe voi come il custode di un artefatto concepito per diffondere
un culto menzognero... ovvero uneresia! Ora vi  chiaro? Da questo presupposto scaturisce la mia
accusa, che potr essere smentita soltanto dallevidenza dei fatti.
Ovvero, pretendete che una commissione di teologi esamini il Lapis exilii.
Esattamente.
Maynard era al di l dello sdegno. Fino ad allora aveva nutrito verso linquisitore un misto di
rispetto e di rivalit che gli aveva permesso di collaborare con lui pur senza condividerne le opinioni.
Persino dopo larresto si era sentito di concedergli il beneficio del dubbio, interpretando un simile
affronto come un eccesso di zelo. Ora per si stupiva di sentir
menzionare la reliquia di Cristo da una persona che, fino a un attimo prima, aveva reputato
estranea alla faccenda. Evidentemente Bertrand non aveva avuto scrupoli nel rivelare al frate quanto
necessario, pur di perseguire i propri scopi. Ma il cavaliere non era disposto a stare al gioco. Mai e poi
mai avrebbe rivelato che il Lapis exilii era la sacra mensa dellUltima Cena, celata al mondo proprio
per essere tenuta al sicuro da prelati corrotti come monsignor du Pouget. Mai avrebbe rivelato il suo
nascondiglio, o il nome dellabate a cui aveva giurato eterno silenzio. Quanto chiedete, ribatt,
sarebbe possibile soltanto se vi guidassi fino al Lapis exilii, e ci non avverr.
Linquisitore lo scrut mellifluo. Ritenete forse di avere scelta?
Oh, magister, ho ben compreso che appigliandovi al mio silenzio potreste accusarmi di crimen
heresiae senza sporcarvi la coscienza. Preferirei tuttavia fare la fine del martire anzich assecondare il
vostro viscido espediente.
Nessun espediente, messere.  semplice morale cristiana. Se si accetta che la verit vada
sempre e comunque rivelata, il vostro silenzio pu essere interpretato soltanto come il consapevole
occultamento di una menzogna. Vi sfido a dimostrare il contrario.
Maynard sorrise con amarezza. Non sarebbe prima opportuno verificare quali e quante
menzogne raccont a voi du Pouget?
Siete un uomo ardito, Rocheblanche. La voce di fra Lamberto lasci trapelare una punta di
cattiveria. Ma ho visto gente di maggior tempra cambiare idea assai alla svelta in queste segrete.
Caverete gli occhi anche a me, lo sfid, come faceste con il confectionarius ebreo?.
Prima di rispondere, il domenicano fug dal volto una smorfia compiaciuta. Forse non
approvate? O vi sentite usato? Ebbene, mi sono semplicemente servito di ogni strumento a mia
disposizione per risolvere lindagine, messere, e voi lo eravate. Vi piaccia o meno. Fu mia premura
interrogare lebreo non appena fra Prudenzio mi inform del suo legame con la pozione usata per il
maleficium.
Avreste potuto risparmiarvelo. Se vi giunsero alle orecchie le parole da me rivolte pocanzi a
sua signoria, saprete che ho risolto lindagine. Senza torturare nessuno, per giunta. A costo di
deludervi, posso confermare che a muovere i fili dellintrigo non  certo il diavolo, bens una donna.
Spesso sono sinonimi, ribatt linquisitore, atono.
Ho salvato il marchese, rimarc il cavaliere, inorgoglito. Per questo non
ho meriti?.
Per tutta risposta, Cingoli gli rivolse un ghigno beffardo. Rendo lode ai vostri meriti,
messere, e gli mostr i palmi rivolti verso lalto. Ma le mie mani non sono i piatti di una bilancia, su
cui le buone azioni possano alleviare il peso del peccato. Indietreggi verso la porta e buss con
noncuranza. Parlerete, Rocheblanche, lo giuro. In nome di Dio, del pentimento o della paura. Ma
credetemi, parlerete.
Dopodich il battente si apr, e il domenicano svan lasciando riecheggiare unultima, crudele
risata.
...
.
...
43.
...
.
...
Contrada di Boccacanale.
...
.
...
Bertrand du Pouget sapeva di aver vinto. Era questione di tempo e Rocheblanche avrebbe
parlato, permettendogli finalmente di mettere le mani sul Lapis exilii. E di diventare pontefice. Rivelata
al mondo lesistenza della reliquia suprema di Cristo, sarebbe stato facile per lui eliminare gli ostacoli
che si frapponevano alla conquista del potere. Karel di Lussemburgo, rex Romanorum, lavrebbe
aiutato insieme a una folta schiera di prelati desiderosi di una svolta nellEcclesia. Se papa Clemente
VI continuava a rintanarsi dietro il trono francese, il cardinale non avrebbe esitato a riprendersi Roma.
Si port al tavolo di quercia davanti al camino e apr lo scrigno posto sul ripiano. Non lo faceva
da tempo, frenato da un timore reverenziale per quanto conteneva. In quel giorno decisivo, tuttavia,
avvertiva il bisogno di sentirsi scrutato dallocchio di Dio.
Sollevato il coperchio, linterno rivel la presenza di due oggetti neri come la pece. Una coppa e
una punta di lancia. Il porporato mormor una preghiera e li sfior mentre una lieve scossa si
trasmetteva dai polpastrelli alla cervice.
Erano vive, quelle reliquie. Quasi che una scintilla divina fosse rimasta imprigionata nella
materia di cui erano composte.
La stessa scintilla che le aveva rese pi scure della notte. E del peccato.
Bertrand aveva penato a lungo per impossessarsene. Rintracciare il monaco Facio di Malaspina,
eliminare Jang de Blannen, inviare spie, manipolare uomini di potere... Si era trattato di ordire inganni
talmente intricati che quasi si dispiaceva di doverli celare al mondo. Nessuno per avrebbe dovuto
scoprire fino a dove si fosse spinto pur di conquistare i tesori menzionati nel libro dellebreo
Flegetanis. Al momento opportuno avrebbe dichiarato di essere stato guidato verso la loro scoperta da
una visione divina, al pari di un santo. Sarebbe bastato rivolgersi a un monaco amanuense e dettargli
parola per parola la storia, facendola diventare la legenda di colui che, scelto dagli angeli, aveva
rinvenuto la coppa di Cristo e la lancia di Longino.
Eppure ancora non bastava. Se intendeva conquistare la fama di
venerabilissimo e raggiungere il soglio pontificio, doveva conquistare anche il terzo fatidico
oggetto descritto da Flegetanis. Loggetto di cui nessuno, se non i suoi custodi, conosceva n la forma
n il nascondiglio. Il Lapis exilii.
La risposta era a portata di mano, chiusa nella mente di un uomo imprigionato nei bui recessi di
San Domenico. Si trattava di pazientare solo un po.
Ma du Pouget non riusciva a darsi requie.
Era vecchio. Bench le reliquie in suo possesso lavessero mantenuto in vigore e  ne era certo
 salvaguardato dalla peste, non lo liberavano dallossessione per lo scorrere del tempo. Ogni rintocco
di campana aumentava il peso dei settantanni che gli gravavano sulle spalle, rammentandogli quanto
sarebbe stato tragico morire a un passo dalla realizzazione delle proprie ambizioni. Non era quindi il
momento di riposarsi sugli allori. Fra Lamberto da Cingoli avrebbe dovuto agire bene, e in fretta.
Un avvicinarsi di passi lo indusse a richiudere lo scrigno. Fug dal volto ogni segno di
inquietudine, si adagi sullo scranno e attese il comparire di un servo.
Vostra grazia, esord un giovane in farsetto, fermandosi alluscio, un uomo chiede di voi.
Il porporato sobbalz. Quale uomo?. Nessuno sapeva della sua presenza a Ferrara. Nessuno
eccetto fra Lamberto e Guido di Baisio, di cui si erano appena celebrate le esequie. Il timore di essere
stato scoperto da Hector de Durfort, generale del papa, gli balen dun tratto nella mente.
Afferma di chiamarsi Namo, rivel il servo, e di essere qui in nome di sua eccellenza il
vescovo.
Dopo una breve esitazione, du Pouget torse la bocca. Fallo entrare... Ma gli armigeri si
tengano pronti.
Poco dopo, si trov di fronte a un energumeno dallespressione beffarda interamente vestito di
nero. Bench non portasse armi, trasmetteva un senso di minaccia tanto intenso quanto inconsueto. Pi
dello sgherro o del veterano, dava lidea del beccaio.
Barricato dietro il tavolo di quercia, Bertrand evit di alzarsi e si limit a rivolgergli un cenno di
benvenuto. Venite in nome di un prelato defunto, osserv.
Defunto, s, conferm Namo, bench le sue carni siano ancora tiepide.
Si piazz di fronte al prelato con le braccia conserte. Per esser pi precisi, non  trascorso
molto dacch monsignor Guido mi fece cenno di un giovane
pittore che avrei dovuto consegnare a voi.
Dite davvero? Eppure, a meno che la memoria non minganni, non ho da commissionare
affreschi.
Mi riferisco a Gualtiero de Bruni.
Oh, quel pittore, ribatt il prelato, nascondendo la sorpresa. Sapete dove si trova?
No eccellenza.
E allora perch siete alla mia presenza?
Perch in cambio di Gualtiero de Bruni, il reverendo Guido promise di consegnarmi Maynard
de Rocheblanche. Dopo la morte del vescovo ho fatto un paio di considerazioni, deducendo che anche
voi probabilmente conoscete quel cavaliere e il modo per rintracciarlo.
Bertrand inarc un sopracciglio, augurandosi con tutto il cuore che Baisio stesse bruciando
allinferno. Malfidato fino allultimo! Come aveva osato quellinetto rivelare a terzi delle informazioni
riservate? Passasse pure per il figlio di Elisa dEste, ma rendere noto a uno sconosciuto che un
cardinale di Avignone si trovava a Ferrara in anonimato equivaleva a un grave tradimento. Contenne la
rabbia, sfiorando i bordi del tavolo. Cosaltro immaginate di sapere?.
Namo fece un gesto vago. Be, c da interrogarsi assai su un prelato nascosto in un buco
come questo. Con le truppe pontificie acquartierate a meno di una giornata di cavallo, per giunta.
Non rester celato ancora a lungo, ribatt du Pouget con una punta di nervosismo.
Eppure, continu luomo, provocatorio, Guido di Baisio mi fece giurare di non rivelare a
nessuno la vostra presenza.
Bertrand lo fiss con sospetto. Siete stato voi a ucciderlo?
No davvero. E se ve lo state chiedendo, non rappresento una minaccia neppure per voi.
Il fatto stesso che siate al corrente della mia presenza dimostra il contrario.
Ebbene, svelatemi dov Rocheblanche e sparir come unombra.
Il prelato si concesse un ghigno volpino. Procediamo per gradi e parlatemi del giovane pittore.
Guido di Baisio si spinse al punto da rivelarvi perch mi interessa?
Namo sbuff. Non amo impicciarmi degli affari altrui.
Ci nondimeno, siete qui a pretendere.
Siete in grado di soddisfarmi?.
Per la prima volta luomo lasci trapelare un tono di minaccia. Le sue braccia si disgiunsero per
disporsi lungo i fianchi, i pugni stretti al pari di magli pronti a colpire. Eccolo, pens Bertrand, il
beccaio. Sollev le mani con finta indifferenza. Mi rincresce, sospir, non conosco alcun Maynard
de Rocheblanche.
Per tutta risposta, Namo si sporse di scatto e gli afferr il polso sinistro.
Non ho potuto fare a meno di notare lo stemma del vostro anello, mormor con una sorta di
sibilo. Nel vederlo, mi  immediatamente affiorato il ricordo di un armigero che due anni fa rap una
badessa di Reims e la rinchiuse in una vecchia torre. Fu ucciso da un mio servo, sapete? Non ebbe il
tempo di rivelare chi fosse il suo padrone, per recava sulla fibbia uninsegna. Un leone... Lo stesso
che ora vedo qui, su questo castone.
Curiosa coincidenza, se considerate che la badessa in questione  la sorella di Rocheblanche!
Affermate ancora di non conoscerlo?.
Avvampando per lo stupore e per la collera, il cardinale stratton il braccio nel tentativo di
liberarsi. Guardie!, voci con un gorgoglio rabbioso. Nel frattempo allung la mano destra sotto il
tavolo e azion una balestra nascosta sotto il ripiano. Due dardi scoccarono allunisono, colpendo
laggressore tra la coscia e linguine.
Il grido di Namo fu il rombo di un demone. Scatt indietro in preda al dolore, cercando appiglio
tra i mobili della stanza. La porta alle sue spalle si era gi spalancata, lasciando entrare una coppia di
armigeri con le spade in pugno. Alla loro vista, gli spasimi delluomo alimentarono una risata sinistra
che indusse Bertrand ad alzarsi in piedi per distanziarsi il pi possibile da lui.
Ignoro fino a che punto abbiate intrecciato verit e finzione, esclam il cardinale, ma non
posso permettermi di lasciare in vita il depositario di tanti misteri!.
Namo per non aveva alcuna intenzione di considerarsi sconfitto. Instabile sulle gambe lorde di
sangue, allarg le braccia per favorire luscita di due lunghi stiletti celati sotto le maniche. Ne conficc
uno nel collo di un armigero e si precipit verso luscita prima di finire infilzato dallaltro. Il battente,
che si era ormai richiuso, stridette allimpatto contro la sua spalla fin quasi a schiantarsi.
Fermatelo!, ordin Bertrand, appiattendosi contro una parete.
Il fuggiasco era gi fuori dalla portata del suo sguardo.
Ud rumori di combattimento provenire dallatrio, lo stramazzare di un
corpo, un portone che veniva spalancato... Infine il nitrito di un cavallo lanciato al galoppo
lungo la strada.
La furia delluomo in nero era durata solo pochi secondi.
Eppure era stata sufficiente a stravolgergli lesistenza.
...
.
...
44.
...
.
...
Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
...
.
...
24 aprile.
...
.
...
Rintanato nella sacrestia, padre Andrea sfogliava un polveroso messale con lapparente intento
di cercare spunti per il sermone della domenica in albis.
In verit gli era impossibile abbandonarsi allispirazione teologica, considerato che a dodici
giorni dalla santa Pasqua la tenebra funestava gi il mondo. La morte di Guido di Baisio era stata una
sferzata improvvisa, aggravata dallapprendere che a provocarla era stata unazione criminosa.
Man mano che voltava pagina, il fruscio della cartapecora diventava una carezza in grado di
astrarlo dalla realt. Richiam alla memoria il suo ultimo incontro con il vescovo, nella piazza di
Ferrara, davanti alla sacra rappresentazione che li aveva trovati discordi sul valore delle arti minori e
sui vincoli di lealt tra gli uomini. Se in quelloccasione avesse usato parole diverse, forse, il corso
degli eventi sarebbe mutato. Ma non fu quella la sua unica ragione di rammarico. Si dispiacque anche
di non aver preso parte alle esequie del prelato. Una tosse stizzosa e violenta, non ancora placatasi del
tutto, laveva costretto a letto per una settimana.
Il principale tormento di Andrea, per, nasceva dal sospetto di un legame tra lomicidio di sua
eccellenza e lindagine affidata a Rocheblanche.
Non aveva prove, naturalmente, anche se le nuove giunte sul cavaliere non lasciavano presagire
nulla di buono. Un arresto dei birri per ordine dellInquisizione era certo avvisaglia di una tempesta in arrivo.
Labate non disponeva di elementi sufficienti per farsi unopinione. Negli ultimi anni aveva
visto il francese compiere imprese talmente audaci da lasciarlo incerto se fossero state dettate dal
coraggio o piuttosto dalla follia.
In alcuni frangenti laveva biasimato, persino temuto, per poi riconoscere, dietro la sua smorfia
sprezzante, il volto di un uomo buono.
Daltro canto la bont non era una prerogativa dei giusti. Esistevano schiere di eretici, di
avventati e di dementi che potevano a pieno titolo definirsi buoni, eppure non altrettanto meritevoli di
aiuto. E per dirla tutta, padre Andrea ne aveva passate fin troppe per lasciarsi coinvolgere
nellennesima battaglia. A dispetto della corruzione che deturpava Ferrara, il cenobio di Pomposa era
finalmente diventato unisola di perfezione spirituale. I
confratelli avevano riscoperto attraverso le regole di Pier Damiani un monachesimo rigido e
incontaminato, sordo alle lusinghe del mondo.
Mancava solo una cosa per coronare le ambizioni dellabate: il restauro degli affreschi della
navata maggiore. Oh, se solo il Signore gli avesse inviato un mastro pittore allaltezza del compito!
Andrea lo sognava da cos tanto tempo da aver contemplato mille volte, nella propria fantasia, lopera
ultimata. Affinch non mancasse di nulla, aveva persino composto dei versi destinati ad accompagnare
ogni singola immagine, come la Biblia pauperum dipinta tre secoli prima nella basilica di
Montecassino per ordine dallabate Desiderio.
Labate per non si faceva illusioni. Se intendeva davvero riportare Pomposa agli antichi fasti
avrebbe dovuto cambiare strategia. A partire da Gualtiero de Bruni. Quellimpudente si era
avventurato in una selva troppo oscura perch potesse aspettarsi un ritorno del figliol prodigo. Inoltre
serviva denaro, molto denaro. E sempre che Andrea non volesse continuare a chiedere lelemosina ai
Rocheblanche, restando vincolato alla loro condotta, sarebbe stato costretto a cercare nuovi appoggi.
Nel successore di Guido di Baisio, per esempio. Anche se il futuro vescovo di Ferrara non era ancora
stato nominato, infatti, cera pi di un modo per scoprire il favorito del papa e ottenerne il patronato
prima che fosse assediato da torme di postulanti. Sarebbe bastato rivolgersi ai priori di Nonantola, di
Vallombrosa e di Santa Giustina, sempre informatissimi su indiscrezioni del genere.
Le mani del religioso, nel frattempo, vagavano inquiete tra le pagine del messale. Non era facile
per Andrea conciliare il suo lato pragmatico con quello emotivo, specie se si trattava di speculare sul
profitto mentre persone a lui care andavano incontro a un destino incerto. Una parte di s, pertanto,
continuava ad arrovellarsi per Maynard, per Gualtiero e per il misterioso omicidio del reverendo Guido.
Ma listintiva sfiducia verso la Provvidenza gli imponeva di mantenere unaccurata distanza da eventi
che avrebbero trascinato alla deriva i suoi progetti di conseguire un bene superiore.
Una voce garrula lo strapp a quelle riflessioni.
In fondo alla sacrestia, una testa di boccoli biondi faceva capolino oltre il battente dingresso.
Era Agostino, il famiglio che aveva preso il posto di Bonus dopo il flagello della pestilenza. Troppo
giovane per eguagliare lefficienza del suo predecessore, compensava linesperienza con la ventata di
ilarit che recava tra le ombre del monastero.
Una signora, dominus, annunci il servo. Chiede di voi.
Una signora..., rumin labate. Luso di quel termine era cos vago da allarmarlo. Si scost
dal leggio, accigliato. Sii pi preciso. Si tratta di una religiosa? Una nobildonna?.
Agostino indugi. Mosse il capo con indecisione, poi indic alle proprie spalle. Chiede di
essere ricevuta nel parlatorio.
Almeno il nome te lo rammenti?, sbuff Andrea, con tono di rimprovero.
S, dominus, gli rispose. Eudeline de Rocheblanche.
Era preoccupata, se ne accorse non appena la vide. Camminava avanti e indietro con le mani in
grembo, il respiro corto di chi trattiene lansia. Padre Andrea chiuse la porta dietro di s e le rivolse un
saluto, timoroso della tempesta che infuriava dentro quella donna.
Mio fratello!, esclam lei, voltandosi di scatto nella sua direzione. Mio fratello  stato fatto
prigioniero dalla Santa Inquisizione!.
Labate la invit a moderare i toni, preoccupato di non far trapelare nulla oltre il battente del
parlatorio. Lho saputo, disse pacato.
Ma Eudeline era troppo agitata per curarsi di mantenere la quiete del cenobio. Avanz verso
Andrea e lo afferr per una manica della tonaca.
Dovete escogitare qualcosa!, lo scosse. Dovete aiutarmi!.
Non equivocate, ve ne supplico. Il religioso si divincol con imbarazzo.
Mi rincresce assai per messer Maynard... Ma cosa potrei fare io?.
A quelle parole, la signora de Rocheblanche arretr, gli occhi pieni di sdegno. Andrea era
perfettamente consapevole di averla umiliata e gi si preparava a subire una trafila di furiosi insulti
quando, con grande sorpresa, la vide schiudere le labbra con unespressione imparziale.
Non avete amicizie nellordine di San Domenico?.
La fiss incredulo. Per quanto in pena per il fratello, non avrebbe mai immaginato che una
femmina di simile tempra fosse capace di frenare lorgoglio. Nessuno che conti, la deluse tuttavia.
Se il reverendo Guido fosse ancora in vita, lavrei certo interpellato. In questo frangente, per, mi
ritrovo impotente.
Siete comunque un uomo di Chiesa, un abate!, insistette Eudeline.
Possibile che la vostra parola non conti nulla?
Cos poco da indurmi a temere per me stesso, ribatt lui, rifugiandosi dietro un candelabro di
ferro battuto. Esit a proseguire, sfiorando un moccolo di candela. Se mi esponessi per salvare un
accusato di eresia..., spieg poi con ritrosia, farei la fine del topo.
La signora emise uno sbuffo di scherno. Siete cos pavido?
Ho molto da perdere, ribatt lui. Il mio cenobio, i miei monaci... Se mi succedesse
qualcosa, chi se ne prenderebbe cura?
A mio fratello per dovete parecchio, ve ne siete gi scordato?
No davvero! Il prode Rocheblanche mi soccorse in pi di unoccasione e io gliene sono
profondamente grato. Tuttavia, non posso che pregare affinch....
Me ne infischio delle vostre preghiere!. In un accesso di collera, Eudeline rovesci a terra il
candelabro e alz la voce, sovrastando il fragore metallico che si propagava per lambiente. Maynard
 caduto vittima di un tranello e di certo non rester a guardare! Fossi pure costretta a incolpare terzi!.
Labate si trov spalle al muro. Mi sfugge il significato... delle vostre parole....
Le intendete benissimo, invece, giacch manifestate fin troppe riserve per ignorare i sospetti
che gravano su Maynard. Si tratta del libro di Flegetanis, non  vero? Il falso profeta! Vi rifiutate di
intervenire per timore di render noto il vostro coinvolgimento nella vicenda.
Voi non dovreste.... Padre Andrea perse il filo delle parole, assalito dalle sue stesse paure. Si
sent completamente esposto, alla berlina, e tanto pi fragile dal momento che simili paure
riguardavano un segreto impossibile da rivelare, persino in confessione. Impose alle membra di non
tremare e affront la donna. Come fate a esserne a conoscenza?.
Il volto di lei avvampava purpureo ma il sorriso era freddo, quasi sfrontato.
Mio fratello mi rivel ogni cosa sul Lapis exilii e sul codice vergato secoli or sono dallebreo
Flegetanis, confess. Il codice noto come Millenarius, di cui sono certa di conoscere lattuale
collocazione.
Labate intu che ci fosse dellaltro, ma era fin troppo scosso per riuscire a mettere in ordine i
pensieri. Il Codex Millenarius  propriet di vostro fratello, si difese.
Ci nonostante, dubito labbia tenuto con s. Il prolungarsi delle sue indagini e la permanenza
a San Domenico avrebbero esposto il codice a troppi rischi. Andare perduto, per esempio, o finire sotto
occhi indiscreti.
Molto meglio nasconderlo in un luogo sicuro, custodito da persone fidate, lontano dalla citt.
Cos dicendo, Eudeline prese a guardarsi intorno. Un luogo come labbazia di Pomposa, per
intenderci.
Trattenendo un sussulto, Andrea pens distinto al libro che celava da mesi in uno scomparto
segreto del proprio studio e non os chiedersi cosa
sarebbe successo se linquisitore di Ferrara lavesse trovato. Anche se fosse?, ebbe il
coraggio di ribattere. Accusando me, non scagionerete il vostro nobile fratello. E oltretutto, come
potete esser certa che sia stato arrestato a causa del Codex Millenarius?
Oh, sospir lei, su questo non ho alcun dubbio.
Il religioso la scrut con disappunto. Dun tratto non avvertiva pi alcuna ostilit in quella
donna. Anzi, aveva colto nel suo tono una velata complicit.
Del resto, medit, non era forse venuta da lui in cerca di aiuto? Lungi da me voler mettere in
discussione la vostra arguzia, chiar con cautela, ma anche se conosceste ogni segreto di messer
Maynard non avreste comunque una visione completa dellintrigo a cui alludete. Credetemi, sarebbe
forse pi semplice sciogliere il leggendario nodo di Alessandro Magno.
Vi darei ragione se la mia conoscenza dei fatti si limitasse alla vostra, osserv Eudeline, ma
non  cos. Non da quando il reverendo Guido di Baisio fu ucciso alla mia presenza.
Un lampo di orrore attravers la mente dellabate. Quindi siete stata voi a....
Non fraintendetemi, padre, lo rassicur lei, oscurandosi. Io stessa per poco non ho perso la
vita in quellagguato. Il rischio tuttavia fu ben ripagato da ci che sua eccellenza mi affid prima di
esalare lultimo respiro.
Bench fosse dotato di una fervida immaginazione, Andrea non riusc a figurarsi quali e quanti
misteri avesse custodito un prelato versato per linganno come il vescovo Baisio. Per un attimo si
chiese addirittura se fosse saggio conoscerli. Poi la curiosit ebbe il sopravvento e lo spinse a rivolgere
unocchiata impaziente verso madonna del Rocheblanche. Sareste disposta a parlarmene?.
Lei non pareva attendere altro, suscitando in Andrea il presentimento che la sua invettiva non
fosse stata altro che un pretesto per minare le sue difese e condurlo a quel punto preciso della
conversazione.
Eudeline per non gli lasci il tempo di trarre delle conclusioni. Con incedere sinuoso, fece il
giro della stanza e si assicur che lunico ingresso presente fosse ben sigillato. Infine estrasse da una
tasca dellabito un rotolo di pergamena e glielo porse. Ecco lultima confessione di sua eccellenza,
confid. Qui c quanto occorre per sconfiggere i nemici di Maynard. Ma come dicevo, avr bisogno
del vostro aiuto.
Non ho ancora deciso di concedervelo, protest lui, pur tendendo la mano.
La donna finse di non udirlo. E anche del vostro asilo, per me e per mia sorella Isabeau.
Labate sbarr gli occhi, contrariato. Perch mai?
Perch negli ultimi giorni ho scorto un uomo, gli rispose, lasciando trapelare una punta di
timore. Un uomo che mi segue da Reims, per ragioni che ignoro.
...
.
...
45.
...
.
...
Quartiere di Santa Maria in Vado, locanda dello Scudo Nero Luomo che si faceva chiamare
Namo giaceva sul letto, tra fodere di guarnello chiazzate di scarlatto. Era giunto al rintocco dei vespri,
in groppa a un destriero lordo dello stesso sangue che gli colava a fiotti dalle cosce. Al suo comparire,
lArabo aveva dovuto sborsare una piccola fortuna per comprare il silenzio dei testimoni presenti in
strada e soprattutto del locandiere, da cui si era fatto aiutare per trasportare il cavaliere tramortito al
piano superiore.
Ora, finalmente solo, stava in piedi davanti al ferito, intento a esaminare i due dardi
incredibilmente appuntiti che gli aveva estratto dalla zona dellinguine. Io dubito dei miracoli, mio
buon signore, mormor riflessivo, ma parola mia, nessun medicus saprebbe spiegarsi come siate
riuscito a fuggire e mantenervi vigile con simili ordigni conficcati nella carne.
La furia e... la paura, grugn il ferito in preda agli spasimi.
Se solo aveste usato prudenza....
Taci, faccia di carbone!, strepit, dimenandosi con rabbia. Il suo volto era una maschera di
cera contratta dal dolore. Taci, o giuro su Dio....
LArabo gli mise una mano sul petto. La collera non far che accrescere lemorragia, lo
avvert. Poi si volt verso il lato opposto della stanza, attratto dal pianto di un infante.
Falla tacere..., gli ordin il padrone con una sorta di rantolo.
Non sar necessario. Cos dicendo, luomo dalla pelle debano intinse un ago ricurvo in una
ciotola di aceto e si assicur di aver pronto un rocchetto di filo ricavato dagli intestini di maiale, il
kitgut, che avrebbe utilizzato per cucire la sutura. Ben presto, mio signore, il dolore vi render cieco e
sordo.
Per pi tempo di quanto desidererete ricordare.
...
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46.
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...
Contrada di Boccacanale.
...
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...
17 maggio.
...
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...
La fame e la sete non lo smuovono. Nemmeno la tortura pare incrinare la tempra.
Nemmeno la frusta?
Nemmeno il ferro rovente, magister. Fra Lamberto da Cingoli lo precis con una punta di
sdegno, quasi a sottintendere di non essere lui il responsabile di un simile fallimento. Nella sua carriera
inquisitoriale aveva sempre saputo infondere il giusto terrore in chicchessia, senza mai lasciar muto un
reticente. Mai, fino ad allora.
Bertrand du Pouget lo scrut con una smorfia di disappunto. Attendeva ormai da un mese,
invano, e iniziava a manifestare evidenti segni di impazienza. Forse che un misterioso incantamento lo
preservi dal dolore?
Oh, il dolore lo sente, specific il frate, sperando di poterlo compiacere almeno in parte. Le
sue grida si avvertono fino ai merli della torre di San Domenico. Tuttavia, n implora n parla.
Il cardinale borbott qualcosa tra i denti. Sedeva al solito posto, sfiorato da uno spiraglio di luce
proveniente da una finestra. Tamburell le dita su uno scrigno posato sul tavolo, assai nervoso, poi
annu. La superbia del martire.
E se invece..., si azzard il frate, fosse davvero alloscuro di quanto gli si chiede?
Non siate imbecille!, sibil il prelato. Certo che sa. Sa eccome!. Si alz dallo scranno e lo
afferr per il bavero, fissandolo truce. Quello scellerato custodisce pi segreti di Simon Mago, non vi
 ancora chiaro? Per...
coltiva la speranza di farla franca!.
Il frate strinse le labbra, ferito nellorgoglio. O pi semplicemente, ribatt, vi odia al punto
di non volervi dare soddisfazione.
Se  per questo, mi odier anche di pi.
A cosa alludete?.
Il ghigno di du Pouget aveva un che di innaturale. Lasci andare Cingoli e si port a lato della
finestra, per spiare i movimenti della strada. Fate cessare le torture, ordin. Ormai  evidente che
Rocheblanche non tema
n la morte n il tormento. Lo si dovr motivare con stratagemmi pi sottili.
Vi riferite ai suoi affetti?, indag il frate.
La sorella, s. Eudeline de Rocheblanche. A pochi giorni dalla sua morte, Guido di Baisio mi
confid di aver scoperto che si trovava a Ferrara.
Ebbene, vostra eccellenza?
Forse quella donna risiede ancora in citt. Fatela cercare. Nel vederla in catene, messer
Maynard diverr certo pi accondiscendente. Immerso in una nuova trama di pensieri, il cardinale si
prepar a congedarlo. Dun tratto per manifest un ripensamento e sollev lindice. Nel caso le
ricerche di Eudeline si rivelassero vane, aggiunse, fate pure cercare un tal Gualtiero de Bruni. Si
tratta di un popolano, niente pi di un pittore. O almeno cos sembra a chi ne ignori le origini.
Bench piccato e impaziente di andarsene, Lamberto da Cingoli non pot trattenere una smorfia
incuriosita.
Bertrand non si degn nemmeno di rivolgergli lo sguardo. Di recente ho scoperto i legami di
quel giovane con i Rocheblanche, si limit a spiegare.
Non escludo che sia persino a conoscenza del Lapis exilii.
...
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47.
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Convento di San Domenico, prigioni.
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Il sogno dei tre cavalieri non lo tormentava da tempo. Quella notte, tuttavia, gli esplose nella
mente con la violenza di una folgore. Li vide erompere attraverso un sudario di bruma, con aureole
fiammeggianti simili a scie di cometa. Il primo recava in trofeo una corona, il secondo una lancia e il
terzo una coppa di sangue. Gridavano parole arcane, scagliati in una carica furiosa allincombere della
tenebra. Ed era, questultima, pi nera del Tartaro, unonda di buio eterno da cui usciva un nitrito
terrificante. Maynard la fiss con sgomento, pervaso da un misterioso senso di attrazione, scorgendovi
nel mezzo la cosa pi orrenda su cui avesse mai posato lo sguardo. Il muso di un cavallo scheletrico, la
bocca spalancata in una posa oscena.
Il fragore del sogno echeggiava ancora nella cella quando riprese conoscenza. Loscurit era
palpabile, pregna della stessa umidit che sentiva dentro le ossa, ma non certo impenetrabile. Era
piuttosto un intreccio di ombre attenuato da un lucore proveniente dallesterno.
Plac lorrore. Poi, come a ogni risveglio, si ramment della sua condizione di prigioniero. E
del dolore. Le membra erano tutto un crogiolo di ustioni, lividi e cicatrici, bench nessuna letale.
Obbediente agli ordini di Cingoli, chi lo aveva torturato laveva fatto soffrire senza procurargli alcun
tipo di menomazione. Forse per lasciargli la speranza di tornare alla propria vita, se solo avesse parlato.
Maynard sapeva quanto fosse insidiosa quella tacita promessa ed era per quella ragione che
aveva giurato a se stesso di ignorarla, preferendo di gran lunga considerarsi gi morto. E magari lo
fosse stato, in certi momenti! Se fino ad allora aveva sopportato lame, nerbate e tenaglie roventi, era
stato unicamente grazie alla rabbia che covava nel cuore. Una rabbia cos intensa da trascendere le
proprie sciagure. Non appena fu cosciente la cerc distinto, come ormai dabitudine, per aggrapparvisi.
Poi si accorse di avere compagnia.
Un uomo avvolto in un abito monastico.
Prima di capire se fosse sogno o realt, lo vide afferrare il cappuccio della cocolla e abbassarlo
con lentezza, scoprendo un volto anziano disciplinato da unampia tonsura. Tratti appena distinguibili
nella semioscurit, eppure
sufficienti a sbalordire il cavaliere. Oh Signore... quel volto! Soffoc le emozioni nel dubbio.
Doveva essere la pazzia, si disse. Oppure il diavolo, giunto fin l per farsi beffe di lui.
Intuendo forse quei pensieri, il monaco alz una mano e, con fare protettivo, gliela pose sul
capo. Amico mio, mormor. Figliolo.... I suoi occhi traboccavano di piet, la voce di indignazione.
Maynard plac sul nascere una crisi di pianto, per preservare quel po
dorgoglio che ancora gli era rimasto. Da quanto tempo non si trovava al cospetto di un amico?
Sent la commozione serrargli la gola. Oh, padre Andrea..., balbett. Cosa ci fate qui, allinferno?.
La mano del religioso indugi in una carezza. Sono giunto per darvi speranza.
Speranza?. Rocheblanche si ritrasse di scatto. La mia forza si basa tutta sulla rassegnazione,
e se solo mi azzardassi a sperare.... Nascose il viso tra le mani sudicie. Andatevene, vi supplico!
Andatevene prima che incarcerino anche voi.
Seminascosto nel velo dombra, lo sguardo dellabate parve indulgere in un sorriso. Anche se
volessi, non potrei farlo. Dovr prima onorare la promessa fatta a vostra sorella.
Eudeline?, esclam il prigioniero.
Esprimetevi a bassa voce, per carit. Il religioso si volt con cautela verso lo spioncino della
porta. Se mi trovo qui,  perch ho ottenuto licenza di confessarvi. Se la guardia intuisse la vera
ragione....
Maynard acu lo sguardo. Parlaste dunque con Lamberto da Cingoli?
Ho dovuto farlo, s, rispose Andrea, dacch la cella in cui siete rinchiuso  custodita da un
uomo di sua fiducia.
E linquisitore non si  insospettito?
Anche se fosse? Non avrebbe certo potuto negarmi un favore del genere.
Voi rischiate.
Se non lo facessi sarei un ignavo, precis Andrea, per poi assumere un tono di esortazione.
Ora veniamo al dunque, abbiamo poco tempo.
A quelle parole, Rocheblanche scord la tragedia in cui stava vivendo e si sent pervadere da un
familiare fervore. Non si trattava di mera curiosit, ma del sottile compiacimento di prendere parte,
ancora una volta, a un intrigo.
Forse, la voce del monaco si tramut in un sussurro cos flebile da indurre il cavaliere ad
accostare lorecchio, ignorate che il vescovo Guido, il giorno in cui fu ucciso, si trovava in compagnia
di vostra sorella Eudeline.
E che prima di spirare le affid una confessione scritta per sgravarsi, a suo dire, la coscienza.
Maynard abbozz una smorfia di sprezzo. Assai comodo da parte sua.
Non spetta a noi giudicare. A maggior ragione se il contenuto di quel documento possa
fornirvi un vantaggio sui vostri nemici.
Vi riferite a Bertrand du Pouget?.
Labate annu. Sua grazia  giunto a Ferrara.
Mi  gi noto, ribatt.  per suo volere che mi trovo qui. Du Pouget sta manovrando
Lamberto da Cingoli come un burattino, sperando di farmi confessare i segreti del Lapis exilii.
Nondimeno vi sfugge un particolare, soggiunse Andrea, ovvero che il cardinale non conosce
lenigma che svela il nascondiglio di quella reliquia.
Eppure..., Rocheblanche non riusc a trattenere lo stupore, non foste proprio voi, padre, a
riferirmi che il vescovo Guido si era impossessato di quel testo?
Infatti  cos. Ma a quanto pare, non lo rivel mai a monsignor Bertrand.
Il cavaliere ne rimase incredulo. Quindi, in parte, Baisio mi fu leale.
Labate sospir. Diviso comera tra la sua ottusa fedelt verso Avignone e la percezione di
cosa invece fosse giusto, egli fu certo logorato dal rimorso... E ci spiega la confessione che consegn a vostra sorella.
Confessione alquanto dettagliata, se mi  concesso dire. Secondo il suo contenuto, infatti, voi
non vi trovate a combattere soltanto contro Lamberto da Cingoli e Bertrand du Pouget. Questultimo
infatti dispone di un secondo, potente alleato: Obizzo III dEste.
Ho gi avuto modo di rendermene conto, bench non riesca a spiegarmi perch il marchese si
sia schierato a fianco di un suo antico oppositore.
La spiegazione affonda nel passato di questi uomini, gli rese noto Andrea. Ventanni or
sono, infatti, si verific un pericoloso contrasto tra la famiglia dEste e sua santit il papa. A causa delle
loro simpatie per Ludovico il Bavaro, il nobile Obizzo e i suoi fratelli furono dichiarati eretici e
processati dallInquisizione. Il ruolo dellaccusa fu in parte assegnato a Bertrand du Pouget, allora
investito di un tale potere da sguinzagliare contro i signori di Ferrara i pi feroci mastini della Chiesa.
Tra cui, un tal Lamberticius Cingulanus.
Ovvero... Lamberto da Cingoli!. In un crescendo di tensione, Maynard scord per un attimo
di moderare il tono della voce. Finalmente comprendo la strana reazione di sua signoria di fronte a quel domenicano!
Fu un maldestro tentativo di mascherare la paura.
Andrea fece un cenno di conferma. Alla vista di Cingoli, Obizzo dEste si imbatt
probabilmente nel suo pi grande timore, cio di subire un nuovo processo per eresia. Immaginate cosa
dovette provare quando, in un secondo momento, fu messo al corrente dallo stesso inquisitore della
presenza di Bertrand du Pouget a Ferrara. Guido di Baisio ne parla con precisione nella sua
testimonianza. In sostanza, descrive il marchese intrappolato in una sorta di tenaglia.
 per vigliaccheria, dunque, che Obizzo ha deciso di appoggiare Bertrand.
E anche, suppongo, per unindubbia antipatia nei vostri confronti.
Comunque sia, sono spacciato. Il francese fu sopraffatto da un improvviso sconforto. Non
fraintendetemi, reverendo padre. Vi sono assai grato per aver fatto chiarezza sulla vicenda, ma non
vedo come ci possa favorirmi e soprattutto aiutarmi a portare a termine la mia antica missione.
Labate gli rivolse un sorriso enigmatico. Vi riferite al vostro giuramento di recuperare le
reliquie del Cristo?
S, la punta di lancia e la coppa, rispose Maynard incupendosi ancor di pi. Le ho sognate
pocanzi, sapete? Erano nelle mani dei cavalieri dellApocalisse, la visio ricorrente di cui vi accennai
mesi fa. Ero ormai giunto a credere che quei tre araldi fossero un presagio della pestilenza, e invece...
eccoli di nuovo ad atterrirmi in groppa ai loro diabolici destrieri.
Stanotte, per la prima volta, ho intravisto alle loro spalle lincombere di una impenetrabile
oscurit e in mezzo a essa... il corsiero del quarto cavaliere.
Abbass il capo, rassegnato. Morte.
Non tutto  perduto, messere, lo consol Andrea. Nella sua testimonianza, il vescovo Guido
menziona anche le reliquie che veniste a cercare in questi feudi. Esse, scrive, passarono dalle mani del
monaco Facio di Malaspina a quelle di Bertrand du Pouget.
Rocheblanche lo fiss sbigottito. Dunque adesso si troverebbero... a Ferrara?.
Andrea annu. In un edificio del quartiere di Boccacanale, per lesattezza.
Dentro uno scrigno tenuto costantemente docchio dal cardinale.
Incurante delle fitte lancinanti alle membra, il cavaliere scatt in piedi e gli strinse le spalle.
Dimenticatevi di me, padre, e recuperate quelle reliquie.
Immediatamente!  lunica cosa che conti.
Ma messere..., si divincol il religioso.
Quindi affidatele al buon Gualtiero, seguit Rocheblanche. Lui sa dove portarle,  gi stato
in quel luogo e baster solo che....
Ragionate, in nome di Dio!, lo ammon il religioso, per poi proseguire con un bisbiglio. Non
capite? Se si riuscisse a dimostrare che Bertrand du Pouget vi fece imprigionare non per giusta causa,
ma per impossessarsi della terza reliquia del Cristo, verreste riconosciuto innocente.
Ma in tal modo, obiett Maynard, i segreti del Lapis exilii verrebbero svelati al mondo e io
avrei disonorato il mio giuramento.
E a vostra sorella non pensate?, insistette il monaco.
Il cavaliere fece un gesto impotente. Si sentiva terribilmente in colpa verso Eudeline. Se invece
di inseguire lonore perduto avesse deciso di starle accanto, lei avrebbe certamente sofferto meno e
forse, in quel momento, sarebbe stata sposata, con un marito e dei figli in grado di renderla ancora
felice. Molto meglio, dunque, liberarla dalla presenza di un fratello che lavrebbe costretta a sacrificarsi
ancora e ancora, fino a renderla folle. Mia sorella..., mormor, capir.
Labate per serbava un piglio combattivo. Ha agito con coraggio, si  sottoposta a rischi... E
voi la ripagate in questo modo?.
Rocheblanche torn a rannicchiarsi in un angolo della cella. Ditele che ho fallito e, ve ne
prego, cercate di esternarle tutto il mio rammarico. Ma io non posso... Non voglio che continui a
soffrire per causa mia.
Ragionate da stolto, messere.
Non mimporta. Farete ci che vi ho chiesto?.
A quella domanda, Andrea fu oppresso da un quasi visibile amalgama di paura e indecisione.
Io... Io non....
Prima che potesse formulare una frase, il prigioniero si alz da terra e gli strinse il bavero della
tonaca, ansante di rabbia. Osereste lasciare le reliquie del Salvatore nelle mani di un uomo
malvagio?
Giammai!, fremette il monaco.
Maynard lasci la presa. Me lo giurate?
Agir... nel limite del possibile. Labate si appoggi a una parete, oppresso da un improvviso
quanto enorme fardello. Vi supplico di comprendere, messere... Io non sono un uomo dazione.
Ancor meglio, siete un uomo di fede.
Una volta, forse.
E cosa colma ora quel vuoto?, lo provoc il cavaliere. La paura?.
Padre Andrea fu tentato di ribattere a tono, ma fren la lingua. Rimase
immobile, accanto alla parete, quasi fosse stato trafitto da una freccia. Per un attimo si ud
soltanto il suo respiro, accompagnato dal rumore di una goccia di umidit che batteva in qualche punto
remoto della prigione. Infine, emise un lungo sospiro. E sia, disse. Lo giuro.
Rocheblanche si rasseren. Allora, amico mio, non vi resta che benedirmi e prendere
commiato da questo luogo. Per sempre.
Il monaco ne rimase incredulo. Questo no, non posso prometterlo, sbott.
Oh, invece lo farete, rimarc Maynard con lintento di metterlo in guardia. Lo farete per non
alimentare uno dei maggiori sospetti di fra
Lamberto da Cingoli.
Ovvero?, lo interrog Andrea.
Vuole farmelo ammettere da giorni, invano, senza darsi mai requie, gli rivel. Perch quel
tarlo nella sua testa riguarda voi, reverendo padre.
Linquisitore  convinto che siate mio complice nella vicenda del Lapis exilii.
...
.
...
48.
...
.
...
Abbazia di Santa Maria di Pomposa, parlatorio.
...
.
...
23 maggio.
...
.
...
Padre Andrea camminava avanti e indietro, incapace di fugare dalla mente limmagine del
prigioniero. Gi da novizio aveva smesso di provare impressione per i segni delle torture inflitte ai
sospettati di eresia, eppure riconoscere quegli stessi segni sulla pelle di un uomo che reputava amico
era stato un duro colpo. Aveva faticato assai per nascondere le proprie emozioni davanti a
Rocheblanche, fin quando, uscito dal convento, si era cacciato in un vicolo deserto per dar sfogo a una
crisi di pianto. Persino nella penombra aveva distinto le sue terribili piaghe, ma si era imposto di
ingoiare unesclamazione pietosa per non ferire lorgoglio del cavaliere.
Da allora non riusciva a darsi requie. Incamminatosi a dorso di mulo verso il suo monastero, si
era interrogato se fosse il coraggio a fargli sopportare i ferri del boia, o piuttosto la volont di
autopunirsi per espiare un antico rimorso. Labate di Pomposa non era certo estraneo alle morbose
seduzioni dellautoflagellazione, n alle ossessioni che spingevano a eccedere in simili pratiche, e
conosceva abbastanza Maynard da sospettarlo incline a quel genere di cose. Forse il francese era
addirittura grato al Signore per averlo sottoposto a quella sfida disumana. Nondimeno, si trattava di
uningiustizia.
Linquietudine laveva accompagnato durante il viaggio di ritorno fino a quel momento
fatidico, in cui si vedeva costretto a render conto a Eudeline de Rocheblanche.
La dama, immobile, silenziosa, stava al centro del parlatorio con le mani in grembo. Da quando
aveva ottenuto ospitalit nellabbazia vestiva con un abito scuro simile a quelli indossati dalle beghine.
Altrettanto Isabeau che, accovacciata accanto al focolare, ingannava lattesa giocando con le orecchie
di Fiumano.
Prima di dar fiato alla voce, Andrea pos lo sguardo sul levriere, notando con una punta di
gelosia il sonnolento compiacimento con cui la bestia si concedeva alle attenzioni della ragazza, quindi
si rivolse alla signora de Rocheblanche. Se solo vedeste, esord torvo, in quali condizioni lho
trovato!.
Isabeau smise immediatamente di accarezzare il cane e sollev il capo,
atterrita. Fu Eudeline, per, a porre la domanda. Lhanno... torturato?, ansim.
Il religioso annu. Pur avendo meditato a lungo su quali parole usare, gli riusciva difficile
mantenere il distacco da quanto aveva visto. Gli sarebbe servito qualche giorno di raccoglimento per
placare lanimo e valutare la situazione a freddo, ma non poteva certo esimersi dagli obblighi verso
quelle donne. Si schiar la gola, costernato. Fra Lamberto da Cingoli non ha mostrato n riguardo n
carit.
Eudeline soffoc un grido di rabbia.
Tuttavia, aggiunse con lintento di confortarla, ho avuto limpressione che messer Maynard
non abbia subto danni permanenti.
Il cardinale lo vuole vivo, dedusse la donna, nellevidente sforzo di dissimulare langoscia.
Ha progetti a lungo termine.
Ci va oltre la mia e la vostra comprensione, comment Andrea. E
peggio ancora, quel testardo di vostro fratello non mostra il minimo interesse al riguardo.
Cosa intendete dire?
Che non vuole difendersi dalle accuse.
Ma... gli avete spiegato la situazione?
Per filo e per segno, madonna. Ci nonostante egli resta fedele al suo proposito dissennato. 
costernato, mortificato oltre ogni dire... ma piuttosto di farvi correre dei rischi sceglie la condanna.
La dama scosse il capo. Dovrete fargli cambiare idea.
Labate fece un gesto impotente. Mi ha costretto a giurare che non lo incontrer mai pi,
rispose deludendola. Fu sul punto di giustificare quella scelta adducendo i sospetti di Cingoli che
gravavano su di lui, poi decise di tenerlo per s. Pur di ottenere giustizia, lindomita Eudeline de
Rocheblanche avrebbe senzaltro consegnato non solo labate, ma lintero cenobio di Pomposa
allInquisizione. Meglio indirizzarla verso argomenti meno insidiosi. Daltronde, aggiunse labate
con aria coscienziosa, conoscete Maynard meglio di me. Anche se gli parlassi dieci, cento, mille volte,
non riuscirei comunque a smuoverlo dai suoi propositi.
Eudeline consult Isabeau con unocchiata, infine, sempre pi risoluta, si rivolse al religioso.
Significa che troveremo un altro modo.
Avete in mente qualcosa di preciso?, la interrog lui.
Libereremo mio fratello agendo dallesterno. Assolder dei mercenari, se sar necessario, e
con il favore della notte....
Sarebbe inutile, la disilluse. Il convento di San Domenico  pressoch inespugnabile, con la
sua torre poderosa e le mura guardate da arcieri...
Inoltre un simile azzardo vi esporrebbe al rischio di essere notata dai nemici di Maynard. Cosa
accadrebbe se si venisse a sapere che vi nascondete in questa abbazia?.
Lei soffoc unimprecazione, ma covava troppa rabbia per potersi contenere. Non
abbandoner mio fratello!, fin per sbottare, sollevando i pugni.
Nemmeno io, tent di quietarla labate.
La dama si volt di spalle e si sforz di riflettere, a dispetto dellespressione del viso che
preannunciava una sfuriata imminente. Rimase in silenzio, mentre la collera si raffreddava in un astio
quasi tangibile. C forse un altro modo, rivel infine. Mi riferisco alle reliquie del Cristo tenute in
custodia da Bertrand du Pouget. La punta di lancia e la coppa.
Il religioso annu. Ne ho discusso con vostro fratello. Egli mi ha fatto promettere di
recuperarle e di metterle al sicuro.
Se ce ne impossessassimo, rimugin Eudeline senza prestargli attenzione,
potremmo barattarle con Maynard.
Rocheblanche me lha proibito categoricamente, rimarc Andrea.
Inoltre ragionate, ve ne prego. Se anche riuscissimo a mettere le mani su quelle reliquie,
sarebbe impensabile pretendere....
Avete paura, padre?, lo zitt Eudeline in uno slancio di fierezza. A giudicare dal vostro
sguardo, si direbbe che nascondiate qualcosa.
Lui arretr dun passo. Ho soltanto bisogno di riflettere con calma.
Non possiamo permettercelo.
Al contrario, madonna. La situazione non ci  del tutto sfavorevole. Con quelle parole,
labate si sedette su una panca per dar voce a unidea che gli era balenata nella mente durante le ultime
ore del suo viaggio di ritorno.
Bench si trattasse di qualcosa di troppo vago per definirsi un piano, era lunica alternativa che
potesse contrapporre ai propositi avventati della signora de Rocheblanche. A dispetto dei loschi intenti
di Cingoli e di Pouget, inizi a spiegare, possiamo contare su due cose. La prima, che vostro fratello
non potr essere n processato n giustiziato dallInquisizione finch a Ferrara mancher un vescovo.
La seconda, che la presenza delle milizie pontificie nella vicina Romagna limita la libert dazione di
monsignor Bertrand.
Pi Andrea progrediva nella sua esposizione, pi la dama si faceva attenta.
Alla fine annu. Come suggerite di agire, pertanto?
Prolungare il pi possibile questa situazione di stallo, rispose lui con un sorrisetto astuto.
Per motivi che non vi riguardano, dopo la morte di Guido di Baisio avviai unindagine per scoprire chi
fosse il favorito a succederlo. E
proprio laltro ieri, grazie a un messaggio inviatomi in gran segreto da un monaco di Firenze, ne
appresi il nome.
Eudeline si strinse nelle spalle. Dunque entro breve la diocesi di Ferrara torner ad avere un
vescovo. Ebbene, come potete considerarlo un vantaggio?
Lo sar nel caso riuscissi a convincere il futuro vescovo a posticipare la propria investitura,
cos da farci guadagnare tempo. O, in alternativa, a intercedere per vostro fratello.
Sempre che Bertrand du Pouget non vi abbia preceduto, assicurandosi la lealt di quel
prelato.
 un rischio che reputo si debba correre. Andrea giunse le mani, assumendo uninvolontaria
posizione di supplica. Se cera una possibilit di spuntarla, era quella. Lasciatemi tentare.
La piega obliqua che attraversava la fronte di Eudeline enfatizzava una tacita obiezione. Siete
certo che non sia invece il caso di recuperare le reliquie in possesso di du Pouget?
Verr di sicuro il momento anche per questo. Ma pi tardi lo faremo e pi tardi il cardinale si
insospettir.
Lei alz le mani al cielo. Tutta questa cautela ... snervante!.
Per necessaria, giacch impossessarci delle reliquie non sar un gioco da bambini, fece
presente Andrea. Conoscere lubicazione di un oggetto non lo rende pi facile da rubare, specie se 
ben custodito.
Eudeline si trov costretta ad annuire. Occorrerebbe una persona abile in questo genere di
cose....
Una bazzecola, quindi, ironizz il monaco. Siete forse pratica del mondo dei ladri?
Lo far io!.
Si voltarono entrambi verso Isabeau. La ragazza era scattata in piedi con i pugni sui fianchi,
lespressione risoluta di un soldato.
Figliola, non siate sciocca..., minimizz labate.
Incurante del suo intervento, Isabeau fiss intensamente Eudeline. Non sarebbe la prima
volta.
Andrea la scrut sbigottito. Cosa vorreste insinuare?
Che non sono chi credete, rispose la giovane. Cammin verso il centro della stanza, sempre
pi sicura di s. Maynard ed Eudeline celarono la mia vera identit per proteggermi, ma vista la
situazione mi sento in obbligo di mettervi al corrente. I suoi occhi dai colori diversi si posarono su di
lui, quasi compiaciuti del suo sconcerto. Il mio sangue non appartiene n ai Rocheblanche n ad alcun
casato di alta schiatta. Sono la figlia di un guitto, orfana da quando ero bambina. E per sopravvivere,
fino a due anni fa, non disdegnai di intrufolarmi nei luoghi pi impensati per compiere dei furti.
Il reverendo Andrea spalanc la bocca, incredulo non tanto per quella rivelazione ma per le
bizzarre circostanze in cui si trovava invischiato.
Pareva non facesse in tempo ad abituarsi al progredire degli eventi che la realt intorno a lui
mutava di nuovo, mettendolo di fronte ad altri inganni. E
ora, per di pi, trovava conferma dellistintiva ritrosia che aveva sempre provato verso quella
ragazza. Era come se la vedesse per la prima volta.
Isabeau la ladra, la vagabonda, la seduttrice che aveva traviato il buon Gualtiero, allontanandolo
da Pomposa, dal Signore e dai propositi di grandezza... Sentendosi defraudato, le punt lindice contro.
Voi, maledetta bugiarda!.
Non  il momento di cedere al rancore, lo ammon Eudeline. Siamo qui riuniti per
collaborare, e quant vero Iddio lo faremo.
Mi chiedete di mettermi nelle mani di quella piccola vipera?, si scherm il monaco in un
crescendo di indignazione.
La dama si fece riflessiva. Soltanto se sar necessario, rispose. Per ora voglio riporre fiducia
nel vostro piano. Organizzate un incontro con il futuro vescovo di Ferrara, e si vedr. Ma a meno che
non minganni, padre, vi dovrete armare di qualcosa di pi efficace di un nobile intento, se volete
riscuotere successo.
Andrea la fiss contrariato. Cosaltro potrebbe indurre un uomo di Chiesa ad appoggiare la
nostra causa?
Il denaro, ovviamente, ribatt Eudeline. Una cospicua somma di denaro.
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PARTE TERZA.
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IL QUARTO CAVALIERE.
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49.
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Firenze, sestiere di San Pier a Scheraggio.
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13 giugno.
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In un gioco di arcate, colonne e murature baciate dal tramonto, la chiesa di San Pier si fondeva
nellocra della pietra forte con il Palazzo dei Priori e i resti di vetuste cinta. Padre Andrea laveva
raggiunta seguendo una via detta della Ninna, sfiancato dallinterminabile viaggio attraverso
lAppennino, lungo le selve ombrose della Garfagnana, la valle del Serchio e la via Francigena. Aveva
portato con s soltanto un famiglio, Basilio, che si era curato di proteggerlo, a Dio piacendo, in un
cammino irto di pericoli. Ora tuttavia, dinanzi alle bellezze di Firenze, il religioso dimenticava gli
affanni e finanche la paura per esser quasi precipitato in uno dei tanti burroni che aveva costeggiato a
dorso di mulo. Provava uneuforia di cui non beneficiava da tempo, quasi fosse tornato un giovane
novizio alla scoperta del mondo. Ramment a tal proposito il suo antico tutore, Severino da Padova,
che anni addietro gli aveva consigliato di non mettere mai da parte lo sguardo del viandante, poich in
esso si celava la chiave per saper riconoscere Dio in ogni cosa. E per un attimo labate credette di
averla ritrovata davvero, quella chiave, per essere subito dopo costretto a far di necessit virt. Proprio
allora, infatti, i rintocchi dei vespri stavano richiamando il clero alla funzione della messa, offrendogli
unoccasione che non si sarebbe ripresentata fino al giorno successivo. Smont quindi di sella e affid
la cavalcatura al servo, sistemando alla belle meglio la tonaca da viaggio.
Non trascorse molto dacch il portale del palazzo si spalanc, riversando sul selciato una
piccola processione di gentes togatae. Erano per buona parte monaci e frati, insieme a qualche chierico
dalle vesti sfarzose.
Prima che raggiungessero la chiesa, Andrea fece per avvicinarsi, quando uno scrupolo lo
indusse a esitare. Apr una borsa appesa alla sella del mulo, estrasse un foglio di bambagina e vi annot
poche righe con una grafite, dopodich affid il messaggio a Basilio. Va tu, gli ordin, indicando la
processione.
Il servo trad un lieve tentennamento.
Preferisci forse che il tuo abate si umili alla stregua di un comune
postulante?, lo spron il religioso.
No, dominus.
Allora va, spicciati. Consegna questo scritto a sua grazia il priore, senza scordar di dire chi
glielo manda, e non tornare prima daver ottenuto risposta.
Nellattesa che il buon Basilio eseguisse lincarico, Andrea prese il mulo per le redini e lo
condusse in un punto in penombra, lontano dal viavai della strada. Frattanto tenne docchio il servo. Lo
vide correre verso la processione, parlare con alcuni chierici e affidare il messaggio a un uomo alto,
dallaria distinta, con un appariscente crocifisso doro appeso al petto.
Doveva essere lui, suppose, il prescelto designato a diventare vescovo di Ferrara. Monsignor
Filippo di Neri dAntella. Soltanto il nome gli era stato rivelato dai suoi informatori, insieme a pochi
ragguagli di quasi nessuna utilit.
Dun tratto si accorse che Basilio aveva annuito e, con un saluto reverente, tornava in fretta sui
propri passi.
Ebbene?, lo interrog non appena lebbe di fronte.
Il priore vi reca i suoi omaggi, rispose il famiglio, trafelato, e si pregia di invitarvi domani
sera, allora decima, nel suo palazzo.
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50.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
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14 giugno.
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Dopo venti giorni trascorsi senza ricevere notizie attendibili sul fratello, Eudeline era in preda
allangustia. Quasi sicuramente Maynard era ancora vivo e, a voler prestare ascolto alle voci trapelate
dagli ambienti curiali, Lamberto da Cingoli aveva sospeso le torture. Ma era una magra consolazione, a
cui si aggiungeva lincertezza per la missione di padre Andrea. Bench la nobildonna apprezzasse
laiuto dellabate e ne lodasse larguzia, non era avvezza ad affidarsi a terzi. Specie in situazioni tanto
delicate. A quella logorante attesa, avrebbe preferito di gran lunga recarsi di persona a Firenze e trattare
faccia a faccia con il misterioso successore di Guido di Baisio. Per Andrea si era intestardito nel
volersene occupare da solo, chiamando in causa la necessit di tenerla al sicuro e in completo
anonimato.
Suo malgrado, Eudeline era stata costretta ad assentire. Se si fosse sparsa la voce che la signora
di Rocheblanche si trovava nei feudi di Ferrara e si stava adoperando per liberare il fratello, i sicari di
Bertrand du Pouget non avrebbero tardato a rintracciarla. Ragion per cui, labate si era premurato di
tener nascosta la sua identit persino ai monaci pomposiani, presentandola ai loro occhi come una
lontana cugina in attesa di essere accettata in un convento femminile.
Soltanto una persona, nel cenobio, era stata messa al corrente del vero nome di Eudeline e del
perch fosse stata accolta con Isabeau tra le mura dellabbazia. Si trattava di un giovane famiglio
incaricato di prendersi cura di lei e di difenderla a costo della vita nel periodo di assenza di Andrea.
Ecco perch, nel vederlo comparire allimprovviso, Eudeline presag di essere in pericolo.
In quel momento si trovava in una navatella del monastero, raccolta in preghiera davanti a una
Madonna del Popolo affrescata a sinistra dellaltare.
A onor del vero non era nelle condizioni di recitare un solo Ave Maria, immersa comera nelle
sue preoccupazioni. Aveva tuttavia deciso di recarsi in quel luogo per uscire dal cubicolo asfittico in
cui era stata confinata, approfittando della sospensione degli offici durante le prime ore del
pomeriggio.
Il giovane Agostino la raggiunse a passo svelto, guizzando con la sua chioma bionda tra le
panche su cui erano soliti inginocchiarsi i monaci.
Madonna, sussurr con gravit appena le fu di fronte, ho premura di conferire con voi.
Cosaccade?, si allarm lei.
In tarda mattinata sono giunti degli uomini che si spacciano per pellegrini.
E in realt non lo sono?
Lo stato dei loro cavalli non  tale da far presupporre un lungo viaggio.
Mentono, mi giocherei un occhio.
La dama studi il volto del servo. Tanto giovane da essere imberbe, lo sembrava ancor di pi
per via dei vaporosi boccoli da cherubino. Lo sguardo per era acuto, e non certo avvezzo a perdersi in
fantasticherie.
Anche se fosse, ribatt, perch dovrebbe interessarmi?
Uno di quegli individui ha confidato al padre portinaio di essere in cerca di una femmina di
nobile schiatta, e ha chiesto se per caso non si trovi in questa abbazia. Vi ha descritto per filo e per
segno, dopodich ha fatto il vostro nome.
Ne sei certo?
Ho udito distintamente, madonna, mentre attendevo che mi affidassero i cavalli.
Eudeline si sent pervadere da un improvviso e intenso calore. Non provava quella sensazione
da quando aveva scorto lArabo tra le vie di Ferrara, ma ora intuiva che il pericolo fosse ancora pi
grande. Doveva agire allistante e mettersi in salvo con Isabeau. Il portinaio ha parlato?.
Agostino si strinse nelle spalle. Ha detto che s, una femmina ci sarebbe, ma non risponde a
quel nome. Per quelluomo si  insospettito lo stesso.
Non c tempo da perdere, esclam lei, accennando a dirigersi verso unuscita diretta al
chiostro.
Sono qui per questo, le confid il servo, trattenendola per un braccio.
Eudeline si divincol. Avete fatto molto, ve ne do atto, ma ora....
Dovete fidarvi!, insistette lui, risoluto. Il venerabile abate aveva previsto una simile
evenienza e, prima di andarsene, mi ha istruito in merito.
Quelle parole la trovarono cos impreparata da lasciarla basita, bloccando ogni suo movimento.
Il giovane dai capelli biondi la scosse con forza.
Presto, mia signora!, la spron. Dovete seguirmi.
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51.
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Firenze, Palazzo dei Priori.
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Ledificio era maestoso, con la facciata in bugnato, i merli e il corpo simile a una fortezza.
Padre Andrea laveva ammirato risalendo la piazza, incapace di distogliere lo sguardo dalla torre
decentrata e sporgente che conferiva allinsieme un che di spettacolare. Bench lavesse gi notata il
giorno prima, continu ad avanzare con il naso allins fino a quando le guardie non gli consentirono di
accedere all aringhiera7 collegata alla porta principale.
Monsignor Filippo di Neri dAntella lo attendeva in una stanza decorata da arazzi e insegne
guelfe, tra cui si apriva una finestra ad arco che si affacciava su via Por Santa Maria. Il prelato si
trovava accanto a essa, intento a scrutare laffaccendarsi dei setaioli lungo la strada. Era alto, asciutto,
interamente vestito di nero, con le dita affusolate intrecciate dietro la schiena. Non appena si accorse
dellospite, lo fece accomodare su uno scranno di legno brunito e sedette di fronte a lui manifestando
uninvidiabile eleganza nei movimenti. Il venerabile abate Andrea di Pomposa, suppongo.
Il monaco annu. Sono assai riconoscente a vostra grazia, aggiunse, per tanta solerzia nel
ricevermi.
Il priore reag con un gesto allusivo, quasi a voler instaurare un legame di complicit che trov
conferma in una sua occhiata. Visto da dove provenite, disse, ho reputato saggio non farvi
attendere.
Tanto bast perch Andrea si sentisse inquisito. Quindi avete intuito....
Il mio discernimento va oltre lintuito. Monsignor Filippo indic la distesa di tetti oltre la
finestra con la noncuranza di chi allude a un teatrino di burattini. Giorni addietro fui informato dal
rettore di Vallombrosa della vostra brama di conoscere anzitempo il futuro vescovo di Ferrara. Fui io a
permettergli di rivelarvi il mio nome.
Quindi..., fremette, aspettavate la mia visita.
Il priore sorrise. Ci che ignoro, a conti fatti,  soltanto la causa che vi ha portato fin qui. Ma
con un piccolo sforzo, posso ben immaginarla.
Andrea strinse i braccioli indignato. Non  per elemosinare regalie, se  questo che insinuate.
Ci vi fa onore, lo plac Antella, sporgendosi in avanti. Cosaltro vi spinge, pertanto, a
separarvi dalle vostre nebbiose lande?.
Prima di rispondere, labate simpose la calma. Ancora gli sfuggiva se Filippo di Neri lo stesse
punzecchiando per diletto gratuito o per saggiare la sua tempra. Sospir con rammarico. Un caso di
coscienza, vostra grazia.
Non potreste attendere la mia investitura? Ormai manca poco prima che sua santit mi affidi
ufficialmente la diocesi di Ferrara.
Mi  impossibile, sottoline in uno slancio di schiettezza. Anzi, mi trovo al vostro cospetto
proprio per supplicarvi di prorogare quel momento.
Il priore si alz di scatto. Siete impazzito?.
Andrea osserv il suo sguardo virare dallincredulo allindignato, poi abbass le palpebre per
mantenere un atteggiamento umile. Ne va della vita di un uomo giusto, vostra grazia.
Fossero anche cento, non rinuncer a quanto mi spetta, esclam il priore.
Neppure per onorare la volont del vostro predecessore?
Se credete di ammaliarmi con giri di parole, vi sbagliate di grosso.
Spiegate succintamente, e conoscerete il mio parere.
Senza smettere di fissare i propri piedi, labate annu. In tutta sincerit non si era aspettato una
reazione cos sanguigna, avvezzo comera a vedersela con prelati dal temperamento cauto ed
enigmatico, sempre pronti a chiamare in causa mille allusioni. Quel fiorentino invece andava affrontato
a viso aperto. Luomo a cui alludo salv la vita a monsignor Guido di Baisio in tempo di peste, gli
rivel, e di certo non esiterebbe a fare altrettanto per voi, se la situazione lo richiedesse.  un cavaliere
impavido votato allonore e alla lealt, devoto a Dio e allEcclesia, eppur si trova ingiustamente
oltraggiato, e tenuto prigioniero dallInquisizione di Ferrara con laccusa di eresia.
Il priore sembrava aver mitigato la stizza, e ora meditava a occhi socchiusi, accarezzandosi il
mento. Nessun tribunale della Santa Inquisizione, osserv, pu operare in una diocesi sprovvista di vescovo.
Avete colto esattamente nel segno, ribatt Andrea, compiacendosi di tanta arguzia.
Ci non significa che accondiscender alla vostra richiesta, precis Antella con un sorrisetto
volpino. Meglio per me inimicarsi i frati dellInquisizione o sacrificare uno sconosciuto, seppur innocente?
Rispondete, padre.
Labate si adombr. Il cuore impavido di cui prendo le difese non merita tanta sufficienza.
Lasciate che vi parli io di meriti, ribatt a tono monsignor Filippo. Sette
anni or sono mi vidi negare la nomina di vescovo di Firenze bench mi fosse gi stata accordata
da papa Benedetto XII. Sette anni, padre, e vi assicuro che ancora mi brucia. Non immaginate
lontanamente cosa dovetti affrontare per rendermi meritevole di quellinvestitura, dellimpegno assiduo
e incrollabile di cui mi feci carico! E adesso che Clemente VI, dopo tanto tentennare, si decide a
conferirmi a mo di consolazione il vescovato di una citt distante, a me quasi ignota, dovrei rinunciare pure a quello?.
Andrea si affrett a scuotere il capo. Per carit, no, mormor. Conosco i vostri meriti e
dubito esista chierico pi degno della carica che vi apprestate a ricoprire. Gi cappellano pontificio,
ambasciatore della Santa Sede, rettore di Romagna e ora priore di San Pier a Scheraggio. Chi meglio di voi potrebbe....
Filippo di Neri emise una risata secca. Non  con le lusinghe che otterrete il mio favore.
Andrea lo sapeva bene. Appena giunto a Firenze aveva sguinzagliato Basilio per strade, chiese e
osterie affinch si informasse sul conto di monsignor Filippo, e da quanto appreso era giunto alla stessa
conclusione di madonna Eudeline. Prima ancora di esser prete e vassallo di Avignone, Antella
proveniva da una famiglia di mercanti e cambiatori. Sarebbe stato pi facile far diventare il suo sangue
acqua, che fargli accogliere una supplica senza tornaconto.
Riceverete una somma, chiar labate, pari se non superiore alle rendite che otterreste come
vescovo per tutto il periodo di proroga della vostra investitura.
Facendosi allimprovviso pi cauto, monsignor Filippo gli gir intorno come uno sciacallo e
rimugin a lungo, dissimulando le proprie emozioni dietro unespressione sardonica. Aprirei di buon
grado la trattativa, se non fossi a conoscenza dei disagi economici in cui versa il vostro cenobio.
Il denaro non proverrebbe da Pomposa, precis Andrea, ma da una persona legata a colui
che intendo liberare. Cos dicendo, si sforz di reprimere due sentimenti che gli laceravano il cuore. Il
primo nasceva dal disgusto per la cupidigia del futuro vescovo di Ferrara. Il secondo, dalla
consapevolezza che per prolungare la vita di Maynard de Rocheblanche avrebbe dovuto rinunciare ai
fiorini necessari per finanziare laffresco della sua amata abbazia.
7 Pedana rialzata da cui un tempo i priori di Firenze assistevano alle cerimonie che si tenevano nella piazza.
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53.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
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Poco prima dellimbrunire, una donna avvolta in una cappa nera usc dagli stallaggi in sella a un
baio e, con uno schiocco di redini, si allontan di gran carriera dal monastero.
Uno dei tre finti pellegrini, appostato allesterno della foresteria, la individu subito e richiam i
suoi compagni con un fischio. Nel tempo di un amen si lanciarono allinseguimento.
Il cavallo della fuggitiva era veloce, ma lei non si mostr allaltezza di governarlo nello spron
battuto. Gli uomini le piombarono addosso come falchi, costringendola a rallentare.
E ora, mia signora, la schern uno di loro, puntandole un pugnale alla gola, vi condurremo dal cardinale.
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54.
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Ferrara, contrada di Boccacanale.
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Bertrand du Pouget rimase in piedi, a rintuzzare la smania, mentre la donna incappucciata
veniva condotta al suo cospetto. Attraverso la cappa nera che le celava i lineamenti gli parve di
scorgere un fremito, e ci accrebbe in lui il desiderio di trovarsi di fronte alle iridi ardenti di Eudeline
de Rocheblanche.
Da allora in poi, si disse, linfame Maynard non avrebbe pi potuto tacergli alcun segreto.
Con un gesto impaziente, si rivolse a uno degli armigeri che su consiglio di Cingoli aveva
inviato a Pomposa e diede lordine di scoprirle il viso.
Luomo esegu.
Il cardinale scrut la donna.
I suoi occhi, ormai non pi acuti comerano stati in giovinezza, si strinsero in due fessure
cerchiate di rughe. Prima per lo sforzo di osservare, poi per esprimere un sentimento feroce,
incontrollato, che dun tratto lo pervase.
Senza quasi avvedersene, scatt in avanti e respinse in malo modo il soldato.
Chi sarebbe costei?, strepit.
Non ..., blater larmigero, la femmina che vi aspettavate?
Conosco bene la nobildonna che vi ho mandato a cercare!, continu a sputar bile, per poi
indicare la prigioniera con un moto di sprezzo. E questo non  certo il suo volto!.
Ma era lunica dama presente al monastero!.
Quale dama?, sintromise la donna con voce querula. Io sono una sguattera, mi occupo della
cucina, di tener pulito il refettorio.... Dun tratto scoppi in lacrime. E costoro... questi bruti... mi
rapirono mentre mi recavo in campagna per procacciar verdure....
Era a cavallo, si giustific larmigero, sembrava fuggisse.
Avevo premura, singhiozz lei, per la cena....
Monsignor Bertrand era sconvolto. Oltremodo deluso, e con il vago sentore di esser stato
gabbato, attravers la stanza agitando i pugni per aria. Via! Via quella muliercola dalla mia vista!.
Ma dove..., si permise un soldato.
Cacciatela, lo fulmin con lo sguardo, cosa volete che mimporti!.
E sbattendo una porta, si ritir nelle sue stanze.
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55.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
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27 giugno.
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Fiumano lattendeva acciambellato sui gradini del portale. Gli corse incontro, festoso, con il suo
incedere zoppicante che contrastava con la nobile figura dei levrieri. Padre Andrea lo degn di qualche
affettuosa attenzione, poi prosegu verso il chiostro, opponendosi al desiderio di ritirarsi al chiuso per
riposare. Il viaggio di ritorno, pi estenuante di quello di andata, lo aveva messo di fronte al fatto che
era invecchiato. Se cera stato un tempo in cui il peregrinare aveva suscitato in lui meraviglia, ora si
domandava come dei santi monaci della levatura di san Romualdo e di Brunone di Querfurt avessero
potuto vagare a cavallo per il mondo fino allet avanzata, affrontando estati cocenti e inverni talmente
rigidi da congelare i loro piedi dentro le staffe.
Affidando a Basilio il mulo e la bisaccia, sfil il pastorale inforcato nella sella e and in cerca
del padre guardiano, chiedendogli di convocare allistante la femmina alloggiata nel monastero.
Non verr, gli ripose il monaco.
E perch mai?, sbott Andrea.
Dieci giorni fa si  rinserrata nella cripta, con la compagna pi giovane. E
da allora non vuole pi uscire.
Chi bussa?
Sono io, madonna! Aprite.
Uno scatto metallico risuon nellombra e il battente della cripta si apr.
Padre Andrea varc lingresso al lume di una fiaccola e, guardando dinanzi, scorse Eudeline
nellatto di far sparire uno stiletto sotto la manica.
Una precauzione, spieg la dama, decisa.
Labate avanz con un sospiro, ignorando unocchiata sospettosa di Isabeau. Scost una
ragnatela che pendeva dal soffitto e infil la torcia in un anello della parete. Insomma, esclam,
cosa significa questa farsa?
Una farsa, dite?, inve la signora de Rocheblanche, richiudendo in fretta la porta. Lo saprete
presto, ma prima aggiornatemi sul vostro conto.
Con unespressione grama, Andrea ripens a Filippo di Neri dAntella.
Forse era stato quel prelato a rendergli particolarmente gravoso il viaggio di ritorno, come se
conoscerlo fosse equivalso a cibarsi di una pietanza avariata. Tutto secondo i piani, esord, tenendo
per s quelle considerazioni. Ho incontrato luomo destinato al soglio vescovile di Ferrara e sono
venuto a patti con lui.  scaltro, desideroso di potere e ancor pi di ricchezze, ma alla fine sono riuscito
a convincerlo a posticipare la data della sua investitura.
A quale prezzo?, chiese Eudeline, sorvolando sui dettagli.
Duecento fiorini al mese, a partire da oggi fino al giorno in cui gli verr conferita la nomina.
Voglio sperare che siate stato ben muto riguardo la provenienza del denaro.
Naturalmente.
E mio fratello? Gliene avete parlato?.
Labate si strinse nelle spalle. Monsignor Filippo dAntella rientra fra quei prelati cui
difficilmente si riesce a sfiorare il cuore.
Quindi, sbuff Isabeau, rintanata nellombra, non far nulla per proteggere Maynard.
Andrea annu. Appena mi ha sentito chiamare in causa la Santa Inquisizione, Antella se ne 
lavato le mani.
In sostanza, concluse Eudeline, abbiamo solo rinviato linevitabile.
Il tempo guadagnato  comunque prezioso, madonna, sottoline il religioso.
Lo sarebbe, sincup lei, se ci si potesse fidare luno dellaltra.
A cosa alludete?
Al motivo per cui io e Isabeau siamo rinserrate qui sotto. Cos dicendo, la signora de
Rocheblanche intrecci le braccia al petto e osserv le arcate del soffitto. La cripta  stata unidea del
vostro famiglio, il buon Agostino, dopo avermi salvata dallagguato di alcune spie sostituendomi con la
giovane vedova di un vostro servo casato. Molto astuto da parte sua, bench per sua stessa ammissione
abbia agito seguendo un piano prestabilito. Da voi.
Un agguato?, ripet Andrea.
Tre sgherri camuffati da pellegrini, precis la dama fissandolo torva. Il mandante resta
ignoto, ma dal momento che voi metteste in conto una simile eventualit presumo siate in grado di far
chiarezza.
Se vi tenni alloscuro, si difese, fu per non allarmarvi pi del
necessario.
Eudeline gli rivolse una risata sarcastica. Lasciate che sia io a decidere delle mie paure.
Leggo laccusa nel vostro sguardo, ribatt Andrea indignato, quasi vi foste dimenticata da
quale luogo provenga, e cosabbia dovuto affrontare.
Unimpresa portata a termine grazie al mio denaro, minimizz lei, e che vi ha consentito di
stringere rapporti con il futuro vescovo di Ferrara.
Come osate dar voce a una simile insinuazione?
Me la rimanger quando mi avrete fornito spiegazioni sullaccaduto.
Labate si morse la lingua. Era oltremodo irritato dal sentirsi accusare da una femmina, e ancor
pi dalle occhiate oblique lanciate da Isabeau. Lessere dalla parte del torto, per, gli pesava non poco.
Lamberto da Cingoli, snocciol con un fremito di rabbia. Presumo che lagguato a cui siete
scampata si debba a quel domenicano. Sospetta che io sia complice di vostro fratello nella vicenda del
Lapis exilii.
Quegli uomini cercavano me, obiett la dama, non voi.
C da presumere, ipotizz Andrea, che Guido da Baisio, prima di morire, abbia informato
Cingoli e Pouget della vostra presenza a Ferrara. In tal caso, il collegamento tra la mia e la vostra
persona si darebbe per scontato. Del resto, non vi siete rifugiata in questa abbazia proprio perch
sostenevate di essere seguita?.
Eudeline fece cenno di comprendere. Se fossero riusciti a rapirmi, perci, quei maledetti mi
avrebbero usato per far parlare Maynard.
Con fare conciliante, labate abbozz un sorriso. Lennesima prova che il vostro nobile fratello
 ancora in vita.
S, sospir lei, ma fino a quando?
Spero abbastanza per mettere in atto un piano.
Quale, di grazia?
Il vostro, rispose il reverendo Andrea. Ho meditato a lungo e, che Dio mi perdoni, non vedo
altra scelta.
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56.
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Ferrara, Palazzo della Signoria.
...
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12 settembre.
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...
Esigo che sia processato, non vedo altra scelta.
Al momento  impossibile, vostra eminenza. Lo sapete bene.
Stavano camminando nel giardino del palazzo, sotto il sole del tardo mattino. Monsignor
Bertrand con gli occhi bassi, a seguire una siepe di roseto; fra Lamberto al suo fianco, con le dita
strette su un crocifisso. Dietro di loro, a distanza di qualche passo, il marchese Obizzo chiudeva la fila
con aria indolente.
Stanco di starsene rintanato nella contrada di Boccacanale, Pouget era uscito allo scoperto con la pretesa di prendere di petto la situazione, e ora toccava al domenicano placarne limpazienza.
Sapete bene, ripeteva cauto,
che per istruire un processo formale dellInquisizione serve il consenso di un vescovo. O
meglio ancora, di un cardinale. Ma se il primo, a Ferrara,  ancora vacante, non si potr far affidamento
neppure su di voi, reverendissimo, a meno che un mandato del Santo Padre vi riconosca il ruolo di legato papale.
Sono giunto qui in anonimato, non otterr mai un simile documento, sospir il prelato mentre
continuava a fissare le rose. Dopo tanti mesi al chiuso, sembrava trarre giovamento da ogni piccola cosa baciata dal sole.
Ci per non toglie che il processo resti lunico mezzo per sciogliere la lingua a Rocheblanche.
Su questo Cingoli era daccordo. Fino ad allora non aveva mai conosciuto nessuno in grado di
resistere alla tortura e alla reclusione, al punto da maturare il dubbio di essersi sbagliato sul conto di
messer Maynard. E, forse, di padre Andrea. Il fallimento degli uomini inviati a Pomposa non faceva
che ingigantire quel sentimento, instillando in lui il timore di aver preso un enorme abbaglio. Era
giunto addirittura a chiedersi se la ricerca del Lapis exilii non fosse un vaneggiamento o una fissazione
scaturita da una sorta di squilibrio senile di monsignor Bertrand.
Eppure il porporato gli aveva mostrato le due reliquie.
Fra Lamberto non si era azzardato a sfiorarle, ma ne aveva percepito la fragranza insieme a
unaura antica, arcana, che infuocava ancora la sua
memoria, riportandolo ai racconti degli scopritori delle tombe dei santi martiri celate in luoghi
inaccessibili. Anche lui, per un attimo, aveva goduto di quella mirifica sensazione! Quei due oggetti
emanavano chiaramente lalone della Grazia, a dispetto del loro colore nero, quasi fossero stati forgiati
nelle fucine dellinferno.
Restava il silenzio di Maynard, da cui dipendeva la scoperta della terza reliquia del Cristo. Un
processo per eresia avrebbe messo il cavaliere alle strette, costringendolo a difendere la propria
innocenza raccontando la verit. E pur intuendo che quelluomo preferisse ardere sul rogo anzich
compiacere i suoi oppositori, Cingoli avrebbe fatto leva, per spezzarne la reticenza, sulla minaccia di
spedirlo al Creatore senza assoluzione, con lanima gravata da unorrenda accusa. In assenza di un
vescovo, per, si vedeva costretto a far di necessit virt. E se tentassimo, sugger, con torture pi invasive?
Rischiando di ucciderlo?, rimbrott il cardinale. Tagliargli una gamba o un braccio,
scorticarlo, immergerlo nellolio bollente... Tutto ci non potrebbe essergli soltanto letale, ma lo
renderebbe definitivamente rassegnato alla morte. E a quel punto, non caveremmo pi un ragno dal buco.
Linquisitore si ritrov ad annuire.
Soltanto lorgoglio potr piegarlo, continu Bertrand, ammiccando in direzione di messer
Obizzo. Dico bene, marchese?.
Distolto dal suo rimuginare, lEstense annu con una smorfia di disagio.
Lorgoglio di contrastare un tribunale che lo accusa, chios Bertrand, tornando a conversare
con il domenicano. Di opporsi allonta e al disonore ricaduti sul suo nome.
Non sarebbe il primo nobile a reagire in tal senso, gli riconobbe.
Senza considerare, aggiunse il cardinale, che la notizia di un processo indurrebbe madonna
Eudeline a uscire finalmente allo scoperto. E a quel punto, con entrambi i fratelli in pugno, sar un gioco farli confessare.
Fra Lamberto si lasci sfuggire un gemito dolente. La questione resta comunque sfuggente,
eminenza. Scorgiamo distintamente la soluzione, ma ci manca il permesso di un vescovo per avviare il processo.
Pouget lo zitt con fare complice. Il vescovo  gi stato nominato.
Cosa significa?, sobbalz il domenicano.
Esattamente quanto ho detto.  stato nominato mesi fa, da papa Clemente in persona, egli
tuttavia adduce ogni sorta di scusa pur di rimandare la sua investitura.
Ma come lo avete saputo....
Dimenticate i miei contatti ad Avignone, soggiunse il prelato, aggrottando la fronte. Il
prescelto  monsignor Filippo dAntella, da Firenze. Ha supplicato Sua Santit di concedergli una
dilazione per rimediare ad alcune carenze della sua amata prioria, prima di affidarla ad altri. Carenze
tuttavia che, detto tra noi, paiono non esistere.
Non capisco allora perch rimandare.
Lipotesi pi ovvia  che Antella sia stato corrotto o minacciato da qualcuno interessato a
tenerlo lontano da Ferrara.
Non penserete a... un complotto in difesa di Rocheblanche!.
Bertrand du Pouget si strinse nelle spalle. Forse ordito dalla sorella, anche se non dispongo di
prove. Oltrepassato il roseto, si ferm dinanzi al tronco nodoso di un fico per contemplarne i frutti.
La soluzione al problema, daltro canto,  evidente.
Per Lamberto da Cingoli, tuttavia, non lo era. Abbozz una smorfia di circostanza, meditando
su cosa ribattere per non passare per ingenuo.
Vostra grazia  senzaltro pi ferrato di me in simili questioni.
Quasi non lo avesse udito, il porporato colse un fico da un ramo basso e lo apr per suggerne la
polpa. Poi sollev lo sguardo verso la luce ancora calda che trapelava dal fogliame. Pagare di pi il
fiorentino, ovviamente.
Linquisitore indietreggi preoccupato. Se pensate di attingere dalle casse di San Domenico....
Non sar necessario, reverendo padre, lo tranquillizz Bertrand. Quindi indic il marchese
Obizzo, che perseverava a tenere le distanze con finta indifferenza. Disponiamo gi di un nobile e devoto benefattore.
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57.
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Contrada di Boccacanale.
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3 ottobre.
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Isabeau fece il giro dellabitazione per la seconda volta, nellombra dei vicoli, senza scorgere
alcun pertugio attraverso cui intrufolarsi. Le feritoie affacciate sul seminterrato le avrebbero consentito
laccesso, se non fosse stato per le loro solide inferriate. Porte e finestre, invece, erano tutte sorvegliate
da sgherri in abiti neri.
Una possibilit avrebbe potuto averla raggiungendo il ballatoio esterno, pens, alzando lo
sguardo verso un groviglio di vite selvatica che si arrampicava sul fianco meridionale delledificio fino
alla balconata. I tralci sembravano abbastanza robusti da sorreggere il peso di uno scricciolo che, come
lei, fosse capace di muoversi agile e svelto. Si trattava dellunica eredit lasciatale dal padre. Un dono
forse inutile per chi si trovava nella posizione di dettar regole al prossimo, ma assai prezioso per
chiunque dovesse tirare a campare tra boschi e bassifondi.
Oltre la grata del ballatoio, la sagoma di un sorvegliante la fece immediatamente desistere
dallimpresa. Non le sfugg tuttavia lalto camino, che le diede unidea alquanto bizzarra ma forse
efficace. Si ripromise di chiedere consiglio a Eudeline.
Nel frattempo torn a sprofondare il viso sotto lo scialle cencioso che le dava laspetto di una
mendicante e prosegu lispezione. Vestito in abiti altrettanto dimessi, Agostino camminava al suo
fianco con aria attenta. In principio Isabeau si era rifiutata di averlo tra i piedi, poi si era accorta del
perch labate di Pomposa avesse insistito a mandarglielo appresso. Oltre a essere di buon cuore, il
giovane famiglio possedeva quel genere dintelligenza pratica tanto utile nei momenti in cui si rendeva
necessaria larte dellimprovvisare.
La figlia del guitto avanz taciturna, esaminando furtivamente labitazione senza scordarsi di
implorare la carit ogni qualvolta un passante le si palesava di fronte. Il gioco della mimesi andava
rispettato, se non voleva rimetterci le penne. E se davvero lunica speranza di salvare Maynard
risiedeva in quelle maledette reliquie, lei avrebbe trovato il modo di rubarle, fosse anche stata costretta
a diventare pi silenziosa e impalpabile di uno spettro.
Dun tratto si accorse che Agostino era rimasto indietro, e voltandosi lo scopr a studiare le
inferriate di una grata. Muoviti, gli bisbigli contrariata.
Forse, si attard il servo, con una lima....
Ci vorrebbe tutta la notte, lo denigr lei, quasi si rivolgesse a un imbecille.
Ma se in quel momento ce laveva con qualcuno era se stessa. Dopo tanta foga di entrare in
azione e interminabili discussioni per indurre Eudeline e padre Andrea a fidarsi di lei, si sentiva
allimprovviso insicura. Era vero, in passato aveva compiuto ruberie in molte abitazioni e persino in
una residenza gentilizia. Una volta anche quasi in un monastero, se non fosse stato per la paura di finire allinferno.
La casa in cui si nascondeva Bertrand du Pouget, per, era pi sorvegliata di quanto avesse
immaginato. Dovevano risiedervi almeno sei armigeri, probabilmente vigili anche di notte. Una gatta
da pelare per chiunque volesse entrare non visto e non farsi scoprire una volta allinterno.
Un fischio dallerta del compagno la fece voltare verso un guardiano appena uscito
dallingresso principale. Era bruno, pi alto di Maynard e con una grossa daga inguainata al fianco
sinistro. Richiuse il battente alle spalle e apostrof i due finti mendicanti. Voi due, grugn, sci!.
Agostino stava gi battendo in ritirata quando Isabeau lo trattenne. Le era bastata unocchiata
per scorgere lanello di chiavi appeso alla cintura dellarmigero, e cascasse il mondo non si sarebbe
lasciata sfuggire loccasione. Fedele quindi alla sua interpretazione, nascose il viso e tese le mani in
avanti. Una moneta, mio signore, implor con tono lamentoso.
Una moneta per i miserabili.
Prima che il guardiano avesse il tempo di ribattere, gli si era gi aggrappata alle vesti per strattonarlo.
Sci!, ripet il bruto, buttandola a terra con una spinta.
Solo una moneta..., insistette Isabeau, piegata sulle ginocchia.
Per tutta risposta, luomo la afferr per le vesti e la sollev di scatto, iniziando a schiaffeggiarla.
Anzich reagire, la ragazza pens a coprirsi il viso nel duplice intento di proteggersi e di non mostrare i suoi lineamenti.
Lasciatela!, risuon una voce stridula.
Agostino, a pugni alzati, si apprestava con quel grido a difendere la compagna. Lasciatela o giuro....
Larmigero rimase immobile a osservarlo, tenendo Isabeau sollevata a mezzaria. Fu sul punto
dal reagire quando, divertito dallardore del gracile avversario, distese il grugno in un ghigno
canzonatorio. Se vi trovo ancora nei paraggi..., e scaravent la giovane nella polvere, peggio per voi!.
Il famiglio le si avvicin subito. State bene?, si premur, aiutandola a rialzarsi.
La ragazza respinse laiuto in malo modo e, senza degnarlo di uno sguardo, imbocc a lunghi
passi la strada della Rotta in direzione della piazza.
Soltanto quando furono lontani dal luogo della disavventura, parve rammentarsi del suo soccorritore.
Sei un maledetto sciocco!, lo rimprover fremente di rabbia. Dovevi lasciare che mi picchiasse, e permettermi cos di rubargli le chiavi!.
Avevano ormai raggiunto lincrocio della Rotta con la via dei drappieri quando udirono un gran
baccano risuonare dalla piazza. Si scambiarono unocchiata basita, per poi affrettarsi verso lo slargo tra
il Palazzo marchionale e la chiesa di Ognissanti. Da l poterono scorgere una gran quantit di popolo
raccolta davanti alla cattedrale per celebrare un misterioso evento.
Curioso di sapere, Agostino ferm il primo passante che gli capit a tiro.
Chiedo venia, messere. Cosaccade?
Presto detto!, gli rispose quello, tutto eccitato.  appena giunto a Ferrara il nuovo vescovo!.
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58.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
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4 ottobre.
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Il nuovo vescovo..., mormor padre Andrea, incredulo. Ma come....
Davvero vi sfugge?. Eudeline camminava avanti e indietro per il parlatorio, livida in volto.
Il cardinale deve aver scoperto il vostro gioco.
Eppure lavevo pagato, quel marrano!.
A volte le minacce persuadono pi del denaro.
Per Maynard non  ancora la fine, intervenne Isabeau, troncando quellinconcludente
battibecco. Ho visto la casa.
La dama si ferm di colpo, fissandola speranzosa. E... vi si pu accedere?
Forse, le rispose. Con molto ingegno.
Spiegatevi meglio, la spron labate.
Dovr agire con il buio, da sola, mise in chiaro la ragazza, per poi voltarsi verso Eudeline.
Ma perch il piano riesca, mi occorrer unerba particolare. Unerba di cui sentii parlare mentre mi
trovavo nel convento di SantAntonio Abate.
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59.
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Convento di San Domenico.
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2 novembre.
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Ud per prima cosa le campane del vespro battere pro requie omnium defunctorum. Poi fu la
volta di un bagliore accecante, o almeno cos gli parve, di torce e lanterne. Ancora intorpidito, fu
trascinato da un drappello di guardie lungo una galleria di pietra, infine per una scala a chiocciola che
sal fino a uno spazioso camminamento. Sollev il viso, sfiorato da un refolo di aria fresca che lo aiut
a tornare padrone dei propri sensi, e scorse le grigie nervature di un soffitto a volta.
Cap di essere diretto alla sommit della torre, ma non se ne cur. Dopo mesi di reclusione, il
semplice camminare eretto era per lui un privilegio. Lo assapor un po per volta, nello sforzo di
guadagnare un passo fermo a dispetto della debolezza che lo sfiancava dallinterno. Dellimpavido
cavaliere de Rocheblanche restava un sogno lontano quanto un ruggito svanito nelloscurit. Avrebbe
provato vergogna per se stesso, se non fosse stato consapevole di essere rimasto fedele al proprio
coraggio. Mantenendo il silenzio.
Il drappello rallent di colpo, mettendolo di fronte a un volto pingue, tondo quanto un
plenilunio. Maynard ne contempl lespressione pentita, tesa per il rimorso, ma non appena riconobbe
fra Prudenzio sent la collera crescere dentro di s.
Verme schifoso!, gli sput in faccia.
Una mano di ferro gli gherm la nuca, costringendolo ad abbassare lo sguardo mentre una
seconda presenza compariva al suo cospetto. Scorse gli orli di una tonaca bianca da cui spuntavano
piedi magrissimi, calzati in sandali spartani, poi una cappa nera che saliva fin sotto uno scapolare. La
pressione dellaguzzino si allent quel tanto da consentirgli di fissare negli occhi Lamberto da Cingoli.
Il volto dellinquisitore era una pelle di tamburo su cui si apriva lo squarcio di un sorriso. Ora
rivelerete il vostro segreto, disse, afferrando i ceppi di ferro che gli bloccavano i polsi, o con il placet
del vescovo, messere, arderete sul rogo.
Sotto la scorta di quattro armigeri, monsignor Bertrand du Pouget aveva lasciato il suo rifugio
di Boccacanale per occupare uno degli alti stalli che consentivano di assistere al processo di
Rocheblanche. Oltre a lui, nessun altro aveva osato infrangere la riservatezza della quaestio. Del resto,
se agli occhi del volgo la vicenda passava per un caso di scarsa rilevanza, il novello vescovo aveva
rinunciato a chiedere spiegazioni su quellaccapigliarsi per un piantagrane venuto dalla Francia. I
denari del marchese e le minacce di Pouget erano stati sufficienti a placarne la curiosit, lasciando
gioco aperto soltanto a chi sapeva.
E dunque eccolo, il cardinale, a crogiolarsi nellattesa di veder squarciato il velo che lo separava
dal Lapis exilii. Provava quasi imbarazzo per essere dovuto ricorrere a tanto, ma dopo gli inutili sforzi
per far parlare Rocheblanche, era giunto a supporre che quel maledetto fosse posseduto da una forza
soprannaturale capace di sostenerlo nella disperazione e nel tormento. Eppure, non era forse anchegli
un uomo in carne e ossa? Una fugace ammirazione gli infiamm lo spirito, smorzandosi alla vista
dellaccusato che faceva ingresso nella sala.
Ingobbito, magro, con gli occhi infossati. Ecco il suo nemico! Colui che aveva attraversato
campi di morte in terra piccarda per giungere a sfidarlo si ergeva ora a stento davanti alla commissione
presieduta da fra Lamberto.
Anche se, a ben vedere, serbava un lampo di orgoglio nei suoi occhi.
Assiso al tavolo di giudizio insieme a due frati predicatori, Cingoli apr il processo con una
formula di rito e lesortazione allo scrivano di verbalizzare la licenza di sua grazia il vescovo Filippo
dAntella. Quindi, ottenuto il consenso dei confratelli, inizi a saggiare laccusato.
Siete voi messer Maynard de Rocheblanche, echeggi la sua voce, nato a Reims e vissuto
negli ultimi due anni presso la corte di sua signoria il marchese Obizzo III dEste?.
Al sentir pronunciare il suo nome, il cavaliere si diede un contegno alzando il mento. S.
Vi professate devoto a Cristo Nostro Signore, lunico vero credo fondato sul mistero del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo?
S.
E riceveste i sacramenti del battesimo e delleucarestia?
S.
Giurate dunque di non proferire menzogna, pena la vostra onta e dannazione, al cospetto di chi
rappresenta la sacra potest del Signore sulla
terra?
Lo giuro. Mai professer il falso e mai compier misfatti agli occhi del Padre onnipotente.
Prima di ribattere, Lamberto da Cingoli lanci unocchiata verso il cardinale. E allora perch,
torn allaccusato, teneste nascosto di possedere una reliquia di cui si suppone la provenienza dal
Cristo Salvatore?.
Un sorriso di sfida attravers il volto di Maynard. Perch quanto affermate non corrisponde al vero.
Avete lardire di contraddirmi?, lammon linquisitore.
Il cavaliere non batt ciglio. Io non posseggo alcuna reliquia.
Per sapete dov nascosta, sottoline fra Lamberto.
Dallalto della sua postazione, il cardinale strinse le dita sulle ginocchia.
Quelle domande erano state concordate il giorno prima con Cingoli, al fine di indurre
Rocheblanche ad ammettere la verit non spontaneamente, ma un po per volta, stuzzicando
unistintiva reazione di difesa fomentata dallorgoglio.
Maynard, tuttavia, non accenn a proferir verbo.
Badate bene, messere, lo mise in guardia fra Lamberto. Lomissione di risposta verr
considerata alla stregua di una menzogna, screditando la vostra parola.
Ho giurato franchezza dinanzi ai rappresentanti di Dio sulla terra, si difese Rocheblanche,
ma non reputo tale nessuno dei presenti in questa sala.
Quanta superbia, messere. Cingoli plac con un gesto il brusio indignato dei confratelli. La
vostra affermazione  gi sufficiente a garantirvi i supplizi infernali, ne siete consapevole? Questa
commissione per si mostrer clemente nellassolvervi se vi mostrerete incline a confessare.
Confessare... ogni colpa?, mormor con diffidenza il cavaliere. Persino quella di odiare il
proprio padre, pur sapendolo morto?
Sapete bene a cosa mi riferisco, sbuff linquisitore.
Ancora una volta, Maynard si chiuse in un impenetrabile silenzio. Du Pouget percep il suo
sforzo di mantenere lapparenza di combattivit, a dispetto dello smarrimento, della paura e della
spossatezza che di certo albergavano in lui. Quanto ancora?, si chiese. Quanto ancora prima che cedesse?
Con un moto di sprezzo, laccusato riprese allimprovviso la parola. Se anche esistesse, disse,
la reliquia di cui si fa cenno non potrebbe
appartenere a nessuno.
Se tale reliquia esistesse, obiett Cingoli, apparterrebbe alla Chiesa, e voi vi sareste
macchiato della colpa di averla tenuta nascosta. In alternativa, loggetto di cui stiamo parlando sarebbe
un falso e voi un ingenuo o un bugiardo coinvolto in un gioco di inganni volto a seminare il dubbio sui
dogmi del cattolicesimo.
Indignato da quellaffermazione, Maynard scosse il capo con vigore.
Luomo che me ne parl era un saggio, si difese, e non mi lasci dubbio alcuno.
Un lampo di speranza balen sul volto dellinquisitore. Leretico pi accorto sa rendersi saggio
alle orecchie dei semplici.
Rocheblanche indugi, pentito di essersi lasciato sfuggire pi del dovuto.
Vi fu un tempo in cui avreste potuto definirmi tale, ribatt beffardo. Ma oggi non lo sono
pi, un uomo semplice. Non dopo aver assistito alle turpitudini commesse dai sommi rappresentanti del
genere umano. Il malgoverno! La guerra! La carestia! Questi tre fantasmi frequentano da fin troppo
tempo le mie notti perch io possa lasciarmene sfuggire i segni.
Preso comera dal suo momentaneo vantaggio, Cingoli non si cur di simili considerazioni.
Quindi, concluse, fu un saggio a parlarvi per la prima volta del Lapis exilii.
Faceste voi quel nome, non io.
E in quale modo vi si present? Come un santo? Un veggente? O forse il Salvatore in persona?.
Maynard tuttavia, resosi pi guardingo, medit un istante per poi rispondere con arguzia. Un
uomo meno ossequioso del sottoscritto, disse,
scorgerebbe nelle vostre domande lintento di cavarmi la verit di bocca a furia di negazioni.
Bertrand du Pouget represse unimprecazione, piccato da quelle inaspettate parole. Quel
miserabile farabutto aveva smascherato linganno. Ora non avrebbe pi emesso un fiato! Si alz di
scatto, in preda al nervosismo, e prima di accorgersene si ritrov addosso gli occhi dei presenti.
Soprattutto quelli di Rocheblanche.
Questultimo lo scrutava con le mani in ceppi sollevate al petto e un sopracciglio inarcato da un
sentimento daccusa. Si volt un istante in direzione di Cingoli, quasi a trovar conferma dei propri
sospetti, infine ancora verso il cardinale. Ed era sempre pi truce il suo sguardo. Siete davvero voi?,
lo interpell infine, con stupito rancore. Voi, leminente
bastardo che rap mia sorella e ord minacce inenarrabili contro di me e altri innocenti?.
Il porporato rest a fissarlo, trapassato da un odio talmente intenso da provocargli fitte alle
tempie. Il suo corpo era diventato rigido come un albero, gli provocava spasmi al minimo movimento.
Suvvia, proferite il vostro nome!, lo sfid Maynard, incurante degli ammonimenti della
commissione. Avanz dun passo, quasi volesse lanciarsi a combattere. Date conferma alle mie
parole, se avete coraggio!.
Il silenzio, tuttavia, fu risposta pi che sufficiente.
Dopo un istante, laccusato fu portato allordine da un intervento delle guardie e prostrato in
ginocchio dinanzi a fra Lamberto.
 mia opinione che costui, sentenzi uno dei giudici, esacerbato, non riponga alcuna
aspettativa nella propria salvezza.
La vedremo!, sibil Cingoli. Anche con tutta la sua boria e la sua sfacciataggine, lo porr di
fronte a una prova a cui nessun uomo timorato di Dio riuscirebbe a resistere! E allora, giuro su quanto
ci sia di pi sacro a questo mondo, dovr per forza sciogliere la lingua. O sar dannato per sempre.
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60.
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Contrada di Boccacanale.
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In quello stesso momento, Isabeau si stava arrampicando sulla vite selvatica che copriva il
fianco meridionale della dimora di monsignor Bertrand. Come previsto, i tralci si erano rivelati
abbastanza robusti da sostenere il suo peso, permettendole di raggiungere senza difficolt il ballatoio
proteso sulla strada.
Lassenza del cardinale, allontanatosi in serata con un quartetto di sgherri, aveva reso il
momento assai propizio. La ragazza non si illudeva che la casa fosse rimasta incustodita, ma grazie
allaiuto di Eudeline e allerborista di SantAntonio Abate era riuscita ad architettare un piano
pressoch infallibile.
Giunta con un ultimo sforzo sul ballatoio, evit di avvicinarsi allingresso del piano elevato per
non rischiare di farsi scorgere da un eventuale uomo di guardia. Si aggrapp a una trave che le permise
di inerpicarsi fino al margine del tetto, e da l cammin sulle tegole verso il camino.
Faceva freddo, un cielo plumbeo minacciava neve, ma la ragazza era troppo concentrata sul
proprio obiettivo per curarsi dellaria pungente. Si avvicin alla cappa di mattoni rossi, rassicurata dal
pennacchio di fumo che ne fuoriusciva. Nellambiente sottostante il camino era sicuramente acceso,
quindi qualsiasi cosa vi fosse precipitata avrebbe subito preso fuoco.
Accompagn quella riflessione a un movimento rapido della mano, estraendo dalla bisaccia un
sacchetto di pelle. Lo apr sul palmo e controll il contenuto.
Polvere di mandragora.
Era quello il nome udito tempo prima nel convento di SantAntonio Abate.
Ad averlo pronunciato era stata la monaca erborista, con lintento di rendere edotte alcune
consorelle sui benefici di un herba somnifera usata per lenire lagonia dei feriti gravi. A Isabeau era
bastato parlarne con Eudeline per aver conferma delle proprie supposizioni e ottenere un po di tritura
di quella radice arricchita con laggiunta di sostanze ignote in grado di intensificarne gli effetti.
Stando ben attenta a non respirarla, ne butt gi una manciata dal camino e continu cos finch
non lebbe esaurita. Quindi attese per un lasso di tempo che giudic ragionevole e, augurandosi che i
fumi sprigionati dalla pianta agissero come previsto, leg un lembo di tessuto davanti al naso e alla bocca
per poi calarsi di nuovo sul ballatoio. Ed entr.
Il piano superiore era deserto. Lo super di soppiatto, scendendo una gradinata di legno con
estrema lentezza, rasente le pareti per non farsi notare.
Padre Andrea le aveva raccomandato di non perder tempo a frugare ovunque. Se la
testimonianza di Guido di Baisio fosse stata fedele, avrebbe trovato le due reliquie del Cristo in una
stanza al pianoterra, dentro uno scrigno, su un tavolo accanto al focolare.
A pochi passi dalle scale trov il primo armigero vinto dai fumi della mandragora. Era
stramazzato sul pavimento, aggrovigliato nel suo mantello.
Incapace di stabilire se fosse privo di sensi o soltanto inebetito, la ragazza lo super in punta di
piedi e prosegu a perlustrare la casa.
Un secondo uomo era scivolato lungo lo stipite di una porta. Seduto a terra, con la schiena
appoggiata al muro e la bocca aperta, ronfava sommessamente. Isabeau lo scavalc con cautela,
premendosi il tessuto sulla bocca. Nonostante quella protezione, infatti, percepiva sempre pi
distintamente lodore pungente di erbe combuste. Ci le fece supporre di essere vicina al camino.
Infatti, continuando ad avanzare, non tard a scorgerne la cavit vampeggiante, seminascosta da un ampio tavolo.
Sul ripiano vi era un cofanetto di legno borchiato, simile ai reliquiari custoditi nelle cripte dei
monasteri. La serratura era bloccata da un lucchetto.
Per un attimo Isabeau ebbe la sensazione di udire un richiamo provenire da quel punto. Come se
qualcosa, allinterno, le avesse bisbigliato delle parole.
Leffetto della mandragora, si convinse.
E senza altro indugio, ag come si era prefissa.
Unora dopo, il cardinal du Pouget rincasava con aria cupa al seguito dei suoi armigeri. Anche
dopo aver pianificato con fra Lamberto il modo in cui chiudere il processo, la reazione di
Rocheblanche non faceva che perseguitare i suoi pensieri, mettendolo confinuamente di fronte a quello
sguardo iniettato di ardimento e follia. Reputava assurda quella situazione.
Anni di ricerca e di sacrifici per ritrovarsi a un passo dal Lapis exilii, con lunico impedimento
della reticenza di un uomo.
Era lultima sfida, ne era conscio. Il Signore lo stava mettendo alla prova per saggiare fino in
fondo la sua pazienza e la sua forza danimo. Il cardinale per riteneva di aver ampiamente dimostrato
la propria abnegazione e di meritarsi, dopo essersi misurato in mille battaglie, il titolo di pontefice al
pari del suo padre carnale, il venerabilissimo Giovanni XXII. E per farlo, doveva mettere insieme le
tre reliquie del Salvatore.
Varcando la soglia dingresso, pens di placare il malanimo contemplando le due gi in suo
possesso. Entro breve si sarebbe seduto davanti al camino, per bearsi dellarcano lucore della coppa e
della punta di lancia, quando uno strano odore lo mise in allerta.
Arretr distinto, ordinando alla scorta di procedere allinterno.
Ma prima che gli venisse riportato cosera accaduto fra quelle mura, il presagio si era gi fatto
strada nel suo cuore. Si avvi in fretta e furia verso la stanza delle sue meditazioni e cerc con lo
sguardo il tesoro pi prezioso di cui uomo mortale potesse rendersi custode.
E mentre un grido animalesco gli scaturiva dalla gola, fiss incredulo il tavolo vuoto.
...
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61.
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Piazza della Cattedrale.
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9 novembre.
...
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...
La pruina, il vento notturno, aveva steso un velo di ghiaccio sulle strade innevate. I carri
procedevano a rilento lungo la via Grande, indugiando in prossimit dei capannelli raccolti intorno ai
fal. Ancora fioccava, bench con minore insistenza, e gli animi pi volenterosi si portavano avanti
spalando la coltre bianca dai tetti prima che divenisse troppo pesante per coppi e travi. Nonostante
fossero le prime ore del giorno, il viavai gi si intensificava verso le strade del centro, specie in
direzione della piazza dove i mercanti approfittavano del folto pubblico richiamato dalla funzione
domenicale del nuovo vescovo per fare buoni affari.
A farla da padrone, per, era il banditore fermatosi a cavallo davanti al Palazzo della Ragione.
La sua guarnacca di pelo di volpe, con il lungo berretto di lana che gli ricadeva fino a met della
schiena, aveva attirato lattenzione della maggior parte della folla. Ma non appena questi estrasse un
rotolo di pergamena dalla bisaccia, ogni singolo passante perse interesse per quanto stava facendo e gli
si radun intorno, per ascoltare.
Luomo non era certo nuovo del mestiere. Attese che i curiosi si quietassero, poi, con aria
smaliziata, sollev un indice per anticipare la notizia. In questa prima domenica di avvento, declam,
a due giorni dalla quaresima di San Martino dellAnno Domini milletrecentoquarantanove, presente il
popolo di Ferrara, sua venerabilissima eccellenza il monsignor vescovo Filippo dAntella rende noto a
messer Maynard de Rocheblanche, attualmente in custodia presso le segrete dei frati di San Domenico,
di avergli riconosciuto laccusa di eresia. La sentenza di morte, cui seguir la condanna al rogo, verr
emessa in questa stessa piazza il primo giorno dellAnno Domini milletrecentocinquanta, per celebrare
laprirsi del Giubileo annunciato per la remissione dei peccati dellumanit tutta da sua santit, servus
servorum Dei, papa Clemente Sesto.
Terminato lannuncio, il banditore ripose il rotolo di pergamena nella bisaccia e diede di sprone,
lanciando un grido per aizzare la bestia e disperdere la moltitudine.
Fra i molti presenti accalcatisi per ascoltare, un giovane ramingo fu lultimo ad allontanarsi
dalla piazza. Rest a osservare il banditore a cavallo finch della sua figura non rimase che una sagoma
oscillante nello sfarfallare della neve. Poi, ancora incredulo, riprese il cammino verso le cinta
meridionali della citt. Accompagnava il passo con un bordone nodoso da cui pendeva una borraccia di
acquavite, il lungo mantello logoro ben stretto sui fianchi, a nascondere la basilarda inguainata al
fianco. Non aveva certo immaginato, lungo la strada del ritorno, di giungere ad apprendere notizie tanto
spaventose. Notizie che parevano averlo atteso, quasi si trattasse di un infausto dono di benvenuto.
Nonostante lansia di saperne di pi, si ostin a procedere a capo chino con una smorfia di
rabbia celata sotto la barba. Doveva continuare ad alimentare la speranza, serbare pazienza fino a
quando si fosse ritrovato davanti a lei.
Imbocc uno stradello che separava il Burgus Superior dal Castello dei Curiali e, senza neppure
accorgersene, si ritrov a costeggiare la chiesa di Santa Maria delle Bocche. La sua mente guardava
oltre, dopo la Porta di San Pietro, il ponte di corda e legno sospeso fino allisola di SantAntonio.
Aveva gi vissuto quel momento, un anno prima. E anche allora era caduta della neve. Adesso
per aveva dei progetti, sapeva cosa voleva e per nulla al mondo vi avrebbe rinunciato.
Si trattava soltanto di scoprire se lei avesse mantenuto vivo il suo sentimento.
Attravers il ponte senza soffermarsi a scrutare le infinite venature di colore sulla superficie del
Padus e si ferm davanti al convento delle monache benedettine. Una di loro, probabilmente la
guardiana, stava impartendo ordini a dei servi affinch liberassero il viale diretto al chiostro dallo strato
di neve.
Salute, reverenda madre, le disse il giovane viandante con ossequio.
Giungo fin qui da molto lontano, per cercare madonna Isabeau.
A quelle parole, la religiosa rizz il collo e lo scrut con una punta di curiosit. Allora avete
viaggiato invano, messere, lo deluse. Poich ella non risiede pi fra queste mura, da molti mesi.
...
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...
62.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa.
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...
10 novembre.
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...
Padre Andrea attravers tutto infreddolito il breve tragitto tra il Palatium Abbatis e il
monastero. La guarnacca di lana e i calzari di feltro erano insufficienti a proteggerlo dallaria gelida di
quel mattino, tuttavia non gli impedirono di indugiare davanti al portale per guardare, verso la
foresteria, un gruppo di mendicanti raccolti intorno a un fuoco. Bench fosse uno spettacolo a cui era
avvezzo, specie nei mesi invernali, non riusc a ignorarlo. Far mandar loro del brodo caldo, si disse
per placare la propria coscienza, ma qualcosa continu a trattenerlo.
Uno di quegli uomini, infatti, si era appena allontanato dal fuoco e con un cenno di saluto si
dirigeva verso di lui. A dispetto del mantello logoro e dellinforme cappellaccio che ne celavano
laspetto, aveva unaria familiare.
Labate rest a fissarlo, in bilico tra la curiosit o lallarme finch non lebbe abbastanza vicino
da poter sbirciare sotto le falde del suo copricapo.
Ma... misericordia!, esclam allimprovviso, sgranando gli occhi.
Gualtiero, siete proprio voi?.
Il viandante annu. Mi auguro di non essere importuno, aggiunse con una punta di ritrosia.
Sono state le circostanze a spingermi fin qui.
Anzich interrogarsi su quel tono burbero, labate gli batt i palmi sulle spalle. E io, stolto, che
non riponevo pi speranze nel ritorno del figliol prodigo!, confess con commozione. Venite, entrate
a scaldarvi un po.
Non sono qui per rivendicare il ruolo di miniaturista, si scost Gualtiero.
Mentre mi trovavo a Udine, seppi per caso della morte di Guido di Baisio e ritenni di non aver
pi nulla da temere in questi feudi. Sono tornato dunque per cercare Isabeau, ma ho trovato ben altro ad
attendermi.
Andrea si adombr. Soltanto allora not i pugni serrati tra i lembi del mantello e un violento
tremore non certo cagionato dal freddo.
Il giovane rimase per un attimo in silenzio, a macerare nello sdegno. Gli occhi bassi, a scavare
nei gradini di granito del portale. Perch lavete abbandonato?, lo accus dun tratto.
Benedetto figliolo, a chi vi riferite?
A messer Maynard!.
Io non ho abbandonato quelluomo, si scherm labate.
Ho udito lannuncio del banditore, nella piazza, ribatt Gualtiero, quasi a volerlo contraddire.
 stato processato per eresia, verr arso sul rogo!.
Nelludire quelle parole, Andrea aggrott la fronte e si immerse in una profonda meditazione,
perdendo interesse per la conversazione. Si degn appena di placare qualche obiezione sollevata dal
giovane, facendogli cenno di attendere. Dunque, se ne usc infine,  questa la sua risposta!.
A cosa alludete?, chiese Gualtiero, incapace di raccapezzarsi.
A monsignor Bertrand du Pouget, lacerrimo nemico di Rocheblanche.
Prima di proseguire, il religioso avanz verso linterno della navata in cerca di tepore. Lo fece
imprigionare dallInquisizione con un vile pretesto, per indurlo a rivelare il nascondiglio del Lapis
exilii. Per correre ai ripari, io e la sorella di Maynard abbiamo architettato un piano volto a colpire gli
interessi del cardinale.
Qualsiasi stratagemma abbiate messo in atto, rimbrott Gualtiero,
sembra aver provocato pi danno che altro. Lunico vero amico che avrebbe potuto aiutarmi a
ritrovare Isabeau brucer sul rogo allaprirsi del nuovo anno!.
 un tranello ordito per farmi uscire allo scoperto, sentenzi una voce di donna proveniente
dallingresso della cripta.
Indifferente alla sorpresa del giovane de Bruni, Andrea attese che la presenza femminile
uscisse dalle ombre dellabside, per poi indicarla con grande rispetto. Madonna Eudeline de
Rocheblanche, rivel, sorella di messer Maynard.
Gualtiero la guard avanzare come se si trattasse di unapparizione ultraterrena. Tolse il
cappello, scoprendo i capelli neri e arruffati. Io sono onorato..., accenn un inchino in segno di
omaggio, e pieno di rammarico per vostro....
La dama lo invit a rialzarsi. Se mi precipitassi in quella piazza per prender le parti del mio
nobile fratello, disse rivolta ad Andrea, il cardinale mi farebbe subito arrestare, poi sospenderebbe il
rogo e, con la minaccia di infliggermi atroci sofferenze, costringerebbe Maynard a svelare il segreto del
Lapis exilii e me a restituire le due reliquie che gli furono sottratte.
Il cardinale ignora che siete stata voi a farle rubare, ribatt prontamente labate, riprendendo
una discussione interrotta di fresco. E forse non sarebbe giunto a tanto, se aveste seguito il mio
consiglio di recapitargli un messaggio....
Per permettergli di rintracciarmi?, gli rinfacci Eudeline. Vi sbagliate di grosso, padre.
Bertrand du Pouget sa fin troppo bene a chi appartiene la mano che ha sottratto il suo tesoro. Chi altri
avrebbe potuto, del resto? Con la morte del reverendo Guido di Baisio, gli unici verso cui egli possa
rivolgere i propri sospetti siamo io e Maynard.
Labate sbuff contrariato. Vi rammento, madonna, che anchio non sono esente dal rischio.
La dama scosse il capo. Se Pouget e Cingoli diffidassero di voi, a questora avrebbero gi
inviato altri sgherri a Pomposa per cercarmi. Siatene dunque certo, essi ripongono le loro ultime
speranze nella mia sensibilit di sorella di fronte alla condanna di Maynard.
Pur ammesso che abbiate ragione, le concesse il monaco, come proponete di venirne a capo?
Abbiamo cinquanta giorni per trovare una soluzione, rispose la signora de Rocheblanche, a
dispetto dellevidente preoccupazione che le trapelava dal volto. E ora, se mi  lecito, vorrei
scambiare qualche parola con questo audace viandante.
Gualtiero, che fino ad allora aveva seguito il discorso con crescente interesse, si volt verso la
dama con fare rispettoso. Come desiderate, madonna.
Lei per gli si rivolse con tono tuttaltro che accondiscendente. La vostra prolungata assenza
ha recato molti affanni a una fanciulla, lo ammon. Ne siete consapevole?.
Lui la scrut basito. Parlate di... Isabeau?.
Eudeline annu.
Sapete dove si trova?
Anche se fosse, ribatt la dama, cosa vi fa credere che Isabeau desideri ancora rivedervi?
Gualtiero sindur. Disse di amarmi.
Voi uomini menzionate lamore soltanto se si tratta di ricevere attenzioni, lo schern. E ve
ne scordate subito dopo essere stati appagati.
Voi non capite!. Rompendo gli indugi e ogni regola di decoro, il giovane le afferr le mani.
Mi allontanai per proteggerla, ma ora che non so pi dove si trovi temo a tal punto per lei da essere
disposto a sacrificare ogni cosa pur di vederla salva!.
Indifferente a quel gesto, la signora di Rocheblanche si limit a liberarsi con un gesto secco. E
cosa le offrireste, continu, se doveste incontrarla di nuovo?
La mia vita, i miei sogni, rispose lui, in un crescendo di passione. I mesi trascorsi a lavorare
nella cattedrale di Udine, a fianco di Vitale de Equis, diedero i loro frutti. Ora, finalmente, sono mastro
pittore! Potr fare della mia arte un mestiere e prendermi cura di Isabeau, se lo desidera.
Eudeline seguit a non battere ciglio. Forse ella merita di pi.
In tal caso vorrei udirlo dalla sua bocca, sirrit il giovane. E qualora il suo sentimento fosse
mutato a tal punto mi arrogherei lunico diritto di darle della bugiarda. Poich certe parole, mia signora,
dovrebbero essere pronunciate soltanto con assoluta certezza.
Quasi a voler fomentare la sua stizza, la dama gli rivolse un sorriso enigmatico. Non vi resta
dunque che chiedere a lei, messer Gualtiero. E
senza pi nulla aggiungere, gli indic lingresso della cripta.
Scese le scale a rotta di collo, ignorando il mantello che simpigliava ovunque, limitandolo nei
movimenti. La trov seduta nella penombra, a leggere al barlume di una lanterna.
Bast uno sguardo e si ritrovarono abbracciati.
Non ti lascer mai pi, le promise Gualtiero, affondando il viso nei suoi capelli color grano.
Dun tratto la fatica del viaggio, i sacrifici degli ultimi mesi e persino il dispiacere per Maynard
sembrarono svanire. Mai pi, ripet.
Le parole non bastano, disse Isabeau. Sposami, e suggell la proposta con un bacio.
Non desidero altro, lo giuro sul mio cuore. E appena tutto sar concluso....
No, lo zitt lei, rivolgendogli un sorriso pieno di gioia. Non domani, n tra un mese o tra una settimana. Oggi stesso.
...
.
...
63.
...
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...
Intendete maritarvi oggi stesso? Ne siete sicuro?
Ho atteso fin troppo.
Padre Andrea annu, invitando il giovane de Bruni a seguirlo verso la zona dellaltare.
Nonostante i molti crucci, la sua ampia fronte era distesa. Ho sempre reputato infausti i vostri
sentimenti per quella fanciulla....
Non ho chiesto il vostro parere.
Lasciatemi concludere, lo preg. Li ho sempre reputati infausti, dicevo, per ora sono
indotto a ricredermi.  grazie a quei sentimenti, infatti, che siete di nuovo a Pomposa.
Adesso sono mastro pittore, come mio padre, precis Gualtiero. Non torner a miniare i
vostri codici.
 proprio al mastro pittore, infatti, che mi rivolgo.
Il giovane studi la sua espressione enigmatica. A quale riguardo?.
Prima di rispondere, Andrea avanz di qualche passo e indic le decorazioni in rovina che
coprivano le pareti lunghe della navata.
Affrescate il monastero!, esclam con enfasi. Ex novo.
Gualtiero rimase immobile a fissarlo.
Ebbene?, lo pungol il religioso. Vi  forse venuta meno lambizione?
No davvero, ribatt esitante. Ma ricevere una simile proposta in circostanze tanto sciagurate,
specie riguardo messer Maynard... Mi pare a dir poco inopportuno.
Sposarvi, invece, no?.
Nella provocazione dellabate non risuon alcun risentimento. Il giovane vi colse persino un
pizzico di ironia, che lo rese ancor pi incapace di raccapezzarsi.
Andrea scrut le antiche figure dipinte intorno a loro, quasi in cerca di un segno, finch non gli
rivolse un cenno dintesa. La verit  che siamo entrambi stanchi di aver paura, figliolo, sospir.
Stanchi di interrogarci su quando cesseranno le sventure e le malversazioni per poter ricominciare a
vivere. Batt il pastorale sui mosaici del pavimento, manifestando un intimo sdegno. Dopo la peste e
la carestia, dopo anni trascorsi a vagare come un cieco alla ricerca di Dio... ho deciso di rivolgermi al
futuro con rinnovata speranza. Lo reputate folle? Eppure noi non siamo bestie
umbratili, destinate a stare confinate nel buio! Siamo uomini! E anche se i flagelli
continueranno a susseguirsi su questa terra, fosse anche lapocalisse, saremo degni di definirci tali
soltanto se ispirati dalla bellezza.
Gualtiero aveva scordato quanto potessero essere coinvolgenti le parole di quellanziano
monaco. Prima di ribattere le lasci echeggiare nella mente, colpito dal loro fervore. La bellezza a cui
alludete  cosa assai pi grande dellopera di un artigiano, comment. Essa  la Grazia che ci sfiora
quando tendiamo lorecchio al canto degli uccelli o quando, al mattino, ci destiamo sotto la luce dorata
del sole. Risiede nellordine divino degli astri e nelle pi sublimi speculazioni dei teologi... Ma nessun
mastro pittore dispone di sufficiente arte per giungere a tanto.
Andrea, contrariato, indic labside. Non  forse il Salvatore colui che vi scruta da lass?.
Il giovane osserv il Cristo Pantocrator dipinto da Vitale de Equis. Di primo acchito si chiese se
lui sarebbe mai stato capace di eguagliarne la perfezione, poi si sofferm sulla mistica fissit del volto
dellAssiso. Lo , rispose.
E non avvertite il Suo sguardo su di voi, seguit il religioso, pur trattandosi di una mera
pittura? Non  come se Egli abitasse in quello strato di colore e vi toccasse lanima alla stessa guisa di un raggio di luce?
S, lavverto, dovette ammettere, ma soltanto grazie alle vostre parole.
Io mi sono limitato a indirizzare la vostra attenzione, lo contraddisse Andrea. Il sentimento
che provate, invero, nasce dalla fiammella di eternit che arde dentro di voi. Una fiammella presente in
ognuno di noi, figliolo, e che ci spinge a riconosce la voce del Padre ovunque essa risieda. Anche in pictura.
Se aveste ragione, si espresse dubbioso Gualtiero, larte delle immagini dovrebbe
considerarsi sacra quanto la preghiera, i sacramenti e la Bibbia stessa.
In effetti  cos, a dispetto di quanto affermano in molti. In uno slancio di entusiasmo, il
monaco apr le braccia e indic gli affreschi. Tenetelo bene a mente, figliolo, la tradizione della
pittura devozionale scaturisce dallingegno dellapostolo Luca! Fu lui il pittore dei pittori, il primo
uomo che si serv di cera e colore per rappresentare i volti di Ges e della Vergine. Da lui nasce tutto
questo, capite? Quando ancora non esistevano i trattati teologici, le dispute dogmatiche e i concili
ecumenici, la nostra fede aveva gi trovato espressione nella nobilt dell imago, il symbolum
depictum! E se dubitate delle mie parole, non potrete certo farlo dinanzi agli scritti di Simeone
Metafraste, di Giovanni Damasceno e di Tommaso dAquino. Al pari di numerosi pensatori
della Chiesa, essi riconoscono nellevangelista Luca il fondatore della pittura sacra e quindi, in tutti i
privilegiati che ne perpetrano larte, i suoi testimoni.
Il giovane esamin distinto i propri palmi. Le mie mani... Il mio ingegno..., mormor
incredulo, sarebbero dunque strumenti ispirati dallo Spirito Santo, come accade a ogni sommo
magister e doctor ecclesiae?.
Labate annu. Cos sar fino a quando Dio vorr che dipingiate il suo verbo.
Mi avete impartito un insegnamento su cui n mio padre n mastro Vitale spesero mai parola,
riconobbe Gualtiero, e ve ne sono assai grato. Dopo essersi espresso in tal guisa, qualcosa mut
rapidamente nel suo atteggiamento e, superata la meraviglia, torn alliniziale freddezza per misurare
con lo sguardo la vastit delle pareti su cui lavorare. Quanto mi richiedete, per, esige un compenso.
Padre Andrea non si fece cogliere impreparato. Prima di incontrarvi, ho discusso al riguardo
con madonna Eudeline. I denari non mancheranno.
Il giovane colse in lui una velata nota di imbarazzo, o forse di ritrosia.
Quindi, concluse per spronarlo ad aprirsi, saremo entrambi debitori della signora di
Rocheblanche.
Aspettate a parlare di debiti, si scherm il religioso, lasciandosi sfuggire una sorta di sibilo.
Poich non si  ancora fatto cenno al viaggio che forse dovrete compiere. Il suo disagio, a quel punto, era divenuto palpabile.
Un altro viaggio? Per quale ragione?
Per lonore di messer Maynard.
Al sentir nominare il cavaliere, Gualtiero si impett. Per messer Maynard, tutto ci che sar in mio potere.
Labate per indugiava. Egli mi mise a parte, pur restando nel vago, del vostro coinvolgimento
nella sua missione.
Il giovane si fece improvvisamente sospettoso.
So di cosa si tratta, gli assicur il religioso, confermando la sua buona fede. Sono al corrente
del libro di Flegetanis e del misterioso Lapis exilii.
Ho meditato a lungo sul loro significato, o per lo meno abbastanza da poter supporre, alla
stregua di quanto affermava il mio precettore Severino....
Tronc la frase, colto da un improvviso smarrimento.
Incapace di comprendere, Gualtiero attese che labate si asciugasse una lacrima con un gesto
quasi infantile. I miei occhi, rivel, andarono ben
oltre le vostre supposizioni e le gesta di Rocheblanche, poich ebbero il privilegio di posarsi sul
Lapis exilii. Lo vidi, reverendo padre, come vedo voi ora. Quelle parole risvegliarono in lui i ricordi
del viaggio fino al monastero di Mont-Fleur, mettendolo dinanzi a paesaggi talmente vividi da dargli
limpressione di esserseli appena lasciati alle spalle. Ramment il volto del saggio Manessier e della
coraggiosa arciera che laveva salvato dal lupo... Poi nella sua mente si stagli limmagine della
maestosa tavola di pietra simile a una mola, sigillo di un antico sepolcro e lapide su cui erano state
incise le parole del Messia. Reprimendo un fremito, si accorse che labate gli si stava avvicinando in
preda allentusiasmo.
Quindi  vero, profer Andrea. Il vostro peregrinare vi condusse a quel luogo segreto....
Ho speso fin troppe parole, si affrett a zittirlo. Confido che non ne farete menzione con anima viva.
Lungi da me, ribatt il religioso, tornando di colpo alla sua ritrosia.
Potrebbe rendersi necessario che riportiate l due reliquie. Alludo alle due reliquie che furono sottratte....
La coppa e la punta di lancia, tagli corto Gualtiero. Conosco la storia.
Ebbene, prosegu labate, al momento sono entrambe in nostro possesso.
Intendete... fra queste mura?
In un avello della cripta.
Il giovane aggrott la fronte. Finalmente comprendo la vostra premura, e scorgo in essa quella
del nobile Maynard.  assolutamente necessario che le due reliquie tornino al loro posto, per essere
riunite al Lapis exilii. Lo far, non dubitatene, ma dovr attendere il disciogliersi delle nevi per
oltrepassare i valichi alpini.
Frenate la foga, lo avvert Andrea. Per ora ho soltanto ventilato lipotesi.
In alternativa a cosa?, si stup Gualtiero.
Al fatto che madonna Eudeline si decida a utilizzare o meno le due reliquie per riscattare la
vita del fratello.
Volete dire che non si  ancora espressa al riguardo?.
Il monaco si strinse nelle spalle. In principio mi era parsa pi risoluta di un soldato, ma non
appena ha messo gli occhi su quelle reliquie....
Abbozz un gesto stizzito, manifestando lintenzione di voler passare ad argomenti pi
gradevoli. Ora basta, esclam con aria complice.
Seguitemi in sacrestia, e prepariamoci per le vostre nozze!.
La semplicit dello sposalizio laveva incantata. Nientaltro che le parole dellabate e i due
innamorati intenti a specchiarsi luno negli occhi dellaltra, sotto larco dellabside, a rammentarle tutto
ci che a lei era stato negato per sempre. Nella luce, in una gioia cos spontanea da apparirle sfacciata.
Era stato allora, mentre il rito si avviava alla fine, che aveva percepito accanto a s la presenza di
Robert e si era ritrovata a fantasticare su una vita insieme a lui. Una vita intravista tra i sospiri dei loro
pochi abbracci, quando ancora sperava di tornare una semplice donna, invecchiare con luomo che
amava, diventare madre. Prima che la peste e la malvagit delluomo la rendessero ancora pi sola.
Madonna Eudeline piange.
In principio non aveva compreso da dove provenissero quelle parole. Poi aveva visto Isabeau
scrutarla, piena di riconoscenza, per poi rivolgersi di nuovo a Gualtiero. S piango, aveva pensato la
signora de Rocheblanche.
Piango, amica carissima, per la felicit che tu ora hai e io non avr mai.
Ancora piangeva, madonna Eudeline. Ormai era notte, la cerimonia conclusa, ma i pensieri continuavano a turbinarle nella mente. La Vergine di legno davanti a cui si era inginocchiata non le recava alcun conforto. Persino il fantasma di Robert sembrava essersi dileguato, lasciandola con la paura di perdere anche suo fratello.
Salva almeno lui, ripet dentro di s con le mani giunte. Salvalo, mostrami la via, e te ne sar grata per sempre.
Ma il volto ligneo della benedetta fra tutte le donne continuava a fissarla inespressivo, come
svuotato, dopo secoli di preghiere, della capacit di esaudire o anche solo di ascoltare le invocazioni dei mortali.
Salvalo, insistette nondimeno Eudeline, e giuro di proteggere le reliquie che furono bagnate dal sangue di tuo figlio.
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64.
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Prigioni di San Domenico.
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Vi offro lultima possibilit, messere, disse Bertrand du Pouget con una nota di
esasperazione. Rivelatemi dov celato il Lapis exilii e il nome di chi ha rubato le mie reliquie. Fatelo
e sarete salvo.
Maynard rise nel buio senza neppure curarsi di rivolgergli lo sguardo. Del resto era in dubbio se
a parlargli fosse stato un uomo in carne e ossa o piuttosto unallucinazione partorita dalla sua stessa
mente. Quale salvezza sarebbe, se lavessi guadagnata venendo meno ai miei obblighi?
E se a pagare insieme a voi fosse vostra sorella?
Se fosse in vostro potere, lavreste gi trascinata al mio cospetto.
Forse ho in serbo di mostrarvela allultimo.
Forse voi non siete reale.
In tal caso, sareste pazzo.
Sempre meglio dellalternativa.
E quale sarebbe?
Che il pazzo siate voi. Il sorriso di Rocheblanche si trasform in una maschera sardonica. E
che io, con i miei valori e i miei propositi, non sia altro che una vostra illusione.
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65.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa, navata maggiore 29 dicembre.
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I disegni preparatori della sinopia erano lentamente svaniti dietro uno strato dintonaco e poi di
colore, lasciando spazio a una processione di immagini sullintera parete meridionale. Si era trattato di
un lavoro estenuante, svolto in nove pontate e nel doppio dei giorni, il cui risultato erano diciannove
scene a tema biblico affrescate su due fasce sovrapposte. Gualtiero le scrutava inorgoglito, quasi
incredulo al pensiero di esserne lartefice.
Per ricavare maggior spazio su cui dipingere, aveva deciso di comune accordo con labate di
murare tre delle sei finestre disposte sulla sommit della parete, favorendo la continuit della
narrazione pittorica a discapito della luce solare che penetrava nella navata. A lavoro ultimato leffetto
si era rivelato grandioso, ricordando unenorme pagina miniata destinata a svilupparsi e concludersi
nella parete opposta.
I riquadri superiori rappresentavano le storie dellAntico Testamento, partendo da Adamo ed
Eva dinanzi allalbero del peccato per continuare con Caino e Abele, No, Abramo, Giacobbe,
Giuseppe. Ma erano stati quelli inferiori, dedicati al Nuovo Testamento, a rivelarsi i pi impegnativi.
La grazia della Vergine dellAnnunciazione e le ali piumate dellarcangelo Gabriele erano state linizio
di un meticoloso esercizio di stile e dimmaginazione che aveva raggiunto il culmine nelle vesti
ricamate dei Magi e nella tenda di broccato usata a mo di sfondo per il banchetto nuziale di Cana.
Nonostante le direttive di padre Andrea, il giovane de Bruni si era preso delle libert. Tanto per
cominciare, nel tema della Fuga in Egitto, dove il Bambino, anzich in groppa allasino, compariva
seduto sulle spalle di san Giuseppe. Inoltre nello scenario della Visitazione, dominato da un labirinto di
mura e di architetture urbane.
Non mancava un omaggio alla tradizione bizantina, presente soprattutto negli episodi della
Nativit, della Presentazione al tempio, del Battesimo e dellIngresso a Gerusalemme. Gualtiero aveva
poi inserito le guarigioni miracolose operate da Ges e particolarmente care al reverendo Andrea che,
sulla scorta di santAgostino, le interpretava come simboli della Salvezza.
Ma ogni dettaglio dellopera, a ben vedere, era un simbolo. Assistendo alla stesura dei bozzetti,
labate aveva ammonito il giovane di far tesoro delle parole di Ugo di San Vittore, secondo il quale
Ogni cosa visibile ci viene proposta per la significazione e per il chiarimento delle cose invisibili 8.
Alludeva inoltre alla delicata missione di cui si facevano carico gli eredi dellapostolo Luca.
Affrescare la Bibbia, soleva ripetere, equivaleva a riscriverla, a interpretarla, e ci richiedeva impegno
ma anche sapienza, a partire da unoperazione allapparenza banale come la scelta dei colori.
Anche nelle fasi successive del lavoro, Gualtiero era stato costretto a interrompersi decine di
volte per scendere dalle impalcature e consultare i libri che Andrea portava al suo vaglio con lintento
di suscitargli nuove suggestioni. E mentre quellincessante confronto rinsaldava il loro rapporto, il
mastro pittore si stupiva di quanti misteri si potessero celare dietro uno strato di pittura. Con tutta la sua
arte e i suoi consigli, mastro Vitale de Equis sembrava aver omesso appositamente di parlargliene,
forse geloso di condividere con lui i segreti pi preziosi del suo mestiere.
Fu soltanto nellosservare la parete ultimata, tuttavia, che il giovane si rese conto di quanto
dovesse esser grato allabate. Era come se le immagini uscite dal suo pennello si intrecciassero, nel loro
rutilare, con un mondo arcano, invisibile, di cui soltanto i pi dotti avrebbero intuito la presenza.
Altro che Biblia pauperum!, pens dun tratto. Nessun povero dintelletto sarebbe riuscito a
intuire quellarchitettura di significati. La maggior parte degli osservatori avrebbe contemplato le sue
figure in maniera superficiale, senza lontanamente sospettare quale sapienza celassero.
Dunque, si era reso complice di un inganno?
Il dubbio lo colse allimprovviso. Tanto preso dai libri della sua biblioteca, padre Andrea
laveva indotto a eseguire un affresco intelligibile soltanto a predicatori ed eruditi. Non era forse
uningiustizia verso i figli del volgo?
Plac le emozioni e, concentrandosi su quanto laspettava, spost lattenzione sulle pareti
ancora spoglie. La settentrionale, che avrebbe dovuto accogliere la prosecuzione dei racconti biblici, e
la controfacciata, destinata come da tradizione alle scene del Giudizio Universale. Gualtiero aveva gi
picchiettato entrambe a colpi di martello, affinch il nuovo strato dintonaco potesse meglio aderire.
Ancora un mese, si disse, al massimo due. E lopera sarebbe stata completa.
Uno spiffero di aria fredda lo indusse a voltarsi verso il portale. Il battente si era appena aperto,
lasciando entrare una figura intabarrata in una
guarnacca di lana. Due ciocche di capelli color grano spuntavano da sotto il cappuccio. Lui le
corse subito incontro per abbracciarla.
Aspetta, lo ferm Isabeau, posandogli un dito sulle labbra. Fammi guardare.
Non ti  ancora venuto a noia?, ironizz lui. Te ne parlo incessantemente da settimane.
Ora per posso godere della vista dinsieme. Cos dicendo, prese il marito per mano e si fece
accompagnare lungo la navata, osservando con attenzione ogni particolare.
Gualtiero si limitava a scrutarla di sbieco, ansioso di conoscere il responso ma lungi dal volerle
mettere fretta. Fin dallinizio, Isabeau si era mostrata entusiasta dellincarico che gli era stato affidato,
anche se dispiaciuta per la consapevolezza di non potergli essere daiuto. Lui laveva contraddetta. Gi
al tempo in cui dipingeva davanti alla madre, si era reso conto di quanto fosse importante avere accanto
a s una persona da render fiera, e ora, dopo infinite traversie, poteva dirsi felice di compiacere
lorgoglio della propria sposa. Continu dunque a spiare la sua espressione, pur incapace di
interpretarla. Intendi lasciarmi sulle spine ancora per molto?.
Prima di rispondere, lei concluse lesame e si ferm davanti a una scena dei Magi addormentati
sotto una stella cometa simile a un giglio doro. Soltanto allora lasci trapelare il suo incanto. Se
penso che ognuna di queste immagini  uscita dalle tue mani... Unicamente dalle tue mani.... Si
commosse e lo baci.  come se guardandole ti amassi ancora di pi.
Molto... molto di pi!.
Gualtiero era al settimo cielo. Nonostante fosse ancora pungolato dal dubbio daver eseguito
unopera troppo complicata per le menti semplici del volgo, fece per chiedere alla moglie di esprimersi
pi nel dettaglio quando not la presenza di una terza persona ferma davanti al portale, nellatto di schiarirsi la gola.
Agostino.
In principio il mastro pittore non comprese levidente imbarazzo del famiglio. Poi si rese conto,
galeotto lentusiasmo, daver cinto Isabeau in un abbraccio non proprio consono allambiente in cui si
trovavano. Si separ da lei con malcelato impaccio.
Monsignor abate, disse allora il servo, prega entrambi di recarsi subito nel suo studio. E
rivolgendosi allesterno, aggiunse cupo: Il tempo del rogo  ormai vicino.
Tra due giorni, allalba!, spieg padre Andrea, incupito. Era talmente scosso da non riuscire a
star fermo. Quando Gualtiero e Isabeau entrarono nello studio, lo trovarono intento a far la spola tra lo
scrittoio e il camino.
Altrettanto sconvolta, ma immobile, Eudeline si teneva in disparte, quasi per non lasciarsi
contagiare dellagitazione del religioso.
Due giorni!, ripet, misurando a lunghe falcate il pavimento.
Dunque, nessun rinvio?, volle sincerarsi il mastro pittore.
Labate ribatt con un verso secco. Un banditore lha annunciato laltro ieri nella piazza di
Ferrara. Nessuna proroga, nessuna clemenza.
Nemmeno offrendo in cambio le due reliquie al cardinale?, intervenne Isabeau, pallida per lo
spavento.
Non lo far. Eudeline fece un passo in avanti, rigida come una pertica. Le occhiaie nere e la
tensione nervosa che le attraversava le membra rivelava solo in parte il suo intimo tormento. Non
compiacer quel bastardo.
Anchio sarei restio, madonna, comment Gualtiero. Ma per Maynard....
Non infangher lonore di mio fratello, lo tacit la dama, quasi con ferocia. Cedere le
reliquie a Bertrand du Pouget equivarrebbe a tradirlo, a vanificare i suoi sforzi. E lui... lui non me lo
perdonerebbe mai!.
Isabeau scosse il capo, in procinto di contraddirla. Gualtiero le fece cenno di contenersi.
Quindi, disse a Eudeline, assisterete impotente alla morte di vostro fratello?
Io.... La signora de Rocheblanche strinse i pugni. Io trover il modo di vendicarlo.
Ancora vive, rimbrott Andrea, e voi gi parlate di vendetta?
Preferireste consegnare le reliquie di Cristo al diavolo in persona?, lo aggred la dama.
Credete che Maynard ve lo permetterebbe? Che ne sarebbe felice? Sono la prima a soffrire per questa
scelta, ma  proprio per amore verso il mio nobile fratello... verso i valori che lo rendono uomo....
Il giovane de Bruni fiss la nobildonna, toccato nel profondo. Si ergeva al centro della stanza,
combattiva, sgomenta. E terrorizzata, ora poteva distinguerlo con chiarezza. Fra i presenti, Eudeline de
Rocheblanche sembrava la pi atterrita dalle parole che le erano appena uscite di bocca.
Come se dopo una lunga, logorante esitazione avesse finalmente deciso di pronunciarle.
Avete senzaltro ragione, madonna, e tuttavia non accetto che debba finire cos. Dopo aver
spiato lespressione livida della moglie, Gualtiero si rivolse
allabate. Forse, se chiedessimo indulgenza al vescovo....
Ho gi provato, sbuff padre Andrea, ma sua eccellenza Filippo dAntella si  mostrato
sordo alle mie richieste.
Quel Giuda!, imprec Eudeline.
Il mastro pittore fece per aggiungere qualcosa, ma lanziano monaco lo mise a tacere.
Abbiamo tentato ogni cosa, figliolo, vagliato ogni possibilit... Illudendoci di poter cambiare
qualcosa di inevitabile. La verit  che non c nulla in grado di distogliere Cingoli e Pouget dai loro
propositi. Anche se madonna Eudeline decidesse di consegnarsi, otterrebbe soltanto di diventare uno
strumento di ricatto nelle mani di quegli scellerati... Per poi finire sul rogo insieme a Maynard.
State dicendo..., Gualtiero lo fiss indignato, che ella non potr neppure assistere alla morte
del fratello?.
Andrea annu. Se gli uomini del cardinale la riconoscessero, non esiterebbero a catturarla. E
credetemi, quel giorno si aggireranno nella piazza come lupi famelici.
Con una fitta al cuore, il giovane pittore si ritrov a pensare alla morte di suo padre. O almeno,
alluomo che fin dallinfanzia aveva ritenuto tale.
Mastro Sigismondo de Bruni, impiccato ingiustamente nel Prato delle Forche. Rammentava
ancora la sua paura, il viso nero rigato di lacrime, il lento strozzarsi sotto la pressione del cappio. Il
dolore e la rabbia di dover assistere senza poter intervenire erano state talmente strazianti da fargli
perdere i sensi. E altrettanto straziante era stato guardare sua madre spegnersi nel letto di morte,
consumata dalla peste e dal rimpianto di aver vissuto nella menzogna.
Ma almeno, si disse Gualtiero, sia Sigismondo che Sapia erano spirati fissando il volto di loro
figlio. Almeno erano saliti al Creatore con lanima addolcita dallamore di una persona cara.
A Maynard non sarebbe stato concesso neppure quello.
Tra la commozione e la collera, raggiunse il centro della stanza. Se madonna Eudeline non
potr assistere allesecuzione, significa che andr io. Quindi punt un dito verso labate Andrea. E
voi, padre, verrete con me.
8 Ugo di San Vittore, In hierarchiam clestem expositio.
...
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66.
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Ferrara, Piazza della Cattedrale.
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...
1 gennaio 1350.
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...
Maynard fece ingresso nella piazza sotto la luce pallida dellalba. Sarebbe stato un onore, lo
schern larmigero che lo teneva al capestro, ardere nel luogo di maggior fasto della citt. Egli tuttavia
prefer prestare attenzione a come il biancheggiare della neve si fondeva alla facciata marmorea del
duomo. Sul lato opposto, il Palazzo della Signoria incombeva come un enorme guardiano. Si volt a
guardarlo, attratto da qualcosa di raccapricciante esposto tra le merlature. La testa di Margherita Ariosti
conficcata su una picca.
La folla iniziava a ingrossarsi alla stregua di un nugolo di corvi attratti da una carogna. Ma dal
momento in cui vide la pira, per il cavaliere non ci fu altro. Una semplice pertica di legno conficcata in
un cono di fieno cosparso di pece. Gli sembr assurdo che una cosa talmente grottesca stesse l a
decretare la fine della vita di un uomo.
Si ritrov a sorridere. Se paragonato agli orrori di cui era stato testimone a Crcy, in tempo di
peste e nelle prigioni di San Domenico, quel palo di legno rappresentava per lui un ben misero
spauracchio. Veder perire tanta gente laveva avvicinato ogni giorno di pi alla Grande Mietitrice,
come se si fosse trattato di un gioco di ombre in cui lei, a tratti, si fosse divertita a rendergli manifesta
la sua presenza, sempre pi vicina.
Non fece in tempo a concludere quel pensiero che le nuvole si aprirono, lasciando cadere un
raggio di luce obliqua sulla sommit della pira. Eccola, si disse Rocheblanche, la falce.
Lo legarono al palo, mani, busto, piedi, mentre gli accoliti della Congregatio mortis si
radunavano al suo cospetto, avvolti dal fumo dei turiboli. Prima che potessero intonare preci, una voce imperiosa li ferm.
Nessun Miserere per costui!.
Colto da un fulmineo senso di familiarit, Maynard cerc tra la folla per comprendere da dove
fosse provenuto quellordine. Finch non vide spuntare, scortato da un drappello di armigeri, il suo nemico.
Gualtiero avanz ostinatamente tra la gente, stringendo la mano di padre
Andrea per non perderlo nella ressa intorno alla pira. Ormai era vicino, al punto da scorgere il
capo di Rocheblanche oltre la schiera di teste davanti a lui.
Fermatevi!, lo implor labate, trafelato.
Nemmeno per sogno, grugn il pittore, aprendosi varchi a suon di spintoni. Deve vederci!
Deve sapere che non labbiamo abbandonato!.
Ma Andrea faticava sempre pi a procedere, soprattutto da quando il comparire di un drappello
di armigeri aveva eccitato la folla, inducendola ad appressarsi ancor pi al luogo dellesecuzione.
Inciampando sui lembi della sua tonaca e su decine di piedi altrui, si trov allimprovviso stretto nella
calca e perse la mano di Gualtiero. Misericordia!, esclam con indignata frustrazione.
Il giovane si volt. Forza, seguitemi!.
Andate avanti voi, disse labate. Vi raggiunger.
Gualtiero ne dubitava. Bench lanziano monaco si fosse degnato di accompagnarlo a Ferrara,
aveva espresso fin dallinizio la sua titubanza ad assistere al rogo. Non voleva essere testimone del
trapasso cos miserevole di uno spirito giusto.
Il pittore la pensava proprio come lui, per intuiva che labate non fosse stato del tutto sincero.
Era certo infatti che dietro la sua ritrosia si celasse il timore di attirare troppi sospetti su di s.
Eventualit assai probabile, del resto, se Cingoli o Pouget lavessero scorto in prima fila allesecuzione
di Rocheblanche. Perci non se la sent di dargli del codardo, e avanz da solo.
Contrariamente allabate di Pomposa, lui era un volto qualunque e poteva passare inosservato
tra i figli del volgo giunti ad assistere al turpe spettacolo.
Continu dunque a sgomitare finch a separarlo dalla pira fu soltanto uno schieramento di soldati.
Fatic non poco a riconoscere luomo smagrito e coperto di stracci legato al palo. Ma non
dubit un istante su chi potesse essere il vegliardo in abito prelatizio, dal portamento ancora energico,
che si stava avvicinando a lui.
Bertrand du Pouget avanz sorreggendo unasta con in cima una croce. La vedete,
Rocheblanche?, proclam con enfasi, mostrandola al condannato.
Ecco la salvezza! Lunica che otterrete, se ve ne mostrerete degno.
Maynard gli rise in faccia. Quale salvezza potrebbe mai offrirmi un diavolo vestito da prete!.
Perch vi intestardite?, disse il cardinale, dissimulando un sentito
cordoglio. Parlate, per lamor di Dio! Parlate, affinch io possa redimervi!.
Sembrate pi spaventato di me, eminenza, persever a canzonarlo.
Monsignor Bertrand non raccolse la provocazione. La smania di sapere lo spinse a lanciarsi in
avanti senza alcun ritegno, dimentico dellasta, dei soldati e della folla intenta ad assistere. Voi non
capite... Non capite!.
Afferr il cavaliere per i legacci che gli immobilizzavano il petto e lo scosse con violenza.
Non potete nascondere alla Chiesa ci che sapete!  un crimine inammissibile, un peccato mortale!.
Bruciatemi, dannazione!, lo sfid Maynard. Suvvia, cosaspettate?.
Il cardinale indietreggi furioso. Mi provocate, Rocheblanche? Dovreste implorarmi invece!,
e indic la base di fieno su cui poggiava la pira. Se non vi aprirete a me, la vostra anima immortale
finir allinferno!.
Io sono gi allinferno. Voi me lavete mostrato.
Non sapete cosa dite!.
Purtroppo per voi, invece, ne sono ben consapevole. Quanto tempo vi resta, eminenza? Siete
vecchio, e con me perir la vostra ultima speranza di trovare il Lapis exilii.  Con tutto il vostro terrore
e la vostra astuzia non siete riuscito a farmi parlare!.
Su una cosa vingannate, sibil Bertrand du Pouget. Finch resta in vita vostra sorella, non
tutto  perduto.
Nonostante la paura di morire, Rocheblanche si ritrov a temere per Eudeline. Abbozz una
smorfia beffarda per aizzare ancor pi lira del prelato. Mia sorella  una donna accorta, non la
troverete mai.
Invece  vicina, lo intuisco! E quando lavr in pugno....
Voi non oserete!.
Il cardinale gli si avvicin per lultima volta, gli occhi spalancati da una brama incontrollata.
Parlate Rocheblanche!.
Giammai!.
E dunque..., sua eminenza si volt verso la folla con le braccia aperte,
che costui arda!.
Fu questione di un attimo. Maynard alz gli occhi al cielo per consacrarsi al Signore. Poi,
abbassandoli, incroci lo sguardo di un uomo ammantato di nero ritto sulla balconata del palazzo.
Obizzo dEste parve indirizzargli un saluto. Ancora pi in basso, a cercare nella folla, le sue iridi si
ritrovarono a fissare un giovane dai capelli arruffati, il volto in lacrime contratto in un grido.
Poi un armigero gett una torcia sulla paglia, che divamp allistante.
In quella gelida mattina di gennaio, Rocheblanche sent laria farsi pi spessa. Il fumo gli
aggred le narici, lo accec, riportandolo nel mondo buio e remoto delle sue visioni. Ed ecco, gli parve
di udire un tambureggiare di zoccoli. Il quarto cavaliere veniva a prenderlo!
Il fumo emanato dalla base della pira aument a dismisura, costringendo la folla e gli armigeri
ad arretrare. Gualtiero cadde a terra, accecato da quella coltre fitta e caliginosa che continuava a
espandersi come se uscisse dalla bocca di un vulcano. Sent risuonare improperi, grida atterrite,
esclamazioni di stupore. Incapace di comprendere, si ritrov a gridare il nome di Maynard.
Poi, un prodigio degno dellinferno. Dalla base della pira si sprigionarono vampe scarlatte
simili a serpenti di luce. Uscirono dal buio con un sibilo acutissimo, che atterr ancor pi i presenti nella piazza.
Fu allora che giunse.
In sella a un cavallo enorme, bardato in unarmatura pi nera della notte, avanz a spron battuto
senza curarsi di travolgere nella sua corsa armigeri, preti e villani. Si tuff dove il fumo si faceva pi
spesso e l rimase, nello sbigottimento generale, finch la sua sagoma non riemerse per allontanarsi al galoppo.
In un crescendo di stupore, Gualtiero avrebbe giurato di scorgere sulla sua sella il corpo
esanime di Maynard.
Mentre il fumo si dissipava nel vento, scoprendo i resti di una pira vuota, il giovane pittore si
rialz in piedi, ancora incapace di comprendere cosa fosse accaduto. Si guard intorno in cerca di padre
Andrea, nella speranza che almeno lui fosse in grado di fornirgli delle spiegazioni.
Non fece in tempo a scorgerlo, tuttavia, che ud una voce alle spalle.
Gualtiero de Bruni, pintor?.
Annu distinto, voltandosi.
Ma prima di poter guardare in faccia colui che gli aveva rivolto la parola, ricevette un pugno
allo stomaco e un altro alla testa.
E ancora quella voce: Venite con me, il cardinale vi aspetta....
...
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67.
...
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Se padre Andrea non fin travolto dai passanti nel tafferuglio generale fu per puro miracolo. Ai
primi accenni del prodigioso accrescersi del fumo era sgusciato dalla calca per cercare riparo presso la
facciata della cattedrale, consapevole che stesse accadendo qualcosa di strano. Quanto verificatosi in
seguito, per, era stato talmente repentino e bizzarro da lasciarlo senza parole.
Alla fine di tutto si era ritrovato a vagare per la piazza, a guardarsi intorno fra decine di persone
basite quanto lui, finch non aveva scorto una ben strana compagnia allontanarsi a passo svelto dal
luogo del rogo. In testa al gruppo procedevano Lamberto da Cingoli e un anziano prelato che labate
non esit a identificare con monsignor Bertrand du Pouget. Al loro seguito si muovevano degli sgherri
intenti a trascinare per le braccia un uomo privo di sensi.
Non appena ebbe riconosciuto il malcapitato, Andrea si affrett nella loro direzione.
Fermi!, grid. Non avete alcun diritto!.
Cingoli si ferm di colpo per comprendere da dove provenisse il richiamo.
Riconosciuto labate, fece cenno alla compagnia di procedere.
Non potete arrestarlo!, insistette labate, sforzandosi ad avanzare il pi spedito possibile.
Con sua grande sorpresa, vide linquisitore andargli incontro. Proteggete Gualtiero de Bruni,
reverendo padre?.
Andrea fu intimidito da quel tono daccusa. Egli ... un uomo incapace di fare del male.
 amico di Rocheblanche, soggiunse fra Lamberto. Condivide con lui dei segreti. Segreti
che nemmeno immaginate.
Egli  un buon cristiano, trov il coraggio di difenderlo. Lasciatelo in mia custodia, e mi
impegner io a interrogarlo, nel caso possa....
Anche voi siete amico di Rocheblanche. Linquisitore gli rivolse un sorrisetto minaccioso.
Devo forse supporre che nascondiate qualcosa?.
Labate ebbe la sensazione che degli artigli di ghiaccio gli stringessero il cuore. Io intendevo solo... fare chiarezza.
Lasciate che sia io a occuparmene, tagli corto Lamberto da Cingoli. E con un congedo stizzoso, lo lasci solo nella piazza. A disperare.
...
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68.
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Maynard fu svegliato da un pianto dinfante.
Nellaprire gli occhi, si stup di trovarsi sdraiato su un pagliericcio, con un soffitto a travi sopra
la testa. La vista era appannata. Si massaggi le palpebre per cogliere le forme nella penombra. Nel
frattempo la sua mente si sforzava di colmare lo iato che separava il rogo della piazza da quello
sconcertante momento. Sono ancora vivo, si ripeteva incredulo. Vivo e...
impregnato dellodore di bruciato.
Ramment linnaturale quantit di fumo sollevatasi dallo strato di fieno e lattesa snervante che
cominciasse il dolore. Ma con sua grande sorpresa, le fiamme erano rimaste basse, continuando ad
alimentare esalazioni sempre pi nere e spesse che gli avevano mozzato il respiro. Poi era comparso il
cavaliere in armatura. Aveva estratto la spada per tagliargli i legacci e...
Ancora quel pianto.
Sollev il capo dal giaciglio e scorse un uomo dai tratti moreschi, abbigliato con una cappa
verde, intento a tenere in braccio una bimba dai capelli biondi. Una scena talmente singolare da indurlo
a chiedersi se non fosse in preda alle allucinazioni.
Poi il moro mise la piccina a sedere su uno sgabello e si avvicin. Gli tast la fronte, sollev
una palpebra e annu soddisfatto.
Chi... siete?, gli chiese Rocheblanche.
Un diavolo dellHispania, rispose una terza presenza, quasi burlesca.
Maynard spost lattenzione verso un uscio alla sua sinistra e scorse un enorme individuo in
armatura nera. Indossava ancora il terribile elmo che riproduceva le sembianze di un demone cornuto.
Un diavolo che tempo addietro mi salv la vita, continu luomo misterioso. E che oggi la
salv a voi, messere. Egli infatti  abile tanto nell ars medicinae quanto nellimpiego delle polveri piriche.
Rocheblanche sollev la schiena facendo leva sui gomiti. Non sapeva se essere pi sconvolto da
quelle affermazioni o dallorribile ricordo che risvegliava in lui il suono di quella voce. Intendete dire che....
Che stanotte, spieg larmatura nera, il mio servo introdusse nel fieno della vostra pira delle
sostanze capaci di produrre leffetto mirabolante di cui siete stato testimone.
E chi sareste voi, linterrog, per avere interesse nel fare ci?.
La risata delluomo echeggi metallica da dietro la ventaglia. Da quando risiedo a Ferrara ho
preso labitudine di farmi chiamare Namo. Slacci una cinghia alla base della gorgiera, poi, con
esasperante lentezza, si sfil lelmo.
Affinch nessuno sospettasse, conoscendo quello vero, che ero legato a voi.
Trovarsi di fronte a quel volto fu per Maynard la pi atroce delle torture.
Sbarr gli occhi, scattando in piedi in preda a uno sgomento che non avrebbe mai immaginato
di dover provare. Fu con odio, per, che pronunci quellunica, terribile parola: Padre.
...
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69.
...
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...
Bench la sua vita fosse stata densa di avventure e traversie, Gualtiero non riusc a rammentare
un momento in cui avesse provato maggior paura.
Lavevano trascinato in una segreta coperta da una volta di pietra, con pareti umide e odorose di
muffa. Cera una sola lanterna, posta su un tavolo a cui sedevano due uomini di Chiesa. Linquisitore e
il cardinale. Oltre alla loro presenza, cerano tre sgherri ammantati di nero.
Dov Rocheblanche?, tuon Lamberto da Cingoli.
Era legato alla pira..., squitt il giovane, mentre un armigero lo costringeva a restare in ginocchio.
Bertrand du Pouget batt un palmo con rabbia.  fuggito, lhanno visto tutti!, sibil. Chi lha aiutato?
Io... Non lo so.
Negate forse di essere un suo seguace?
Un seguace?. Gualtiero li fiss contrariato. Io sono un suo... amico.
Lo sappiamo, lo sappiamo..., ghign linquisitore. Cos come eravamo certi che sarebbe
giunto qualcuno oggi, ad assistere al rogo. Vi manda madonna Eudeline?.
Alludire quel nome, il giovane combatt con limpulso di ribellarsi allarmigero. Gli avvoltoi
al suo cospetto non aspettavano altro che tradisse unemozione. Non conosco nessuna madonna Eudeline.
Cingoli si astenne dal commentare. Non verrete a raccontarci di esser giunto a Ferrara di vostra spontanea volont.
 la verit.
E il Lapis exilii? Non conoscete neppure quello?
Io..., Gualtiero si morse un labbro, non conosco il latino.
Furbo il mascalzone, mormor Pouget.
Nessuna arguzia, reverendissimo, si difese il prigioniero. Sono una persona dalla mente
semplice, io.
Non c nulla di semplice in voi, lo contraddisse il cardinale, sempre pi nervoso. Cos
come non ce nera in quella cagna di vostra madre, Elisa dEste.
Gualtiero scatt in avanti in preda alla collera, ma fu subito schiacciato a terra da un violento
colpo alla schiena. Non osate..., schium tra i denti.
Ora basta!, alz la voce fra Lamberto.  evidente che siete in combutta con Rocheblanche!
Rivelateci i suoi segreti!.
Io non so nulla!, grid, mentre il piede dellarmigero continuava a premergli in mezzo alle scapole.
Mentite! Diteci delle reliquie del Cristo.
Il giovane fece cenno di voler rispondere, ottenendo cos di tornare in una posizione pi
consona. Riprese fiato nel tentativo di placare il tumulto che aveva nel petto. Molti inverni prima,
quandera bambino, aveva tenuto tra le mani un passero e percepito attraverso il fremito del suo corpo
la paura. Ora si sentiva esattamente come quella bestiola. Cristo Nostro Signore, disse,
 risorto nella carne senza lasciare alcuna reliquia del proprio corpo.
Monsignor Bertrand inarc un sopracciglio. Vi prendete gioco di noi?
Non mentirei mai dinanzi alle vostre eminentissime autorit.
Cingoli lo zitt spazientito. Se non fosse per il fatto che ci servite, lammon, vi farei subito
tagliare quella lingua impertinente. Poi, sporgendosi in avanti, gli rivolse un sorriso sadico. Ma di
qualcosaltro potremmo privarvi, statene certo.
Lo sgherro sguain un pugnale. Tagliamogli un orecchio!, propose, afferrando Gualtiero per i capelli.
No, lo interruppe Pouget.  un pittore, se non sbaglio. Tagliategli il mignolo della mano destra.
Fermi!, strepit il giovane nel tentativo di divincolarsi. La disperazione gli infuse tanta forza
da richiedere lintervento di un secondo uomo. Fu sollevato da terra, trascinato fino al tavolo e costretto
a mettere la mano sul ripiano. La vista della lama lo fece trasalire. Non fatelo! Non fatelo, vi supplico!.
Fra Lamberto fece cenno allarmigero di trattenere il pugnale. Se ci tenete a uscirne indenne,
disse al prigioniero, parlateci dei segreti di Rocheblanche.
Egli non mi rivel nulla dimportante!, grid Gualtiero con tono implorante. Nulla, vi dico! Nulla!.
Linquisitore sbuff deluso. Tagliate.
...
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...
70.
...
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...
Voi dovreste esser morto!. La voce di Maynard tradiva uno stato danimo lacerato dallastio e
dallo sbalordimento. Vi vidi giacere nella polvere di Algeciras, otto anni or sono, dilaniato dalle
scimitarre degli infedeli!.
Gaspar de Rocheblanche depose lelmo su un trespolo, insieme ai guanti dai terribili rostri. Una
scorsa allArabo, messosi accanto alla bambina, infine torn a suo figlio. Rammento fin troppo la
vostra visita, e anche lo stato deplorevole in cui aveste lardire di abbandonarmi. Se sopravvissi lo
debbo soltanto a questo saraceno, che san le mie piaghe in cambio della promessa di partecipare, un
giorno, delle mie ricchezze. Da allora mi serve con obbedienza.
Linferno vi risparmi, dunque. Ma perch celare la vostra presenza per tanto tempo?
Suvvia, mio nobile figliolo! Non ero certo ansioso di offrire il mio petto alla vostra spada!
Conoscevo fin troppo la vostra smania di uccidermi. Ve la lessi in volto quel giorno infame, in
Hispania, come pure la vedo ora.
Immutata, feroce, nonostante vi abbia strappato dalla pira.
Immagino labbiate fatto per rendermi ancor pi spiacevole il trapasso.
Lho fatto per me, a onor del vero, ribatt Gaspar. Negli ultimi mesi ho indagato sulla vostra
situazione e, bench mi sfugga il motivo per cui foste ingabbiato dallInquisizione, ho deciso di non
permettere che la mia progenie perisse sul rogo, nel pubblico dileggio, con laccusa di eresia. Se ci
fosse avvenuto, la casata di Rocheblanche si sarebbe macchiata di unonta indelebile, con la
conseguenza di essere spogliata dei propri beni dalla Chiesa.
Giungete tardi, allora, lo schern Maynard, giacch le nostre sostanze furono comunque
sottratte dalla Camera Apostolica.
Impossibile!.
Sottratte!, ripet con una punta di piacere. Con gli omaggi del cardinal du Pouget e del
vostro erede maschio, che darebbe la vita pur di veder puniti i vostri innominabili abomini!.
Tacete maledetto!, sibil luomo in armatura, abbrancandogli il collo.
Mia madre uccisa! Mia sorella violentata!, grid Maynard, liberandosi con rabbia. Lo sforzo
gli cost unimprovvisa spossatezza che lo costrinse ad
appoggiarsi con la schiena a una parete. Quante volte aveva desiderato trovarsi faccia a faccia
con il padre redivivo, per punirlo di persona! Ma ora aveva perduto il suo vigore, forse per sempre, e si
trovava a fronteggiarlo coperto di stracci, senza neppure unarma da poter brandire.
Gaspar esit ad aggredirlo, tradendo unevidente instabilit alle gambe. Voi e le vostre
menzogne!, sbuff con voce cavernosa. Ve ne siete riempito la bocca per anni, scommetto,
attribuendo a me i crimini che foste invece voi a commettere! Oh, il sangue del mio sangue! E tutto
perch bramavate anzitempo i miei feudi, i miei denari e il mio titolo.
Cera un riflesso di follia negli occhi di Gaspar de Rocheblanche. Maynard lo studi con il
timore di riconoscervi qualcosa di s. Lincubo di potergli assomigliare lo ossessionava da sempre, ma
ora che lo udiva proferire accuse mendaci, senza alcuna ragione plausibile, si chiedeva se la
dissennatezza avesse sempre abitato la sua mente o se fosse stata il prezzo per aver ingannato la morte.
In ogni caso, non sarebbe stato sufficiente per frenare lodio che lo divorava. Come osate, proruppe,
imputare a me ci che faceste voi?
Ebbene, cosa dicevo?, ghign Gaspar in direzione dellArabo. Costui  accecato dalla
cupidigia e dalla rabbia. Mi colpevolizza del frutto della sua scelleratezza. E intanto, non ancora pago
del male compiuto, brama di versare il mio sangue.
Il moro annu disgustato. Ora finalmente potrete vendicarvi, padrone.
Maynard li fiss incredulo. Di cosa diavolo state parlando?.
Gaspar fece cenno allArabo di portare la bimba in una stanza attigua e si diresse, in parte
claudicando, a uno sgabello. A giudicare da come si muoveva, il peso dellarmatura sembrava mettere a
dura prova una contusione o pi probabilmente una ferita allinguine. Tornato dallHispania, restai
nascosto nellattesa di vedervi uscire allo scoperto, e quindi affrontarvi, confess una volta seduto,
ma lammetto, metteste a dura prova la mia pazienza. Dopo Crcy sembravate svanito nel nulla. Io
per non avevo scordato la sprezzante crudelt con cui mi lasciaste agonizzare, nel sangue e nelle
mosche, ad Algeciras. Desideravo punirvi per quelloltraggio, e lo desidero ancora. Ragion per cui
divenni langelo custode di Eudeline, proteggendola dalle nefandezze del mondo in attesa che voi
tornaste a farvi vivo.
La vostra visione degli eventi  distorta, morbosa!, esclam Maynard.
Come potete ritenervi degno di proteggere colei che umiliaste con il pi
ignobile degli oltraggi?
Lavai i miei peccati prendendo la Croce, disse Gaspar battendosi una mano sul petto. Ad
Algeciras sono morto e risorto nel perdono di Dio. Voi non avete alcun diritto di scagliarmi accuse.
Le menzogne di pocanzi erano quindi a uso e consumo del vostro servitore! Le formulaste per
garantirvi la sua lealt?
Cosa sono le menzogne, se non il corredo funebre che rimettiamo ai morti? E voi presto lo
sarete, figlio mio, morto. Per la mia vendetta e il mio completo riscatto.
Uccidendomi non seppellirete la verit. Eudeline sa e vi odier per sempre.
Eudeline torner con me, profer Gaspar con una smorfia cupida. Lamo troppo per
rinunciare a lei.  mia, e finita questa storia nulla mi impedir di averla al mio fianco.
Nauseato da quelle parole, Maynard avanz di scatto e lo spinse sul pavimento, facendo
traballare le piastre dellarmatura. Poi, vincendo laffanno, lo costrinse a restare supino premendogli un
ginocchio sul pettorale. Il demone che vi possiede devessere di unarte ben fine, afferm velenoso,
per avervi stravolto a tal punto il cervello!. Allung la mano verso la spada del padre, ma prima di
poterla brandire sent una lama premergli la gola.
Perch costui blatera ancora, intervenne lArabo alle sue spalle, quando dovrebbe gi avere
uno squarcio sotto il mento?. Trascinandolo indietro, lo costrinse a lasciar libero il padrone con
lintenzione di sgozzarlo.
Gaspar gli fece cenno di risparmiarlo e si rialz a fatica. Costui  mio, non vostro!.
Il moro annu in malo modo, per poi separarsi dal prigioniero e far sparire il pugnale a
mezzaluna sotto la cappa.
Maynard riprese a fronteggiare il genitore. Mi toglierete la vita senza onore, alla stregua di un
miserabile assassino?
La morte  la morte, sentenzi Gaspar.
Avreste ragione, ribatt furente, se il mio desiderio di uccidervi non fosse pari al vostro.
Invece lo , quindi reclamo il diritto di affrontarvi come si conviene, in combattimento.
Un porco non pu reclamare nulla!, lo aggred lArabo.
Taci!, ordin larmatura nera, finendo per scrutare il figlio con le sue pupille spiritate. Medit
un istante, allettato da oscuri pensieri, infine disse:
Fatemi riavere i miei feudi e vi conceder lonore che pretendete.
Un modo ci sarebbe, rispose Maynard. Ma soltanto in cambio della mia libert e di un
cavallo veloce.
Avrete entrambe le cose.
Allora sappiate che vi baster presentarvi ad Avignone, presso la Camera Apostolica, e
dichiararvi signore legittimo di Rocheblanche. I possedimenti del casato, che furono sottratti a Eudeline
perch erroneamente ritenuta lultima vostra erede ancora in vita, torneranno subito a voi.
Gaspar annu. Dovrei fidarmi di voi?
E io di voi?, ribatt a tono Maynard.
Sta bene. Avrete il cavallo.
E voi la mia promessa che tra un anno esatto mi troverete davanti al castello di Rocheblanche, a pretendere la vostra testa.
...
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71.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa
2 gennaio, notte
Varc in fretta e furia lingresso della cripta e scese le scale tortuose, incurante della neve che
gli copriva il capo e le spalle. Il tempo era poco, pochissimo, e se non fosse stato abbastanza rapido
avrebbe perduto per sempre la sua occasione.
Attravers lambiente sotterraneo a passi sicuri, le mani tese in avanti, tremanti per
limpazienza, finch non le us per aprire il cancelletto di una nicchia e si chin su una botola di pietra.
La sollev con un unico gesto, cos repentino da graffiarsi le dita. Poi, smanioso, afferr un
involto di tessuto che giaceva sul fondo della cavit e lo pose davanti a s, sul pavimento. Listinto gli
suggeriva di correre via, prima che fosse troppo tardi. Ma un impulso ancora pi acuto lo indusse a
indugiare un attimo per contemplare le reliquie del Cristo nascoste sotto quello strato di tela.
Fu cos che apr linvolto, e con un lampo di incredulit si trov di fronte a due pietre.
Ancora in preda allo sgomento, si accorse di una punta di pugnale che gli premeva contro la
nuca. Si volt lentamente, con unespressione stravolta.
Isabeau continu a minacciarlo con la basilarda di Gualtiero. Dov mio marito?, gli chiese
guardinga.
Strisciando sulle ginocchia, padre Andrea arretr di un palmo. Lhanno...
catturato.
Le iridi della ragazza guizzarono come fiamme. Chi?
I nemici di Rocheblanche.
Siete stato voi! Lavete tradito!.
Labate sent la lama del pugnale tagliargli una guancia, e per poco temette il peggio. No!,
grid accasciandosi a terra. Io sono qui per salvarlo!.
Non mi sono mai fidata di voi!, sibil Isabeau, minacciando ancora di colpirlo. Mai!.
Dov madonna Eudeline?, chiese il religioso, incurante dellinsidia.
Come mai le reliquie non sono al loro posto?
Eudeline se n andata con Maynard, spieg lei, facendolo sobbalzare per
lo stupore. Egli  giunto ore fa, con una fretta del diavolo. Si  sincerato che stessimo tutti
bene, e dopo aver saputo che Gualtiero era al sicuro con voi, a Ferrara, ha preso sua sorella, le due
reliquie, ed  fuggito a cavallo.
Ma..., balbett Andrea.
Se n andato subito per non mettere a repentaglio le nostre vite, continu la ragazza,
brandendo con maggior fermezza la basilarda. E voi...
Voi, maledetto! Ora venite a dirmi che il mio Gualtiero  stato preso da quei bastardi!.
Io... io.... Labate annaspava come in un sogno. Io non sapevo! Non potevo immaginare!.
Si copr il viso con le mani, per poi trovarle sporche di sangue.
E ora come far?, continu ad angustiarsi lei. Come far a riaverlo?
Un modo ci sarebbe stato..., sospir Andrea, vinto dallo sconforto. Ci sarebbe stato se
avessi potuto disporre delle reliquie. Le avrei barattate per la salvezza di Gualtiero, capite? Ero giunto
qui per questo. Ma ora... ora...
dannazione!. Prese le due pietre e le scagli contro una parete della cripta.
Cosa potr offrire in cambio della sua salvezza?
Maynard  ormai lontano, piangeva la ragazza, intenta a menar fendenti allaria. Non lo
raggiungeremo pi! Mai pi!.
Ma labate aveva smesso di ascoltarla. Era annichilito, inginocchiato in preda al cordoglio.
Rimase a imprecare, a lamentarsi, mentre la sua mente si ostinava a cercare una soluzione per quella
terribile disgrazia. Non cera tempo, continuava a ripetersi. Gualtiero non era della tempra di Maynard.
Sarebbe impazzito o morto da solo, nella paura e nel tormento. E tutto perch Andrea era stato
cos stolto da non consegnare a suo tempo...
Un attimo!, si rialz di colpo.
Cosa?, fremette Isabeau.
Labate si affrett distinto verso le scale. La biblioteca!, si limit a esclamare. Forse non
tutto  perduto!.
...
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...
72.
...
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...
Ferrara, Palazzo della Curia
3 gennaio
Lo custodivo nella biblioteca della mia abbazia, per Rocheblanche. Padre Andrea tamburell
lindice sul possente codice in folio appena posto sullo scrittoio del vescovo. Le borchie di bronzo sul
piatto anteriore parvero ammiccare nella sua direzione, suscitandogli dei terribili sensi di colpa.
Sapeva bene di separarsi da un testo preziosissimo, forse la fonte pi autentica della religione
cristiana. Daltra parte, ringraziava il cielo che Maynard si fosse scordato di portarlo via da Pomposa.
Avrei dovuto consegnarlo molto tempo fa a monsignor Guido di Baisio, soggiunse con finto
rammarico, ma capirete bene... con la grande pestilenza, gli innumerevoli lutti e il mio progetto di
riforma, me ne ero completamente scordato.
Con malcelata curiosit, il vescovo Filippo dAntella sfior il dorso costolato del libro. Quindi,
 da questo manoscritto che nascono le accuse su messer Maynard?.
Labate si strinse nelle spalle. Se c dellaltro, io non ne sono a conoscenza. E ancor meno lo
 il giovane catturato laltro ieri dallInquisizione.
Cingoli sostiene che sia coinvolto nella fuga di quel Rocheblanche.
Tanto astuto da compiere unimpresa del genere e tanto ingenuo da farsi acciuffare? Siamo
seri, vostra eccellenza, nemmeno uno sciocco se la berrebbe. Gualtiero de Bruni  un artigiano, non
certo un uomo dazione.
Il vescovo annu pensieroso. E voi, reverendo padre?
Vostra grazia?, fremette Andrea.
Mesi fa giungeste sino a Firenze per favorire Rocheblanche, gli fece presente lAntella.
Sborsaste molti fiorini pur di rimandare il suo giudizio.
Ci perch ho sempre scorto in quel cavaliere unimmensa nobilt danimo, si giustific
labate. Lo reputo un amico, oltre che un grande esempio di coraggio, perci non mi pento affatto
daver cercato di aiutarlo.
Per eludere unocchiata sospettosa, indic il codice sul tavolo. Ci nondimeno, concluse,
lunico mistero di cui egli mi mise a parte fu questo libro.
Il vescovo si prese una pausa per sbirciare il titolo sul frontespizio.
Liber... Flegetanis. Sollev lo sguardo incuriosito. Lavete letto?
Solo qualche stralcio, ment Andrea, tenendo a freno il nervosismo.
Prima di varcare la soglia di quella stanza si era ripromesso che sarebbe stato il pi sincero
possibile, limitandosi a omettere qualche parte di verit.
Sempre per linteresse comune, ben inteso. Si schiar la gola. Contiene passi biblici intrecciati
a brani di provenienza a me ignota. Forse un apocrifo, bench non mi sia arrischiato ad addentrarmici
troppo.
Il reverendo Filippo richiuse il volume. Una scelta coscienziosa, che pur non vi rende scevro
da altro genere di sospetti.
Nonostante il palazzo fosse pieno di spifferi ghiacciati, labate si sent soffocare dal caldo. Vi
supplico di essere il pi esplicito possibile, disse impassibile.
Fra Lamberto e monsignor Bertrand, esord sua eccellenza, alludono a delle reliquie
perdute, non a un libro. Bench io abbia scelto di lavarmene le mani, ho comunque consultato i verbali
dellinterrogatorio a cui fu sottoposto Rocheblanche.
Andrea abbozz una smorfia incredula. Nella mia abbazia non  custodita alcuna reliquia, se
non quelle destinate da oltre un secolo al culto dei santi locali, precis. Mandate pure i vostri missi a
controllare, se lo reputate opportuno. Oggi stesso, in mia presenza. Potranno appurare che non
nascondo n messer Maynard n alcun suo eventuale alleato. Nel caso labbiate sospettato, sintende.
Prima di ribattere, Filippo dAntella lo scrut di sottecchi. Quindi, concluse, consegnando
questo libro, riterreste la vostra confessione completa.
Per lappunto, disse, accorgendosi di essere giunto allimportante svolta che teneva in serbo
dallinizio. Oltre a ci, si affrett ad aggiungere, le mie parole comprovano linnocenza di Gualtiero
de Bruni. Se il Liber Flegetanis fu affidato a me, non vedo cosa possa saperne lui di questa faccenda.
Il vescovo si mostr daccordo, pur continuando a serbare unevidente perplessit. Perch,
chiese allimprovviso, scomodarsi per un comune popolano?.
Andrea si era aspettato anche quella domanda. Egli non  un villano qualsiasi, mise in chiaro,
bens il mastro pittore a cui ho affidato il programma pittorico della mia abbazia. Il suo genio  tale
che non pu
essere eguagliato, e se solo posaste gli occhi sulla parte dellopera gi compiuta non esitereste a
darmi ragione. Gualtiero  prezioso... Anzi, insostituibile! Condividerete quindi il mio sconcerto nel
saperlo ai ceppi per unaccusa ingiusta.
Non  ancora stata formalizzata alcuna accusa, precis lAntella con una velata
accondiscendenza. Tuttavia, non so quanto Cingoli sia disposto a scagionare il vostro uomo.
Neppure con la consegna del libro di Flegetanis?, volle sincerarsi labate.
Con un gesto rapace, il vescovo pose una mano sul codice. Questo libro non uscir mai da
questa stanza, se non per finire su un braciere.
Ci nondimeno, insistette, fra Lamberto dovr comunque obbedirvi.
Siete il suo vescovo e detenete il controllo su qualsiasi processo spirituale in atto nella diocesi.
Immagino abbiate ragione, sospir sua eccellenza. Ma anche se fossi disposto ad aiutarvi,
resterebbe il cardinale Bertrand du Pouget. Credetemi, sa Dio quanto la sua presenza ingiustificata
intralci la mia autorit! Me ne libererei anche subito, se potessi. Ma il mio potere non arriva a tanto.
Fu allora che Andrea si sporse in avanti con un sorrisetto astuto che tanto stonava sul suo volto
spirituale. Daltro canto, se si rendesse noto che monsignor Bertrand si trova a Ferrara non in veste
ufficiale, bens per ragioni ignote alla stessa curia di Avignone, il piatto della bilancia penderebbe a
vostro favore.
In tal caso, sua grazia il cardinale si troverebbe in una posizione di estremo imbarazzo,
comment Filippo dAntella con un guizzo di entusiasmo che, dopo una breve riflessione, scem in un
gesto contrariato. No, reverendo padre. Non sono disposto a esacerbare i miei rapporti con quel
prelato. Un simile gesto mi si potrebbe ritorcere contro, capite?
Non sar necessario che vi scomodiate di persona, lo rassicur labate.
Il vescovo ritrov il suo interessamento. A cosa state pensando?
A chi, per lesattezza. Il cardinale Hector de Durfort, generale dellesercito pontificio
attualmente di stanza in Romagna. In qualit di stratega e ambasciatore di sua santit, egli sar
senzaltro informato su ogni prelato avignonese presente nei feudi circostanti, e immagino maldisposto
a tollerare delle irregolarit come quella di monsignor du Pouget. A mio avviso baster informarlo con
un messaggio anonimo per scatenare la sua reazione.
Filippo dAntella si illumin. Mi avete elargito un ottimo consiglio, reverendo padre.
Lieto di avervi potuto servire, eccellenza, e si alz per baciargli lanello.
Adombrandosi di colpo, il prelato ritir la mano. Resta soltanto un problema.
Un altro?, sbott Andrea.
Il marchese Obizzo dEste non accetter di buon grado la presenza di Durfort a Ferrara. Ho
sentito dire che lo evita da mesi per non sentirsi obbligato a concedergli degli uomini da impiegare in
unazione militare nelle terre di Faenza. Se poi venisse a sapere che tutto ci  avvenuto per far
scarcerare un semplice mastro pittore....
Se dovesse rendersi necessario, disse labate spazientito, suggerite a sua signoria di fare
buon viso a cattiva sorte. Sempre che non preferisca veder divulgata la notizia di un ignoto discendente
della casata dEste. Un discendente assai pi degno dei suoi figli nella linea di successione.
Sua eccellenza scatt in piedi. Se fosse vero....
Andrea colse di nuovo la sua curiosit, ma si guard bene dal soddisfarla.
Ritengo di avervi messo in pugno armi bastevoli per riacquistare la vostra autorit, consider
con cautela. Auspico possiate ricambiarmi.
Dopo una breve esitazione, il vescovo annu. Conoscere troppi segreti, parve voler
sottintendere,  un lusso concesso a pochi. E gli porse lanello.
Far il possibile, reverendo padre.
...
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73.
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...
Gualtiero torn a Pomposa tre giorni dopo. Fu scaricato davanti allabbazia da un carro con le
insegne vescovili e, dopo pochi passi, cadde stremato sui gradini innevati del portale.
Isabeau gli corse subito incontro con il cuore gonfio di emozione. Piangeva e rideva allo stesso
tempo, quasi non riuscisse a decidere se fosse in preda allansia o alla gioia. Si inginocchi davanti a
lui e gli prese il capo in grembo, come aveva fatto tre anni prima, quando lui era sprofondato nel
deliquio davanti allimpiccagione del padre.
Amore mio, gli sussurr allorecchio. Amore mio....
Gualtiero ebbe un sussulto. Delirava per la febbre.
Poi le accarezz il viso.
Con quel che restava della sua mano destra.
...
Francia, monastero di Mont-Fleur.
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13 maggio.
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Maynard fren il morello e chiese a Eudeline di attenderlo in sella senza curarsi dei guardiani
appostati davanti alle mura, al di l delle quali si ergeva il monastero di Mont-Fleur, in mezzo a una
corte indorata dal sole. Nel vederlo, il cavaliere si concesse il primo sorriso dopo settimane di cupo
silenzio. Il viaggio era stato estenuante. I ghiacci delle Alpi, le selve e i predoni avevano messo a dura
prova sia lui che la sorella, ma alla fine erano giunti a destinazione.
Strada facendo si era ristabilito nelle membra e nello spirito, anche se le cicatrici che gli
marchiavano il corpo restavano a rammentargli che non sarebbe pi tornato luomo di un tempo. La
prigionia e la tortura avevano smorzato, forse per sempre, il suo ardore.
Consegnate le armi, attravers la corte con la bisaccia a tracolla e si ferm davanti allorrido
gorgoneion scolpito sulla lunetta del portale. Incubi e ricordi gli affollarono immediatamente la
memoria. Fu costretto a distogliere lo sguardo, la fronte aggrottata nello sforzo di placare il delirio.
Quando rivolse la sua attenzione di nuovo al portale, un anziano monaco comparve davanti a lui.
Quindi lavete incontrato.
Bast unocchiata perch Rocheblanche riconoscesse in quella ragnatela di rughe il volto del
saggio abate Manessier. Domin lemozione, disegnando un ossequioso inchino. Si era spesso
domandato, risalendo verso nord, con quali parole avrebbe esordito al loro incontro. Il pi delle volte
aveva finito con limmaginarsi nellatto di consegnare le reliquie di Cristo, sussurrando un Pater
noster. Invece, come gi gli era accaduto dinanzi a quel vecchio, non riusc a contenere la curiosit.
Di cosa state parlando?
Del quarto cavaliere, ridacchi il religioso, avvicinandosi a lui con lausilio del nodoso
pastorale. Colui che sarebbe giunto in seguito allavvento dei tre araldi. Non pareva affatto stupito di
rivederlo. Quasi non avesse fatto altro, per tutto quel tempo, che aspettare.
Quindi rammentate....
Il vostro sogno? Naturalmente. Ci ho riflettuto a lungo, specie dopo la
visita del giovane presentatosi qui in vostra vece.
Gualtiero de Bruni, annu Maynard. Lo pregai di raggiungervi perch temevo di non
sopravvivere alla peste. Mi ha raccontato che gli mostraste il Lapis exilii.
Parliamo daltro, minimizz Manessier, studiandolo con attenzione. Il vostro tormento. Non
ve ne siete ancora liberato, dico bene?
Esso mi consuma..., ammise il cavaliere, preso alla sprovvista. E mi tiene in vita.
Pur consapevole di metterlo a disagio, il vegliardo scost un lembo del mantello del viaggiatore
e controll, sopra il bavero, i segni di ustione che salivano fin quasi al mento. Avete sofferto,
osserv.
Il cavaliere si ritrasse. Il martirio  stato atroce, si limit a dire.
Non tutti i martiri sono destinati a diventare santi, ribatt Manessier, in risposta alla sua tacita
allusione.
Maynard mortific sul nascere quel rigurgito di orgoglio. Comunque sia, disse, ho
mantenuto fede al giuramento.
Prima che il religioso avesse il tempo di ribattere, apr la bisaccia e gli mostr il contenuto.
Oh, Dio mio!, esult Manessier, riempiendosi di stupito sollievo. Venite, messere. Entrate!
E che il Signore vi benedica!.
Poco dopo stavano percorrendo le scale dirette alla cripta. Manessier faceva strada con una
lanterna in una mano e la bisaccia di Maynard nellaltra.
Nonostante i gradini ripidi che parevano non finire mai e lassenza del pastorale, procedeva fin
troppo svelto. Il somnium dei tre cavalieri, accenn dun tratto, forse per ingannare lattesa. Non
siete certo il primo ad averlo fatto, ma ogni volta significa qualcosa di diverso. Come gi vi confidai, a
mio avviso rappresenta i tre flagelli annunciati dalla congiunzione di Giove, Marte e Saturno. Per voi,
tuttavia, potrebbe trattarsi di ben altro.
Rammento sia i vostri discorsi, conferm Rocheblanche, sia la vaghezza con cui li
pronunciaste.
Spesso una parola taciuta  di sprone allintelletto.
Troppa vaghezza pu andar bene per chi si diletta in rompicapi, replic Maynard, ma non
certo per chi dispera in una cella dellInquisizione.
Non commiseratevi, lo rimprover Manessier. Se siete qui, ora,  anche grazie al messaggio
che avete colto nel vostro sogno.
 la morte. La voce del cavaliere echeggi nel buio. Sono persuaso che
sia questo il messaggio. I tre araldi la precedono, come nell Apocalisse di Giovanni.
Davvero?, volle sincerarsi labate, continuando a far lume. Eppure siete ancora vivo.
La morte a cui alludo  altra cosa, precis Rocheblanche. Essa  colei che gioca a scacchi
con ognuno di noi fin dal giorno della nostra nascita, pur restandoci celata allo sguardo.  il nemico
perenne, il memento, il cacciatore sempre pronto a sorprenderci.
Voi alludete allangelo della morte!, si volt di scatto Manessier. Colui che viene chiamato
Azazel nel Levitico e Samael nel Midrash Debarim Rabbah.
Maynard colse il suo trasalimento. E perch non larcangelo Michele?, ribatt. Non  forse
lui a traghettare le anime nelle sfere ultraterrene?
Qualunque cosa sia, ho idea che iniziate a riconoscervi in quellessere.
Lo affermate come se fosse un male.
Lo affermo con rispetto, rettific labate. Poich Michele  anche il messaggero divino
come un tempo lo fu Mercurio. Non a caso gli gnostici riconoscono luno nellaltro, e adorano
entrambi. Scese gli ultimi gradini che terminavano davanti a una porta di legno borchiato. Prima di
aprirla, concluse: Perci  vero, Rocheblanche. Il quarto cavaliere siete voi. E
insieme alla morte, recate il messaggio pi prezioso. Le reliquie perdute del Cristo.
Il varco li condusse a una cripta a pianta circolare che culminava in una volta oblunga scavata
nella roccia. Alla sommit si apriva uno spiraglio da cui penetrava un fascio di luce bianca che cadeva
sullunico oggetto presente.
Una tavola rotonda.
Maynard si avvicin con la sensazione di essere avvolto da una strana fragranza, o forse un
suono, capace di risvegliare in lui una profonda riverenza. Pos i palmi sulla mensa di pietra,
accorgendosi che era completamente ricoperta di parole graffite in una lingua sconosciuta.
Rivolse lo sguardo a Manessier, affinch potesse rispondere alla sua tacita domanda.
Il monaco per era intento a fare altro. Mormorando unantica preghiera, stava estraendo dalla
bisaccia le due reliquie per riporle al centro della tavola.
La coppa e la punta di lancia. Rocheblanche osserv i loro corpi lucidi, pi
neri della notte, stagliarsi sotto un candido fascio di luce. Ne ricav un inspiegato benessere,
che si tramut in commozione allorquando le vide, a poco a poco, cambiare colore.
Grigie, bianche, porpora.
Finch non divennero dorate.
Si ritrov prostrato, in preda a un sentimento di amore cos intenso da non riuscire quasi a
contenerlo. Ora non aveva pi bisogno di porre domande, n di conoscere. Sentiva. Non pot trattenere
il pianto.
A quel punto Manessier gli pose una mano sul capo, poi si inginocchi accanto a lui. Avete
ottenuto il dono delle lacrime, mormor.
E, giunte le mani, schiuse le labbra per intonare un inno di gioia.
...
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74.
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Abbazia di Santa Maria di Pomposa
6 giugno
Gualtiero osserv i moncherini della sua mano destra, prese un carboncino da un astuccio di
legno e inizi ad abbozzare il disegno di un passero. Le dita tremavano, il tratto ne usc incerto. Si
sforz di imprimere maggior controllo sul medio e sullindice, con il risultato di scatenare una fitta
allestremit del palmo.
Se in principio si era detto fortunato daver perso soltanto le dita ritenute meno importanti  il
mignolo e lanulare  ora scopriva quanto fossero state utili nel governare il calamo e il pennello. Senza
era privo di stabilit, come un ubriaco incapace di camminare diritto. Inoltre, a cinque mesi dalle
torture inflitte da Cingoli e Pouget, il dolore non si era ancora placato, scatenandogli dei crampi
improvvisi che si estendevano dal polso fino alle appendici ormai inesistenti.
Cerc di ignorarli applicandosi al disegno. Morbido e sicuro, simpose. Le linee dritte della
coda e quelle curve del capo e del petto gli costarono non poca fatica, ma lo ripagarono del risultato. Si
concesse un sorriso. Settimane di pratica sembravano finalmente giovargli. Prosegu con maggior
spigliatezza, sfumando le piume delle ali, le zampe finch... un fulmine di dolore, violentissimo, si
ramific fino al gomito.
Gett il carboncino con un grido di rabbia, frenando limpulso di scardinare il ripiano dello
scrittoio. Inutile, si disse. Del tutto inutile!
Sferr un calcio allo sgabello e inizi a camminare per lo scriptorium deserto. Non era pi
tempo di alimentare false speranze! Non sarebbe stato mai pi in grado di dipingere. Quei bastardi gli
avevano rovinato la vita.
Continu ad aggirarsi furioso per la stanza, in preda alla rabbia e alla disperazione. Padre
Andrea gli aveva concesso di esercitarsi in quel luogo finch non si fosse rimesso e considerato pronto
a riprendere il lavoro agli affreschi. Per tutto il tempo che gli fosse stato necessario. Era stato
premuroso, comprensivo oltre ogni misura. Si era preso cura di lui e di Isabeau, accogliendoli in una
casupola ai margini del chiostro, precedentemente occupata da alcuni servi, preoccupandosi di non far
mai mancare loro n cibo n legna da ardere.
Gualtiero per era stanco di provar gratitudine senza riuscire a ricambiare.
Quel che lo faceva maggiormente soffrire, per, era sentire dentro di s il bisogno di dar sfogo
alla propria creativit. Se solo si fermava a riflettere vedeva il programma pittorico gi ultimato. Oh,
solo a pensarci fremeva per lentusiasmo! Le dita gi iniziavano a muoversi per la voglia di dar forma a
quelle immagini portentose.
Gi, sospir. Le dita.
Continu a vagare tra i tavoli dello scriptorium, mentre le ombre della sera si facevano sempre
pi lunghe. Per tutta la vita aveva inseguito un sogno. E
ora che laveva quasi realizzato, il destino si faceva beffe di lui.
 bellissimo.
Si volt. Vide Isabeau davanti al suo tavolo di lavoro, intenta a contemplare il disegno.
Bellissimo, ripeteva.
A Gualtiero si spezz il cuore. Anche lei si illudeva. Cosa ci fai qui?, le chiese brusco. Sai
bene che labate non vuole.
Non ci sono monaci a questora, rispose con un sorriso. Nessuno che io possa mettere in
imbarazzo.
In ogni caso non dovresti....
Fai progressi, lo interruppe la ragazza, rimirando il bozzetto del passero.
 molto... dolce.
Lui a quel punto non riusc pi a trattenersi. Non sono pi io!, sbott.
Non  il mio modo di disegnare!.
Devi aver pazienza, disse lei, correndo ad abbracciarlo. Aspettare.
Gualtiero per era inconsolabile. Aspettare cosa?, sorrise con amarezza.
Che mi ricrescano queste dannate dita?.
A quel punto Isabeau si ritrasse. Lo scrut intensamente, seria, finch lui non si decise a
ricambiare il suo sguardo. Per me non  necessario che tu sia pittore, afferm. Ti amer sempre e
comunque, qualsiasi strada tu decida di percorrere. Falegname, calzolaio, guitto, accattone... Io sono
tua moglie, accetter ogni tua scelta. Si chin per raccogliere il carboncino finito sul pavimento e
glielo porse. La domanda : tu riusciresti ad accettarti?.
Lui esit. Rimase davanti a quegli occhi traboccanti di forza e di bellezza, consapevole di non
poter mentire. Bench la risposta lo terrorizzasse. Io...
no, mormor infine. Indic il tavolo da disegno, il bozzetto.  questo ci che sono. Non vorr
mai essere nientaltro.
Allora imparerai di nuovo, disse lei, risoluta. A costo di ricominciare da
capo, e di servirti della mano sinistra.
...
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...
EPILOGO.
...
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...
SUB OCULIS DOMINI,
Castello di Rocheblanche.
1 gennaio 1351.
...
.
...
Si ergeva grigio come il ferro, sulla collina pi aspra che dominava le selve estese fino alla
Marna. Maynard fren il morello al limitare della vegetazione e ne scrut le torri severe, i merli simili a
denti protesi verso il cielo. Il luogo che evitava da quasi dieci anni, la sua casa. Rassicur Eudeline con
un cenno, poi la invit a proseguire al trotto lungo un sentiero che sinerpicava verso una radura ai
piedi del castello.
La neve aveva imbiancato ogni cosa, cancellando il verde degli alberi e lodore della terra. Lui
tuttavia riconobbe la strada, continu fino a un luogo cosparso di pietre conficcate nel terreno e l si
ferm, scendendo da sella.
La lapide di sua madre si trovava sotto le fronde di una grande quercia.
Maynard rammentava bene il punto, giacch era stato proprio lui a deporla l, con laiuto dei
servi, in quella notte dinferno. Prima di portare via Eudeline. Prima che il mondo finisse. La pul dalla
neve, scoprendo il nome e la croce incisi sopra il marmo.
 Matr, sussurr. Fin da bambino laveva chiamata cos, con la stessa parola usata nel gallico
antico per nominare il fiume. Madre.
Dun tratto si accorse di avere sua sorella al fianco. Labbracci, avvolgendola nel mantello, e
insieme rimasero a osservare la lapide finch lalba non divenne mattino.
Soltanto allora Maynard ruppe il silenzio. Starai ad assistere tra gli alberi, nascosta.
Lei annu.
E se io dovessi aver la peggio..., aggiunse, fuggi.
No, ribatt Eudeline, mostrandogli uno stiletto. Se dovesse accadere perir anchio, con te.
Il primo a giungere fu lArabo. Scese dal declivio in sella a un cavallo baio, avvolto in un
mantello del colore del sangue. Si ferm ai margini della radura, sovrastato dallimmagine del castello
che si stagliava contro il cielo biancastro. Lo seguiva un drappello di servitori, tra cui unancella che
teneva per mano una bambina di circa due anni.
Maynard era a venti passi da loro, pronto al combattimento. Oltre alle sue spade, portava sotto il
mantello una vecchia armatura composita, con un usbergo rinforzato da piastre e fasce di cuoio, dono
del venerabile Manessier al momento del loro addio. A detta dellabate, era appartenuta a un nobile
guerriero giunto a Mont-Fleur sessantanni prima per ritirarsi per sempre dal mondo. Non erano servite
altre parole perch il cavaliere capisse da dove proveniva la tempra dellanziano monaco, e si sentisse
onorato del dono.
Gaspar de Rocheblanche si manifest per ultimo. Uscendo dal portale del castello, avanz in
sella a un cavallo da guerra coperto da una gualdrappa nera quanto larmatura, e come uno squarcio di
tenebra scampato al mattino raggiunse la schiera dei servitori. Costui  mio figlio!, voci al loro
cospetto, indicando Maynard. Se questoggi egli dovesse uccidermi, il castello, i miei feudi, il mio
titolo e ogni altro mio bene, compresi voi tutti, passeranno sotto la sua signoria.
Poi abbass la ventaglia e sguain la spada da taglio. Ebbene, siete stato cos folle da
mantenere la parola!, grid in direzione del rivale. Ma badate bene, non baster certo il coraggio a
rendervi vincitore!.
Nascosta tra gli alberi, Eudeline seguiva la scena in preda a una miriade di emozioni. Bench
Maynard lavesse preparata a quel momento, rivedere il padre aveva riaperto una profonda ferita da cui
erano scaturiti dolore e ossessioni. Rimase a osservare Gaspar aggrappata a un ramo ghiacciato,
tormentata dal ricordo di lui che, affermando di amarla, abusava della sua innocenza. Oh, sacrosanta
vendetta! Pens allo stiletto nascosto sotto il suo mantello e si trattenne a stento dal correre verso
quellinfame per trafiggerlo, incurante che la sua esile lama si potesse spezzare al contatto con la
corazza di metallo.
I suoi piedi si mossero quasi da soli. Gli alberi erano abbastanza fitti da consentirle di spostarsi
intorno alla radura restando sempre nascosta, e di scivolare sul manto di neve come un lupo che prepara
lagguato. Perch era questo che stava facendo. Del resto, aveva un bellardire Maynard a ritenersi
lunico in diritto di far giustizia! Invece era lei ad averne! Pi di ogni altro, fossero stati anche in mille
ad aver subto le angherie di Gaspar de Rocheblanche! Forse non possedeva labilit di menar fendenti,
e certo non avrebbe mai avuto lardire di sfidarlo a una tenzone, ma il suo odio verso il padre era pi
che sufficiente a renderla degna di reclamare il suo sangue.
Giunta che fu alle spalle dei servi, impugn lo stiletto e riflett su come
sorprendere il cavaliere nero. Una volta accanto a lui, le sarebbe bastato un affondo alla base del
collo o sotto lascella, dove n metallo n cuoio proteggevano la carne, per ucciderlo. Il problema era
superare lArabo senza farsi scorgere.
Esamin la disposizione della servit per valutare se fosse possibile aggirarla e avvicinarsi
ancora, magari tra i cespugli pi bassi, quando scorse qualcosa che la fece improvvisamente trasalire.
La bambina in braccio allancella.
E il pendente che le risplendeva sul petto.
Tanto bast per farle perdere lattimo.
Con un colpo di sproni, Gaspar si lanci allattacco. Maynard lo vide procedere a spada tratta,
in una carica furiosa. Si consacr al dio della vendetta e part a sua volta, gettando il mantello sulla
neve. La lingua di terreno che li separava si ridusse a un velocit vertiginosa, pur concedendogli il
tempo di rivivere tutto lodio, la rabbia e la sete di sangue che lavevano condotto a quel momento. Il
tormento di anni bruciato in pochi attimi.
Le spade si schiantarono in uno stridere violentissimo, per poi venir trascinate via con i
rispettivi combattenti dallo scalpitare dei corsieri.
Maynard giunse al margine della radura, gir il morello e si lanci al secondo assalto. Era solo
al primo scambio di colpi e gi la mano destra gli doleva, rammentandogli le tenaglie del boia che,
nelle prigioni di San Domenico, gli avevano slogato le dita.  tutto passato, si disse. Resister.
Il secondo impatto fu assai pi violento. Gaspar stratton le redini, facendo impennare il cavallo
per sferrare un terribile fendente dallalto. Maynard par e rispose con un colpo diretto al costato, ma
con sua grande sorpresa la lama rimbalz contro le piastre dellarmatura senza neppure scalfirla. Non
fece in tempo a ripiegare che vide il pomolo del padre abbattersi sul suo viso. Limpatto fu talmente
potente da scardinarlo dalle staffe.
Stramazz sulla neve con la faccia lorda di sangue. Annasp in cerca dellarma e si rialz in
fretta, stordito. Il grido di odio che gli usc dalla gola sintrecci con quello del cavaliere nero.
Ora vi uccider!, sibil Gaspar de Rocheblanche, sovrastandolo dallalto della sua sella.
Ma Maynard, incurante della vista appannata, gli afferr una gamba e lo trascin a terra.
Una croce doro gemmato. Eudeline non riusciva a togliere gli occhi da quel pendente,
incredula e commossa al tempo stesso. Impossibile, si disse.
Impossibile! Eppure quelloggetto le era terribilmente familiare. Come anche, a ben vedere, i
lineamenti della bambina. Le sue iridi verdi e i ricci ribelli, castani... Pi li osservava, pi le sembrava
di rivedere il volto di Aleydis.
No, non pu essere!, ripet dentro di s. La piccola Anglique era morta con la madre fra le
strade di Reims, durante linfuriare del vaiolo. Nessuno avrebbe potuto sopravvivere in simili
condizioni. Nessuno, figurarsi un infante!
Daltronde, quel crocifisso...
Un grido di battaglia la strapp dai ricordi, costringendola a seguire gli esiti dello scontro.
La mano destra era un crogiolo di dolore. Maynard dovette aiutarsi con la sinistra per resistere
alla pioggia di colpi inferti dal padre. Bench combattessero entrambi a piedi, instabili sulla neve,
Gaspar torreggiava su di lui nel suo involucro di metallo nero. Accompagnava ogni assalto con una
risata gutturale, piena di sadico godimento, al fine di fiaccarlo anche nello spirito.
Ma Maynard era ben lungi dal volergli dare soddisfazione. Per non soccombere a quelle
incessanti prese di ferro, chiuse la distanza con uno scatto improvviso, facendo perdere lequilibrio
allavversario.
Fu cos che, con unesclamazione sbalordita, Gaspar de Rocheblanche si ritrov a terra,
schiacciato dal peso della sua stessa armatura. Agit le braccia come un enorme insetto, nel tentativo di
rialzarsi, ma non pot impedire al figlio di bloccargli il petto con un piede e puntargli la spada alla gola.
Toglietevi lelmo!, ordin Maynard, trafelato.
Fu un errore.
Appena le dita coperte di rostri ebbero slacciato la cinghie della gorgiera e sfilato la celata di
ferro, lo misero di fronte alla smorfia di sfida del padre.
Ebbene, figlio mio, lo provoc Gaspar,  in questo modo ignobile che intendereste
finirmi?.
Per un attimo che parve eterno Maynard rimase a fissare quello sguardo.
Poi, dal folto degli alberi, ud un grido lacerare laria: Uccidiloooooo!.
Con un fruscio del tessuto scarlatto, lArabo balz gi da sella e corse tra i
rami per acciuffare Eudeline. Lei sent la sua mano stringerle il polso per farle prima cadere lo
stiletto, poi trascinarla allo scoperto, tra i servi. Stupida donna!, si rimprover. Del resto non aveva
saputo resistere, il grido le era uscito dalla gola come unondata violenta e incontenibile. Fremeva
troppo per leccitazione di vedere infilzato il padre, la smania angosciante di assistere alla morte di quel
bastardo. Ma perch Maynard indugiava?
In uno slancio dorgoglio, si ribell al moro e punt di nuovo lo sguardo verso il fratello.
Uccidilooo!, ripet. Per tutto il male! Per tutto quello che mi fece!.
La spada era diventata incredibilmente pesante. Maynard lanci unocchiata stravolta verso la
sorella, chiedendosi cosa le fosse saltato in mente per spingersi fin laggi, e torn a fissare il padre
sdraiato sulla neve. Giuratemi che il vostro servo non le far del male!.
E voi, grugn Gaspar, che non mi darete una morte tanto ignobile.
Senza il minimo indugio, Maynard conficc la lama a terra e lo aiut a rialzarsi, permettendogli
di far cenno allArabo di non infierire su Eudeline.
Appena vide la sorella libera, torn al combattimento. Ors, brandite il vostro ferro!, intim
al rivale. Dacch questo sar lultimo assalto.
Sguain la spada da stocco e lassicur alla mano stringendovi intorno un laccio di cuoio,
affinch il dolore alle dita non gli facesse perdere la presa.
Quindi si mise in guardia.
Gaspar lo percosse con forza, proseguendo lattacco cruento iniziato a cavallo. Aspettandosi
quella mossa, Maynard riusc ad avvantaggiarsi costringendolo al gioco stretto. Si difese dagli assalti
puntando non tanto a ferire quanto a fiaccarlo, sprezzante del rischio di venire colpito di nuovo.
Nel frattempo la sua rabbia mutava in una lucida fierezza, uno stato di percezione istintiva che
lo coglieva durante gli scontri pi impegnativi.
Ben presto le sue emozioni furono un tuttuno con il respiro e lo sforzo delle membra, in uneco
visionaria che gli diede limpressione di assistere alla scena da lontano. Ed ecco che si vide a
combattere indomito contro quel Golia di ferro nero, a volteggiare in una danza letale. Era diventato
langelo della morte, il prode Michele uscito dalla tenebra della prigionia per punire, vendicare e
distruggere.
Schiv un affondo e, girando su se stesso, penetr nelle difese del nemico sferrando un
micidiale fendente sotto la spalla sinistra. Il filo della lama penetr lacciaio e la carne.
Con unespressione incredula, Gaspar de Rocheblanche cadde sulle ginocchia ed emise un
rantolo. Maynard estrasse la lama strappandogli un grido di agonia, mentre uno spruzzo di sangue
macchiava la neve.
Ecco, sentenzi con il cuore che gli martellava nel petto, la giusta morte che vi spetta!.
Si raccolsero intorno al signore di Rocheblanche nellattesa che esalasse lultimo respiro.
LArabo chino su di lui a tergergli la fronte, i due fratelli in piedi al suo cospetto, algidi come statue.
Dun tratto Gaspar si agit, fece per rivolgere la parola a Eudeline, ma tutto ci che riusc a
esprimere fu con lo sguardo. Una cattiveria smisurata, aberrante, folle. Poi uno spasimo lo port via.
Lei, con una durezza che di tanto in tanto, nella vita, le sarebbe ancora affiorata in volto, si
stacc da Maynard e raggiunse la bambina. Si inginocchi davanti a lei, prese tra le mani il suo
crocifisso e lo contempl con attenzione. Infine, annuendo tra s, la accarezz.
Tu sei Anglique, le disse con un sorriso stanco. La figlia di colei che mi am e mi odi allo
stesso tempo. Da ora in poi, se vorrai, sar tua madre.
Maynard scrut il castello di Rocheblanche e si sent finalmente libero.
Lurlo dei cavalieri era ormai lontano, quasi un sussurro portato dal vento.
Restavano il dolore e la spossatezza, ma fu grato a entrambi perch erano la giusta misura delle
imprese che aveva compiuto.
Fu poi colto dal rimpianto per le cose perdute, per gli amici lontani e per il mistero che mai, pur
serbandone memoria, avrebbe del tutto compreso.
Forse un giorno, si disse, avrebbe raggiunto Manessier per concludere la sua vita nel luogo pi
ritirato e sereno del mondo. Ma non ora.
Raggiunse Eudeline e la strinse in un abbraccio.
Abbazia di Santa Maria di Pomposa
13 marzo
Lanno del Giubileo si era concluso, gli ultimi pellegrini erano in movimento per la via dei
Romei verso la Citt eterna. A poco a poco la neve si era dissolta, lasciando il passo alla stagione delle
nebbie e poi a giornate sempre pi lunghe, dal tepore profumato.
Laffresco della navata centrale era progredito. Il mastro pittore stava completando, ritto su
unimpalcatura, la scena finale dellApocalisse che labate aveva deciso di aggiungere sotto le fasce del
Vecchio e del Nuovo Testamento. Con rapide pennellate, diede forma al cavaliere del Verbum Dei con
la spada a doppia lama che gli usciva dalla bocca, poi allarcangelo Michele armato di lancia e infine
alla bestia serpentiforme ricacciata nellabisso.
Decorare la parete settentrionale era stata unimpresa quasi folle, resa possibile soltanto
dallamore e dalla fiducia di Isabeau. Nel riprendere a dipingere alternando luso della mano sinistra a
quello della destra, Gualtiero si era reso conto che il suo stile mutava diventando via via pi corsivo ed
efficace, quasi ossessivo. Cos per lo meno gli era parso nel rappresentare Elia rapito dal carro
infuocato e Abacuc sorretto per i capelli da un arcangelo in volo. Ma pi di ogni altra scena, era la
Crocifissione a rivelare la differenza con i suoi affreschi precedenti. Le forme cruente, quasi intagliate
del Cristo, si alternavano al simbolismo tragico della Madonna, afflitta da un dolore emotivo e insieme
spirituale.
Ancora una volta era stato necessario murare alcune finestre per dare respiro agli immensi
riquadri delle vicende di Mos, di Davide e degli altri profeti, fino alla battaglia di Giuda Maccabeo,
per poi proseguire sulla fascia inferiore con la vita di Ges. Affinch tutto fosse chiaro e intelligibile,
padre Andrea laveva invitato a trascrivere, a mo di corredo per ogni scena, delle didascalie in versi
latini vergate di suo pugno.
Un ulteriore allontanarsi dalla semplicit del volgo, era stato il commento di Gualtiero.
Il religioso, serafico, aveva ribattuto chiedendogli di pazientare e di riporre maggior fiducia
nelle sue direttive.
E Dio gli era testimone, aveva avuto ragione.
Finito di ritoccare le squame del draco, il mastro pittore scese dal ponteggio e, asciugandosi la
fronte con le mani sporche di colore, cammin per la navata col naso allins. Le campane avevano
appena battuto lora quarta e nessun monaco sarebbe entrato nel monastero fin dopo pranzo. Il silenzio
era totale, le immagini vibranti.
Parlavano.
Non avrebbe saputo descriverlo in altro modo.
Contempl nella sua maestosa interezza il sovrapporsi dei tre tempi biblici della Rivelazione,
dal compiersi del peccato originale al futuro simbolico dellApocalisse, infine punt lo sguardo verso il
Giudizio Universale, le trombe degli angeli, la Gerusalemme celeste, i beati in attesa nel seno di
Abramo e le pene dellinferno.
La storia della Salvezza.
 come un abbraccio.
Isabeau lo osservava da sotto larco di una navatella, radiosa.
Gualtiero aveva le lacrime agli occhi. Era fiero di s, appagato in un modo che non avrebbe mai
creduto possibile. Cera lui dentro ognuna di quelle immagini! Lui, insieme agli insegnamenti di padre
Andrea, al coraggio di Rocheblanche e allamore di sua moglie. Gli serv un istante per avere la meglio
su quella vertigine di emozioni. Forse non tutti capiranno, mormor.
Anche se fosse?. Lei si strinse nelle spalle. Capiranno abbastanza da sentirsi benedetti.
Il pittore annu. Indugi ancora un attimo davanti alla Maria dellAnnunciazione, che con quegli
occhi allungati e i capelli biondi riproduceva il volto di sua madre Sapia, poi, con un sorriso, baci sua
moglie. Ora, le disse,  giunto il momento di andare.
Padre Andrea arrotol il messaggio appena ricevuto da messer Maynard de Rocheblanche, lieto
di aver appreso la buona novella, e salut i due giovani sposi che si stavano allontanando su un carro.
Cos comera giunto, Gualtiero de Bruni infine se ne andava.
Labate non sapeva con esattezza dove fosse diretto, ma intuiva che il mastro pittore avrebbe
portato il suo talento visionario oltre le balze dellAppennino, tra la Romagna, lUmbria e le terre
tosche, lungo gli stessi sentieri battuti un tempo dal padre.
Guard il carro imboccare un sentiero diretto verso sud, incapace di trattenere la commozione.
Poi, dopo aver augurato a Gualtiero e a Isabeau ogni bene, si ritir nel monastero per ammirare ancora
una volta gli affreschi.
Rimase a osservarli fino al calare del sole, infiammato dalleuforia e da un pizzico di curiosit.
Fra innumerevoli simboli e immagini bibliche, infatti, Gualtiero aveva lasciato un enigma.
Una mensa dellUltima Cena rotonda anzich rettangolare.
Guardandolo dipingere, padre Andrea era stato tentato pi volte di chiedergli il perch di una
scelta tanto singolare, ma alla fine aveva deciso di tenere per s quella domanda.
Perch, in fin dei conti, non era soltanto il rutilare dei colori a rendere impareggiabile
quellaffresco. Era anche il mistero.
E per nulla al mondo, dopo anni di silenzio, lui avrebbe rinunciato a udire di nuovo, in un cos
sublime trasporto, il brusio degli angeli.
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FINE.
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NOTA DELLAUTORE.
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La luce della storia.
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Il cardinale Bertrand du Pouget mor il 3 febbraio 1352 nel suo Palais de Griffon, a
Villeneuve-ls-Avignon, gravato dal fallimento di una campagna politico-militare nel Nord Italia e dal
ricordo di uno dei periodi pi cupi del Medioevo: la grande pestilenza.
Spero non me ne voglia se ho sfruttato il suo nome per tratteggiare un genio dellintrigo e del
male. Daltronde potrei difendermi affermando che Dumas docet, e dal momento che anchio
intendevo tratteggiare un cardinale Richelieu  nel senso letterario del personaggio  non ho esitato a
pescare a piene mani dai libri di storia. Altrettanto vale per Lamberto da Cingoli (o Rambertucius
Cingulanus), uno dei frati domenicani pi influenti della Lombardia inferior fin oltre la met del XIV
secolo. Tra il 1329 e il 1331
fu tra i giudici del processo per eresia contro i fautori di Ludovico il Bavaro, insieme a Egidio
Galluzzi e Pace da Vedano. Il settecentesco Catalogus inquisitorum di Ermenegildo Todeschini lo
vuole inoltre inquisitore generale di Bologna, con competenze estese fino a Ferrara, fino al 1338,
quindi priore del convento bolognese tra il 1342 al 1355, con un intermezzo segnato dallincarico di
provinciale. Le sue notizie si perdono dopo la nomina a lettore dello Studium generale della stessa citt,
nel 1356.
Precise sono anche le notizie riguardanti Hector de Durfort, inviato in Italia nel 1349 con il
titolo di rector Romandiolae pro Ecclesia, e Guido di Baisio, spirato a Ferrara il 21
aprile 1349  non certo perch trafitto da una freccia! Nel suo testamento, vergato tre giorni
prima della morte, si menzionano i libri giuridici scritti dallomonimo zio.
Nei limiti consentiti dalla fiction, mi sono sforzato di essere preciso anche riguardo Filippo di
Neri dAntella e mastro Vitale de Equis. Ma la maggior cura  stata rivolta a ricostruire la Ferrara
medievale, senza trascurare neppure i postriboli (i pi frequentati erano nelle contrade di San Romano e
di San Paolo).
E poi c Pomposa, con la sua luce e la sua grazia. Con la sua bellezza. Non  stato difficile
descriverla fra queste pagine, poich  giunta fino a noi quasi immutata.
Affrescata nel 1351 per volere dellabate Andrea  cos recita uniscrizione nel catino absidale 
offre agli sguardi di chi ha il privilegio di visitarla gli affreschi di un artista senza nome. Affreschi
apocalittici, s, ma eseguiti negli anni immediatamente successivi alla peste, quando iniziava a risorgere
la speranza che la storia delluomo non fosse giunta al termine, e che Dio non si fosse stancato dei
propri figli.
LApocalisse di Pomposa  quindi rivolta a noi, che camminiamo inconsapevoli dentro un
disegno teologico, e capolavoro gotico, del tutto  compiuto.
Per chi ci crede, naturalmente.
Per quel che mi riguarda, credo nelle qualit che ho voluto infondere nei miei personaggi.
Maynard, Eudeline, Gualtiero, Isabeau. Alla fine dei conti importa soltanto come si 
vissuto, e come certe idee continuino a vivere dentro di noi. A ispirarci, a legarci luno allaltro.
E a suggerirci che anche nel cuore della narrativa pi nera, cos come nei risvolti pi tragici della
Storia, c sempre, per chi la sappia cercare, un po di luce.
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Comacchio, 21 maggio 2016.
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FINE.